10/09/2026
Nella comunicazione sanitaria ci sono due errori opposti.
Il primo è trasformare ogni criticità in un'emergenza. Il secondo è rassicurare senza spiegare.
Da una parte, l'allarmismo: dati isolati, titoli assoluti, problemi amplificati fino a generare paura.
Dall'altra, la rassicurazione vuota: formule generiche che provano a tranquillizzare, ma non aiutano davvero le persone a capire cosa sta succedendo.
La difficoltà sta altrove: nel dire quando esiste un problema, senza ingigantirlo. Nel fornire dati, senza usarli fuori contesto. Nel riconoscere l'incertezza, senza trasformarla in confusione. Nel rassicurare, quando ci sono elementi concreti per farlo.
È una riflessione che per noi nasce anche dall'esperienza maturata nella comunicazione sanitaria, lavorando al fianco di istituzioni rappresentative del mondo medico, come l'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Firenze, e organizzazioni sindacali della medicina generale, come FIMMG Firenze, FIMMG Padova e FIMMG Veneto.
Perché nella comunicazione sanitaria non si tratta di scegliere quale emozione suscitare.
Si tratta prima di tutto di aiutare le persone a capire. E, quando possibile, a orientarsi.
Non meno allarme. Non più rassicurazione.
Più proporzione tra ciò che sappiamo, ciò che comunichiamo e ciò che le persone devono capire.