07/05/2026
MUSIC CLUB ANNO XIII MARZO 2002 Numero 116.
Ecco una delle Mitiche Copertine di Music Club!!!!
KRZYSZTOF KOMEDA “Ingenui Perversi oltre la Cortina di Ferro” di Walter Rovere
Il nome di Krzysztof komeda non dice molto ai più. e sono sicuramente pochi anche tra i musicofili coloro che ne posseggono dei dischi (e ciò era particolarmente vena prima del 1993, prima che iniziasse a ve**re stampata su cd - peraltro solo in Polonia la sua musica). Negli ultimi anni tuttavia il suo nome è cresciuto in considerazione critica. al punto che l'inglese Penguin Guide to Jazz on CD di Richard Cook e Brian Morton assegna ad Astigmatic di Komeda una delle segnalazioni speciali della guida (che sceglie 55 dischi in tutto, su oltre 1500 pagine di libro), raccomandandolo come "un disco straordinario che dà un piacere costante e che rivendica il suo posto in ogni collezione che si rispetti", e non è azzardato ipotizzare che l'estetica del jazz che ha cara, terimto la ECM derivi almeno in parte dall'influenza della musica di Komeda, della quale il direttore dell'etichetta Manfred Eicher era un fan dichiarato già negli anni sessanta. E sicuramente un pubblico molto vasto conosce di lui almeno l'indimenticabile ninna nanna del film di Roman Polanski Rosemary's Baby (ninna nanna che tra l'altro diede un imitatissimo impulso all'uso di filastrocche infantili usate in chiave inquietante nei film dell'orrore). Komeda era nato a Poznan (Polonia) nel 1931, e il suo vero cognome era Trzcinski. Già a sette anni comincia a prendere lezioni di piano al Consemitorio, ma solo dopo la guerra nel 1947, ricomincia seriamente a suonare, in un gruppo formato al liceo. i Karioka. In questo anno scopre il jazz. attraverso un programma della radio di Monaco, 77iis is jazz,. In quegli anni tuttavia in Polonia il jazz, in quanto musica americana, era assolutamente proibito. Ricorda il compositore Adarn Slawinski (nel volume Krzysztof Komeda - a cura di Margolzata Furdal e Marco Borrord, pubblicato nel 1999 dall'Associazione Cinematografica Pandora di Milano). che negli anni in cui studiava musicologia all'università di Varsavia, durante gli esercizi di coro si cantavano testi di Mao Tse Tung, e che assieme agli studi musicali si dovevano studiare i principi del marxismo e di economia politica, e si dovevano fare esercitazioni militari. La musica contemporanea era vista con diffidenza: "Secondo gli ideologi la vera musica del domani era ancora da ve**re. L'arte occidentale era in fase di disfacimento, e, del resto, la stessa opera dei Debussy e dei Ravel emanava esalazioni .sospette. Allo radio e sulle scene la musica di KRZYSZTOF KOMEDA era praticamente assente. Per ascoltare il rinnegato- Stravinskij fui addirittura costretto a una trasferta a Poznan, dove i colleghi . musicologia disponevano di qualche registrazione. In cartellone capitavano concerti di Prokofiev o di Sostakovich, criticati in patria per la scarsa trasposizione artistica dell'ideale del realismo socialista. Si accettava .selettivamente Rymanowski. Bela Bartók godeva di buona stampa. Era popolare e quindi sano. ln radio passava spesso Kachaturian con la Danza delle spade. musica per balletto, e M Cantata di Stabil. Le parole me le ricordo ancora: 'Grande capo che sovrasti i monti vendei / La tua fama nel popolo cresce sempre / Hai fatto capolino come il sole tra le nuvole I e abbiamo conosciuto la dolcezza della libertà.' D'altronde, sul finire degli anni quaranta e all'inizio dei cinquanta, l'etere pullullava di inni a Stalin. Soprattutto si affermò un genere. il 'canto delle masse'. Sull'autorevole periodico Miwyka lessi una odo la proposta di sostituire il neuropatico jazz americano con quello italiano, di gran !tolga più gradevole e ballabile." (evidentemente anche i quei critici "di regime" non mancavano di acutezza, - n.da.). Suonarlo in pubblico non era passibile. e i musicisti si riunivano in case private: ricorda nel libro citato la moglie di Komeda, che usavano riunirsi in una casa di due fratelli jazzofili di Cracovia, quando i genitori di loro erano fuori: "Ovviamente bi-sognava mettere sul tavolo bottiglie note di vino e di vodka• in caso di perquisizione della polizia, fumarmi finta di festeggiare qualche compleanno, ballavamo e incitavamo i miliziani a favorire un bicchierino." Talvolta queste riunioni erano dei veri e propri concetti clandestini, per i quali si faceva girare la voce tra gli appassionati che ci sarebbe stato un incontro a una certa data e indirizzo. Verso la fine del 1953 si cominciò a parlare ufficilmente dì "errori" e -deviazioni- del passato, e iniziò la cosidetta fase del "disgelo" politico. In questo clima poté nascere il primo gruppo ufficiale al quale Komeda prese parte mentre era all'università. i Meiontani Krzysttof studiava medicina, e si specializzò in otorinolaringoiatria, iniziando poi a esercitare in clinica. Poco dopo l-sciò la professione per dedicarsi alla musica, ma recriminò sempre il fatto di non essere diventato tecnicamente un grande pianista. perché la madre gh aveva fatto studiare medicina: -Sette anni e mezzo di università e di lavoro in clinica. Dita capaci di togliere le tonsille ma troppo poco elastiche per i tasti del pianoforte". Fu comunque in quel periodo che, visto che il jazz era considerata una musica da ballo, di second'ordine, e che la cosa avrebbe intaccato la sua autorevolezza come medico, che adottò come musicista il cognome Komeda: un ricordo dei temi, della guerra durante i quali. giocando da bambino ai partigiani, scrisse sulla penna di una cantina la parola "Komeda-, storpiatura di -Komenda- (commando). Solo nel '55, e solo chi aveva dei forti appoggi poté organizzare qualche concerto, ma il primo segnale di vera "apertura" (pur relativa, due mesi prima erano stati uccisi decine di operai che manifestavano a Paznanì fu nell'agosto del 1956. quando a Sopa, sul mar Baltico, si tenne il primo festiva' di musica jazz, manifestazione alla quale presero parte venticinquemila giovani provenienti da tutta la Polonia, in un raduno, come del resto cominciava ad accadere anche in occidente, dal significato controculturale che andava oltre il contenuto musicale, a Scopo piuttosto dilettantesco.Il giorno dell'inaugurazione musicisti e pubblico (tra cui il regista Jerzy Skolimouski. truccato da clown) si riunirono in corteo per attraversare la citta’. Tra loro c'erano Komeda e il suo sestetto, tutti vestiti di nero che trasportavano una gigantesca bara sulla quale era scritto a grandi lettere: -La musica leggera polacca-. Komeda aveva formato da poco un sestetto, comprensivo di un vibrafonista. ispirato al cool della West Coast, al Modero Jazz Quartet e al gruppo di Gerry Mulligan. e i brani che presentò a Sopa.. Blues in the Corner e Rach Memory, pur con un'esecuzione incerta ottennero un successo colossale. Il festival aprì la strada a un'esplosione di puppi e club jazz in Polonia, nel clima favoresole dell'avvento al patere di Gornulka.Un mese dopo S.P. 0i inaugurò il Primo appuntamento dell'importantissimo festiva' di musica contemporanea Autunno di Varsavia, dal quale uscirono compositori come Penderecki e Lutostauski www.musicclub.eu
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