07/03/2020
CORONAVIRUS
GLI ANGELI DEL SANTA MARIA DEGLI ANGELI DI PUTIGNANO
Chi ha letto Fax di oggi avrà certamente compreso la posizione del nostro giornale sul tema Coronavirus. Su Fax di Conversano, Putignano, Turi e Polignano abbiamo dedicato tre pagine dedicato ai fatti di questa notte. La nostra cronaca è focalizzata sul valore delle persone, senza generare inutili allarmismi.
Nella foto, che è stata scattata stanotte alle 23,45 vedere gli "angeli" del Santa Maria degli Angeli, l’ospedale di Putignano. Sono quattro dipendenti della Santitaservice che, invece di tornare a casa dopo una giornata di lavoro, sono rimaste a lavorare per sanificare gli ambienti e mettere in sicurezza l'ospedale per metterlo a disposizione di tutti noi. Lo hanno fatto con il pensiero fisso di poter essere state esse stesse contagiate.
In questo momento sono ancora in ospedale in attesa di avere l’esito dei controlli sanitari per verificare se sono state contagiate o meno dal Coronavirus.
Le “signore delle pulizie”, stanotte, sono rimaste sul proprio posto di lavoro trasformandosi negli angeli custodi di un luogo nel quale si sta scaricando tanta, troppa tensione.
Lo hanno fatto anteponendo il senso del dovere alla paura del contagio dando l'esempio ad una comunità che fa fatica a capire e a ragionare.
Stanotte, a parte Fax, sul posto non c’erano giornalisti e nemmeno curiosi. Non c’era nessuno. Erano tutti sul web dove snocciolavano (o inventavano) una propria verità. Da un lato si davano notizie false di trasferimenti del paziente, di potenziali contagi e bla bla bla. Dall’altro qualcuno faceva partire la caccia all’untore. Tutti sapevano senza sapere. Del resto è uno dei sintomi del Coronavirus, forse il peggiore. Da giorni leggiamo bufale e sospetti che non hanno fondamento. Tanto per scrivere e scatenare il proprio ego con la prospettiva, senza senso, di destabilizzare le coscienze collettive già profondamente turbate dalla bulimia di contenuti sull’argomento.
Si scrivevano (e si stanno scrivendo) nomi e cognomi come se fosse una caccia al ladro.
Nelle prossime ore è facile immaginare che il nostro territorio sarà sottoposto ad altre esperienze come quella di ieri sera. E, ancora una volta, la nostra comunità si dividerà tra chi lavora in silenzio per il bene degli altri e chi scatena la propria idiozia sul web.
Sarebbe bello, almeno per una volta, che la nostra comunità fosse compatta. Attenta alla propria salute, ma soprattutto sensibile nei confronti delle persone contagiate e delle loro famiglie.
Ricordiamo a tutti che il giovane contagiato è uno di noi. Appartiene alla nostra comunità. E va sostenuto e protetto.
Il virus ci dà la possibilità di riscoprire il valore della solidarietà, stando ovviamente attenti alla nostra salute.
Ricordiamo a tutti che il Coronavirus è un’influenza (br**ta, ma sempre un’influenza) dalla quale si può guarire, e che a giudicare da quello che si legge sul web sta facendo più danni alla testa che ai polmoni della gente.