06/08/2025
Le verginelle, i Nudiddi e la storia di Beddivirdi
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Si narra che nel 300 dopo Cristo, nelle grotte alle spalle dell'attuale santuario mariano abitavano i cosiddetti "Fullones", gente povera che lavorava la terra, il lino e soprattutto conciava le pelli degli animali; per tale motivo la zona veniva chiamata "Fuddaturi".
I "Fullones" erano di religione pagana e in onore della Dea Cerere celebravano in primavera la festa dei Cerealia e ad Agosto una seconda festa, riservata alle donne per commemorare la ricongiunzione di Cerere con Proserpina.
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In questo periodo venne ad Enna San Pancrazio per predicare il Vangelo e rimuovere il paganesimo e trovò rifugio proprio nelle grotte di "Fuddaturi". Durante la sua permanenza la città venne colpita da un'incessante siccità e così i sacerdoti di Cerere decisero di sacrificare alcune vergini alla dea affinché mandasse la pioggia. Ma al momento del sacrificio, che si stava compiendo nel luogo dove oggi sorge il santuario mariano, San Pancrazio fermò la mano del sacerdote che con il pugnale stava sacrificando quelle vergini. Il Santo, assieme al popolo, pregò La Vergine Maria affinché mandasse la pioggia, il miracolo si avverò e gli abitanti della zona si convertirono al cristianesimo. La statua della Dea Cerere venne arsa (da qui il nome della strada "Via Cerere Arsa", oggi storpiato in "Cirasa"), con San Pancrazio nacque il cristianesimo ad Enna e nel luogo dove avvenne il miracolo venne costruita la chiesa di Maria SS. di Valverde.
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Ancora oggi è tradizione, la vigilia della festa, invitare presso le famiglie che hanno ricevuto grazie dalla Madonna, delle ragazzine chiamate verginelle, le quali digiunano fino a mezzogiorno e pranzano assieme alle famiglie che le hanno ospitate la vigilia della festa e anche la domenica. Fino al 1967, sempre per grazie ricevute, venivano vestiti di bianco con dei nastri colorati allacciati alla vita, anche dei bambini definiti "Nudiddi" che i genitori portavano in chiesa il giorno della festa.