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Quale può essere una descrizione di Firenze che le renda giustizia, nessuna credo; quale descrizione potrebbe essere usata per descrivere i fiorentini, tutte credo. Ecco, Firenze è tutto perchè i fiorentini sono il suo cuore e come danno vita a questa città ne traggono i doni che essa offre. Spesso la “offendono”, la sporcano a parole e nei fatti, ma mai e poi mai la rinnegano, possono solo amarla

anche se segretamente. Un giro su questo sito web per cercare insieme questa descrizione, questa immagine immutabile e plastica.

“Aver bevuto l’acqua del Porcellino” è appunto dichiarazione di essere fiorentino schietto, un viver delle mura e delle strade, un disincantato pedone ignaro di tutti i tesori che si nascondono fra vicoli e musei, un inguaribile amante della storia e dei segreti di questa città. In questo sito web, umilmente, cercheremo di farvi sentire quel sapore che solo dopo innumerevoli passaggi al piazzale si può riuscire ad apprezzare, solo dopo svariate passeggiate notturne nei vicoli del centro si riesce a percepire, solo dopo qualche visita al bargello si potrà realmente gustare. Quanti sono i libri, le canzoni, le fotografie o i video che esaltano Firenze senza mai rendergli giustizia? Il materiale disponibile è infinito, starà a noi cercare di fornirvelo classicamente o in nuova chiave il tutto per rendere omaggio e mai completare. Eventi storici, arte, segreti, locali da non perdere, passaggi obbligati o gusto del particolare, ogni sfumatura può essere vissuta dopo esser stata letta, ma solo ed esclusivamente se passerai del tempo su questo suolo, se ti aprirai con rispetto ai suoi pregi ed ai suoi difetti. Saranno graditi tutti i suggerimenti che vorrete darci e ci renderete felici se vorrete in qualche modo aiutarci con articoli, foto, storie e storielle. Coraggio avventuriamoci a Firenze!

Ai tempi della Firenze romana, la città era attraversata dal “cardo maximum”. Il Cardo era la via che correva da nord a ...
18/12/2025

Ai tempi della Firenze romana, la città era attraversata dal “cardo maximum”. Il Cardo era la via che correva da nord a sud; il cardo maximum, che andava ad unire due delle quattro principali porte della città, si incrociava con il decumano maximum, ovvero la via che correva da est a ovest. Il punto in cui si incrociavano cardo e decumano era considerato il centro della città.
Questo punto era identificato da una colonna, che sorgeva esattamente sull’incrocio delle vie: questa era la Colonna dell’Abbondanza, punto nevralgico della piazza del Mercato Vecchio e, adesso, di piazza della Repubblica (anche se il punto in cui si trova adesso non è proprio quello originario, che era esattamente sulla linea che unisce via degli Speziali e Via Strozzi).
Ma torniamo al cardo: corrisponde esattamente alle attuali via Roma e via Calimala, mentre il decumano corre tra via degli Strozzi, via degli Speziali ed il Corso.

Ai tempi della Firenze romana, la città era attraversata dal “cardo maximum”. Il Cardo era la via che correva da nord a sud; il cardo maximum, che andava a

Chi è Antonio Martelli?Nell'autunno o nell’inverno del 1607 a Caravaggio fu chiesto di ritrarre uno dei più anziani ed i...
16/12/2025

Chi è Antonio Martelli?
Nell'autunno o nell’inverno del 1607 a Caravaggio fu chiesto di ritrarre uno dei più anziani ed illustri Cavalieri di Malta: si trattava di fra Antonio Martelli.
Il quadro ha una storia turbolenta. Sembra che a portarlo a Firenze sia stato il dell’Antella, quello a cui Caravaggio aveva dipinto un bellissimo cupido per ringraziarlo del suo aiuto per farsi accettare come Cavaliere di Malta.
Il ritratto è stato inizialmente associato al Gran maestro dei Cavalieri di Malta Alof de Wignacourt. Il biografo di Caravaggio Giovanni Pietro Bellori nel 1672 infatti scrive: “lo ritrasse in piedi armato, et a sedere disarmato nell’habito di Gran Maestro, conservandosi il primo ritratto dell’Armeria di Malta”. Se si confrontano i due ritratti del Caravaggio infatti, c'è una certa somiglianza che può indurre all’errore. Il quadro in passato poi, è stato anche attribuito ad differenti artisti.

Chi è Antonio Martelli? Nell'autunno o nell’inverno del 1607 a Caravaggio fu chiesto di ritrarre uno dei più anziani ed illustri Cavalieri di Malta: si tra

La peste a Firenze1 parte2 parte3 parte4 parte5 Parte6 ParteParte 7 ed ultima parteLeandro Ciminelli è un medico napolet...
13/12/2025

La peste a Firenze
1 parte
2 parte
3 parte
4 parte
5 Parte
6 Parte
Parte 7 ed ultima parte
Leandro Ciminelli è un medico napoletano trasferitosi a Firenze che ha preso servizio nell'Ospedale di San Bonifazio. Non essendo fiorentino, viene considerato uno straniero, “uno che viene da fuori” e trattato con diffidenza. Anche perché è entrato a lavorare nell'ospedale proprio quando è scoppiata la peste. Così viene sospettato di aver diffuso il morbo grazie a delle polveri che porta sempre con sé e che di tanto in tanto somministra ai malati che poi muoiono. Il medico è inviso al personale e ai colleghi perché ha un carattere piuttosto rude, soprattutto si lamenta continuamente dell’operato dei sottoposti che non riescono ad espletare con il giusto impegno le loro mansioni.
#7°

La peste a Firenze 1 parte 2 parte 3 parte 4 parte 5 Parte 6 Parte Parte 7 ed ultima parte Leandro Ciminelli è un medico napoletano trasferitosi a Fire

Termine prettamente toscano che deriva dall’antico “trullo”, variante del termine “citrullo” a cui per vizio dialettale ...
11/12/2025

Termine prettamente toscano che deriva dall’antico “trullo”, variante del termine “citrullo” a cui per vizio dialettale è stata convertita la “ci” in “s”.
Assume il significato di grullo, sciocco, imbecille, deficiente. Lo strullo infatti è considerato un personaggio inaffidabile che fa spesso cose strane: le strullate!
(da Adagi allegri andanti di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Termine prettamente toscano che deriva dall’antico “trullo”, variante del termine “citrullo” a cui per vizio dialettale è stata convertita la “ci” in “s”.

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09/12/2025

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

Quinta parte

Sesta parte

Settima e ultima parte
I Cerchi del circolo bianco rientrano dall’esilio
Gli appartenenti al “de domo de Circulis Negri” i Neri, furono esclusi dal rientro insieme a Dante Alighieri, con un documento del 2 novembre 1311, ovvero la Riforma di Baldo d’Aguglione magistrato. Dante lo cita nella Commedia nel Paradiso Canto XXVI, con parole piene di rancore: “Ho quanto fora meglio esser vicine quelle genti ch’io dico, e al Galluzzo e a Trespiano a ver vostro confine, che averle dentro e sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, in quel dà Signa, che già per barattare ha l’occhio aguzzo.”
Il d’Aguglione era infatti un manipolatore di sentenze, pronto a favorire un potente o chi lo pagava meglio.
#7°

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La peste a Firenze1 parte2 parte3 parte4 parte5 Parte6 ParteDurante la peste c’era la necessità di trasportare i corpi d...
06/12/2025

La peste a Firenze
1 parte
2 parte
3 parte
4 parte
5 Parte
6 Parte
Durante la peste c’era la necessità di trasportare i corpi dei morti e seppellirli. Lavoro pericoloso, perché chi lo eseguiva era a contatto con luoghi e corpi infetti. In parte si occupava di questo gravoso impegno la Compagnia della Misericordia stanziata presso il duomo. Organizzati gerarchicamente da quattro caporioni, uno per ogni quartiere. Supportano la congregazione i becchini dell'Ospedale di Bonifazio.
I becchini erano generalmente gente improvvisata, appartenente ad un ceto di bassa estrazione sociale. Spesso e volentieri si macchiavano del furto dei vestiti dei morti e questo come abbiamo visto, non faceva altro che favorire la diffusione della peste. Altre volte i vestiti venivano donati come mancia dai familiari per i servigi prestati ai loro cari scomparsi, ma in molti altri casi questi poveracci li sfilavano ai cadaveri per cambiare i loro, ormai sdruciti e consumati.
#6°

La peste a Firenze 1 parte 2 parte 3 parte 4 parte 5 Parte 6 Parte Durante la peste c’era la necessità di trasportare i corpi dei morti e seppellirli.

Oggi la conosciamo come la via dove c’è l’Antico Vinaio (e decine di altri locali uguali). Da mattina a sera è un via va...
04/12/2025

Oggi la conosciamo come la via dove c’è l’Antico Vinaio (e decine di altri locali uguali). Da mattina a sera è un via vai continuo di turisti in cerca del panino migliore, della schiacciata più unta e farcita, l’importante è che risponda all’ormai imperante diktat “bada come la fuma”.
Ma una volta non era così…
Se per assurdo si fossero chiusi i due accessi alla via, all’interno si sarebbe potuto trovare un piccolo mondo, con tutto ciò che sarebbe bastato a vivere.
La strada era brulicante di vita, di persone affaccendate nei loro mestieri, con tante botteghe: c’erano tre o quattro macellai, i pizzicagnoli, gli ortolani, i fornai, le trattorie e si, anche i vinai. Ma quelli veri, dove si entrava per un gottino di vino, con le pareti piastrellate di bianco, il bancone di mescita in marmo e giusto qualche tavolino di legno, con le sedie impagliate, dove gli avventori abituali spesso si giocavano a briscola la bevuta.

Oggi la conosciamo come la via dove c’è l’Antico Vinaio (e decine di altri locali uguali). Da mattina a sera è un via vai continuo di turisti in cerca del

Prima parteSeconda parteTerza parteQuarta parteQuinta parteSesta parteDante Alighieri va in esilio condannato per una fa...
02/12/2025

Prima parte

Seconda parte

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Quarta parte

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Sesta parte

Dante Alighieri va in esilio condannato per una falsa accusa
I Cerchi non alzarono un dito per difendere Dante Alighieri e Dino Compagni, dalla falsa accusa montata ad arte per liberarsi di un personaggio scomodo e incorruttibile, accusato di aver ordito una congiura, dando al falso paciere Carlo di Valois, l’occasione per allontanare da Firenze due dei capi più importanti della parte Bianca e il disfacimento dei beni posseduti. Da parte sua il Podestà, Cante dei Gabrielli da Gubbio appartenente alla fazione Nera, emetteva condanne a morte per i capi più in vista.
#6°

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di Alessandra MazzoliLa mamma è nata quasi un secolo fa in una casa di via Chiara, così piccola e corta che come la perc...
27/11/2025

di Alessandra Mazzoli
La mamma è nata quasi un secolo fa in una casa di via Chiara, così piccola e corta che come la percorri con lo sguardo trovi subito il cielo. Lì le case si stringono una contro l’altra, come a proteggersi dai pugni del tempo, ognuna con la propria architettura e i vani delle finestre come piccoli occhi curiosi sulla piazza, alcuni spalancati, altri velati dalle palpebre lignee delle persiane, coi loro verdi consunti e sbiaditi.

Sul cerchio della piazza del mercato svetta fra i tetti la cupola di San Lorenzo, la chiesa dove la nonna aveva fatto la Cresima, con un cappello orribile a “rosolacci rossi” di cui ancora sorrideva un po’ triste, e qualche anno dopo la prima Comunione, con l’abitino bianco che copriva a fatica i suoi inadatti, ma unici, stivaletti neri.

di Alessandra Mazzoli La mamma è nata quasi un secolo fa in una casa di via Chiara, così piccola e corta che come la percorri con lo sguardo trovi subito il

Prima parteSeconda parteTerza parteQuarta parteQuinta parteZuffe e omicidi fra Bianchi e NeriQueste le parole di Marchio...
25/11/2025

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Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

Quinta parte
Zuffe e omicidi fra Bianchi e Neri
Queste le parole di Marchione di Coppo “La brigata dei giovani Cerchi era a cavallo armati, li presenti ad assistere i balli di Calendimaggio nella piazza di Santa Trinita. Sopravvenne la brigata dei Donati e non veggendo i Cerchi che vennero di loro drietro si spinsono loro addosso co i cavalli per vedere non per ingiuria, perocchè non sapeano che vi fossero i Cerchi e veggendosi Cerchi spignere altrimenti si volsono e feciono romore, e l’una parte contra l’altra si cominciarono a sdegnare, e a spignere l’uno contro l’altro i cavagli.
#5°

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Insieme al Panettone, il Pandoro rappresenta uno dei dolci natalizi tipici italiani.Originario di Verona, il “Pan de oro...
20/11/2025

Insieme al Panettone, il Pandoro rappresenta uno dei dolci natalizi tipici italiani.
Originario di Verona, il “Pan de oro” sembra derivare da un antica torta di pasta soffice che veniva servito sulle mense delle ricche famiglie veneziane e, ancor prima, da un “Panis” di epoca romana, particolarmente pregiato al punto da essere citato da Plinio il Vecchio.
I pasticceri veronesi crearono la tipica pasta morbida e spugnosa di colore dorato con uova e fragranza di vaniglia e con una struttura a forma di stella.Soltanto alla fine dell’ottocento l’industriale e pasticcere Domenico Melegatti brevettò l’aspetto definitivo dell’attuale Pandoro, con il tronco a otto punte e lo zucchero a velo che lo ricopriva interamente.(da "Adagi allegri andanti" di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Insieme al Panettone, il Pandoro rappresenta uno dei dolci natalizi tipici italiani. Originario di Verona, il “Pan de oro” sembra derivare da un antica tor

La peste a Firenze1 parte2 parte3 parte4 parteAltri rimedi per curare la peste sono di natura “simpatica”, si pone un an...
18/11/2025

La peste a Firenze
1 parte
2 parte
3 parte
4 parte
Altri rimedi per curare la peste sono di natura “simpatica”, si pone un animale morto sul bubbone aspettando che il ca****re ne assorba il male. Già i medici del Seicento però, ridevano di questa pratica superstiziosa.
La peste era ritenuta come una forma di inquinamento e di avvelenamento generale, perciò curata come i morsi dei serpenti, scorpioni, cani rabbiosi e tarantole, ma anche come le ferite procurate da armi. La triaca, antidoto per eccellenza della peste, era composta da carne di vipera che Galeno consigliava dovesse essere femmina senza uova. Rimedi moderni provengono dalle Americhe, una particolare radice dei Caraibi e altri tipi di flora americana.
Altro ritrovato moderno è a base di zolfo, arsenico, incenso, palestino, garofani, noce moscata, macis, foglie di San Pietro, zenzero, mirra, e altro, tutto chiuso in un sacchetto ed appeso al collo…
Il primo caso di peste si riscontra a Trespiano vicino Firenze.
#4°

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