The Milaneser

The Milaneser A tribute project to The New Yorker magazine and Milano, involving Italy-related illustrators.

The Milaneser Winter Issue by  – Traiettorie Un corpo attraversa lo spazio seguendo una grammatica imparata con il tempo...
06/02/2026

The Milaneser Winter Issue by – Traiettorie

Un corpo attraversa lo spazio seguendo una grammatica imparata con il tempo, fatta di metodo e rigore, fino a diventare un’abitudine. Il movimento nasce dalla ripetizione, da una pratica che, come molte azioni della vita quotidiana, si affina giorno dopo giorno fino a sembrare naturale.

È un gesto che richiede attenzione, senso della misura e familiarità con l’attesa: qualità che ritroviamo anche nei piccoli rituali di ogni giorno, in quelle azioni quasi automatiche che scandiscono il tempo e danno forma all’esperienza.

In questa continuità tra allenamento e consuetudine, tra ciò che appare straordinario e ciò che ci è più vicino, il corpo diventa un deposito di memoria e un mezzo per entrare in relazione con lo spazio e con gli altri. Non è difficile allora riconoscere come anche la vita ordinaria, con le sue richieste costanti di efficienza, resistenza e adattamento, assuma i tratti di una prova atletica. Senza pubblico né podio, siamo chiamati a misurarci ogni giorno con una serie di performance silenziose, che chiedono presenza e tenuta.

L’esperienza individuale si apre così a una dimensione condivisa, in cui il gesto di uno può essere riconosciuto da molti. È in questo ritmo comune, fatto di movimenti, pause e aspettative, è in questo spazio immaginato in cui due città diventano una – che esiste solo mentre viene abitata da corpi e dalle loro traiettorie – che ci scopriamo, quasi senza accorgercene, un po’ più vicini.

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Disponibile da oggi sullo shop in edizione limitata di 100 pezzi, esclusivamente in grande formato, perché i dettagli meritano rispetto.

The Milaneser No. 154 — Pausa Dopo sei anni che ci hanno cambiato, The Milaneser si prende una pausa.È una scelta che ar...
30/12/2025

The Milaneser No. 154 — Pausa

Dopo sei anni che ci hanno cambiato, The Milaneser si prende una pausa.

È una scelta che arriva piano, da mesi di pensieri a mezza voce. Dopo di noi, in questi sei anni, sono nati tantissimi progetti simili, e se da un lato questo ci ha fatto sentire parte di qualcosa di più grande, di una presa di coscienza della potenza comunicativa dell’illustrazione made in Italy, dall’altro ci ha anche portato a riflettere sul senso di continuare a farlo come abbiamo sempre fatto.

Nel frattempo, Milano è cambiata e noi con lei. A volte l’abbiamo riconosciuta, altre volte meno. E il racconto della “città che stiamo diventando” non sempre somiglia alla città che speravamo di vedere. Quando non ci si riconosce più fino in fondo nelle proprie storie, allora è il momento di fermarsi a riflettere.

C’è poi una stanchezza leggera, quella buona, quella che arriva dopo aver fatto tanto e la certezza di averlo fatto bene. Per questo abbiamo deciso di prenderci del tempo, per capire come ripartire, cosa raccontare e con quale verità.

Rimaniamo qui, in ascolto. The Milaneser non uscirà più a cadenza regolare ma ci concentreremo su poche uscite, più pensate, e su alcuni progetti speciali.

A presto — davvero.

The Milaneser No. 153 by  – Lassù in centroLungo le diverse linee della metropolitana, Milano sembra cambiare volto a og...
27/11/2025

The Milaneser No. 153 by – Lassù in centro

Lungo le diverse linee della metropolitana, Milano sembra cambiare volto a ogni fermata. I palazzi eleganti lasciano spazio ai condomini di cemento, le vetrine di lusso diventano serrande scalcagnate, le strade si fanno più larghe e vuote e sembrano voler portare via, lontano. È una distanza che non si misura in chilometri, ma in sguardi, possibilità, posture, riflessi di una disuguaglianza urbana che si conta in circonvallazioni.

Il decadimento non è solo questione di incuria: è una forma di stanchezza collettiva, un’insicurezza che nasce nel solco delle cose di cui nessuno si occupa perché sembrano non importare, neanche a livello istituzionale.

Milano resta divisa tra chi può permettersi il centro e chi ci arriva solo per lavorare, tra chi vive la città e chi si appoggia ai suoi margini. Ma dietro questa distanza, c’è una Milano che resiste: quella che non smette di immaginare un futuro in cui la parola “periferia” non significhi più lontananza, ma parte integrante di un unico respiro urbano.

II Black Friday quando arriva arriva.Solo per oggi 18 novembre e solo sullo shop online (link in bio) inserendo il codic...
18/11/2025

II Black Friday quando arriva arriva.

Solo per oggi 18 novembre e solo sullo shop online (link in bio) inserendo il codice SCIGHERA25 in fase di check-out avrai il 25% di sconto su tutti i prodotti. Per la prima volta anche il libro rientra nella promo.

E no, le cornici non sono incluse :)

The Milaneser No. 152 by .snijders – Che aria tiraL’aria di Milano non fa bene alla salute, l’aria di Milano sale sulle ...
22/10/2025

The Milaneser No. 152 by .snijders – Che aria tira

L’aria di Milano non fa bene alla salute, l’aria di Milano sale sulle montagne russe dei livelli di Pm10 ma anche quando va bene non è che si possa davvero chiamare pulita. Come ci si difende da qualcosa che, anche se sporca, serve per vivere? Cosa si può davvero fare?

L’inquinamento atmosferico è un problema complesso che dipende da molteplici fattori come il traffico, il riscaldamento domestico, l’agricoltura e l’industria in primis.

Ci sono diverse realtà cittadine che rivendicano il diritto all’aria pulita. Il Piano Aria e Clima di Milano è percorso partecipativo di cittadini e associazioni del Comune per migliorare la qualità dell’aria, contrastare i cambiamenti climatici e rendere la città più vivibile, un organismo che monitora e propone indicazioni sul clima e sui temi ambientali. Cittadini per l’aria condivide dati e promuove comportamenti virtuosi, proponendo strategie e soluzioni efficaci, affinché amministrazioni pubbliche e imprese si attivino per cambiare davvero.

Come tante cose in città, anche cambiare aria nasce dalla partecipazione e dall’attivismo dal basso.

The Milaneser No. 151 by  – LeonkaAutonomo, no-global, femminista, metropolitano. Il Leoncavallo è da sempre il simbolo ...
30/09/2025

The Milaneser No. 151 by – Leonka

Autonomo, no-global, femminista, metropolitano. Il Leoncavallo è da sempre il simbolo delle persone che credono nella cultura dal basso, declinata nell’arte, nella musica e nella partecipazione e nella solidarietà. Uno spazio aperto di espressione e condivisione, di libertà e creatività che contribuisce a creare un’idea di mondo e di futuro per molte generazioni di milanesi.

Chiudere un presidio culturale di successo è doloroso per chi l’ha fatto, per chi c’è stato, per chi ci ha vissuto gli anni più liberi della propria vita, per la storia che c’è dentro che è molto di più di quella che si vede, e che vive – diffusamente, in pezzettini sparsi – dentro chiunque sia passato di là.

Deve essere una priorità trovare lo spazio e il modo affinché il Leoncavallo continui a essere il Leoncavallo. Perché una città in cui vengono chiusi i luoghi dove si costruiscono delle idee, degli spazi liberi di socialità e inventiva, è una città ogni giorno più povera.

The Milaneser No. 150 by  – L’estate di chi restaDa anni, ogni estate diventa “la più calda di sempre”. Smettiamo di chi...
19/08/2025

The Milaneser No. 150 by – L’estate di chi resta

Da anni, ogni estate diventa “la più calda di sempre”. Smettiamo di chiamarla emergenza: è la norma, e Milano, come altre città, si fa invivibile, sospesa tra ondate di calore feroci e nubifragi devastanti. Chi può permetterselo, fugge verso mete più ospitali. A soffrire di più è chi ha meno: il prezzo più alto, la crisi climatica lo esige da chi è già vulnerabile.

Per decenni Milano ha garantito a chiunque spazi per il refrigerio e la socialità: i centri balneari comunali, che a tariffe popolari aiutavano ad affrontare l’estate in città. Ma proprio ora che sarebbero indispensabili, tre su quattro di questi luoghi storici sono chiusi e rischiano di diventare privati, inaccessibili per chi ne avrebbe davvero bisogno.

Milano Balneare è una campagna dell’associazione “Sai che puoi?” che parte da un presupposto semplice: i centri balneari pubblici non sono solo piscine, ma servizi essenziali. Sono una questione di diritti, salute, quindi devono essere aperti e accessibili. Perché una città che si prende cura di tutti i suoi abitanti è una città più giusta e più bella.

Anche in estate: nell’estate di chi resta.

È arrivato il momento di impostare l’out of office 🩵Lo shop online resterà chiuso fino al 25 agosto, ma se avete urgenza...
30/07/2025

È arrivato il momento di impostare l’out of office 🩵

Lo shop online resterà chiuso fino al 25 agosto, ma se avete urgenza di acquistare una stampa potete sempre passare da .

Fino al 16 agosto potete visitare gratuitamente l’esposizione di 100 copertine The Milaneser in mostra a  2025, a Brunic...
26/07/2025

Fino al 16 agosto potete visitare gratuitamente l’esposizione di 100 copertine The Milaneser in mostra a 2025, a Brunico 🏔️

Insieme alla nostra mostra collettiva anche le retrospettive personali su

📸 by

The Milaneser No. 149 by  – Staying in is the new going outLa prima cosa che salta quando la città diventa proibitiva è ...
08/07/2025

The Milaneser No. 149 by – Staying in is the new going out

La prima cosa che salta quando la città diventa proibitiva è la spesa legata alla socialità e al tempo libero.

Si fa molta attenzione ai prezzi, si tagliano i consumi superflui, che però sono quelli che contribuiscono di più a un maggior senso di appagamento. Ci si riduce, rimpicciolendosi dentro case dall’affitto sempre più caro (l’acquisto resta un miraggio per molti), alle prese con i costi ineludibili della vita quotidiana, si esce meno non per scelta ma per impossibilità. Milano è sempre stata una città inclusiva, in cui chiunque poteva trovare il proprio posto e aveva modo di starci e accedere a tutto quello che offriva. Ora è una città che va due velocità: da una parte l’eventificio con mille nuovi posti in cui spendere tanto tutti da scoprire, dall’altra il ceto medio che arranca per una vita dignitosa in una città in cui uscire è diventato proibitivo.

È il trend di tutte le grandi città, ma non è un buon motivo per accettarlo e normalizzarlo.

The Milaneser Pride Issue by  – Testimone d’OrgoglioC’è una città fatta di luoghi che diventano icone, spazi felici di l...
25/06/2025

The Milaneser Pride Issue by – Testimone d’Orgoglio

C’è una città fatta di luoghi che diventano icone, spazi felici di libertà. È la nostra città: una Milano che celebra appartenenza, memoria e impegno attraverso un oggetto simbolico capace di custodire e tramandare la storia del Milano Pride.

Il Testimone d’Orgoglio si ispira al testimone della staffetta: un passaggio di impegno tra generazioni, tempi e spazi. Un premio dedicato agli attivisti del Milano Pride che racconta la continuità dell’attivismo come una staffetta per la collettività.

La sua creazione è frutto di una vera e propria staffetta creativa: un passaggio di idee, mani e cuori.
Ideato da Artists for Pride, realizzato con il supporto serigrafico di Le Coloritto, e arricchito da una stampa fine art limited edition firmata da Fabio Orioli per The Milaneser.

Dalla condivisione di pensieri e creativitа, dalla collaborazione, dal superamento del singolo per accogliere il plurale prendono corpo cose bellissime, migliori di quelle che nascono in solitaria.

La limited edition Milaneser 2025 è dedicata allo spazio più iconico del Pride milanese: un luogo simbolo della storia e della comunità LGBTQIA+ della nostra città.

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The Milaneser No. 147 by  – Immagina che bellaTemporary shop nelle due più belle gallerie dell’edificio, insegne, totem ...
20/05/2025

The Milaneser No. 147 by – Immagina che bella

Temporary shop nelle due più belle gallerie dell’edificio, insegne, totem girevoli, schermi a led su superfici marmoree, pubblicità su ogni superficie possibile: è oggettivamente la stazione più bella del mondo ma non sembra ricordarselo.

È oggettivamente la stazione più bella del mondo ma è di certo anche uno dei percorsi obbligati più fastidiosi per chi deve viaggiare. È oggettivamente la stazione più bella del mondo ma sono sempre meno gli spazi idonei alla sosta, al riposo e all’uso dei servizi al viaggiatore, mentre aumentano esponenzialmente gli spazi a destinazione commerciale, che pure servono e che contribuiscono a rendere la stazione un posto pulito e sicuro.

La Stazione Centrale non è certo l’unica stazione che si dota di negozi e ristoranti, ma riuscire a farlo con un criterio più pensato e consapevole della splendida architettura che li accoglie sarebbe un modo migliore per rispettare il luogo, la sua funzione primaria e una certa idea di bellezza.

Pensa che bella sarebbe.

Indirizzo

Cortina D'Ampezzo

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