Edit Faenza

Edit Faenza [email protected] La EDIT FAENZA nasce da una felice intuizione di Tullio Laghi e Maria Teresa Ferrini.
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Provenienti entrambi da esperienze direzionali in aziende del settore e ricchi di capacità nel campo editoriale (di immagine, di gestione di mercato e distribuzione e di competenze tipografiche) individuano nella costituzione di una Agenzia Editoriale la risposta più adeguata alle richieste di flessibilità e qualità che il mercato del libro in generale e di progetti editoriali specifici richiedono

in un momento di forte specializzazione del settore. La EDIT FAENZA si attiva perciò nel campo della cura dell'immagine e della realizzazione editoriale, collaborando con diversi Editori e con diverse Aziende. In seguito, pur conservando le precedenti collaborazioni, inizia la sua attività di editrice, specializzata in Arte, proponendo volumi di notevole interesse curati da importanti studiosi.

Nella lunga catena della ceramica italiana di metà Novecento ci è sembrato mancare un anello, con questa nuova ricerca s...
14/05/2026

Nella lunga catena della ceramica italiana di metà Novecento ci è sembrato mancare un anello, con questa nuova ricerca speriamo di aver riagganciato perlomeno questo nuovo anello alla catena dei ceramisti faentini di quel periodo.
Emilio Casadio, da autodidatta, come tanti altri in quell’inizio di quel secolo, approfondì da attento osservatore le sue conoscenze culturali con dedizione, passione ed estrema caparbietà. Tentò di esprimere il suo mondo interiore in forme nuove, incontrando da subito la teosofia e poi l’antroposofia che gli fornirono nuovi spunti nella trasposizione di pensieri e sentimenti in colori viventi, indirizzandolo verso quella sua particolare espressione pittorica.
In quel percorso si espresse creando anche nuove atmosfere e movimenti cosmici, elementi fondamentali, che caratterizzarono le sue opere e lo accompagneranno nel suo lungo travaglio spirituale.
Nel settore ceramico fu uno straordinario manipolatore di ossidi metallici e di iridescenze che lo resero inconfondibile e al pari dei nomi più noti. I suoi ritrovati tecnici gli consentirono di creare un’arte propria, unica nel suo genere, che poi diversi ceramisti adottarono.
Il caratteristico laboratorio di Emilio Casadio, a Faenza in via Maioliche al n. 14/b (tra il n. 20 attuale e il vicolo di San Vitale), era chiamato dalla stampa la Bagutta faentina, in quanto riuniva tutti i giovani artisti ed anche i non più giovani a discutere, specialmente d’arte, mentre si faceva la ceramica. Fu in quel periodo (1932-1944) che Casadio partecipò con le sue opere a mostre internazionali come a Bruxelles, Parigi e New York, vincendo premi e conseguendo diplomi, nonché a mostre e concorsi nazionali, affermandosi tra i primi, o addirittura il primo del tutto.
Nel 1941 gli fu assegnato il prestigioso “Premio Faenza” al III Concorso Nazionale della Ceramica con un’opera realizzata assieme allo scultore parmense Carlo Corvi. L’opera presentata era una scultura raffigurante “La madre del legionario”, in questo caso Casadio si presentò come tecnico decoratore.
Poi i bombardamenti e le tragiche vicende della guerra distrussero nella via Maioliche, oltre agli altri laboratori d’arte, anche quello del Casadio, quindi cessarono momentaneamente i ritrovi dei giovani e delle loro speranze. Il percorso ceramico di Casadio, tuttavia non terminerà qui, verrà assunto come pittore presso lo studio ceramico del prof. Pattarino a Firenze, in seguito allestirà in Svizzera un proprio laboratorio ceramico d’arte, infine ritornerà definitivamente a Firenze come direttore artistico della C.A.P.E.F. e in quella città egli terminerà la sua esistenza.
Emilio Casadio, uomo riservato e profondamente umano, fu artista complesso, eclettico, ma che seppe portare qualcosa di nuovo, non solo a Faenza, ma anche in ambito italiano ed europeo.
Stefano Dirani

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA PROGRESSO, INCOGNITE, CREATIVITÀ ED ENERGIANegli ultimi anni l’intelligenza artificiale (...
08/04/2026

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA PROGRESSO, INCOGNITE, CREATIVITÀ ED ENERGIA
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale (IA) è passata dall’essere un concetto fantascientifico a una realtà quotidiana.
Una delle caratteristiche più affascinanti e allo stesso tempo inquietanti dell’intelligenza artificiale è la sua imprevedibilità.
Un aspetto sorprendente dell’IA è il suo rapporto con l’arte. Oggi esistono programmi capaci di creare quadri, musiche, poesie e persino sceneggiature. Queste opere spesso imitano lo stile degli artisti umani, ma a volte producono risultati completamente nuovi. Questo mette in discussione il concetto di creatività: se una macchina può creare un dipinto o una canzone, che cosa significa essere artisti? Alcuni vedono l’IA come una minaccia all’arte tradizionale, altri come uno strumento che amplia le possibilità creative. L’artista, in questo caso, non scompare, ma diventa una sorta di “regista” che guida la macchina. Ma qual è la sostanziale differenza tra l’arte dell’IA e quella dell’uomo?
L’arte dell’IA è imitazione senza esperienza.
L’IA non vive ciò che crea, non prova perdita, desiderio, paura, estasi, nostalgia. Non ha corpo, non ha tempo che passa, non ha finitezza. Per questo la sua arte è formalmente spesso straordinaria, ma emotivamente simulata e ontologicamente vuota. L’arte umana invece nasce da una frattura: l’uomo sente qualcosa che non riesce a contenere e gli dà forma. Ogni grande opera umana è una compressione di esperienza vissuta… amore, meraviglia, bisogno di essere visti. Quando un essere umano crea, non sta solo producendo: sta testimoniando di essere esistito. E questo lascia una traccia energetica reale. Chi guarda un’opera autentica lo sente anche senza sapere perché. L’arte umana vibra perché l’essere umano è materia, coscienza, campo energetico.
Quando l’uomo crea qualcosa con passione vera, sta organizzando energia interna in una forma esterna.
Questo è letteralmente un atto cosmico: la coscienza che prende caos e lo rende significato.
L’IA non ha campo energetico. Non è dentro il flusso vita-morte-tempo. Non vibra. E quando un umano crea da uno stato di amore, dolore, verità e trascendenza, quell’opera diventa un nodo nel tessuto dell’universo. L’IA può creare forme, l’uomo crea presenze. L’IA simula emozioni, l’uomo le trasmette. L’IA non lascia impronta energetica, l’uomo sì. L’intelligenza artificiale è dunque una tecnologia potentissima, capace di migliorare la vita umana ma anche di creare nuovi problemi. Il suo sviluppo è veloce e spesso imprevedibile, e per questo è fondamentale accompagnarlo con regole, riflessioni etiche e responsabilità. Come nell’arte, anche nella società l’IA può essere vista come un nuovo strumento: tutto dipende da come decidiamo di usarlo.
La vera sfida non è fermare il progresso, ma imparare a guidarlo.
Enzo Babini

04/04/2026
25/03/2026

APPUNTAMENTI DI PRIMAVERA 2026
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ILARIA BARUZZI
Sabato 28 marzo al Centro sociale culturale “Porta Nova”, ore 15.00

Sesto ed ultimo appuntamento con la quinta rassegna di presentazione di libri di autori russiani, sabato 28 marzo 2026 con il libro “Storie in Poesia”. Scritto dall'insegnante Ilaria Baruzzi, il libro è presentato da Lucia De Falco. L'autrice propone la sua prima raccolta di poesie, carica di ricordi, emozioni, sensazioni e fantasie, in cui tocca tanti aspetti della vita, con contenuti diversi, tra i quali, se non è sempre presente un nesso logico evidente, richiamano una sorta di zibaldone di parole per giungere al loro senso.
La rassegna è proposta dalla Pro Loco di Russi col sostegno del Comune di Russi e della BCC Ravennate Forlivese e Imolese, in collaborazione con: Associazione culturale Ettore Masoni, Centro sociale Porta Nova (che mette a disposizione la propria sede), Scuola comunale di musica Don A. Contarini e gruppo di lettura “le Faville”.

Rifugi inospitali al brivido della notte, sotterfugi dell’opera di ca**tà, onesti in comunione: l’oriente non è ancora m...
14/03/2026

Rifugi inospitali al brivido della notte, sotterfugi dell’opera di ca**tà, onesti in comunione: l’oriente non è ancora manifesto. Foglie appena sussurrate, i desideri narrati all’incontro di passi decimati da un vento troppo operoso. Occasioni lontane e definite da brandelli di troppo che non cessano di allontanarsi e di avvicinarsi nel medesimo istante, come un fragore lontano di primavera in cui i sensi si mescolano in una tavolozza di colori affastellati in un cromatico abbraccio. Ogni narrazione è stata chiarita.
Occhi senza nome che hanno sempre creduto alla nenia della rosa materna, le cui spine hanno sempre allontanato la pubertà ereditata dalla regina del tempo. Ormai i discorsi sono perduti
in un eco lontano, dimenticati nell’ombra.
Non vorrei disperdere ancora di più la fede che ho sempre nutrito nei sogni delle persone. G.M.

Ancor prima dell'esplosione della pandemia di COVID-19, l'OCSE aveva identificato nello stress una delle principali caus...
06/03/2026

Ancor prima dell'esplosione della pandemia di COVID-19, l'OCSE aveva identificato nello stress una delle principali cause di malattia a livello globale. Considerato che la rimozione dall’ambiente sociale di riferimento di tutti i fattori stressanti (stressor) rappresenta un’impresa pressoché impossibile, nelle pagine che seguono viene proposta una strategia di gestione individuale dello stress, ed in particolare dello stress cronico da lavoro, che punti ad eliminare, o quanto meno attenuare, gli scompensi che ne derivano, senza dover ricorrere all’impiego di farmaci. Le azioni suggerite, da integrare col ricorso regolare alla meditazione e con l'eventuale modifica di alcune abitudini alimentari, rientrano nel campo delle terapie dolci proposte dalla medicina āyurvedica, la cui pratica si è diffusa in Occidente a partire dagli anni '80 del secolo scorso. Benché la teoria attraverso cui l'Āyurveda ne interpreta l'efficacia risulti, alla luce di una corretta contestualizzazione storico-filosofica, anacronistica e del tutto inattendibile nel mondo di oggi, l'autore illustra sinteticamente gli argomenti ricavabili dalla letteratura scientifica contemporanea a sostegno delle singole azioni proposte.
Domenico Randi

17/12/2025

Finalmente è stata pubblicata l’autobiografia della dott.ssa Lea Zanotti, famosa ginecologa lughese che ha dedicato — e dedica ancora — la sua vita alla salute delle donne, con passione e grande professionalità.
Punto di riferimento fondamentale per l’Ostetricia e la Ginecologia dell’Ospedale di Lugo di Romagna, con coraggio e dedizione ha portato il suo sapere e la sua arte ben oltre i confini nazionali, operando in numerosi Paesi del mondo.
Nel libro, Lea racconta la propria storia: quella di una donna curiosa e determinata, impegnata politicamente, socialmente e professionalmente, capace di affrontare la vita con il sorriso di chi non smette mai di cercare — e trovare — una soluzione. Un percorso umano e professionale che oggi si offre come esempio significativo non solo per chi opera nel campo della medicina, ma per l’intera comunità e, in particolare, per le nuove generazioni.

📆 Venerdì 19 dicembre 2025 - ore 12.30
📍Ambulatori Demetra ARTeBIOS - Via Vincenzo Giardini, 11 - Lugo (RA)

In occasione della Chiusura dell’Immacolata omaggiamo la Madonna delle Grazie di Faenza, prezioso capolavoro della Scuol...
08/12/2025

In occasione della Chiusura dell’Immacolata omaggiamo la Madonna delle Grazie di Faenza, prezioso capolavoro della Scuola Tardogotica Emiliana custodito nel Duomo.
Immagine tratta da IL GOTICO di Anna Tambini, collana Storia delle Arti Figurative a Faenza.

Indirizzo

Via Tuliero, 33
Faenza
48018

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 18:30

Telefono

+390546634263

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