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🔵 𝐒𝐂𝐇𝐋𝐄𝐈𝐍 𝐃𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀: 𝐒𝐅𝐈𝐃𝐀 𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐑𝐈𝐄. 𝐒𝐈 𝐀𝐋 𝐒𝐎𝐒𝐓𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐔𝐂𝐑𝐀𝐈𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐋'𝐀𝐆𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐎𝐑𝐄 𝐏𝐔𝐓𝐈𝐍. 📝...
14/09/2026

🔵 𝐒𝐂𝐇𝐋𝐄𝐈𝐍 𝐃𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀: 𝐒𝐅𝐈𝐃𝐀 𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐑𝐈𝐄. 𝐒𝐈 𝐀𝐋 𝐒𝐎𝐒𝐓𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐔𝐂𝐑𝐀𝐈𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐋'𝐀𝐆𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐎𝐑𝐄 𝐏𝐔𝐓𝐈𝐍.

📝 Alla Festa nazionale dell'Unità a Reggio Emilia, davanti a circa 10 mila persone, Elly Schlein ha chiuso l'evento con un comizio di quasi due ore, lanciando messaggi chiari sia al centrodestra sia agli alleati del campo progressista.

Rivolgendosi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la segretaria del Pd ha dichiarato che il partito è pronto all'alternativa in qualsiasi momento, auspicando che si vada alle urne prima possibile per il bene del Paese.

Ampio spazio è stato dedicato al confronto con il presidente del M5s, Giuseppe Conte. Rispetto alle continue richieste di primarie da parte del leader pentastellato, Schlein ha fissato le priorità: prima viene la costruzione del programma comune, poi le consultazioni interne, sottolineando di non aver alcuna paura del voto perché "siamo il Pd" e con la certezza di vincerle.

Sul tema delle alleanze e della politica estera, la segretaria dem ha segnato una linea netta di demarcazione. In risposta alle dichiarazioni mattutine di Conte contro l'invio di armi a "go-go", Schlein ha ribadito con fermezza la posizione del Partito Democratico: il sostegno al popolo ucraino contro l'aggressione militare di Putin continuerà.
Infine, per quanto riguarda la costruzione della coalizione, Schlein ha invitato ad accelerare sui valori e sulla visione di futuro, opponendosi a qualsiasi veto o restrizione del perimetro alleato.

Il progetto "si può e si deve allargare, ma non restringere": il Pd accoglie sia iniziative come Progetto Civico di Alessandro Onorato, care al Movimento 5 Stelle, sia forze moderate come Italia Viva di Matteo Renzi. Il Pd, ha concluso, si pone come perno imprescindibile e generoso per offrire un'alternativa unitaria di governo.

🔵 𝐈𝐋 𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐋𝐄𝐗𝐀𝐍𝐃𝐄𝐑 𝐄 𝐆𝐄𝐎𝐑𝐆𝐄 𝐒𝐎𝐑𝐎𝐒 𝐏𝐄𝐑 𝐄𝐌𝐌𝐀 𝐁𝐎𝐍𝐈𝐍𝐎📝 "L'Italia perde una grande coscienza, noi un'amica cara". Il r...
13/09/2026

🔵 𝐈𝐋 𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐋𝐄𝐗𝐀𝐍𝐃𝐄𝐑 𝐄 𝐆𝐄𝐎𝐑𝐆𝐄 𝐒𝐎𝐑𝐎𝐒 𝐏𝐄𝐑 𝐄𝐌𝐌𝐀 𝐁𝐎𝐍𝐈𝐍𝐎

📝 "L'Italia perde una grande coscienza, noi un'amica cara". Il ricordo della famiglia Soros ripercorre 50 anni di battaglie per i diritti.

ROMA / NEW YORK — La scomparsa di Emma Bonino lascia un vuoto incolmabile nella politica italiana e internazionale. Tra i messaggi di cordoglio spicca il tributo di Alexander Soros, Presidente dell'Open Society Foundations, a nome suo e del padre George Soros.

In un accorato post, Alexander Soros ha definito la leader radicale "una campionessa dei diritti umani, una gigante femminista e una delle persone più coraggiose che abbia mai conosciuto".

Le grandi conquiste civili
Nel messaggio vengono ricordate le storiche conquiste promosse da Emma Bonino: dalle lotte per il divorzio e l'aborto fino all'abolizione della pena di morte e alla nascita del Tribunale Penale Internazionale.

Un impegno vissuto anche sul campo da Commissaria Europea agli Aiuti Umanitari:
"Non mandava altri in zone di guerra. Andava personalmente in Bosnia, Rwanda, Sudan e Afghanistan per fornire aiuti e contrastare le violazioni dei diritti umani."

Un legame di stima e amicizia
Oltre alle battaglie pubbliche, il ricordo evidenzia il profondo legame personale con la famiglia Soros.

Nel 2015 fu proprio George Soros a consegnarle a New York il premio Fred Cuny dell'International Crisis Group. Negli anni a seguire, Bonino ha fatto parte del consiglio globale di Open Society e co-fondato l'European Council on Foreign Relations (ECFR).

Le immagini a corredo ritraggono importanti momenti istituzionali e incontri privati d'affetto tra Roma e New York.
"L'Italia ha perso una delle sue grandi coscienze. Mio padre e io abbiamo perso una cara amica." — conclude Alexander Soros.

🔵 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐍𝐈: «𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐓𝐑𝐄𝐍𝐓’𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄. 𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐂𝐑𝐄𝐃𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄»📝 Dopo oltre trent’anni, le prefere...
13/09/2026

🔵 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐍𝐈: «𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐓𝐑𝐄𝐍𝐓’𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄. 𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐂𝐑𝐄𝐃𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄»

📝 Dopo oltre trent’anni, le preferenze tornano al centro della legge elettorale. Il Senato ha approvato l’emendamento del centrodestra che le reintroduce nell’elezione del Parlamento, aprendo una nuova fase nel rapporto tra candidati, territori ed elettori.

A rivendicare il risultato è Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d’Italia».

Poi l’affondo alle opposizioni: «Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa».

La premier mette così in evidenza quella che considera una contraddizione politica del centrosinistra, oggi critico verso la riforma nonostante il voto contrario espresso in precedenza.

Meloni sintetizza lo scontro con una frase netta: «La differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no».

Le opposizioni contestano soprattutto il mantenimento dei capilista bloccati, mentre la maggioranza rivendica il ritorno della possibilità per gli elettori di incidere direttamente sulla scelta di una parte dei parlamentari.

La riforma dovrà ancora completare l’iter parlamentare. Ma il messaggio politico lanciato da Palazzo Chigi è già chiaro: dopo quasi 35 anni, il voto di preferenza torna nella legge.

🔵 𝐑𝐈𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀 𝐄𝐋𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐀𝐋𝐄: 𝐃𝐎𝐏𝐎 𝟑𝟓 𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐇𝐄. 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐑𝐄 𝐓𝐑𝐀 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐈 𝐏𝐀𝐑𝐋𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐕𝐎𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 ...
13/09/2026

🔵 𝐑𝐈𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀 𝐄𝐋𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐀𝐋𝐄:
𝐃𝐎𝐏𝐎 𝟑𝟓 𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐄
𝐏𝐑𝐄𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐇𝐄.
𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐑𝐄 𝐓𝐑𝐀 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐈 𝐏𝐀𝐑𝐋𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐕𝐎𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐎𝐏𝐎𝐋𝐎.

📝 Dopo oltre 35 anni dalla legge Mattarella del 1991, l'Italia si prepara a una rivoluzione istituzionali il ritorno della preferenza alle urne per le politiche.

Una svolta storica mirata firmata e voluta fortemente da Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni per restituire centralità ai cittadini, consentendo loro di scegliere direttamente i parlamentari ed eliminando lo strapotere delle liste bloccate decise a tavolino dai partiti, che non hanno fatto altro che allontanare la gente dalla politica.

Una riforma elettorale che sta scatenando un terremoto politico, tra le fila dell'opposizione.

𝐈 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚
𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞

▪️ Incentivo alla partecipazione: La scelta diretta dei candidati mira a riportare alle urne milioni di astenuti, premiando chi si è speso sul territorio anziché chi ha coltivato unicamente le logiche di palazzo.

▪️ Schema misto: Il modello in discussione prevede capolista bloccati per blindare le figure chiave e fino a tre preferenze per premiare la rappresentanza locale.

𝐓𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐢
𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢.

Il passaggio a una competizione basata sul consenso reale sta generando il panico, soprattutto nell'area di sinistra

▪️ Movimento 5 Stelle e Verdi-Sinistra: Le forze storicamente meno radicate nei territori che nelle competizioni locali non superano il 3/4% rischiano un drammatico ridimensionamento dei consensi a causa della mancanza di una classe dirigente locale strutturata.

▪️ Partito Democratico: Il ritorno alla caccia alle preferenze mette in crisi chi per decenni ha preferito la fedeltà alle correnti romane rispetto all'investimento sulle istanze locali.

La riforma si prefigura così come un banco di prova spietato per tutti, per sopravvivere non basterà più alzare la mano a comando a Roma, ma servirà il consenso vero,
quello della gente,
quello del VOTO POPOLARE!

🔵 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐆𝐈𝐀 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐍𝐈: 𝐅𝐔𝐍𝐄𝐑𝐀𝐋𝐈 𝐃𝐈 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐄𝐌𝐌𝐀 𝐁𝐎𝐍𝐈𝐍𝐎.📝 Emma Bonino è morta ieri mattina a Roma a 78 anni, dopo anni di lo...
12/09/2026

🔵 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐆𝐈𝐀 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐍𝐈: 𝐅𝐔𝐍𝐄𝐑𝐀𝐋𝐈
𝐃𝐈 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐄𝐌𝐌𝐀 𝐁𝐎𝐍𝐈𝐍𝐎.

📝 Emma Bonino è morta ieri mattina a Roma a 78 anni, dopo anni di lotta contro una lunga malattia. Bonino era stata ricoverata in ospedale, presso il Santo Spirito di Roma, il 7 settembre. Ieri era uscita dalla terapia intensiva dell'ospedale ed era stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante e i medici del Santo Spirito. La situazione era stata definita "delicata".

Il cordoglio del Presidente Mattarella: "Bonino ha impresso un segno nella vita della Repubblica. La sua priorità era l'unità e la maggiore integrazione dell'Europa"
"Stiamo predisponendo le esequie di Stato per Emma Bonino", ha detto la premier Giorgia Meloni, durante un punto stampa a Vercelli.

Le esequie si svolgeranno in forma laica, con commemorazione ufficiale, martedì alle 12.30, nella Protomoteca del Campidoglio, a Roma.

La camera ardente per Bonino sarà allestita nella Protomoteca del Campidoglio domenica, dalle 12 alle 19 e lunedì dalle 10 alle 19.

Lunedì, a partire dalle ore 19, in piazza del Campidoglio, +Europa ha organizzato una veglia civile per consentire a cittadini, esponenti politici e della società civile di ricordare pubblicamente Emma Bonino. Lo fa sapere il partito.

Come con Di Battista, anche nel caso di Emma Bonino Giorgia Meloni ha saputo deporre le vesti di partito e mostrare un senso delle istituzioni e dell’umanità che, nella politica italiana, non si vedeva da troppo tempo.

Ancora una volta Meloni dà una lezione a quella parte della sinistra che troppo spesso vive di contrapposizione, rancore e odio politico, dimenticando che esiste un confine che non dovrebbe mai essere superato quello tra lo scontro politico e il rispetto umano.

Si può essere avversari, anche durissimi, senza smettere di essere persone. E soprattutto senza dimenticare il valore delle istituzioni.

🔵 𝐅𝐀𝐊𝐄 𝐍𝐄𝐖𝐒 𝐄 𝐎𝐃𝐈𝐎 𝐒𝐔𝐈 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐋: 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐋𝐄 𝐏𝐀𝐆𝐈𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐀𝐕𝐕𝐄𝐋𝐄𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐁𝐀𝐓𝐓𝐈𝐓𝐎 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎📝 Nel 2026 assisti...
11/09/2026

🔵 𝐅𝐀𝐊𝐄 𝐍𝐄𝐖𝐒 𝐄 𝐎𝐃𝐈𝐎 𝐒𝐔𝐈 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐋: 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐋𝐄 𝐏𝐀𝐆𝐈𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐀𝐕𝐕𝐄𝐋𝐄𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐁𝐀𝐓𝐓𝐈𝐓𝐎 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎

📝 Nel 2026 assistiamo a una preoccupante proliferazione di pagine e profili social che, spesso dietro nomi generici o identità poco trasparenti, diffondono contenuti politici manipolatori, notizie non verificate e messaggi costruiti per alimentare rabbia e contrapposizione.

Servono regole comuni, anche a livello internazionale ed Europee per arginare questi fenomeni, capaci di contrastare account falsi, reti coordinate, contenuti deliberatamente falsi e pagine che incitano all’odio per ragioni politiche, religiose, etniche o di genere, salvaguardando allo stesso tempo libertà di espressione e diritto di critica.

Tra queste vengono segnalate decine di pagine o profili falsi riconducibili, direttamente o indirettamente, alla propaganda favorevole al
Movimento 5 Stelle.
Già nel 2019 Facebook chiuse 23 pagine tra che seminavano odio e fake news a Lega e Movimento 5 Stelle.

È però indispensabile che ogni singolo caso venga verificato la battaglia contro la disinformazione deve valere per tutti, senza distinzioni di partito o etnia.

Il metodo, quando accertato, è sempre lo stesso, moltiplicare pagine e profili falsi, costruire titoli sensazionalistici, trasformare notizie vere in notizie false o in presunti fatti mai successi e far circolare contenuti capaci di raggiungere migliaia di persone prima ancora che qualcuno possa verificarli.

Questo non è confronto politico.
È un meccanismo che ha avvelenato i social e sta continuando ad avvelenarli quotidianamente, basta leggere poi sotto i commenti di odio che alimentano queste pagine.

Occorre una risposta molto più forte delle istituzioni e delle piattaforme digitali.

I social network dovrebbero essere luoghi di comunità e confronto, non fabbriche di divisione.

Per questo è fondamentale segnalare alle piattaforme tutte le pagine sospette e ogni contenuto che presenti fake news, incitamento all’odio o comportamenti non autentici, chiedendo verifiche rapide e, nei casi più gravi, la rimozione.

🔵 𝐋𝐄𝐆𝐆𝐄 𝐄𝐋𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐀𝐋𝐄: 𝐕𝐈𝐀 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐄𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐄𝐌𝐄𝐍𝐃𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄📝 Possibile esprimerne fino a t...
10/09/2026

🔵 𝐋𝐄𝐆𝐆𝐄 𝐄𝐋𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐀𝐋𝐄: 𝐕𝐈𝐀 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐄𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋'𝐄𝐌𝐄𝐍𝐃𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐄

📝 Possibile esprimerne fino a tre. Previsti i capolista bloccati senza quota di genere. Bocciato il sub emendamento delle opposizioni, il governo si era rimesso all'aula

Via libera dell'Aula del Senato all'emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma della legge elettorale il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati.

Tutte respinte le proposte di modifica di opposizione tranne una tecnica di drafting approvata all'unanimità.

I si sono stati 97, 67 i contrari e 2 astenuti. Il testo prevede la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere (pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza nell'ordine di lista) con una una croce segnata accanto a uno dei sei nomi scritti sulla scheda, prevista l'alternanza dal primo nome sotto il capolista.

Salta la quota di genere 60 a 40 per i capolista prevista dal Rosatellum.

10/09/2026

🔵 𝐄𝐋𝐋𝐘 𝐒𝐂𝐇𝐋𝐄𝐈𝐍: 𝐁𝐄𝐊𝐎 𝐄𝐃 𝐄𝐋𝐄𝐂𝐓𝐑𝐎𝐋𝐔𝐗 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐎𝐒𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐒𝐂𝐀𝐑𝐈𝐂𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐑𝐈𝐒𝐈 𝐒𝐔𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈

📝 Di fronte ai cancelli degli stabilimenti Beko di Melano ed Electrolux di Cerreto d’Esi, la voce delle lavoratrici e dei lavoratori risuona con forza e dignità.

Un presidio di resistenza per difendere non solo il posto di lavoro, ma il futuro industriale di un intero territorio e dell’intero Paese. Il distretto elettrodomestico delle Marche, simbolo storico del saper fare italiano, non può essere trattato come una pedina sacrificabile sulle logiche dei bilanci multinazionali.

La situazione ha raggiunto un livello di guardia inaccettabile. Beko disattende clamorosamente gli impegni assunti: a 16 mesi dalla firma degli accordi, gli investimenti promessi non si sono visti, la produzione è in costante calo e il ricorso alla cassa integrazione continua ad aumentare.

Parallelamente, Electrolux tira dritto senza ritirare un piano d'impatto devastante, confermando 1.450 esuberi e decretando la chiusura del sito di Cerreto d’Esi, lasciando 170 famiglie con mutui da pagare e un futuro economico del tutto incerto.

Non si può tollerare che grandi gruppi internazionali operino sul territorio, usufruiscano di sostegno e risorse pubbliche e poi, senza un vero confronto, decidano di delocalizzare scaricando il prezzo delle ristrutturazioni aziendali sulle spalle delle persone. Serve un segnale forte e immediato da parte del Governo: occorre richiamare Beko ed Electrolux alle proprie responsabilità industriali e sociali, attivando ogni leva istituzionale per bloccare i licenziamenti e garantire il rispetto degli accordi.

Il distretto di Fabriano non è sacrificabile. Al fianco di chi lavora e produce ricchezza per la comunità, si farà muro contro scelte verticistiche e irresponsabili: la riorganizzazione non può essere pagata sulla pelle di chi vive di lavoro.

09/09/2026

🔵 𝐈𝐋 𝐃𝐎𝐏𝐏𝐈𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐍𝐃𝐀𝐑𝐃 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐎 𝐋𝐀𝐑𝐆𝐎 𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐒𝐔𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐑𝐀𝐍𝐔𝐂𝐂𝐈-𝐋𝐀𝐕𝐈𝐓𝐎𝐋𝐀: 𝐎𝐑𝐌𝐀𝐈 𝐒𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐌𝐄𝐒𝐒𝐈 𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐂𝐈𝐔𝐓𝐓𝐈 𝐒𝐔𝐆𝐋𝐈 𝐎𝐂𝐂𝐇𝐈.

📝 Per anni Report ha messo il centrodestra sotto una lente spietata secondo l’analisi citata da FdI, su 404 inchiesteesaminate dall’insediamento del Governo Meloni, il 43,5% si sarebbe concentrato, su FdI, Giorgia Meloni e la sua famiglia.

Poi arriva il caso Ranucci-Lavitola e improvvisamente il garantismo diventa sacro, il giornalismo di inchiesta non vale più! Perciò denunce a colleghi giornalisti!

Valter Lavitola, indicato dagli inquirenti come il mandante dell’attentato del 16 ottobre 2025, ha ammesso di aver commissionato un’azione la bomba contro la villetta di Ranucci, sostenendo però di aver chiesto colpi di pi***la contro il muro e non una bomba.

E c’è un fatto che merita risposte dopo la perquisizione a Lavitola, i due avrebbero avuto una telefonata di circa due ore. Contatti che gli stessi inquirenti stanno approfondendo per ricostruire il perché si provava a trovare un alibi.

Poi il dettaglio quasi surreale secondo quanto riportato da alcuni giornali, una delle auto coinvolte risultava con la polizza scaduta ed era parcheggiata su strada.

Nessuno sostiene che Ranucci conoscesse il piano, è parte lesa così dicono le carte, e sarà la magistratura ad accertare ogni responsabilità.

Ma una domanda politica è inevitabile se tutto questo avesse riguardato un giornalista di destra, avremmo assistito allo stesso silenzio? O tutte avrebbero messo a ferro e fuoco le piazze di tutta Italia?

Quando c’è Meloni, titoloni, sospetti e processi mediatici. Quando la vicenda tocca il loro mondo prudenza, garantismo e occhi e bocca chiusa.

QUESTO NON È GARANTISMO.
QUESTO È GIORNALISMO DI REGIME.

🔵 𝐋’𝐄𝐗 𝐆𝐄𝐑𝐌𝐀𝐍𝐈𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐈 𝐑𝐈𝐁𝐄𝐋𝐋𝐀: 𝐋’𝐀𝐅𝐃 𝐀𝐋 𝟒𝟑,𝟖% 𝐄̀ 𝐔𝐍 𝐀𝐕𝐕𝐈𝐒𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐄𝐔𝐑𝐎𝐏𝐄𝐀C’è un dato che l’Europa farebbe ...
08/09/2026

🔵 𝐋’𝐄𝐗 𝐆𝐄𝐑𝐌𝐀𝐍𝐈𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐈 𝐑𝐈𝐁𝐄𝐋𝐋𝐀: 𝐋’𝐀𝐅𝐃 𝐀𝐋 𝟒𝟑,𝟖% 𝐄̀ 𝐔𝐍 𝐀𝐕𝐕𝐈𝐒𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐄𝐔𝐑𝐎𝐏𝐄𝐀

C’è un dato che l’Europa farebbe bene a non liquidare con le solite etichette: in Sassonia-Anhalt l’AfD ha conquistato il 43,8% dei voti, ottenendo 39 seggi su 83 e sfiorando la maggioranza assoluta. La CDU si è fermata al 17,2%. Un terremoto politico nel cuore dell’ex Germania dell’Est.
E proprio qui sta il significato più profondo di questo voto.

La Sassonia-Anhalt ha vissuto per decenni sotto la DDR comunista, in un sistema nel quale lo Stato pretendeva di decidere identità, economia, informazione e futuro dei cittadini.

Quel passato non può essere utilizzato per spiegare automaticamente ogni scelta elettorale di oggi, ma sarebbe altrettanto miope ignorare quanto nell’Est tedesco sia forte la diffidenza verso tutto ciò che viene percepito come imposizione dall’alto.

Il messaggio alle élite europee è potentissimo: identità, sicurezza, confini e sovranità nazionale sono tornati al centro della politica.

Una parte della sinistra europea sembra invece aver smesso di difendere questi temi, preferendo un modello multiculturalista nel quale chi chiede più controllo dell’immigrazione viene troppo facilmente bollato come estremista.

Ed è qui che nasce l’errore politico più grave: pensare di conquistare consenso nelle comunità immigrate sacrificando pezzi dell’identità nazionale o evitando di pretendere integrazione, rispetto delle leggi e condivisione dei valori fondamentali delle democrazie europee.

L’Islam non è il nemico e milioni di musulmani vivono pacificamente in Europa. Ma sarebbe altrettanto sbagliato negare i problemi posti dall’integralismo, dalle società parallele e da un’immigrazione che, quando non viene governata, può mettere sotto pressione sicurezza, welfare e coesione sociale.

Difendere una nazione non significa odiare chi arriva. Significa stabilire una regola semplice: chi arriva rispetta la cultura, le leggi e le istituzioni del Paese che lo accoglie, non il contrario.

Il 43,8% dell’AfD dice soprattutto questo: milioni di europei non vogliono vedere cancellate identità e sovranità in nome di un’Europa senza confini politici e culturali, la gente ha paura delle idee estremiste della sinistra radicale, questa è la verità.

E chi ha conosciuto sulla propria pelle cosa significa perdere libertà e autodeterminazione difficilmente accetta di consegnarle nuovamente a qualcun altro.

Indirizzo

Crotone
88841

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