A tavola con Tita

A tavola con Tita 🍽️Food Advisor
Guida diario dedicato a differenti degustazioni culinarie.
👉🏻Consigli su dove, come, quando mangiare...
E le ricette tradizionali della nonna.

FORCHETTE in POSIZIONE!

Non c’è città che ami il cibo più di Napoli. E dopo averla attraversata a piedi, macinando 18 chilometri di meraviglie v...
04/01/2026

Non c’è città che ami il cibo più di Napoli. E dopo averla attraversata a piedi, macinando 18 chilometri di meraviglie visive, olfattive e gustative, posso dirlo senza esitazione: qui storia e cucina non si incontrano, vivono insieme.

Ho provato in prima persona-e grazie all aiuto di Peppe- un vero e proprio Food Tour di Napoli, un’esperienza gastronomica guidata di circa due ore e mezza, promossa da me e Peppe, che ci ha condotti nel cuore pulsante del centro storico. Un viaggio vissuto, autentico, capace di raccontare Napoli attraverso il suo linguaggio più sincero: il cibo di strada.

Si parte da Piazza Bellini, accolti dalle rovine greche e da un’atmosfera che sa già di storia millenaria. È qui che inizia l’immersione nella tradizione, con il primo assaggio di mozzarella di bufala fresca, morbida, lattiginosa, indimenticabile.

Proseguendo verso Via dei Tribunali, tra chiese, vicoli e racconti, arriva lei: la pizza fritta, mangiata camminando mentre si ascolta la storia di Pulcinella d’Acerra, simbolo eterno della commedia dell’arte campana. Napoli ti parla, e lo fa mentre mastichi.

A San Gregorio Armeno, la strada dei presepi famosa in tutto il mondo, il tour continua con la frittatina – croccante fuori, cremosa dentro – prima di una tappa che profuma di sole: la visita a un piccolo produttore di limoncello nel cuore della città. Annusare le scorze di limone, sorseggiare un bicchierino di liquore artigianale… è come bere un pezzo di Costiera.

Il percorso attraversa poi Spaccanapoli, la linea che taglia la città in due e ne racconta l’anima. Ed è qui che arriva il momento più dolce: sfogliatella, babà o gelato, una scelta difficile quando tutto parla di eccellenza.

E come se non bastasse, Napoli ha continuato a sorprenderci anche fuori dal percorso ufficiale del tour. Abbiamo avuto il piacere di assaggiare il celebre Fiocco di Poppella, soffice come una nuvola; la sfogliatella originale di Mary, custode della tradizione, e quella al pistacchio di Cuor di Sfogliatella, pura goduria.
La pizza di Tutino, vera, sincera, napoletana fino all’ultimo morso, e la pasta patate e provola di Re Carlo, un piatto che sa di casa, di famiglia, di domenica.

Il tour si conclude a Piazza del Gesù Nuovo, ma la sensazione è chiara: Napoli non finisce lì. Ti resta addosso. Ti entra nei ricordi, nelle mani che profumano di fritto buono, nel cuore pieno.

Questo Food Tour of Naples non è solo una visita guidata, ma un racconto vissuto, un modo per conoscere la città senza mappe, seguendo una guida e lasciandosi guidare dal gusto.
Un’esperienza che unisce storia, cultura e cucina, e che rende evidente una verità semplice: Napoli non si visita, si assapora. 🍕💛

🥂BUONA FINE & BUON INIZIO🥂A   OLTRE AL CLASSICO CENONE LEGGERO si mangiano cibi   come le lenticchie (per denaro), il ma...
31/12/2025

🥂BUONA FINE & BUON INIZIO🥂

A OLTRE AL CLASSICO CENONE LEGGERO si mangiano cibi come le lenticchie (per denaro), il maiale (per abbondanza), l’uva (12 chicchi per i mesi, per prosperità), frutta secca (forza) e melograno (fertilità e abbondanza), mentre si evita pollame (la fortuna vola via) o crostacei (che si muovono all’indietro) per augurarsi ricchezza, salute e buona sorte per l’anno nuovo.

Lenticchie: Simili a monete, portano ricchezza. Si mangiano spesso con zampone o cotechino.
Maiale: Simbolo di prosperità e abbondanza, poiché si muove sempre in avanti. A casa mia tergiversiamo su un pezzo di picanha.
Uva: 12 acini (uno per ogni rintocco) per augurare fortuna e benessere per ogni mese dell’anno.
Frutta secca (noci, mandorle): Simbolo di forza, solidità e resistenza.
Melograno: Ricco di semi, rappresenta abbondanza, fertilità e unione.
Peperoncino: Il cornetto rosso, specialmente in Campania, allontana il malocchio. Io non posso approfittare per cause OVVIE 🫠

Cibi da evitare (per scaramanzia)
Pollame (pollo, tacchino): Simboleggia il volo della fortuna.
Aragosta e gamberi: Si muovono all’indietro, portando i vecchi problemi nel nuovo anno.

E voi? Cosa avete mangiato di buono e fortunato?!

AUGURI da me e Nonna Papera per un #2026 ricco di tante cose buone❣️

✨ Quando il cibo diventa esperienza ✨Grazie a due amici e a una visione fuori dagli schemi, ho scoperto che la cucina gi...
30/12/2025

✨ Quando il cibo diventa esperienza ✨

Grazie a due amici e a una visione fuori dagli schemi, ho scoperto che la cucina giapponese è molto più di sushi e pesce.

Da a Soverato, si vive un vero viaggio gastronomico, dove la tradizione giapponese incontra l’eccellenza delle migliori carni selezionate. È che l’esperienza OMAKASE é un vero atto di fede: qui non scegli, ti affidi.

🌸 Primo ristorante in Calabria a proporre il sushi di carne, Tantō è un concept audace, innovativo e perfettamente riuscito. Lo chef guida l’esperienza e tu ti lasci trasportare, boccone dopo boccone, in un percorso sorprendente, elegante e intenso. Un’esperienza degustativa che rompe gli schemi e cambia completamente il modo di intendere il sushi.

Ogni piatto è studiato nei minimi dettagli per esaltare sapori freschi, delicati e perfettamente equilibrati. Tecnica, qualità e creatività si fondono in una cucina raffinata e contemporanea. Tra gli Imperdibili a mio parere il katsusandu -che non é una parolaccia- e la tartare per iniziare, la tagliata e il sushi di carne che raccontano tutta l’anima del locale.

🌿 L’atmosfera è intima, elegante e moderna.
Il servizio è veloce, attento e professionale.
La cura dei dettagli si percepisce in ogni gesto, in ogni piatto, in ogni sorriso.

Tantō non è solo un ristorante.
È un’idea coraggiosa.
È passione.
È la dimostrazione che quando si crede davvero in un progetto, si può creare qualcosa di unico.

🔁 Un’esperienza da ripetere, assolutamente.

📍 Tantō – Taste of Japan
Via Chiarello 4, Soverato (CZ)88068

🎄 Calabria dolce Calabria: storia, riti e magia dei dolci delle festePaese che vai, usanze che trovi.Un detto che trova ...
27/12/2025

🎄 Calabria dolce Calabria: storia, riti e magia dei dolci delle feste

Paese che vai, usanze che trovi.
Un detto che trova la sua massima espressione proprio nelle feste, quando il cibo – e soprattutto il dolce – diventa memoria, rito e identità. Se il panettone è Milano, gli struffoli Napoli e il buccellato Palermo, in Calabria il discorso si fa più complesso e affascinante: ogni comunità ha il suo dolce, ogni famiglia la sua ricetta.

Tracciare una mappa dei dolci natalizi calabresi è impresa ardua, ma non impossibile, se si parte dalla storia.

I Bruzi, popolo antico e rude, impastavano acqua e olio – poi vino o moscato – per creare i primi turdilli, addolciti esclusivamente con miele d’api. Con l’arrivo dei Saraceni, oltre alle devastazioni giunsero spezie preziose: la cannella in primis. Fu così che lungo le coste ioniche i turdilli si arricchirono di aromi e cambiarono nome, diventando crustuli.

Alle tradizioni pagane, legate ai cicli di morte e rinascita e all’uso propiziatorio di semi e frutta secca, si riconducono dolci come la pitta ’mpigliata, simbolo del folklore silano e di San Giovanni in Fiore, dove nel Settecento compariva persino nei capitoli nuziali come dolce degli sponsali. Un intreccio di simbolismi antichi e paleo-cristiani che vive ancora oggi in preparazioni familiari come i pesci di Natale, dolci di pasta ripiena di noci, mandorle e nocciole, profumati con miele, scorza d’arancia e cannella, e completati dalla rituale ’a mmelatura: una glassatura alchemica di miele d’api, mosto cotto e melassa di fichi.

Accanto a questi, un universo di fritti, intrecci, gnocchetti, biscotti e torroni racconta una Calabria che, grazie alla sapienza femminile e alla trasmissione orale, continua a rinnovare la magia delle feste. Piccole aziende artigiane e famiglie intere restano oggi le vere custodi di questi capolavori di sapere e sapore, espressione del folklore più autentico.

*I grandi dolci tradizionali calabresi*

🔸 Turdiddri / Turdilli / Crustuli

Gnocchetti di pasta dolce fritta, speziati (cannella, chiodi di garofano), immersi nel miele caldo o nel mosto cotto. Nelle zone ioniche sono noti come crustuli.

🔸 Scaliddri / Scalille / Nacatole

Dolci fritti a base di uova, zucchero, farina e anice. L’impasto viene attorcigliato attorno a un bastoncino formando una sorta di elica, simile a una scala. Glassati con miele, zucchero o cioccolato. Nelle zone ioniche sono noti come nacatole, la parola calabrese naca proviene dal greco nakè, che significa culla. È quindi un dolce non solo buon augurio per il matrimonio, ma anche come buon auspicio per il concepimento di una nuova vita.

🔸 Chinuliddri / Chinulille / Petrali

Mezzelune o fagottini di pasta fritta o al forno, ripieni di:
• mostarda (marmellata d’uva),
• cioccolato e frutta secca,
• ricotta aromatizzata alla cannella.
Ricchissimi e declinati in infinite varianti locali.
I Petrali delle zone del Reggino sono nate da una tradizione povera per conservare i frutti estivi, con origini incerte ma legate a leggende di un prete e la sua perpetua che li preparavano, per offrire ai fedeli un augurio di Natale, da cui il nome "petrali" (dal latino petra per la durezza iniziale, o forse legato a "petra" come piccola pietra, visto il ripieno).

🔸 Pitta ’mpigliata (Pittempigliata)

Dolce iconico silano, intrecciato e scenografico, ripieno di noci, mandorle, uvetta e spezie. Storicamente legato ai matrimoni e alle grandi occasioni.

🔸 Mostaccioli / Susumelle

Biscotti speziati a base di miele, spesso decorati con i coloratissimi diavoletti. Profumo intenso e consistenza compatta.

🔸 Ciccitielli o Cicerata Calabrese

Grossi bocconcini di pasta dolce fritta (“pizzuluni”), dalla forma tondeggiante. Glassati con ’a mmelatura o con zucchero.

🔸 Giurgiulena / Cupeta

Torrone croccante di origine araba, a base di miele e semi:
• sesamo (giurgiulena),
• mandorle (come nella cubbaita siciliana),
• nocciole (versione più “italianizzata”, celebre dal Quattrocento).

🔸 Crocette

Fichi secchi farciti con noci e mandorle, tipici delle feste.

✨ In Calabria il Natale non si serve: si racconta.
E ogni dolce è una storia che profuma di miele, spezie e memoria.

Qual è il tuo preferito? Scrivimelo nei COMMENTI

18/12/2025

🍯
Un progetto al femminile.
Tradizione e innovazione.
Un luogo accogliente: dove ogni assaggio è una coccola e ogni visita un ritorno al buonumore ✨
Prova, ama…vivi.

📍piazza Matteotti 27, Cosenza

Nel cuore pulsante della città, dove il tempo antico incontra il presente, nasce  ✨Un nome che è già una promessa: l’ana...
18/12/2025

Nel cuore pulsante della città, dove il tempo antico incontra il presente, nasce ✨

Un nome che è già una promessa: l’anagramma di MIELE, la dolcezza naturale che diventa anima di ogni creazione.

Elimé non è solo una pasticceria, ma un luogo dell’anima.
Un progetto tutto al femminile, guidato da tre donne che con impegno, passione e sapienza trasformano ogni dolce in un piccolo capolavoro. Qui il gusto diventa emozione, la cura diventa arte, e ogni assaggio racconta una storia fatta di ricerca, innovazione e amore 🤍

Dai dolci della tradizione alle meraviglie contemporanee, dai mini mignon alla raffinata pasticceria francese, ogni proposta è unica, sorprendente, irresistibile.
Tanta varietà, tanta scelta… impossibile non innamorarsene.

La location, moderna ed elegante, accoglie con calore e serenità, mentre il personale – gentile e attento – ti fa sentire subito a casa. È quel posto speciale dove il tempo rallenta e il sorriso arriva spontaneo.

Per me, un colpo al cuore:
🥐 Pan suisse lamponi e cocco, delicato e avvolgente
☕Panettone artigianale caffè e caramello, semplicemente strepitoso

Elimé è un invito a concedersi una pausa, a perdersi in un’altra dimensione, più dolce, più lenta, più felice.
Un luogo dove andare… e tornare, ogni volta che si ha voglia di qualcosa di davvero speciale.

💛Benvenuta in città, Elimé.🍯
La dolcezza e il garbo avevano bisogno di un nuovo indirizzo.

📍p.zza Matteotti 27, Cosenza

🎄…e tu conosci la storia dell’OMINO PAN DI ZENZERO?!💫La fiabaUn’anziana coppia crea un omino di pan di zenzero che prend...
07/12/2025

🎄…e tu conosci la storia dell’OMINO PAN DI ZENZERO?!

💫La fiaba
Un’anziana coppia crea un omino di pan di zenzero che prende vita e fugge. Gingerbread fugge da diverse persone e animali che cercano di mangiarlo. Ma alla fine, viene ingannato da una volpe che gli offre aiuto per attraversare un fiume e lo mangia. 

🍪I biscotti
Sono speziati a base di pan di zenzero, cannella, chiodi di garofano e altre spezie, e sono tipici del Natale. Possono essere a forma di omino, di stella, di albero o di altre figure natalizie. Tradizionalmente vengono decorati con glasse colorate e appesi all’albero di Natale. La loro origine risale al XVI secolo, quando la regina Elisabetta I li faceva preparare per i suoi ospiti. 

👉🏻La ricetta
Per preparare questi biscotti pan di zenzero facili ci servirà una ciotola in cui mescolare tutti gli ingredienti dell’impasto prima di poterlo lavorare a mano sul piano. Basta unire 300gr di farina, 120gr di zucchero, bicarbonato, cannella, zenzero, noce moscata 125gr di b***o, un uovo e 90gr di miele. Facciamo riposare l’impasto, poi stendiamolo e diamo forma ai biscotti omini pan di zenzero e a tutto quello che ci va usando delle formine natalizie. Cuociamoli in forno a 180gradi per 6/8 min, lasciamoli raffreddare e poi decoriamo ogni biscotto pan di zenzero a piacere. Si può usare una ghiaccia reale fatta in casa con 30gr di albumi e 120gr di zucchero a velo o comprarla direttamente. Ottimi per la colazione ma anche a fine pasto in tavola per accompagnare un caffè o una cioccolata la domenica sera se riceviamo ospiti.

Io nell’ultima slide come Lord Farquaad🤪

🍪

🎄 Prima Domenica d’Avvento: si apre la stagione più dolce dell’anno!Inizia ufficialmente il mio periodo preferito: le fe...
30/11/2025

🎄 Prima Domenica d’Avvento: si apre la stagione più dolce dell’anno!

Inizia ufficialmente il mio periodo preferito: le festività natalizie, quel momento magico in cui la cucina profuma di spezie, cioccolato e tradizioni che sanno di casa.
Quest’anno vi porterò con me tra ricette irresistibili, di quelle che mettono a dura prova ogni dieta… e non ne faremo mistero! 😄

Oggi celebriamo questo inizio con un dolce che racconta storia, ricordi e coccole:
✨ IL TORRONE AL CIOCCOLATO ✨
Una ricetta che dedico come un dolcissimo omaggio alla nostra Ornella nazionale, perché certe persone restano, proprio come i sapori che amiamo di più.

Ricetta per 40 pezzi circa:
-Mo***re a meringa ferma 2 albumi 60g e 50g zucchero
-Sciogliere a fiamma bassa 150g miele e 100g zucchero
-Unire la meringa a miele e zucchero e man mano aromi (limone grattugiato, vaniglia), 150g mandorle e 150g nocciole tostate precedentemente.
-Girare il tutto a fiamma bassa fino a quando il composto rimane sul cucchiaio..a quel punto sarà pronto
-Fare raffreddare e tagliare 40 pezzi
-Sciogliere a bagno maria 100g cioccolato fondente o cioccolato bianco a piacimento…e il gioco è fatto!

📌 Salvate il post, perché qui sotto trovate ricetta e procedimento per un torrone fatto in casa che sparirà in un lampo.
E seguiteci, perché sarà un Natale pieno di idee… e di tentazioni irresistibili! 🍫❤️

Il Giorno del Ringraziamento? In America è una cosa seria… ma da Ciccio&Joy di  diventa una cosa serissima (e soprattutt...
27/11/2025

Il Giorno del Ringraziamento? In America è una cosa seria… ma da Ciccio&Joy di diventa una cosa serissima (e soprattutto buonissima).

-Perché lui non prepara solo un tacchino: lo coccola, lo vizia, lo profuma… praticamente lo manda in spa prima di finire in tavola.-

Tutto nasce nel 1621, quando i Padri Pellegrini ringraziarono per il loro primo raccolto e festeggiarono insieme ai nativi Wampanoag.

Oggi, qualche secolo dopo, noi festeggiamo allo stesso modo:
✨ Riuniti
✨ Affamati
✨ E soprattutto… pronti a mangiare come se non ci fosse un domani.

E allora, cosa si mangia davvero a ⁉️
Sedetevi, che il menu è lungo quasi quanto la pazienza di Ciccio quando qualcuno gli dice “sono a dieta”:

🦃 Tacchino arrosto ripieno – farcito con soffritto a modo loro, mollica di pane, uvetta o frutta secca. Il Re. L’Imperatore. Il CEO della serata.
🥓 Prosciutto glassato – perché uno chiede il bis, ma il prosciutto dice “faccio io”.
🍠 Purè di patate– morbido come l’abbraccio di una zia che non vedevi da mesi.
🥦 Cavoletti di Bruxelles o piselli – che finalmente hanno la loro occasione di brillare.
🧀 Sformato di fagiolini – il preferito del Midwest… il comfort food che non sapevi ti servisse.
🌽 Mais - che sta bene su tutto.
🥫 Gravy – la salsa che finisce ovunque, anche dove non dovrebbe.
🍒 Cranberry sauce – dolce, acidula e sempre pronta a rubare la scena.

E quando pensi che sia finita, boom:
🥧 Pumpkin pie, apple pie o golosi brownies che sfidano le leggi della gravità.

Tutto questo, reso ancora più speciale da chi?
👉 Ciccio&Joy, che ogni volta ci regalano serate piene di risate, sapori e quella magia che solo Grill and Fry sa creare.

Perché alla fine è questo che ci piace:
non importa se non è la nostra tradizione… we just love sharing, tasting and connecting together. 💛🔥

Happy harvest and season’s eatings!🦃

Per quattro giorni Piazza della Vittoria ha smesso di essere Cosenza… e si è trasformata in un pezzo di Messico. 🌵❤️Colo...
16/11/2025

Per quattro giorni Piazza della Vittoria ha smesso di essere Cosenza… e si è trasformata in un pezzo di Messico. 🌵❤️
Colori ovunque, profumi che ti avvolgevano, musica che ti entrava nel cuore. Bastava chiudere gli occhi per sentirsi dall’altra parte del mondo.

Tra tacos fumanti, cocktail ghiacciati e risate che riempivano l’aria, ogni angolo profumava di festa. I mariachi suonavano e sembrava che la piazza respirasse al loro ritmo 🎺✨.
Gli chef, con mani veloci e sorrisi complici, raccontavano storie attraverso spezie, salse e tradizioni antiche.

E poi il guacamole… 🥑
Cremoso, vivo, pieno di quella magia che parte dalla terra azteca e arriva fino a noi, portando con sé secoli di cultura, amore e identità.

È stato un viaggio senza prendere l’aereo: bambini che si stupivano, coppie che brindavano, amici che si ritrovavano intorno a un piatto condiviso.
Un evento che ha celebrato la bellezza dell’incontro, della curiosità, del gusto.

Io? Mi sono lasciata trasportare.
E mi sono divertita da morire. 🇲🇽✨

Tra i piatti assaggiati:
-Tacos al pastor
-Burrito
-Quesadillas
-Nachos e Papas Mexicana
-Parilla
-Churros , tortilla e tacos dulces
-Pinã Colada

❣️Grazie …alla prossima!

16/11/2025

✨ a Cosenza… che giorni incredibili! 🇲🇽🔥

Da giovedì Piazza della Vittoria (la Villa Nuova per intenderci) si è trasformata in un angolo di : profumi, colori, show cooking, musica dei Mariachi e piatti tipici preparati al momento.

Chi c’è stato lo sa… ci siamo immersi in un’atmosfera unica, tra tacos, birre messicane, cocktail, danze tradizionali e attività per grandi e piccoli. 🌮🎶🌵

E se non siete ancora passati… beh, vi siete persi un bel po’.

Ma siete ancora in tempo! ⏳
Il festival chiude oggi a mezzanotte: ultime ore per assaggiare le specialità, vivere l’energia messicana e portarvi a casa un pezzo di questa festa itinerante.

Viva il Messico 🇲🇽🔥

11/11/2025

✨ L’estate di San Martino ✨

L’11 novembre il sole torna a scaldare l’anima e la terra, anche solo per “tre giorni e un pochino”. 🌤️
È la leggenda di San Martino di Tours, il soldato che, in una notte gelida, tagliò il suo mantello per donarne metà a un mendicante. Subito dopo, il cielo si aprì, la nebbia svanì, e tornò il calore del sole — un miracolo di luce e di cuore.

Da quel gesto nacque l’estate di San Martino, simbolo di generosità, rinascita e calore umano.
E nelle campagne, questo giorno segnava festa e abbondanza: “A San Martino ogni mosto diventa vino” — il tempo del vino novello, delle risate e del ringraziamento.

Un piccolo sole prima dell’inverno,
un invito a dividere il proprio mantello con chi ha freddo nel cuore. ❤️

E tu conoscevi questa storiella?



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Cosenza

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+393484632106

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