Il Ponte - rivista fondata da Piero Calamandrei

Il Ponte - rivista fondata da Piero Calamandrei Rivista di politica, economia e cultura fondata da Piero Calamandrei nel 1945.

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29/09/2026

https://ilponterivista.com/una-resistenza-plurinazionale-e-i-suoi-nemici-la-vicenda-jugoslava/ Quanti in Italia studiano senza pregiudizi le vicende storiche dell’ex Repubblica socialista federale di Jugoslavia e i cultori delle sue memorie “ammaccate”, ma ancora vive, hanno notato negli ultimi anni una serie di iniziative e produzioni (per lo più extra-istituzionali ed extra-accademiche) culturali, documentari e pubblicazioni che rappresentano un faticoso – e ancora inconcluso – percorso verso una nuova fase delle relazioni fra le differenti culture delle due sponde dell’Adriatico[1]. Negli anni settanta e ottanta con la distensione avviata dai governi italiani di centrosinistra – e fortemente sostenuta dal Psi – e da quello jugoslavo, che portò alla firma del trattato di Osimo nel 1975 e alla definizione delle questioni confinarie, si era giunti a una pressoché completa ricomposizione dopo le tragedie avvenute durante il fascismo e l’immediato dopoguerra con la conseguente diffidenza-ostilità reciproca nel periodo successivo[2]. Tale clima costruttivo, fortemente contestato dagli ambienti neofascisti, venne bruscamente interrotto da una nuova fase di tragedie fra i popoli jugoslavi – le guerre civili e lo smembramento del loro Stato unitario durato due generazioni –, mentre in Italia si consumava la crisi del sistema politico (con il declino dei partiti della cd. prima Repubblica) e un’indefinita transizione socio-economica con la dismissione dell’intervento statale nell’economia, l’ingresso nell’Unione europea e l’adozione dell’euro. Come è noto, quei movimenti segnati da sentimenti revanscisti verso le popolazioni slave e l’esperimento collettivista jugoslavo – una volta arrivati al potere in Italia – hanno riversato tali sentimenti sul discorso pubblico provocando una lunga e in parte persistente fase di revisionismo storiografico che si è fatto senso comune trasversale, proponendosi come “verità di Stato” veicolata da leggi, provvedimenti ministeriali e riscrittura dei manuali scolastici, serie televisive. Proprio mentre lo Stato italiano partecipava a una campagna di bombardamenti su ciò che rimaneva della Jugoslavia e ne favoriva un ulteriore frazionamento (riconoscendo fra i primi, a differenza di altri Stati occidentali, l’indipendenza di una parte, il Kossovo), la retorica degli jugoslavi cattivi e dei sanguinari partigiani titini faceva breccia quasi incontrastata[3].

13/09/2026

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02/09/2026

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09/08/2026

Home In evidenza Avviso ai nostri lettori In evidenza Avviso ai nostri lettori Il Ponte - 9 Agosto 2026 In italiano Si avvisano i nostri amici, collaboratori e lettori, che esistono testate che utilizzano alcuni dati identificativi della nostra rivista, come il nome, l’anno di fondazione, ecc. che...

È appena uscito il fascicolo n.4/2026, agosto-settembre 2026, uno speciale sulla Cooperazione, 26 anni dopo Libertà é Co...
07/08/2026

È appena uscito il fascicolo n.4/2026, agosto-settembre 2026, uno speciale sulla Cooperazione, 26 anni dopo Libertà é Cooperazione, del novembre-dicembre 2000. “ La cooperazione si offre oggi come una vera e propria “alternativa di sistema”: una delle risposte più razionali al capitalismo neoliberista e alle sue tendenze più recenti di fortissima concentrazione e centralizzazione di capitali, ben oltre la categoria economico-politica dell’oligopolio; rimedio autenticamente democratico alla verticalizzazione del potere; terzo termine fra impresa privata e multinazionale; alimento di un’economia mista nuovamente orientata alla programmazione-pianificazione economica e alla redistribuzione del reddito, e dunque alla dignità dell’esistenza.

Riprendere il lessico del paradigma cooperativo e dotarlo di risorse e strumenti politici rinnovati significa recuperare quella cultura democratico-partecipativa che gli ultimi decenni hanno ridotto all’esaurimento. È un compito, quello della rivitalizzazione del connotato democratico-sociale della Costituzione, che presuppone un significativo cambiamento di rotta: un intervento dello Stato nell’economia che faccia appello a tutte le organizzazioni, istituzionali e non, locali e nazionali, che di questo nucleo vogliano farsi forza materiale. In Italia e in Europa. La gravità dei tempi lo impone”.

La cooperazione si offre oggi come una vera e propria “alternativa di sistema”: una delle risposte più razionali al capitalismo neoliberista e alle sue tendenze più recenti di fortissima concentrazione e centralizzazione di capitali, ben oltre la categoria economico-politica dell’oligopolio;...

Il rapporto Unrwa n. 140, datato 27 settembre 2024, descrive una popolazione di 1,9 milioni di sfollati interni in una s...
28/07/2026

Il rapporto Unrwa n. 140, datato 27 settembre 2024, descrive una popolazione di 1,9 milioni di sfollati interni in una striscia di terra chiusa, pari a nove persone su dieci, con famiglie costrette a spostarsi piú volte, talvolta dieci o piú, alla ricerca di un riparo temporaneo sotto le bombe[4]. Nello stesso documento si legge che oltre 659.000 bambini sono rimasti senza scuola dall’inizio della guerra, mentre le strutture educative sono danneggiate o completamente distrutte e gli edifici scolastici rimasti in piedi si trasformano in rifugi per sfollati, con aule riempite di materassi e macerie. I servizi igienici risultano fuori uso e gli insegnanti si ritrovano impegnati nella distribuzione di acqua e pane invece che nella didattica[5]..( Lavinia Marchetti)

Home In evidenza Quale futuro per i bambini palestinesi? Trauma e sviluppo durante un genocidio.... In evidenzaMondo Quale futuro per i bambini palestinesi? Trauma e sviluppo durante un genocidio. Prospettive di decolonizzazione Lavinia Marchetti - 28 Luglio 2026 «I bambini di Gaza pagano il prezzo...

«.. Su un progetto tanto grave mirante a colpire principi e regole costituzionali non possono esservi ambiguità né dispo...
16/07/2026

«.. Su un progetto tanto grave mirante a colpire principi e regole costituzionali non possono esservi ambiguità né disponibilità al compromesso. Va combattuto in sede parlamentare, ma anche con un’ampia mobilitazione popolare che sia fondata, come quella sulla giustizia, su Comitati per la Costituzione espressivi dell’associazionismo diffuso, dei movimenti in difesa della pace, dei diritti sociali e dell’ambiente, dei partiti di opposizione..» ( Mauro Volpi)

Home In evidenza Una legge elettorale per cambiare la Costituzione In evidenzaPolitica Una legge elettorale per cambiare la Costituzione Mauro Volpi - 16 Luglio 2026 Le finalità anticostituzionali del Melonellum Il progetto di legge elettorale presentato dalla maggioranza di destra e voluto forteme...

Ottantadue anni dalla parte del torto
23/06/2026

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https://ilponterivista.com/per-uscire-dalla-gabbia-del-capitalismo-finanziario/a ..perché non rinazionalizzare Eni e tra...
18/06/2026

https://ilponterivista.com/per-uscire-dalla-gabbia-del-capitalismo-finanziario/a ..perché non rinazionalizzare Eni e trasferire i profitti per intero allo Stato con cui finanziare la spesa sociale e, magari, cambiare le pratiche finanziarie promosse dai grandi azionisti privati, affamati di dividendi da ricavare dallo sfruttamento selvaggio dei combustibili fossili? Avere Eni pubblica vorrebbe dire non regalare soldi ai fondi Usa, fare politica energetica e ridurre le bollette. Non sarebbe difficile..

Home Economia Per uscire dalla gabbia del capitalismo finanziario EconomiaIn evidenza Per uscire dalla gabbia del capitalismo finanziario Alessandro Volpi - 16 Giugno 2026 a) Cambiare il paradigma La crisi del capitalismo finanziario, attraversato da una gigantesca bolla che trova alimento quasi esc...

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