11/06/2026
🌍« Il Mondiale più inclusivo di sempre non è più solo un sogno, ma una realtà».
Con queste parole Gianni Infantino presentava, ormai più di due anni fa, il calendario della Coppa del Mondo 2026: la prima edizione allargata a 48 squadre, con un programma di ben 104 partite “spalmate” tra Stati Uniti, Messico e Canada.
Due anni dopo, di quell’inclusività sbandierata ai quattro venti pare rimasto ben poco. Gli USA, sulle cui spalle gravano i maggiori oneri organizzativi - in termini di gare ospitate e di città coinvolte - sembrano aver scelto un’altra direzione.
Lo ha provato sulla sua pelle Omar Artan, arbitro di punta del movimento calcistico africano e, proprio per questo, designato per la prestigiosa rassegna iridata. Ma Artan è somalo, e la Somalia è soggetta a un travel ban totale per volere dell’amministrazione . Così, dopo lunghi controlli e un interrogatorio di svariate ore, l’arbitro è stato bloccato e respinto e riaccolto tra fiori e bandiere, come un eroe, a Mogadiscio.
Il caso di Artan non rappresenta un’eccezione, ma solo l’episodio più controverso di una lunga serie.
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✒️di Davide Cocetti
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di Davide Cocetti. « Il Mondiale più inclusivo di sempre non è più solo un sogno, ma una realtà».Con queste parole Gianni Infantino presentava, ormai più di due anni fa, il calendario della Coppa del Mondo 2026: la prima edizione allargata a 48 squadre, con un programma di ben 104 partite "sp...