Voce nostra

Voce nostra Periodico dell'Associazione pensionati ex Banca Toscana

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19/09/2026

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Firenze Fiera lancia il talk “L’economia della luce” al Palazzo degli Affari: un’anteprima verso il Festival della Scienza 2027

Firenze, 18 settembre 2026. Firenze è da sempre sinonimo di Arte e Cultura ma è anche laboratorio di Scienza ed Innovazione. Da questa consapevolezza nasce il talk “L’economia della luce”, promosso e curato da Firenze Fiera in collaborazione con Il Sole 24 Ore, l’Università di Firenze, CNR-INO, INAF (Istituto nazionale di Astrofisica), IFNF (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica), LENS (European Laboratory for non-Linear Spectroscopy).

L’evento si svolgerà martedì 22 settembre, alle ore 14.30, al Palazzo degli Affari in concomitanza con Bright-Night – La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.

Città d'arte e culla del Rinascimento, Firenze rinnova così la propria vocazione a luogo di incontro tra sapere umanistico e sapere scientifico, proponendosi come palcoscenico ideale per un dialogo tra ricerca, innovazione e cultura.

L'iniziativa racconta come la ricerca sulla luce si trasferisca in settori chiave per l'economia toscana: energia e fotovoltaico, salute e imaging diagnostico, microscopia avanzata, analisi delle opere d'arte e quantum computing, generando valore economico concreto sul territorio.

L’appuntamento si inserisce in una giornata unica dedicata all'innovazione al Palazzo degli Affari e rappresenta al tempo stesso il primo passo di un percorso più ampio che porterà, nel maggio 2027 alla Fortezza da Basso, alla realizzazione di un nuovo Festival dedicato alla scienza e alla luce, di cui l'evento di settembre costituisce il lancio ufficiale
C.W.

MANIFESTOJonathan Bocca,DesignerFirenze, per me, è da sempre una città radicale.Radicale nel design, nella scrittura, ne...
09/09/2026

MANIFESTO
Jonathan Bocca,
Designer

Firenze, per me, è da sempre una città radicale.
Radicale nel design, nella scrittura, nell’arte antica.
Una città che ha incarnato l’avanguardia prima ancora che esistesse il concetto stesso di contemporaneità.
Firenze ha sempre mosso lo spirito delle persone, aprendo nuovi orizzonti, generando visioni, creando un dialogo continuo tra pensiero e materia.

Oggi, però, questa spinta sembra essersi affievolita.
La globalizzazione ha appiattito i linguaggi, rendendo l’identità meno riconoscibile, meno istintiva.
Credo che sia arrivato il momento di un gesto di contemporaneità consapevole. Un gesto capace di mostrare cosa l’Italia, e in particolare la Toscana, possono offrire oggi: non una nostalgia del passato, ma una sua evoluzione viva.
Immagino il progetto come una scultura vivente.

Un movimento.
Un istinto animale che ci guida verso una nuova scoperta.
Un’esperienza che non si limita a essere osservata, ma vissuta.

È questa la visione che ho pensato per il Giardino Corsini: un nuovo modo di abitare lo spazio e di farlo vivere, capace di riattivare l’arte del passato attraverso uno sguardo contemporaneo.
Il mio design non nasce dal desiderio di creare qualcosa di completamente nuovo, ma dalla volontà di reinterpretare ciò che già esiste.
Oggetti che ci invitano a fermarci, a riflettere su quanto il passato sia fondamentale per comprendere il futuro.
Un dialogo tra memoria e presente, tra artigianato e architettura, tra gesto umano e sostenibilità.

Palazzo Corsini diventa così il luogo di una trasformazione silenziosa ma potente: un’esperienza che restituisce valore al tempo, alla materia e al pensiero, mostrando come il contemporaneo possa essere profondamente radicato nella storia senza smettere di guardare avanti.

FARE, FARE A MANO, FARE BENE
Enrico Morteo
Architetto, Critico e Storico del Design e dell'Architettura

Di questi tempi, in cui la comunicazione ha sconfitto l’informazione, l’uso delle parole è spesso più evocativo che puntuale, quasi che l’obiettivo non sia affermare qualche cosa, bensì suggerire, ammiccare, richiamare. Alla nettezza del senso si è sostituita una vaghezza del suono, una sorta di alone semantico in cui la parola è solo l’eco di un altrove che diamo per scontato.
In questo quadro, una delle parole più travisate e svilite è certamente arte.
Con disinvoltura, oggi arte è usata spesso come sinonimo di bellezza, di libertà, di puro sfoggio di creatività, arte come luogo d’inarrivabile eccellenza, puro dominio dell’emozione. A mio parere l’arte dovrebbe rispondere ad altri compiti, dovrebbe spingersi all’esplorazione dell’ignoto, alla dolorosa frequentazione dei più indicibili sentimenti, all’invenzione di nuovi vocabolari capaci di scrivere le paure, le speranze, le illusioni di un presente che si trasforma di fronte al mistero del futuro. Più che un mestiere con le sue regole e i suoi commerci, l’arte dovrebbe essere una conseguenza quasi involontaria che scaturisce dall’intensità di un’intenzione, dalla padronanza di una tecnica, da una quasi perfetta fusione fra un pensiero, un’emozione e una loro visibile restituzione.
Ma forse conservo dell’arte una concezione troppo romantica.
Meno romantica, ma non per questo meno ambigua, un’altra parola oramai è usata senza più riferimento ad alcun preciso significato: la parola design.

Da sempre difficile da rinchiudere in una definizione univoca, design è una parola che è comunque servita a descrivere la trasformazione in chiave moderna degli oggetti, la ricerca di nuove forme con cui narrare le mitologie del progresso: la velocità, la fiducia nel futuro, l’ambizione ad un benessere diffuso. Il design accompagna il trapasso fra artigianato e produzione industrializzata; la ricerca di una presunta coincidenza fra tecnica, forma, materiale e praticità d’uso. Il design ha lungamente evocato il tentativo di abbandonare le regole dello stile in nome di una oggettività del disegno ed ha titillato la speranza di una qualità per tutti al posto del privilegio estetico di pochi.

Neppure il tramonto del moderno ha spento la ricerca del design, diventata parola utile a descrivere la natura dell’oggetto contemporaneo, non più chiamato a render bello e buono ciò che l’industria produce, bensì a soddisfare le aspettative di società affluenti e oramai svincolate dall’urgenza dei semplici bisogni.
Sono stati proprio i designer italiani (Sottsass, Branzi, Mendini e tutti i loro sodali radicali) ad emancipare gli oggetti dai vincoli della materia e dal destino della funzione, accompagnandoli nella più libera dimensione del linguaggio: le cose sono parole e possono servire a ribellarsi, a protestare, a smascherare le contraddizioni del sistema, ma anche a compiacere, a sedurre, a consolare. A mentire. È l’importante svolta impressa dal contro-design italiano, che ha permesso agli oggetti di partecipare ai nuovi scenari della post-modernità.

Consumato però lo strappo, ci si è accorti di quanto il paesaggio degli oggetti si fosse assimilato alle dinamiche della moda, di quanto subisse il fascino seducente e vuoto della pura immagine, di quanto fosse nuovamente sensibile alle regole dello stile, alla volubilità dei gusti, alla intercambiabilità delle fantasie.
In questo scenario oramai liquido e plurale, dove l’eleganza ha sostituito la praticità del funzionale, la parola design serve a indicare ‘l’alto di gamma’ della produzione, quell’esclusivo segmento in cui il bello vorrebbe lambire l’ambizione dell’arte. Pur sempre nei limiti di una società di massa dove il lusso deve essere comunque accessibile.

Anche il giovane Jonathan Bocca non sfugge alle sirene delle parole arte e design.
Nel suo caso la giovane età può spiegare l’equivoco di fondo su cosa sia l’arte e su come si sia trasformato il design e infatti di sé e del proprio lavoro dichiara: “Il design rappresenta la trasformazione dell'arte in una forma funzionale” una affermazione che potrebbe passare inosservata se non addirittura suscitare consenso.
Ma credo valga la pena andare di là delle approssimazioni e guardare il lavoro di Bocca senza i filtri o gli alibi offerti dall’ambiguità delle parole, ritrovando invece il valore della materia e la centralità del fare.
Se c’è una qualità evidente negli oggetti di Bocca risiede proprio nella loro consistenza imperfetta, nella colorata scabrosità, nel loro essere teneramente rugosi, nel proporre una condizione in cui è possibile rileggere il lavorio del fare, la plasticità di una materia appena poco più che informe.
Allo stesso modo, anziché evocare le trombe dell’arte, di fronte al lavoro di Bocca converrebbe forse guardare all’universo del fumetto, al mondo vivo e vivace dell’illustrazione. Le suggestioni zoomorfe di tanti fra i suoi oggetti più fortunati sembrano derivare direttamente dai mondi fantastici di Moebius, dalla fantascienza americana più ‘trash e anticomunista’ degli anni Cinquanta, là dove gli alieni altri non erano se non la trasfigurazione fantastica del nemico sovietico.

La migliore qualità del lavoro di Bocca consiste esattamente nella sua capacità di suggerirci l’esistenza di un mondo parallelo, immaginifico e fantastico, popolato da creature che ci assomigliano ma che non sono proprio come noi. I suoi oggetti sono personaggi di avventure solo apparentemente lontane, di storie che si innestano sul nostro racconto quotidiano, innescando una leggera, penetrante inquietudine.
Quello di Bocca è un lavoro di commento, di delicata e costante deformazione del reale, un lavoro di chiosa e di trasfigurazione. Il suo sforzo è quello di entrare negli interstizi, di approfittare delle crepe e dei cedimenti della realtà, di sfruttare le mancanze offerte dalle rovine per insinuare le sue visioni aliene, le sue creature che, provenienti da altri mondi, cercano di destabilizzare gli orizzonti della nostra consuetudine.
Oggi occorre provare, sperimentare, esplorare, sino a padroneggiare sino in fondo il fare, il fare a mano e il fare bene; occorre che il giovane Bocca percorra l’universo delle sue fantasie, metta a fuoco il mondo in cui nascono i personaggi che disegna.
Senza bisogno di scomodare l’arte o ricorrere all’ombrello del design, avere un mondo immaginario a cui guardare e saperne poi restituire le forme è cosa da coltivare con cura e passione. by C.White

Artigianato e Palazzo è una delle principali mostre di artigianato contemporaneo in Italia e si svolge ogni anno a Firen...
09/09/2026

Artigianato e Palazzo è una delle principali mostre di artigianato contemporaneo in Italia e si svolge ogni anno a Firenze nel Giardino Corsini, parte del complesso di Palazzo Corsini (spesso indicato come “Palazzo/Villa Corsini”).

Quando e dove
Date 2026: venerdì 11 – domenica 13 settembre 2026

Luogo: Giardino Corsini, Firenze

ingressi: Via della Scala 115 e Via Il Prato 58

Orari: 10.00–19.30 (orario continuato)

Ingresso: donazione minima €12; gratuito under 25

Cos’è Artigianato e Palazzo
È una mostra-evento organizzata e promossa da Sabina Corsini e Neri Torrigiani, che mette in dialogo diverse declinazioni dell’artigianato contemporaneo, dalla ceramica al tessile, dal legno ai metalli, dal restauro alla decorazione.

Riunisce circa 100 artigiani e giovani designer selezionati per qualità della ricerca e capacità di trasformare materiali e saperi in nuove forme espressive.

Gli espositori lavorano dal vivo, mostrando le fasi del proprio processo creativo.

Ogni edizione ha un tema: nel 2026 è “Riconnettersi con la natura”, una riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e materia come origine dei processi creativi.

Cosa trovi all’interno
Oltre agli stand degli artigiani, il programma include:

Next Generation: spazio dedicato a giovani talenti dell’artigianato contemporaneo, sostenuto dalla Fondazione Ferragamo, con percorsi che mostrano come trasformano antichi saperi in ricerca personale.

Installazioni site-specific: nel 2026, ad esempio, “LINFA. La filosofia dello stupore” di Jonathan Bocca, un’installazione che attraversa Palazzo e Giardino creando un dialogo tra patrimonio storico e linguaggi contemporanei.

Sezioni tematiche:

“L’artigianato che unisce, l’artigianato che include”, con cooperative e laboratori che usano il fare manuale come strumento di formazione e inclusione.

Progetti internazionali, come la mostra di ceramiche delle artigiane di Sejnane (Tunisia).

Incontri e talk: tra cui “Ricette di Famiglia”, dedicato quest’anno a figure storiche legate al cibo e alla tradizione.

Workshop, dimostrazioni dal vivo, premi, e visite guidate al Giardino Corsini.

Ogni giorno sono previsti colazioni, brunch e aperitivi in giardino.

Artigianato a Palazzo Firenze 11-13 sewttembrePerché è interessante
È un’occasione per vedere da vicino tecniche tradizionali reinterpretate in chiave contemporanea.

Il contesto è particolare: un palazzo storico con giardino, che rende l’esperienza più simile a una visita culturale che a una fiera classica.

La selezione degli espositori è curata, con attenzione alla qualità, alla ricerca sui materiali e alla sostenibilità = by C.White

Voce Nostra numero 204, con il resoconto ufficiale dell'Assemmblea annuale dei soci, è on_line sul sito www.pensionatibt...
01/07/2026

Voce Nostra numero 204, con il resoconto ufficiale dell'Assemmblea annuale dei soci, è on_line sul sito www.pensionatibt.it e in arrivo nelle case dei nostri associati. Buona lettura a tutti!
Gli uffici rimarranno chiusi per la pausa estiva fino a Mercoledì 9 Settembre quando ci ritroveremo come di consueto ogni mercoledì mattina nei locali del CRAL già Banca Toscana in Via Vasco de Gama 131. Per le urgenze rimane attivo il nostro recapito telefonico 338-3170841

E' stato recentemente raggiunto un accordo fra Banca, Associazioni di categoria e Assidim per una nuova polizza riservata ai pensionati MPS con meno di 77 anni che si pone come intermedia fra la polizza base e la polizza GIC (Grandi...

Sabato 27 giugno 2026, dalle 15:30 alle 17:00, Accademia Cappiello organizza nelle sede di viale Michelangelo un pomerig...
14/06/2026

Sabato 27 giugno 2026, dalle 15:30 alle 17:00, Accademia Cappiello organizza nelle sede di viale Michelangelo un pomeriggio aperto a famiglie, giovani creativi e futuri designer. L’Open Day si svolge negli ultimi giorni di apertura della mostra dedicata ai settant’anni dell’Accademia, visitabile fino al 30 giugno 2026.

Con l’occasione sarà possibile conoscere la storia dell’Accademia Cappiello, l’eredità di Leonetto Cappiello e il dialogo tra memoria visiva e formazione contemporanea attraverso il percorso espositivo della Mostra in corso. E anche partecipare al laboratorio creativo gratuito “Diventa Cappiello”, pensato come attività di avvicinamento al linguaggio della comunicazione visiva, e approfondire l’offerta formativa dell’Accademia.

I partecipanti saranno suddivisi in gruppi guidati dagli studenti dell’Accademia. Ogni gruppo analizzerà un’opera della mostra “Essere Cappiello”, ne osserverà i significati espressivi e proverà a tradurli in uno slogan creativo: un messaggio sintetico, diretto e capace di raccontare l’opera attraverso il linguaggio della comunicazione.

Al termine dell’attività, tramite QR code, sarà possibile accedere a una presentazione digitale con le immagini delle opere e gli slogan elaborati dai gruppi.

L’iniziativa è pensata per famiglie, giovani interessati ai linguaggi visivi, diplomandi e futuri designer che desiderano conoscere più da vicino il mondo della grafica, della comunicazione visiva, del design, della moda e delle arti applicate. Per le famiglie è previsto anche un momento di consulenza dedicato, utile per approfondire il valore dei percorsi creativi e comprendere meglio le possibilità formative e professionali offerte dall’Accademia.

La mostra “Essere Cappiello. Immagine, memoria e formazione del visivo” è promossa da Hdemy Group e realizzata con la partecipazione di LCICA – Leonetto Cappiello International Centre for Arts e Galleria d’Arte Athena, con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Livorno e ADI Toscana.

Curata da Eleonora Sassoli, Simone Nannipieri e Stefano Mingaia in collaborazione con l’Associazione Leonetto Cappiello e la Galleria d’Arte Athena di Livorno, la mostra celebra i settant’anni dell’Accademia e l’eredità di Leonetto Cappiello, considerato uno dei pionieri della grafica pubblicitaria moderna.

C. White

Ieri assemblea Pensionati Banca Toscana, bel clima, bello rivedersi, discutere, ricordare, commentare ......eravamo poch...
24/05/2026

Ieri assemblea Pensionati Banca Toscana, bel clima, bello rivedersi, discutere, ricordare, commentare ......eravamo pochi ....ma buoni. Viva! Sul prossimo numero di Voce Nostra tutti i particolari.

Buongiorno,segnaliamo la Notte Europea dei musei 2026 di sabato 23 maggio con i luoghi della cultura della Direzione reg...
22/05/2026

Buongiorno,
segnaliamo la Notte Europea dei musei 2026 di sabato 23 maggio con i luoghi della cultura della Direzione regionale Musei nazionali Toscana aperti con ingresso a 1 euro o gratuito.

Notte Europea dei musei 2026.
I luoghi della cultura della Direzione regionale Musei nazionali Toscana
aperti con ingresso a 1 euro o gratuito, con mostre, visite guidate e incontri
e le adesioni dei musei del territorio ---Carlo White

Sabato 23 maggio 2026 torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dall’UNESCO, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, che si svolge in contemporanea in tutta Europa con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea.

Anche quest’anno numerosi musei della Direzione regionale Musei nazionali Toscana aderiranno all’iniziativa con aperture straordinarie serali gratuite o al costo simbolico di 1 euro offrendo al pubblico un’occasione speciale per vivere le collezioni da una prospettiva diversa, attraverso percorsi e approfondimenti tematici dedicati.

A Firenze sarà protagonista il Museo di San Marco, eccezionalmente aperto anche in orario serale. I visitatori potranno ammirare, tra i principali punti di interesse, la Sala del Beato Angelico, recentemente riallestita con la più ampia e significativa raccolta al mondo di opere su tavola dell’artista e il celebre Giudizio universale appena rientrato dalla mostra dossier di Torino. il primo piano ospita due straordinare esposizioni temporanee: la sezione speciale della mostra Rothko a Firenze, che mette in dialogo cinque opere di Mark Rothko con gli affreschi delle celle del convento che tanto influenzarono l’artista, e la mostra dossier Il Bestiario fantastico, allestita nella monumentale Biblioteca di Michelozzo, dedicata a una selezione di codici miniati tra XIII e XVI secolo incentrati sull’immaginario zoomorfo.

Ad Arezzo e nel territorio provinciale saranno aperti la Basilica di San Francesco, il Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, l’Abbazia di San Salvatore a Soffena e il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere – Palazzo Taglieschi.

Al Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, alle 20:30, la direttrice Maria Gatto accompagnerà il pubblico in una visita guidata alla mostra La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata, tappa aretina del progetto nazionale Semi di Comunità - Piano Olivetti per la cultura. L’esposizione celebra il ritorno temporaneo ad Arezzo della celebre statua bronzea della Minerva, custodita normalmente presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La visita è riservata a un massimo di 20 persone, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo [email protected].

All’Abbazia di San Salvatore a Soffena, alle 20:00, visite guidate con lo storico dell’arte Rosario Ruggiero Te***ne alla scoperta dell'antica abbazia dall'atmosfera suggestiva, le cui strutture architettoniche testimoniano secoli di storia e di trasformazioni religiose. Il percorso metterà in luce la straordinaria ricchezza della decorazione pittorica, permettendo di ammirare da vicino i cicli di affreschi trecenteschi e quattrocenteschi attribuiti a Paolo Schiavo e alla scuola del Maestro di San Miniato, fino a giungere alla celebre Annunciazione di Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia, fratello di Masaccio. Ingresso libero.

Al Museo di Palazzo Taglieschi, per celebrare i 50 anni dall'inaugurazione del museo, prenderà il via un ciclo di incontri dedicati alla storia e all’arte della Valtiberina e alle 21 Armando Babbini, già funzionario della Soprintendenza di Arezzo presenta "Anghiari e il suo centro storico. Evoluzione della struttura urbanistica, da castello feudale a libero Comune". L'incontro approfondisce un periodo fondamentale per lo sviluppo del borgo, la cui fisionomia medievale è ancora oggi ben riconoscibile nelle strade e negli edifici del centro storico. Seguendo le tracce delle antiche porte d'accesso, delle vecchie torri e di elementi decorativi come stemmi, fregi in pietra e affreschi, il pubblico potrà scoprire come si presentava Anghiari nel Medioevo, ritrovando poi queste stesse testimonianze tra le opere custodite all'interno del museo. Ingresso libero.

A Pistoia apertura serale straordinaria e gratuita per Ex Chiesa del Tau e Oratorio di San Desiderio.

All’Ex Chiesa del Tau dalle 19 il direttore dei musei pistoiesi Lorenzo Sbaraglio guiderà il pubblico alla scoperta dell’edificio e del suo straordinario patrimonio artistico, con particolare attenzione al ciclo di affreschi del 1372 di Niccolò di Tommaso (pittore fiorentino documentato dal 1346 al 1375) e i cinque monumentali bronzi di Marino Marini, eseguiti dal grande scultore pistoiese negli anni ’50 e ’60 del Novecento. Il ciclo di affreschi raffigura il Paradiso, episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento e storie di Sant’Antonio Abate, a cui è dedicata la chiesa, coprendone le superfici con una narrazione vivace, colorata e piena di spunti curiosi e di uno spirito naturalistico che caratterizza uno dei cicli più importanti e preservati della pittura toscana della seconda metà del Trecento.

Nell'Oratorio di San Desiderio, sempre dalle 19 l'architetto Carlo Iafigliola illustrerà al pubblico i lavori effettuati negli ultimi mesi, finalizzati all'adeguamento funzionale e alla tutela soffermandosi sulle particolarità dell’edificio un tempo parte di un monastero benedettino femminile, di cui si hanno notizie fin dal 1084. L'opera più famosa dell'Oratorio, oltre agli affreschi staccati provenienti dal territorio pistoiese, è indubbiamente il monumentale affresco di Sebastiano Vini detto il Veronese, raffigurante La crocifissione di San Desiderio e dei diecimila martiri. Datato 1572, occupa più o meno l'intera parete di fondo dell'aula rettangolare, con una grandezza che, con i suoi quasi 100 metri quadri di estensione, domina lo spettatore alla ricerca di un suo intenso coinvolgimento emotivo, in linea con i dettami e le aspirazioni della Controriforma, l'inquietudine manierista e la spettacolarità scenografica.

Adesioni all’iniziativa anche tra i musei non statali del territorio: a Firenze, il Museo Salvatore Ferragamo sarà straordinariamente aperto in orario serale, dalle 19:30 fino alle 23, con due visite guidate gratuite alla mostra “Salvatore Ferragamo 1898-1960” 19:00 e alle 20:00 con prenotazione obbligatoria.
A Siena il Museo della Contrada della Tartuca sarà aperto gratuitamente, dalle 21 alle 23:30 (ultimo ingresso alle 23). Il Complesso Museale della Contrada della Tartuca narra la storia e la contemporaneità della Contrada, attraverso gli oggetti conservati ed esposti nelle sezioni in cui è articolato: Museo del Palio, Museo del Costume, Museo degli Arredi Sacri e Oratorio di Sant’Antonio da Padova alle Murella.
Aperto al prezzo simbolico di 1 euro il Museo dell’Albero d’Oro di Lucignano (AR), dove è esposto, fra le altre opere, l’Albero d’Oro, capolavoro dell’oreficeria medievale e simbolo della comunità lucignanese. Il grande reliquiario polimaterico, tornato alla piena leggibilità dopo il restauro integrale del 2023, è caratterizzato dalla straordinaria la preziosità dei suoi materiali: cristallo di rocca, smalti, argenti, coralli e miniature.

I musei contrassegnati con *** sono sempre a ingresso gratuito.

Sedi, orari e modalità di ingresso

FIRENZE
Museo di San Marco
Piazza San Marco, 3 50121 Firenze
18.30 - 21.50 (ultimo ingresso 21.00)

AREZZO
Basilica di San Francesco
piazza San Francesco, 1 – 52100 Arezzo (AR)
19:30-23:30

Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” e Anfiteatro romano
via Margaritone, 10 – 52100 Arezzo (AR)
19:30-23:30

Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere – Palazzo Taglieschi
piazza Mameli, s.n.c. – 52031 Anghiari (AR)
20:00-23:00

Abbazia di San Salvatore a Soffena *****
Via di Soffena, 2 – Castelfranco Piandiscò
19:00-23:00

PISTOIA
Oratorio di San Desiderio ***** – Prenotazione obbligatoria
Via Laudesi 53
19-22:30

Ex chiesa del Tau ***** – Prenotazione obbligatoria
Corso Silvano Fedi, 28
19-22:30

Giovedì scorso, 16 aprile, abbiamo ...  impacchettato il numero 203 della Rivista "Voce Nostra" nei "nuovi locali", in c...
18/04/2026

Giovedì scorso, 16 aprile, abbiamo ... impacchettato il numero 203 della Rivista "Voce Nostra" nei "nuovi locali", in comodato, del Cral già Banca Toscana, per inviarlo a tutti i nostri Associati, nonchè Pensionati ..... All'interno della stessa troverete, oltre ad un sacco di articoli interessanti arricchiti da belle foto, anche l'invito per l'Assemblea Annuale di tutti i Soci che si terrà come di consueto presso l'Auditorium del MPS in via Panciatici il giorno 23 di maggio 2026. Vi aspettiamo numerosi !

L'Associazione Pensionati Banca Toscana, nei suoi principali componenti, la Dotazione Terrosi e la Redazione di Voce Nos...
04/04/2026

L'Associazione Pensionati Banca Toscana, nei suoi principali componenti, la Dotazione Terrosi e la Redazione di Voce Nostra inviano a tutti voi ed alle vostre famiglie i migliori auguri pasquali, con l'auspicio che dentro ..l'uovo si possa trovare un proposito di ..pace!

Indirizzo

Via Vasco De Gama 57, Presso CMA
Florence
50127

Orario di apertura

09:15 - 11:45

Telefono

+39055282925

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