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Quando il tempo si arrende alla controraC’è un momento del giorno in cui il mondo smette di correre senza avvisare nessu...
09/06/2026

Quando il tempo si arrende alla controra

C’è un momento del giorno in cui il mondo smette di correre senza avvisare nessuno. Non lo annuncia, non lo proclama. Semplicemente accade. È la controra: quella parentesi sospesa in cui anche il tempo sembra dimenticare la sua fretta e si concede il lusso di respirare.

In quell’attimo sottile, le cose si fanno più leggere. Il rumore si abbassa, le urgenze perdono spigoli, e la realtà, per una volta, non pretende nulla.

Si può lasciare il computer in standby, abbandonare le parole non dette sulla soglia e sedersi, finalmente, senza dover dimostrare niente a nessuno.

È lì che accade qualcosa di quasi impercettibile: si torna a sentire.

Il corpo si adagia, la mente prova a inseguire il silenzio, anche se spesso inciampa nei pensieri che non sanno stare fermi. Eppure va bene così. Non serve zittire tutto. Basta rallentare abbastanza da lasciarsi attraversare.

In questo spazio morbido si ricorda chi si è, senza bisogno di definizioni. Si guarda ciò che si è costruito, con fatica, con cura, con ostinazione gentile, e per un istante si riesce perfino a esserne fieri senza imbarazzo.

Poi arriva un sorriso. Non grande, non rumoroso. Uno di quelli veri, che non chiedono permesso. Perché da qualche parte, in un punto invisibile del mondo, ma neppure troppo lontano, qualcun altro che tu conosci sta vivendo la stessa identica apparente leggerezza senza saperlo: la stessa controra che si stende come una carezza sul tempo.

E allora anche le parole cambiano forma.
Non servono più per correre, spiegare, convincere. Diventano pane che lievita piano, gratitudine che si posa leggera, presenza che non ha bisogno di essere esibita.

E proprio in questa giornata di giugno, da Inchiostro, sono accadute piccole cose bellissime. Una chiave inceppata, che per un attimo ha provato a riportare tutto al rumore, e poi mani amiche, come quelle di Roberto e Silvia, che hanno rimesso ordine nel caos con la semplicità dei gesti giusti.

Ho dato ancora una volta voce al Il forno di Vincenzo ETS, a quell’incantesimo silenzioso che si muove attorno al pane della felicità. Ho incontrato giovani che profumano di presente e sanno già, senza dirlo, che il futuro si costruisce così: con sguardi accesi e domande aperte.

Ho scelto le parole da dire e da scrivere, e ho provato, con la stessa cura con cui si impasta il pane, a lasciare fuori quelle che fanno rumore inutile. Perché non è vero che chi lavora con le parole le trova sempre tutte al proprio posto. A volte le parole feriscono, si spezzano, e chiedono tempo per tornare intere.

Eppure, partendo dalla A e arrivando fino alla Z, si rimettono in cammino. Diventano strada, sorriso, sogno, silenzio. Diventano tutto ciò che serve per restare umani. Diventano “Tutta ‘nata Storia” per dirla come Pino.

E poi c’è stato un dono.

Un gesto semplice e prezioso: il cioccolato al taglio PRENDIMÉ, Amedei Toscana Cioccolato al latte, vellutato, con nocciole Piemonte IGP intere, tostate con delicatezza, come se anche il tempo avesse deciso di rallentare per non disturbare.

Un dono che sa di gratitudine, di pensiero gentile, di bellezza che non ha bisogno di clamore. Un sapore che si scioglie piano, proprio come la controra: senza fretta, senza rumore, lasciando solo una scia di poesia sulla lingua e nel cuore.

E in quel momento, davvero, il tempo si è fermato un po’.
Resto se resti.
E poi chissà com’è andata a finire.

Lo sport che unisce, il mare che accoglie, una comunità che costruisce futuro 🌊⛵️Quando arriva l’estate, il mare torna a...
06/06/2026

Lo sport che unisce, il mare che accoglie, una comunità che costruisce futuro 🌊⛵️

Quando arriva l’estate, il mare torna a essere un luogo di incontro, di sorrisi e di storie condivise. E proprio sulla riva, dove ogni granello di sabbia trova il suo posto accanto agli altri, nasce il senso più autentico dello sport: unire persone diverse in un'unica grande comunità.

La Giornata Nazionale dello Sport, promossa sotto l’egida del CONI, sarà molto più di un evento. Sarà un’esperienza fatta di emozioni, partecipazione e valori vissuti insieme, con il mare a fare da cornice a una giornata che celebra il movimento, l’inclusione e la bellezza dello stare insieme.

A Bagno Trentotto ogni attività, ogni sorriso e ogni incontro racconteranno una visione precisa: quella di uno sport aperto a tutti, capace di abbattere barriere e creare opportunità. Una visione resa possibile grazie alla sinergia tra il Comune di Eboli, il progetto Sport Open e il percorso condiviso dell’accordo di partenariato Eboli Città dello Sport Open 365.

Dietro questa giornata c’è il lavoro appassionato di tante persone che hanno scelto di mettere competenze, idee e cuore al servizio del territorio. C’è l’impegno del fantastico gruppo di lavoro di Sport Open Day, che ogni giorno costruisce occasioni concrete di partecipazione e inclusione. E insieme a Dani a Michele a Menti Sportive a Strategia Laterale c’è anche una piccola goccia di Inchiostro- una goccia che ha accompagnato il racconto e la valorizzazione di questo percorso, trasformando un progetto in una narrazione capace di coinvolgere, emozionare e generare appartenenza.
O almeno ci ha provato.

Perché, proprio come i granelli di sabbia che compongono una spiaggia, ogni contributo conta. Ogni gesto, ogni energia, ogni persona aggiunge valore a qualcosa di più grande. È così che nascono le comunità che crescono, che accolgono e che guardano al futuro con entusiasmo.

Domani, domenica 7 giugno, ci ritroveremo davanti al mare per celebrare tutto questo: lo sport come linguaggio universale, l’inclusione come scelta quotidiana e la forza straordinaria di una comunità che sa fare squadra.

Vi aspettiamo a Bagno Trentotto per vivere insieme una giornata che profuma d’estate, di sport e di futuro. 🌊☀️🏃‍♀️🏐💙



L’inchiostro che non si archivia. Ma che resta. E resiste. Con coraggio. Ci sono giorni che sembrano durare una stagione...
04/06/2026

L’inchiostro che non si archivia.
Ma che resta. E resiste. Con coraggio.

Ci sono giorni che sembrano durare una stagione intera. Giorni in cui le ore si rincorrono senza concedere tregua, in cui le scadenze si accavallano come onde ostinate e ogni impegno reclama attenzione, energie, presenza.

Il Maggio dei monumenti, Anima Mundi, l’elezione del nuovo Forum dei Giovani, il Vela Day, Ruote Inclusive, i manifesti da stampare e quelli da ristampare, le note stampa da concordare e da chiudere, le pagine social da aggiornare, i messaggi che arrivano senza sosta, i ritardi da gestire, i chiarimenti da dare e quelli da avere, le responsabilità da sostenere.

E poi il mal di testa che pulsa silenziosamente tra una telefonata e una mail, le apprensioni che si insinuano tra un appuntamento e l’altro, e quel bisogno costante di mettere ordine tra carte, pensieri ed emozioni.

E poi arrivano le “archiviazioni”.
Parola semplice per chi la pronuncia. Molto meno per chi la riceve. Per alcuni le archiviazioni rappresentano un gesto naturale, quasi burocratico. Per altri diventano ferite che cercano spiegazioni, domande che si ostinano a restare aperte, conversazioni immaginate mille volte e mai realmente concluse. Perché ciò che viene archiviato sulla carta non sempre si archivia dentro di noi. Con l’inchiostro che resta. Addosso e sulla pelle.

Eppure arriva un momento in cui si comprende che l’infinito non esiste. O almeno non esiste più come spazio da concedere a ciò che continua a togliere serenità. Arriva un’età della vita in cui il tempo assume un valore diverso, più concreto, più prezioso. Un’età in cui si realizza che il tempo rimasto davanti non è più una promessa sconfinata ma una risorsa da custodire con cura. E allora si smette di disperdere energie in attese inutili, in spiegazioni non richieste, in attenzioni mendicate.
Si sceglie.
Si sceglie la dignità.
Si sceglie il silenzio quando il silenzio vale più di mille parole.

Perché chi vive d’inchiostro e scrive per restare vivo conosce il peso delle parole. Conosce la loro forza, la loro capacità di accarezzare e di ferire, di costruire ponti o scavare distanze. Sa perfettamente come trovare le parole giuste. Ma sa anche riconoscere quelle che è meglio non pronunciare. Non per debolezza.
Non per resa. Ma per rispetto di sé.

Ci vuole molto più coraggio a trattenere una frase che a lasciarla andare.

E così, dal mio divano d’inchiostro, quello che accoglie anime gentili e pensieri, confidenze e sorrisi, che oggi assomiglia sorprendentemente a quello dello psicologo, osservo il rumore del mondo scorrere senza farmi trascinare. Con la leggerezza di chi continua a credere nella forza della scrittura e con la consapevolezza di chi ha imparato che non tutte le battaglie meritano di essere combattute. Perché di respirare, in fondo, siamo capaci tutti.

Vivere, scegliere, lasciare andare e continuare ad amare la propria verità senza svenderla al bisogno di essere compresi, questa è un’altra storia. Ma proprio un’altra storia.

Di giovedì. Da qui. Così. Chest’è.

💨 ⛵️🤍Ci sono progetti che ti segnano l’anima, percorsi che lasciano tracce profonde e collaborazioni che, giorno dopo gi...
02/06/2026

💨 ⛵️🤍

Ci sono progetti che ti segnano l’anima, percorsi che lasciano tracce profonde e collaborazioni che, giorno dopo giorno, confermano il valore della professionalità, della dedizione e dell’impegno costante.

Poi ci sono i risultati. Quelli che non nascono per caso, ma che prendono forma grazie a legami autentici, costruiti dalla vita e saldati nel tempo, alimentati dalla stima reciproca e dall’affetto sincero. Perché quando impari a voler bene a certe persone, non restano semplicemente compagni di viaggio: entrano a far parte della tua vita. E restano. Accanto.

Sport Open è tutto questo. È una storia iniziata tanto tanto tempo fa e che continua a camminare al mio fianco con la stessa forza, la stessa passione e la stessa autenticità di sempre. È la storia di amicizie straordinarie e di professionalità autentiche. È un impegno che non conosce tempo, fatto di idee condivise, di sacrifici, di traguardi e di quella incredibile capacità di trasformare i sogni in realtà. Accanto a straordinari compagni di viaggio.
Ognuno a vario titolo speciale.

Con Sport Open continuiamo a scrivere pagine belle, vere e sincere; continuiamo a costruire, a dare forma ai progetti e a portare avanti valori in cui crediamo profondamente. Dallo Sport alla solidarietà passando per l’inclusione e la partecipazione attiva. Con l’occhio teso verso l’ambiente e la mobilità lenta, quella sostenibile.

E oggi, più che mai, sono orgogliosa e fiera di essere parte integrante di questo straordinario gruppo di lavoro, fatto di persone che ogni giorno scelgono di metterci cuore, competenza e passione. Oltre che la faccia e i sentimenti quelli belli. Come gli abbracci che ogni volta ti restituiscono il senso dell’impegno e del sacrificio.

E quando poi scegli consapevolmente di esserci e restare, la magia si compie sempre davanti al mare.

Noi anche oggi siamo qui. Accarezzati, come diciamo sempre, dal nostro magico granello di sabbia.

ANIMA. Mundi! 🌏Partecipare in prima persona a questa serata, l’ultima di quattro appuntamenti che hanno acceso la nostra...
29/05/2026

ANIMA. Mundi! 🌏

Partecipare in prima persona a questa serata, l’ultima di quattro appuntamenti che hanno acceso la nostra terra di scienza, bellezza, memoria e identità, per me non è soltanto un onore. È qualcosa che porto dentro con profonda emozione.

Perché “Anima Mundi” (così e non come sopra) non è stato semplicemente un evento. È stato un viaggio. Un attraversamento di idee, di volti, di storie. Un modo straordinario per raccontare la Città di Eboli e l’anima autentica della Piana del Sele attraverso la cultura, la conoscenza e il coraggio di credere nelle cose belle.

Insieme a Inchiostro- e grazie alla collaborazione preziosa dei miei colleghi giornalisti, mi sono occupata della comunicazione di questo percorso.
E oggi sento il bisogno di dirlo con il cuore pieno di gratitudine: sono profondamente felice e orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto.

Abbiamo costruito qualcosa di vero.
Qualcosa che resterà.

E soprattutto abbiamo dimostrato, ancora una volta, che chi ama davvero questa terra può raccontarla con dignità, professionalità, passione e anima.

A chi ci ha osservati con scetticismo, pensando forse che non fossimo abbastanza, abbiamo risposto con il lavoro, con la presenza, con la forza delle idee. Perché non siamo secondi a nessuno. E quando comunichiamo con il cuore, sappiamo arrivare ovunque.

Ma questa serata, per me, custodisce anche qualcosa di ancora più intimo e profondo.
Essere stata chiamata a portare i saluti e ad occuparmi di ciò che più mi emoziona nel mio lavoro, la parte legata al cerimoniale istituzionale, significa entrare nella parte più umana delle cose. Quella fatta di dettagli che sembrano invisibili ma che invece tengono insieme le emozioni, le persone, i ricordi.

Questa è la serata dei legami veri.
Degli abbracci che ricuciono il cuore nei punti in cui la vita aveva lasciato ferite.
Delle mani che si cercano.
Degli sguardi che si riconoscono anche dopo il silenzio.
Delle certezze che, nonostante tutto, trovano sempre la strada per tornare a casa.

Ed è anche la serata delle assenze.
Quelle che vivono nei respiri, nei pensieri improvvisi, nei vuoti che nessuno vede.
Assenze che fanno male, sì.
Ma che continuano ad essere presenze potentissime, impossibili da cancellare.

In questa serata io sono questo: felicità, gratitudine, orgoglio.
Sono la voce emozionata di un lavoro costruito giorno dopo giorno per raccontare “Anima Mundi” con verità e amore. E quindi grazie a Gattapone Aps a Francesca, a Marzia, a Umberto, agli altri per avermi voluto al loro fianco.
Grazie a tutti i miei colleghi giornalisti e ai tecnici per il lavoro pazzesco condotto con professionalità, spirito di collaborazione e immensa amicizia.

Vi invito ad esserci, sabato sera.
Non perché ci sarò io a “metterci la faccia”. 🤪 Ma perché ci saranno emozioni vere. 🤍
E perché alcune serate non si spiegano: si vivono.

Il Maggio dei Monumenti 🏰 Una giornata in Istituto non è mai soltanto una giornata.È un tempo sospeso che ti attraversa ...
24/05/2026

Il Maggio dei Monumenti 🏰

Una giornata in Istituto non è mai soltanto una giornata.
È un tempo sospeso che ti attraversa l’anima, che si lascia respirare piano, tra silenzi pesanti e parole capaci di restare accese dentro per giorni.
Ogni volta entro con un pensiero e ne esco con qualcosa in più: uno sguardo, una frase, una stretta di mano, un’emozione difficile da spiegare ma impossibile da dimenticare.

Qui tutto ha un peso diverso.
Le voci rimbombano nei corridoi, gli occhi raccontano storie che spesso nessuno ha mai avuto il coraggio di ascoltare davvero.
Eppure, in mezzo a quelle ferite, nasce qualcosa di straordinariamente umano.
Nasce la forza.
Quella vera.
Quella che non fa rumore, ma resiste.
Quella che insegna a rialzarsi anche quando la vita ti ha fatto cadere troppe volte.

Ogni incontro è un frammento di verità.
Ogni parola può diventare una carezza o una scossa.
E ogni volta, tutte le volte, torno a casa con la sensazione potente di aver respirato umanità nella sua forma più autentica.
Tra resistenza e resilienza. Sempre.
Perché resistere qui non significa soltanto sopravvivere, ma trovare ogni giorno il coraggio di guardarsi dentro e provare a diventare migliori.

Nessuno può cancellare un errore.
Gli errori esistono, fanno male, lasciano segni.

E allora il grazie oggi ha un valore enorme.
Un grazie sincero, profondo, carico di riconoscenza.

Grazie a tutta l’amministrazione penitenziaria, che ogni giorno lavora spesso lontano dai riflettori, ma con una dedizione che merita rispetto.
Grazie al mio amico cav. Giuseppe Barra, presenza autentica, cuore generoso, uomo capace di lasciare il segno.
Grazie a Michele Cicatelli.
E grazie a Rossella, che da anni c’è davvero: con sensibilità, competenza, umanità. E si vede.

Ma il pensiero più forte va ai ragazzi. Ai miei.
Ai loro occhi.
Alle loro fragilità.
Alla voglia silenziosa di essere ascoltati, capiti, considerati ancora.
Sono loro la parte più bella di tutto questo.
L’espressione più alta di un progetto culturale che definire meraviglioso forse non basta.
Un progetto bello da impazzire, perché riesce ancora a fare una cosa rarissima: piantare un seme di senape.

E ogni volta che torno qui, porto con me la certezza che certe emozioni non si raccontano soltanto.
Si vivono.
Si respirano.
E ti cambiano dentro.

19/05/2026

Con Inchiostro ho il privilegio di seguire, ormai da tanto tempo, la comunicazione di Sport Open Day: un progetto che negli anni è diventato molto più di un semplice evento o di un’iniziativa sportiva. È diventato un luogo di incontro, di condivisione, di emozioni autentiche. Un contenitore di storie, sorrisi, sacrifici e traguardi che ogni volta riescono a lasciare qualcosa nel cuore di chi li vive.

Insieme a professionisti straordinari e ad amici che ormai considero famiglia, portiamo avanti ogni giorno qualcosa di speciale: una rete fatta di persone, idee e valori che riesce a coinvolgere tante bellissime realtà sportive del territorio e non solo, creando connessioni vere e dando allo sport il significato più autentico che possa avere: unione, crescita, inclusione e partecipazione.

Il 7 maggio dello scorso anno, in una parentesi di vita piena di emozioni forti, impegni professionali e gioie condivise, abbiamo dato il via a una collaborazione istituzionale unica nel suo genere ed è nato EBOLI CITTÀ DELLO SPORT OPEN 365.

Un percorso che, guardando oggi tutti i risultati raggiunti, riempie il cuore di orgoglio. Perché dietro ogni traguardo non ci sono solo numeri o successi, ma passione, impegno quotidiano, idee, sacrifici e soprattutto una squadra che crede profondamente in ciò che costruisce ogni giorno.

Essere parte di questo cammino, di questa famiglia, è per me motivo di grande gratitudine e soddisfazione. Sapere che, attraverso il nostro lavoro, contribuiamo a raccontare storie di sport, inclusione, entusiasmo e appartenenza è senza dubbio la vittoria più bella.

Grazie ancora a Daniele, che mi ha voluta al suo fianco e che ogni volta mi permette di lavorare “a modo mio”, senza ostacolarmi mai, ma anzi coinvolgendomi in ogni decisione con fiducia e rispetto.

Grazie a Michele, travolgente con il suo entusiasmo contagioso, con cui condivido anche altri importanti e ambiziosi progetti che guardano sempre avanti. Con eleganza.

Grazie a Christian, che mi sopporta in ogni progetto e con cui finiamo sempre per trovarci d’accordo su ogni scelta, e ai ragazzi di Diesse, Sport Sun e di Aurora Triathlon, vero valore aggiunto di una squadra affiatata, autentica e bellissima.

Grazie a Claudio e a Strategia Laterale per essere sempre la nostra certezza, tra professionalità, competenza e visione.

Orgogliosamente parte di tutto questo. ❤️

Il sabato mattina insegna a respirare 🌬️Il sabato mattina ha un rumore diverso.Non corre, non pretende, non rincorre not...
16/05/2026

Il sabato mattina insegna a respirare 🌬️

Il sabato mattina ha un rumore diverso.
Non corre, non pretende, non rincorre notifiche, alcune imbarazzanti, e-mail e messaggi, audio lunghi chilometri o scadenze. Entra piano, con la luce lenta che attraversa le strisce satinate e il silenzio raro di chi, per una volta, non deve rispondere subito. A niente. A nessuno.

Per chi lavora in un’agenzia di comunicazione, le settimane sono fatte di parole, infinitamente pronunciate, dette, pensate. Urlate in faccia e al telefono. Sono fatte di idee da consegnare, call che si incastrano, clienti da ascoltare, revisioni, strategie, urgenze che arrivano sempre tutte insieme. “Sei al pc? Allora scrivi…” Ogni commessa chiede attenzione, energia, creatività. E fantasia! Uimamma e quanta. A volte si fa fatica pure ad immaginarle certe cose, con la fantasia. E spesso ci si abitua a vivere veloci, come se fermarsi fosse tempo perso.

Poi arriva il sabato mattina.

Il caffè dura qualche minuto in più.
Il telefono resta capovolto sul tavolo.
La mente smette di saltare da una task all’altra e ricomincia lentamente a respirare.

E quando fuori piove, con quella pioggia lenta che sa di Natale e di coccole, il tempo sembra fermarsi davvero.
Il sabato mattina allora diventa un posto sicuro dove raccogliere i pensieri, metterli in fila uno ad uno, guardare in faccia quelli che pesano troppo e lasciare andare tutto ciò che non serve più.

È il momento in cui si fanno spazio le cose vere. Si allontanano i rumori inutili. Si cancellano i dubbi che consumano energia. Si alleggerisce il cuore.

Perché ci sono settimane che riempiono la testa ma svuotano dentro. E il sabato mattina serve anche a questo: a tornare a sentirsi presenti, interi, lucidi.

A decidere.

Da che parte stare, in fondo, lo sai già.
E forse sai già anche in che modo.
Avevi solo bisogno di silenzio abbastanza per riuscire ad ascoltarti davvero.

Ed è proprio in queste pause che succede qualcosa di importante: ci si ritrova.
Perché la creatività non nasce solo dalla pressione, ma anche dallo spazio. Dalle ore lente. Dai pensieri che non hanno bisogno di correre. Dal diritto di staccare senza sentirsi in colpa.

Il sabato mattina ricorda che non siamo fatti solo per produrre, ma anche per osservare, recuperare, rallentare. Perché una settimana intensa si affronta meglio quando ci si concede il lusso di una pausa vera.

E forse il tempo lento serve proprio a questo: a rimettere ordine nel caos, a far riposare la testa, a tornare lunedì con nuove idee e un po’ più di fiato dentro.

Più consapevoli, più leggeri. Pieni zeppi di cose da mettere in fila. Una dietro l’altra. Con grande rispetto. Cu ‘na pacienza infinita. E l’orgoglio di chi a testa alta può andare. Sempre.

Inchiostro è casa. Anche quando fuori piove.

Ci vedranno il rosa illuminare il Tempio di Nettuno. Vedranno la pietra millenaria di Paestum accendersi sotto il cielo ...
12/05/2026

Ci vedranno il rosa illuminare il Tempio di Nettuno. Vedranno la pietra millenaria di Paestum accendersi sotto il cielo della sera, mentre il Giro d'Italia attraversa la storia e corre verso Napoli, fino all’abbraccio immenso di Piazza del Plebiscito.

Vedranno lo spettacolo.
E avranno ragione a emozionarsi.

Perché ci sono immagini che restano addosso. Paestum che si veste di luce.
Napoli che aspetta il suo arrivo come si aspettano le grandi cose: col cuore aperto.
E in mezzo, chilometri di territorio, passione e bellezza che diventano racconto.

Ma certe emozioni nascono molto prima che si accendano le luci.

Nascono nel silenzio di chi lavora dietro le quinte. Nelle responsabilità che nessuno vede. Nelle telefonate infinite, nelle autorizzazioni ottenute un passo alla volta, nella pressione di far combaciare tutto senza lasciare nulla al caso.

La concessione n. 41/2026 rilasciata dal Ministero della Cultura – Parchi Archeologici di Paestum e Velia non è soltanto un documento.
È il momento esatto in cui un’idea smette di essere soltanto un sogno e diventa realtà.

Perché dietro quella luce rosa che accarezza dolcemente il Tempio di Nettuno e trasforma la notte in magia ci sono professionalità, sacrificio, credibilità. E molto spesso silenzio. Attenzione.

Ci sono persone che lavorano senza cercare applausi, ma lasciando segni concreti dentro eventi destinati a restare nella memoria collettiva.

Ed è lì che vive l’emozione più grande:
nel vedere un luogo eterno come Paestum dialogare con l’anima immensa di Napoli attraverso il simbolo più amato d’Italia.

Grazie al Presidente della FCI Salerno Michele Senatore, mio amico incredibile, per aver affidato ancora una volta alla nostra agenzia la comunicazione istituzionale di qualcosa che va oltre lo sport.

Perché certe cose non si raccontano soltanto.
Si costruiscono. In silenzio. E lui lo ha saputo fare: ancora una volta.

C’è anche un po’ di Eboli in questa meraviglia.
Una goccia di inchiostro.
E noi siamo davvero orgogliosi.




Con grande entusiasmo, Inchiostro-  idee e comunicazione ormai diverse settimane fa ha accolto l’invito a curare e gesti...
09/05/2026

Con grande entusiasmo, Inchiostro- idee e comunicazione ormai diverse settimane fa ha accolto l’invito a curare e gestire la comunicazione ufficiale di “Anima mundi - lo spirito dell’universo”, il progetto ideato e fortemente voluto dall’architetto Francesca Spera.

Un percorso che sentiamo vicino per valori, visione e profondità, nato dalla volontà di creare connessioni tra cultura, territorio e pensiero contemporaneo. Fuoco, terra, aria e acqua, i quattro elementi di Empedocle, diventano simbolo di un dialogo vivo tra professori universitari, studiosi e protagonisti del mondo culturale, con lo stemma della Città di Eboli al centro di una narrazione destinata a valorizzare l’identità e il respiro culturale della città.

Anima mundi vuole portare Eboli al centro del panorama culturale, trasformandola in luogo di incontro tra idee, arte e visioni future.

Per noi non è soltanto una collaborazione professionale, ma un progetto da vivere con passione, cura e autentico spirito di squadra.

E se fino ad oggi siamo riusciti a stringere importanti collaborazioni professionali puntando sulla disponibilità di tanti colleghi giornalisti e professionisti della comunicazione vuole dire che fare squadra resta il valore aggiunto di un lavoro avviato ormai tanti anni fa e che non è mai improvvisato.

Dietro le quinte sempre. Con grande eleganza.

Indirizzo

Via Umberto Nobile N. 68
Eboli
84025

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:30
Mercoledì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:30
Giovedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:30
Venerdì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:30
Sabato 09:30 - 13:00

Telefono

+393476730309

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