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RISA TAKEDA & TATSUYA YOSHIDA Improvvisazione selvaggia e sfrenata al massimo livello tecnico strumentale!!!Questo è il ...
25/05/2026

RISA TAKEDA & TATSUYA YOSHIDA Improvvisazione selvaggia e sfrenata al massimo livello tecnico strumentale!!!Questo è il duo di improvvisazione più importante di Tokyo al momento. Il duo composto da Tatsuya Yoshida, il batterista più forte della scena avant-prog, e Risa Takeda, la tastierista che sta attualmente attirando maggiormente l'attenzione nella scena improvvisativa di Tokyo, sarà in tour in Europa per la prima volta. Una visione del mondo senza pari, frutto di un antagonismo e di un'armonia elettrizzanti che si dispiegano ad alta velocità. La performance altamente strutturata e altamente improvvisata, che si muove liberamente tra musica classica, contemporanea, rock progressivo e jazz rock, travolge il pubblico con il numero e la potenza sonora di una band, anche se eseguita da due sole persone. https://www.musicclub.eu/artisti/risa-takeda-tatsuya-yoshida

ELLIOTT SHARP è un polistrumentista, compositore e interprete statunitense.Figura centrale della scena musicale d'avangu...
15/05/2026

ELLIOTT SHARP è un polistrumentista, compositore e interprete statunitense.Figura centrale della scena musicale d'avanguardia e sperimentale di New York da oltre 30 anni, Elliott Sharp ha pubblicato oltre ottantacinque registrazioni che spaziano dalla musica orchestrale al blues, al jazz, al noise, al no wave rock e alla techno. È a capo dei progetti Carbon e Orchestra Carbon, Tectonics e Terraplane, e ha aperto la strada all'applicazione della geometria frattale, della teoria del caos e delle metafore genetiche alla composizione e all'interazione musicale.�Tra i suoi collaboratori figurano la Radio-Sinfonie di Francoforte; la cantante pop Debbie Harry; l'Ensemble Modern; il cantante qawwali Nusrat Fateh Ali Khan; il Kronos String Quartet; l'Ensemble Resonanz; la violoncellista innovatrice Frances Marie Uitti; le leggende del blues Hubert Sumlin e Pops Staples; il virtuoso del p**a Min-Xiao Feng; i grandi del jazz Jack deJohnette, Oliver Lake e Sonny Sharrock. Gli artisti multimediali Christian Marclay e Pierre Huyghe; e Bachir Attar, leader dei Master Musicians Of Jajouka.Sharp è stato insignito di una borsa di studio Guggenheim nel 2014 e di una borsa di studio presso il Parsons Center for Transformative Media nello stesso anno. Nel 2015 ha ricevuto il Premio di Berlino per la composizione musicale dall'American Academy di Berlino. Ha composto colonne sonore per lungometraggi e documentari; ha creato il sound design per gli intermezzi televisivi di Sundance Channel, MTV e Bravo; e ha presentato numerose installazioni sonore in gallerie d'arte e musei. https://www.musicclub.eu/artisti/elliott-sharp

Michael A. Muller è un compositore che traduce il linguaggio dell’esperienza in suono. Il suo lavoro di ampio respiro, c...
15/05/2026

Michael A. Muller è un compositore che traduce il linguaggio dell’esperienza in suono. Il suo lavoro di ampio respiro, che spazia dalle colonne sonore per film alle installazioni e alle registrazioni originali, nasce da una pratica di ascolto profondo, che trasforma sia i delicati momenti umani che la grandiosità dei fenomeni naturali in ricchi ambienti sonori.�Le sue composizioni intrecciano elementi elettronici contemporanei con orchestrazioni tradizionali, creando paesaggi musicali che offuscano i confini tra passato e presente. Questa versatilità ha dato vita a progetti che includono film narrativi, colonne sonore per marchi e curatele site-specific per istituzioni.Con due decenni di esperienza come co-fondatore e polistrumentista dei Balmorhea, il lavoro solista di Muller si concentra sul piano liminale in cui il suono modella la coscienza, indagando i modi intrinseci in cui la musica trasforma lo spazio, il tempo e la connessione umana.Le sue prime registrazioni sono state pubblicate dalla Deutsche Grammophon, la più antica etichetta discografica del mondo, e vedono la collaborazione di Víkingur Ólafsson, Hania Rani, Alva Noto, The Album Leaf e Douglas McCombs dei Tortoise. https://www.musicclub.eu/artisti/michael-a-muller�

Le Highmarts (ザ・ハイマーツ) sono una band di Tokyo formatasi nel 2013 da tre giovani ragazze che portano avanti l'eredità del...
14/05/2026

Le Highmarts (ザ・ハイマーツ) sono una band di Tokyo formatasi nel 2013 da tre giovani ragazze che portano avanti l'eredità del garage rock giapponese. Traendo ispirazione dal "Group Sounds" degli anni '60 e dal punk degli anni '70, la loro musica fonde melodie nostalgiche con un'energia grezza.Le Highmarts sono composte dalla chitarrista solista e cantante Suzu, dalla bassista Haruna e dalla batterista Karin. Insieme, creano un sound unico che cattura l'essenza della vibrante scena musicale giapponese.Con le loro melodie orecchiabili e la loro energia contagiosa, le Highmarts si sono guadagnate un seguito fedele sia in Giappone che a livello internazionale. La loro passione per la musica traspare in ogni esibizione, rendendole un'aggiunta entusiasmante al mondo del garage rock. https://www.musicclub.eu/artisti/the-highmarts

Nato e cresciuto a Tucson, Arizona, BRIAN LOPEZ ha preso l’ispirazione e lo stile dalla scena underground locale e dalle...
14/05/2026

Nato e cresciuto a Tucson, Arizona, BRIAN LOPEZ ha preso l’ispirazione e lo stile dalla scena underground locale e dalle sfumature desertiche del blues contemporaneo. Lopez contrappose la carriera solista a svariate collaborazioni, prima con KT Tunstall, poi con Howe Gelb e i Giant Sand (con cui tutt’oggi va spesso in tour come bassista), fino a entrare in pianta stabile con gli XIXA prima e con i Calexico poi, con cui dal 2018 è chitarrista e vocalist.Nell’estate 2023 pubblica il suo quarto lavoro, lo splendido “Tidal”, in cui miscela le sfumature folk a-la Nick Drake (senza tralasciare una delle sue massime ispirazioni come Jeff Buckley) con il suo amato desert rock. https://www.musicclub.eu/artisti/brian-lopez

‘Dream Life’  Il nuovo album è la terza collaborazione di Marta del Grandi con la celebre etichetta londinese Fire Recor...
12/05/2026

‘Dream Life’ Il nuovo album è la terza collaborazione di Marta del Grandi con la celebre etichetta londinese Fire Records, in uscita dopo il successo di ‘Selva’.
Nei dieci brani di ‘Dream Life’ il tema del sogno viene indagato in diverse dimensioni: dai mondi paralleli e surreali dell’inconscio ai sogni adolescenziali e alle aspettative che spesso si scontrano con la realtà. Ne nasce una raccolta di canzoni in cui sogno e realtà si intrecciano, sfumando i confini in modi sottili e spesso impercettibili.
Il disco riflette la consapevolezza crescente che non possiamo avere il pieno controllo sul futuro né sull’esito dei nostri progetti. È questo il filo conduttore che attraversa l’album, conferendogli una leggerezza particolare e una vena di serena disillusione.
Con 'Dream Life', Marta Del Grandi invita l’ascoltatore a intraprendere un viaggio poetico, ironico e profondamente radicato nel presente.Il primo singolo 'Antarctica' affronta il dilemma etico mondiale che ci scuote dalla nostra zona di comfort con un riff funky nello stile dei migliori Talking Heads, con il cantato di Marta che ricorda il fraseggio astratto tipico delle produzioni di Laurie Anderson. "Antarctica ha preso forma durante una sessione solitaria a tarda sera - racconta Marta - quando una melodia che avevo in mente da giorni è venuta fuori naturalmente mentre stavo giocando con un sequencer. È una canzone che amo particolarmente, che parla di clima e ingiustizia sociale con un linguaggio giocoso e non".'Antarctica' e 'Neon Lights' fanno parte del surreale e sonnambulo 'Dream Life', un album di dieci tracce che si muove freneticamente in un campo di sogni, un'istantanea panoramica multidimensionale punteggiata da una serena disillusione, che trascende i confini musicali mentre le speranze e le aspirazioni personali si scontrano con la vastità delle stelle e oltre. https://www.musicclub.eu/artisti/marta-del-grandi

Con Voyager To Voyager, i Dead Meadow siglano il loro decimo album in ventisette anni di carriera.L’ultimo con il bassis...
12/05/2026

Con Voyager To Voyager, i Dead Meadow siglano il loro decimo album in ventisette anni di carriera.L’ultimo con il bassista Steve Kille,rappresenta l’ennesimo tuffo nelle sonorità predilette dall’ora duo formato da Jason Simon (voce e chitarra) e Mark Laughlin (batteria). Un sound che affonda le radici negli anni ’60, ma che attinge anche a piene mani dalle influenze letterarie di Tolkien e Lovecraft.Scritto e registrato in tre intense sessioni presso gli Ultrasound Studios nel centro di Los Angeles, il successore di Force Form Free (2022) ne mantiene la scorza cruda e analogica, con la voce volutamente in secondo piano rispetto a riff, ritmi e groove (come in Dead Tree Shake), mentre i temi legati alla cosmologia e all’esplorazione interiore continuano a essere un filo conduttore. The Unhounded Now, con l’aggiunta dell’organetto per un tocco vintage, rappresenta una psichedelia coriacea, ai 13th Floor Elevators. https://www.musicclub.eu/artisti/dead-meadow

Silvia Tarozzi, talentuosa improvvisatrice e figura di spicco dell'incredibile scena musicale d'avanguardia e sperimenta...
12/05/2026

Silvia Tarozzi, talentuosa improvvisatrice e figura di spicco dell'incredibile scena musicale d'avanguardia e sperimentale italiana, è una di quelle rare e meravigliose artiste che ha dedicato gran parte della sua carriera a incanalare la propria sensibilità e il proprio straordinario talento nell'interpretazione di opere altrui, in particolare come collaboratrice di lunga data di Eliane Radigue, ma anche di Pauline Oliveros, Pascale Criton, Cassandra Miller, Martin Arnold, Philip Corner, Jürg Frey, Michael Pisaro, Catherine Lamb, Sébastien Roux e molti altri. Sorprendentemente, nonostante i suoi anni di attività, solo nel 2020, con "Mi Specchio e Rifetto", ha pubblicato un album interamente dedicato alle sue composizioni. Negli anni successivi, la sua attività è stata caratterizzata da esibizioni dal vivo e progetti discografici con l'Ensemble Dedalus, nonché da collaborazioni con Radigue, Corner, Stefano Pilia, Deborah Walker, Giovanni Di Domenico, Manu Holterbach e Sarah Hennies. Tuttavia, il mondo ha atteso con ansia di scoprire quale sarebbe stata la sua prossima mossa, una curiosità ampiamente soddisfatta da Lucciole, il seguito degli incredibili successi di Mi Specchio e Rifetto..Come stiamo iniziando a comprendere dell'opera compositiva di Tarozzi nel suo complesso, Lucciole sfugge completamente a qualsiasi facile categorizzazione. È un album melodico e bellissimo, che invita l'orecchio ad ascoltarlo senza opporre resistenza e seduce il cuore, pur sovvertendo a intervalli costanti le aspettative di base legate al concetto di canzone. Mentre Mi Specchio e Riflesso era in gran parte costruito per archi e voci, con i primi che completavano e amplificavano gli effetti delle seconde, Lucciole introduce un senso di astrazione molto più marcato attraverso l'interazione tra voce e strumentazione e nelle scelte tonali, timbriche e strutturali dei brani, una dinamica che si riflette in tutto l'album attraverso l'interazione dei brani stessi, molti dei quali sono privi, o presentano solo una minima, presenza vocale. https://www.musicclub.eu/artisti/silvia-tarozzi

MUSIC CLUB ANNO XIII MARZO 2002 Numero 116.Ecco una delle Mitiche Copertine di Music Club!!!!KRZYSZTOF KOMEDA “Ingenui P...
07/05/2026

MUSIC CLUB ANNO XIII MARZO 2002 Numero 116.
Ecco una delle Mitiche Copertine di Music Club!!!!
KRZYSZTOF KOMEDA “Ingenui Perversi oltre la Cortina di Ferro” di Walter Rovere
Il nome di Krzysztof komeda non dice molto ai più. e sono sicuramente pochi anche tra i musicofili coloro che ne posseggono dei dischi (e ciò era particolarmente vena prima del 1993, prima che iniziasse a ve**re stampata su cd - peraltro solo in Polonia la sua musica). Negli ultimi anni tuttavia il suo nome è cresciuto in considerazione critica. al punto che l'inglese Penguin Guide to Jazz on CD di Richard Cook e Brian Morton assegna ad Astigmatic di Komeda una delle segnalazioni speciali della guida (che sceglie 55 dischi in tutto, su oltre 1500 pagine di libro), raccomandandolo come "un disco straordinario che dà un piacere costante e che rivendica il suo posto in ogni collezione che si rispetti", e non è azzardato ipotizzare che l'estetica del jazz che ha cara, terimto la ECM derivi almeno in parte dall'influenza della musica di Komeda, della quale il direttore dell'etichetta Manfred Eicher era un fan dichiarato già negli anni sessanta. E sicuramente un pubblico molto vasto conosce di lui almeno l'indimenticabile ninna nanna del film di Roman Polanski Rosemary's Baby (ninna nanna che tra l'altro diede un imitatissimo impulso all'uso di filastrocche infantili usate in chiave inquietante nei film dell'orrore). Komeda era nato a Poznan (Polonia) nel 1931, e il suo vero cognome era Trzcinski. Già a sette anni comincia a prendere lezioni di piano al Consemitorio, ma solo dopo la guerra nel 1947, ricomincia seriamente a suonare, in un gruppo formato al liceo. i Karioka. In questo anno scopre il jazz. attraverso un programma della radio di Monaco, 77iis is jazz,. In quegli anni tuttavia in Polonia il jazz, in quanto musica americana, era assolutamente proibito. Ricorda il compositore Adarn Slawinski (nel volume Krzysztof Komeda - a cura di Margolzata Furdal e Marco Borrord, pubblicato nel 1999 dall'Associazione Cinematografica Pandora di Milano). che negli anni in cui studiava musicologia all'università di Varsavia, durante gli esercizi di coro si cantavano testi di Mao Tse Tung, e che assieme agli studi musicali si dovevano studiare i principi del marxismo e di economia politica, e si dovevano fare esercitazioni militari. La musica contemporanea era vista con diffidenza: "Secondo gli ideologi la vera musica del domani era ancora da ve**re. L'arte occidentale era in fase di disfacimento, e, del resto, la stessa opera dei Debussy e dei Ravel emanava esalazioni .sospette. Allo radio e sulle scene la musica di KRZYSZTOF KOMEDA era praticamente assente. Per ascoltare il rinnegato- Stravinskij fui addirittura costretto a una trasferta a Poznan, dove i colleghi . musicologia disponevano di qualche registrazione. In cartellone capitavano concerti di Prokofiev o di Sostakovich, criticati in patria per la scarsa trasposizione artistica dell'ideale del realismo socialista. Si accettava .selettivamente Rymanowski. Bela Bartók godeva di buona stampa. Era popolare e quindi sano. ln radio passava spesso Kachaturian con la Danza delle spade. musica per balletto, e M Cantata di Stabil. Le parole me le ricordo ancora: 'Grande capo che sovrasti i monti vendei / La tua fama nel popolo cresce sempre / Hai fatto capolino come il sole tra le nuvole I e abbiamo conosciuto la dolcezza della libertà.' D'altronde, sul finire degli anni quaranta e all'inizio dei cinquanta, l'etere pullullava di inni a Stalin. Soprattutto si affermò un genere. il 'canto delle masse'. Sull'autorevole periodico Miwyka lessi una odo la proposta di sostituire il neuropatico jazz americano con quello italiano, di gran !tolga più gradevole e ballabile." (evidentemente anche i quei critici "di regime" non mancavano di acutezza, - n.da.). Suonarlo in pubblico non era passibile. e i musicisti si riunivano in case private: ricorda nel libro citato la moglie di Komeda, che usavano riunirsi in una casa di due fratelli jazzofili di Cracovia, quando i genitori di loro erano fuori: "Ovviamente bi-sognava mettere sul tavolo bottiglie note di vino e di vodka• in caso di perquisizione della polizia, fumarmi finta di festeggiare qualche compleanno, ballavamo e incitavamo i miliziani a favorire un bicchierino." Talvolta queste riunioni erano dei veri e propri concetti clandestini, per i quali si faceva girare la voce tra gli appassionati che ci sarebbe stato un incontro a una certa data e indirizzo. Verso la fine del 1953 si cominciò a parlare ufficilmente dì "errori" e -deviazioni- del passato, e iniziò la cosidetta fase del "disgelo" politico. In questo clima poté nascere il primo gruppo ufficiale al quale Komeda prese parte mentre era all'università. i Meiontani Krzysttof studiava medicina, e si specializzò in otorinolaringoiatria, iniziando poi a esercitare in clinica. Poco dopo l-sciò la professione per dedicarsi alla musica, ma recriminò sempre il fatto di non essere diventato tecnicamente un grande pianista. perché la madre gh aveva fatto studiare medicina: -Sette anni e mezzo di università e di lavoro in clinica. Dita capaci di togliere le tonsille ma troppo poco elastiche per i tasti del pianoforte". Fu comunque in quel periodo che, visto che il jazz era considerata una musica da ballo, di second'ordine, e che la cosa avrebbe intaccato la sua autorevolezza come medico, che adottò come musicista il cognome Komeda: un ricordo dei temi, della guerra durante i quali. giocando da bambino ai partigiani, scrisse sulla penna di una cantina la parola "Komeda-, storpiatura di -Komenda- (commando). Solo nel '55, e solo chi aveva dei forti appoggi poté organizzare qualche concerto, ma il primo segnale di vera "apertura" (pur relativa, due mesi prima erano stati uccisi decine di operai che manifestavano a Paznanì fu nell'agosto del 1956. quando a Sopa, sul mar Baltico, si tenne il primo festiva' di musica jazz, manifestazione alla quale presero parte venticinquemila giovani provenienti da tutta la Polonia, in un raduno, come del resto cominciava ad accadere anche in occidente, dal significato controculturale che andava oltre il contenuto musicale, a Scopo piuttosto dilettantesco.Il giorno dell'inaugurazione musicisti e pubblico (tra cui il regista Jerzy Skolimouski. truccato da clown) si riunirono in corteo per attraversare la citta’. Tra loro c'erano Komeda e il suo sestetto, tutti vestiti di nero che trasportavano una gigantesca bara sulla quale era scritto a grandi lettere: -La musica leggera polacca-. Komeda aveva formato da poco un sestetto, comprensivo di un vibrafonista. ispirato al cool della West Coast, al Modero Jazz Quartet e al gruppo di Gerry Mulligan. e i brani che presentò a Sopa.. Blues in the Corner e Rach Memory, pur con un'esecuzione incerta ottennero un successo colossale. Il festival aprì la strada a un'esplosione di puppi e club jazz in Polonia, nel clima favoresole dell'avvento al patere di Gornulka.Un mese dopo S.P. 0i inaugurò il Primo appuntamento dell'importantissimo festiva' di musica contemporanea Autunno di Varsavia, dal quale uscirono compositori come Penderecki e Lutostauski www.musicclub.eu

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06/05/2026

Indirizzo

CORSO CAVOUR 89
Fermo
63900

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