25/08/2026
La risposta di Andrea a chi lo chiama assassino. 🥩
“Se vai al supermercato, compri il pollo e poi dai dell’assassino al cacciatore, sei ipocrita o comunque non ti rendi conto di come funziona.”
“Se non sei mai stato in un macello, quel momento di morte non l’hai vissuto. Stai solo delegando a un altro di farlo.”
Non è un invito a cacciare. È un invito a guardare la filiera fino in fondo — quella parte che per quasi tutti noi si ferma al banco frigo.
💬 Sei d’accordo o no?
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Con chi è vegano, Andrea non polemizza. Anzi. 🌾
“Se tu mi dici: riesco a vivere in sintonia con la natura, senza uccidere nessun animale fai benissimo.”
Arriva a dire che se ci riuscisse, probabilmente lo sarebbe anche lui.
Poi però aggiunge la parte scomoda: per coltivare un campo di ceci o di grano, gli animali selvatici vanno comunque tenuti fuori. E in Toscana l’agricoltore i cinghiali li spara.
Un punto su cui vale la pena ragionare, qualunque sia la tua posizione. 💬
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L’affermazione più divisiva di tutta la puntata. ⚖️
Andrea sostiene di amare i cervi più di chi si dice animalista a Torino e li vede una volta all’anno.
Una frase che farà arrabbiare parecchie persone e lo sa. Ma la sua prova non è retorica:
“Se tra 10 anni i cervi qui fossero pochissimi, non li caccerei più.”
Il punto della sua tesi è che chi vive un territorio ha un interesse diretto a che quegli animali ci siano ancora domani.
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Dice che smetterebbe se gli animali calassero. Ma l’ha già fatto davvero. 🦌
Vent’anni fa, in quelle montagne, si prelevavano 50-70 caprioli l’anno. Oggi cinque o sei.
“Sono parecchi anni che non lo chiedo più: i numeri non sono più quelli di un tempo e non ha più senso fare il prelievo.”
Nessuno glielo ha imposto. Ha semplicemente smesso di chiedere il permesso.
È la parte della punta