26/08/2026
I Giganti della Sila, conosciuti anche come Giganti di Fallistro, sono uno dei luoghi più affascinanti della Calabria: un piccolo lembo dell’antica foresta silana sopravvissuto per secoli, oggi nella zona di Croce di Magara, a Spezzano della Sila, a circa 1.420 metri di altitudine.
La cosa interessante è che non si tratta semplicemente di una foresta rimasta intatta dalla preistoria. La storia dei Giganti è strettamente legata alla famiglia dei baroni Mollo. La pineta venne impiantata nel Seicento, indicativamente tra il 1620 e il 1650, intorno alla loro proprietà.
Furono piantati nel Seicento dalla famiglia Mollo, proprietaria di quei terreni.
La grande pineta di pino laricio calabrese aveva soprattutto una funzione pratica: gli alberi vennero piantati intorno al Casino Mollo, la dimora della famiglia, per creare una barriera naturale contro i fortissimi venti e il freddo della Sila e, allo stesso tempo, offrire riparo agli animali e alle greggi.
Con il passare dei secoli quei pini non furono abbattuti e raggiunsero dimensioni eccezionali. È per questo che oggi abbiamo alberi di oltre 350 anni e alti fino a circa 45 metri.
Dal 2016 la riserva è affidata al FAI dall’Ente Parco Nazionale della Sila. Nello stesso anno le discendenti della famiglia Mollo hanno donato al FAI anche lo storico Casino Mollo, la dimora seicentesca legata alla nascita del bosco.
Una curiosità bellissima: il FAI ricorda che il legname della Sila era talmente rinomato che fu utilizzato nei secoli per grandi costruzioni e imbarcazioni; cita, tra gli esempi, le enormi capriate della Basilica di San Pietro e le travi della Reggia di Caserta.
i Giganti della Sila non nacquero come un bosco da proteggere o come attrazione naturale: nacquero per proteggere una casa e la vita che si svolgeva intorno ad essa.
Alexandre Dumas padre è legato alla storia della Sila, ma non alla piantumazione dei Giganti: quelli risalgono al Seicento, molto prima di lui.
Dumas attraversò la Calabria nell’Ottocento e nei suoi racconti di viaggio descrisse anche la Sila e le sue immense foreste, rimanendo colpito dalla grandiosità dei boschi calabresi. C’è poi una storia ancora più affascinante: alcune ricost