Katundi Yne - Paese Nostro

Katundi Yne - Paese Nostro Museo della cultura arbëresh dall’89, Associazione culturale e periodoco italo-albanese di battaglia per le culture minacciate dal 1970.

Katundi Yne ha compiuto 50 anni di instancabile attività pro-Arbreria. Sin dalle sue prime uscite si definisce "Periodico di battaglia politico culturale delle culture minacciate". Oltre 1000 collaboratori, oltre 3000 soci sparsi in Italia e in Europa e una tiratura di 3mila copie annue. A Gennaio del 2011 la redazione decide di valorizzare la sua veste grafica e di rivalutare nuovi mezzi e metodi di distribuzione, nonché nuovi temi e rubriche, sempre più aperti alle contaminazioni seppure fedeli ai temi classici e cari dell'etnia arbresh.

🔥 La fiamma vive. Zjarri rri!È con grande orgoglio, entusiasmo e profondo senso di responsabilità che annunciamo la cost...
31/08/2026

🔥 La fiamma vive. Zjarri rri!

È con grande orgoglio, entusiasmo e profondo senso di responsabilità che annunciamo la costituzione del nuovo Consiglio di Amministrazione e Direttivo dell’Associazione Culturale "Gennaro Placco" di Civita.

Questo nuovo inizio non è solo un passaggio di testimone, ma una promessa solenne di continuità.

Ogni nostra futura iniziativa, evento e progetto si muoverà nel solco luminoso tracciato dal nostro amato padre fondatore, Demetrio Emmanuele.

Il suo esempio, la sua instancabile visione e la sua passione viscerale per la tutela della nostra cultura restano la bussola che guiderà ogni passo del nuovo direttivo.

Siamo pronti a far ba***re ancora più forte il cuore della nostra associazione, mantenendo viva l'identità e portando una rinnovata energia per il futuro delle attività e del nostro Museo Etnico Arbëresh.

A breve condivideremo con tutti voi i volti dei componenti del nuovo Cda e le prime importanti novità in programma.

Un ringraziamento di cuore va a tutti i soci, ai cittadini di Civita e ai sostenitori della rivista Katundi Ynë che continuano a credere nel valore e nella rigenerazione della nostra proposta culturale.La nostra storia continua.

Zjarri rri! 🇦🇱🇮🇹✨ #

Associazione culturale Gennaro Placco

Il Museo etnico arbresh continua la sua attività di accoglienza dei visitatori sempre numerosi e provenienti da ogni par...
25/08/2026

Il Museo etnico arbresh continua la sua attività di accoglienza dei visitatori sempre numerosi e provenienti da ogni parte del mondo.
Nel nome del padre dell’accoglienza 💓
Demetrio Emmanuele

1854 - Costruzione del ponte del diavoloAnticamente il ponte sul Raganello rappresentava uno snodo importante ed indispe...
18/08/2026

1854 - Costruzione del ponte del diavolo

Anticamente il ponte sul Raganello rappresentava uno snodo importante ed indispensabile per tutti i paesi dell’Alto Jonio a Civita, che avevano numerosi poderi “aldilà” del Raganello (Mbatàn).

I vari e numerosi ponti erano costruiti in modo precario, con travi o tavolati oppure con pietrame che le piene rovinavano sistematicamente.

Specialmente nel periodo invernale si creava uno stato di grave disagio per i contadini ed anche per le popolazioni dell’alto jonio per i quali era l’unica possibilità per raggiungere i paesi del Pollino fino a proseguire per la capitale del Regno.

Ben sedici comuni dell’Alto Jonio cosentino si impegnarono nella costruzione del ponte, progettato e costruito a regola d’arte e quindi in grado di resistere alle ricorrenti piene.

Francavilla, Cerchiara, Plataci, Casalnuovo (l’attuale Villapiana), S. Lorenzo Bellizzi, Trebisacce, Alessandria, Amendolara, Albidona, Castroregio, Roseto, Montegiordano, Rocca Imperiale, Canna, Nocara e Oriolo diedero incarico all’architetto Converti di redigere relativo progetto.

L’importo occorrente venne valutato in 1251 ducati. Il ponte realizzato fu bello e solido, a dorso d’asino secondo l’antica e consolidata esperienza dei Romani. Esso assolse il servizio in modo perfetto e sicuro.

Il prof. Pietro De Leo, medievalista docente presso l’UNICAL, asserisce che stuoli di monaci italo-greci hanno attraversato l’antico ponte (costruito allora in modo approssimato e facile a subire la violenza delle acque dell’iroso Raganello).

Primo fra tutti S.Nilo e le truppe di Ottone II, dopo la tragica sconfitta a Stilo nell’estate del 982. Dichiara altresì che il posto è uno degli angoli più belli d’Italia.

(da Çifti, ditëtë dhe veprat- Civita, le opere e i giorni, di Demetrio Emmanuele, inedito)

Riposto un servizio completo ed esaustivo dedicato al ns museo e alla ns rivista Katundi. Il servizio è del 2021, ma nei...
12/08/2026

Riposto un servizio completo ed esaustivo dedicato al ns museo e alla ns rivista Katundi. Il servizio è del 2021, ma nei contenuti e nel messaggio di mio padre Demetrio sempre vivo e attuale.
Non posso che prendere in cura il suo messaggio.

Il nostro viaggio a Civita prosegue nel museo etnico Arberesh. Un luogo pensato e poi realizzato dall'associazione culturale "Gennaro Placco" per

Buongiorno amici, come molti di voi sanno, mio padre Demetrio fondatore dell’Associazione Placco, di Katundi Ynë e del M...
12/08/2026

Buongiorno amici, come molti di voi sanno, mio padre Demetrio fondatore dell’Associazione Placco, di Katundi Ynë e del Museo Etnico Arbresh ci ha lasciati lo scorso 1 agosto all’età di 90 anni.
Dopo indefessa attività culturale per mezzo secolo.
Gli ultimi anni sono stati dedicati alla ricerca storica e antropologica del suo paese natio, Civita.
Ho ereditato 2 volumi da editare dedicati a Civita. Me li ha fatti estrarre dal suo pc 1 mese prima di andare a miglior vita.
Ma ho soprattutto ereditato il suo legame per il mondo arbresh.
Sento la necessità di tutelare tutto ciò che ci ha lasciato attraverso il rilancio della rivista e del patrimonio museale.

Cerco nuovi collaboratori.

Le figure interessate hanno l’attitudine alla scrittura e alla ricerca storica e antropologica.
Ma i temi sono tanti e non trascuriamo l’analisi dell’attuale assetto sociale e politico da cui cogliere opportunità per rigenerare il nostro essere arbresh.

Non ha importanza la distanza fisica, oggi abbiamo a disposizione strumenti che ci consentono di comunicare, connetterci e creare sinergie.

Se interessati scrivetemi !
[email protected] o tramite Wathapp al 340 5149030.

Mirëmëngjes shokë, si shumë nga ju e dinë, itatë im Demetrio, themeluesi i Shoqatës Placco, i Katundi Ynë dhe i Muzeut Etnik Arbëresh, na la më 1 të gushtit të kaluar në moshën 90 vjeçare, pas një aktiviteti kulturor të pandalur për gjysmë shekulli.

Vitet e fundit ia kushtoi kërkimit historik dhe antropologjik të katundit ku lindi, Çifti.Kam trashëguar 2 volume për të botuar kushtuar Çiftit.

Më bëri t'i nxjerr nga kompjuteri i tij një muaj para se të shkonte në jetën më të mirë.
Por mbi të gjitha kam trashëguar lidhjen e tij për botën arbëreshe. Ndjej nevojën të mbroj gjithçka që na la përmes rilindjes së revistës dhe të pasurisë së muzeut.Kërkoj bashkëpunëtorë të rinj.Njerëzit e interesuar duhet të kenë prirje për shkrim dhe për kërkim historik e antropologjik.

Por temat janë të shumta dhe nuk lëmë pas dore analizën e gjendjes shoqërore dhe politike të sotme, nga ku mund të marrim mundësi për të përtërirë qenien tonë arbëreshe.

Nuk ka rëndësi largësia fizike, sot kemi në dorë vegla që na lejojnë të komunikojmë, të lidhemi dhe të punojmë bashkë.Nëse jeni të interesuar, më shkruani!

[email protected]
ose me WhatsApp në numrin 340 514 9030

Dato il delicato momento storico perIl Comune di Civita dovuto alla sentenza di primo grado nei confronti del primo citt...
25/05/2026

Dato il delicato momento storico per
Il Comune di Civita dovuto alla sentenza di primo grado nei confronti del primo cittadino per il tragico evento del Raganello, l’associazione Placco ne prende atto augurando i migliori auspici per il primo cittadino e per l’intera comunità.

Cari amici, soci e sostenitori del Museo Etnico di Civita.Oggi ci rivolgiamo a voi con una comunicazione importante e ca...
16/05/2026

Cari amici, soci e sostenitori del Museo Etnico di Civita.

Oggi ci rivolgiamo a voi con una comunicazione importante e carica di emozione.

Dopo tanti anni di appassionato lavoro, l’Associazione Culturale "Gennaro Placco" deve comunicare la fine della propria gestione del museo.

Purtroppo, la grave esiguità di risorse umane non ci consente più di garantire un'apertura e una gestione adeguate agli standard che questa realtà merita.

Prendere questa decisione non è stato affatto facile.

Ci siamo confrontati più volte e a lungo all'interno del nostro gruppo; alla fine, la scelta, per quanto dolorosa, è stata presa all'unanimità. In questi anni abbiamo cercato in tutti i modi di rigenerare il nucleo direttivo del Museo.

Forse non siamo stati abbastanza convincenti o, più probabilmente, siamo vittime dell'inarrestabile spopolamento che colpisce i nostri piccoli centri.

Tanti giovani che si erano avvicinati alla nostra associazione, purtroppo nel tempo hanno lasciato il paese per seguire altri obiettivi di vita; chi è rimasto, invece, non si è sentito abbastanza motivato per offrire il proprio contributo attivo.

Avremmo voluto con tutto il cuore proseguire nel nostro operato, ma i numeri e le forze attuali ci impongono di fare un passo indietro, per il bene stesso del patrimonio che custodiamo.

E siccome crediamo fortemente che il museo, le sue collezioni, la rivista e tutto ciò che animava questo progetto dovesse continuare a vivere in modo solido ed efficace, il Museo passa ufficialmente alla gestione pubblica.

Un nuovo bando per il futuro del Museo.

Per garantire la continuità e il rilancio di questa realtà, il Comune di Civita ha appena pubblicato un avviso pubblico rivolto ai soggetti del Terzo Settore. L'obiettivo è attivare un percorso di co-progettazione con l'ente pubblico per una gestione rinnovata ed efficace del Museo Etnico.

Nella speranza che questo bando possa attrarre nuove energie, competenze e passioni, noi dell'Associazione "Gennaro Placco" non scompariamo: restiamo a completa disposizione per collaborazioni, consigli e supporto.

Vogliamo fare tutto ciò che è in nostro potere per conferire a questa istituzione culturale l'anima che l'ha sempre contrassegnata: l'amore e la passione per la nostra cultura.

Il futuro della collezione

Vogliamo rassicurarvi: la storia e l'identità custodite in queste stanze non andranno perdute.

Per volontà concorde dei fondatori, del Direttore e del Consiglio Direttivo, l'intera collezione del Museo sarà ufficialmente donata al Comune di Civita.

Questa scelta nasce dal desiderio profondo di proteggere questo immenso valore culturale, garantendo che rimanga un bene pubblico, fruibile da tutta la comunità.

Aggiornamento sul periodico "Katundi Ynë"

Le conseguenze di questo cambiamento purtroppo colpiranno anche la nostra storica rivista.
Le risorse finora utilizzate per la stampa derivavano proprio dalle donazioni di soci, amici e visitatori del museo. Venendo meno questa rete, non avremo più la disponibilità finanziaria per proseguire regolarmente con le pubblicazioni, che subiranno un netto arresto.
Vi terremo aggiornati sulla possibilità di pubblicare un ultimo numero speciale di commiato.
A questo proposito, vi invitiamo fin da ora a inviarci i vostri testi, ricordi e contributi: vogliamo strutturare un numero finale ricco e pregno del vostro affetto, che possa coronare degnamente questa bellissima avventura.

Grazie di cuore ♥️

Il nostro ringraziamento più grande va a ciascuno di voi: soci, volontari, visitatori e amici che in questi anni avete condiviso con noi eventi, visite e passioni.
Senza il vostro affetto, questo viaggio non sarebbe stato possibile.
Grazie per essere stati la nostra forza.

L'Associazione Culturale "Gennaro Placco"

Kaminezit - I faló A Civita durante le 3 serate dell’1-2-3 Maggio si rinnova il fascino del simbolo che segna la data di...
17/04/2026

Kaminezit - I faló

A Civita durante le 3 serate dell’1-2-3 Maggio si rinnova il fascino del simbolo che segna la data di nascita del primo insediamento degli albanesi, guidati da Giorgio Paleologo Assan, conte greco, accompagnato dalla moglie Anna Ralena ed il figlio Raimondo che il 20 luglio 1491, nel chiedere il relevio di possesso, dichiara la morte del padre.
Il fuoco acceso rigorosamente con il lentisco, assume il significato propiziatorio del fuoco nuovo quale buon auspicio della fondazione di una nuova comunità.
Protagoniste della celebrazione sono le gjitonìe, i vicinati.
Nell’occasione s’intrecciano Vallje tra una gjtonìa e l’altra, improvvisando canti in onore o dispetto degli altri faló.

Quest’anno si rinnova a Civita il primo Maggio.

Ky kamin sa bellu rri
Se na u bë ndë gjitonì
(…)
Questo falò è bello assai
Perché si è acceso nel vicinato.

Dall’Ungheria all’Arberia con Balkan Experience. Tutti felici! 🏔️ 🍷 🇦🇱
04/04/2026

Dall’Ungheria all’Arberia con Balkan Experience. Tutti felici! 🏔️ 🍷 🇦🇱

Indirizzo

Piazza Municipio 1, Civita
Cosenza
87010

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