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Goldworld

Il magazine online, il canale di comunicazione ufficiale di Gold, il posto dove parliamo delle rivoluzioni digitali e del mondo, esprimiamo la nostra visione e le nostre teorie sulle cose che accadono. Su Goldworld si parla di tutto, tecnologia, musica, cinema e piani per conquistare l’universo. Il magazine è il grande libro digitale che racconta tutte le sfaccettature della nostra stor

ia, dalle origini, nel 2003, fino ad oggi. L’obiettivo ambizioso di Goldworld è riuscire a diffondere nuove idee, creare uno spazio libero che offra gli stimoli per stare al passo con le realtà internazionali. Goldworld è un modo di essere, è dinamicità e continuo fermento, un circolo aperto dove raccontiamo un mondo in continua evoluzione.

Beat, scratch, musica strumentale e infine, il rap.Esistono nelle pieghe nascoste di Spotify delle piccole perle di disc...
28/05/2026

Beat, scratch, musica strumentale e infine, il rap.

Esistono nelle pieghe nascoste di Spotify delle piccole perle di dischi che spesso non vengono allo scoperto, come "Scressioni" di DJ Gaso, classe 1988; è uno di quei profili che si sono costruiti lontano dai riflettori, dentro contesti locali e serate dove il djing resta ancora una pratica culturale prima che intrattenimento. Attivo dal 2014, tra Puglia e Bologna, si muove tra scratch, selezione e organizzazione, mantenendo un legame costante con una visione classica dell’Hip Hop.

Il suo primo progetto prende forma senza un piano preciso. Nasce da sessioni di beat e scratch registrate nel tempo, a cui si è aggiunta, progressivamente, l’esigenza di dire qualcosa di più personale. Non attraverso il rap in senso stretto, ma usando direttamente lo scratch come linguaggio.

Il risultato è un disco che sta a metà tra beat tape e progetto di turntablism, dove la componente tecnica non è fine a sé stessa ma funzionale a un’idea espressiva. Non è pensato solo per addetti ai lavori: l’obiettivo dichiarato è renderlo accessibile anche a chi non segue da vicino questo tipo di produzioni.

Dentro il progetto convivono più contributi. Le strofe di Sesto Carnera e Stk'On si inseriscono senza spostare l’equilibrio generale, mentre Jail firma uno dei contributi più completi, tra beat, strofa e lavoro sul suono. Completano il quadro le produzioni di Jesko, PKay Prozak e Rattacash, che danno varietà senza uscire da un perimetro preciso.

Il percorso di DJ Gaso parte da lontano, tra breakdance e writing in un piccolo paese della provincia di Foggia, con un immaginario costruito attorno a spazi periferici e cultura condivisa. L’influenza di dischi come Orgasmi Meccanici degli Alien Army e il riferimento a DJ Gruff aiutano a capire la direzione. Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268903/music/scressioni-il-disco-di-dj-gaso/

A cura di Marco Giani✍️


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Il giorno dopo l’anteprima romana di Generazione Fumetto, per una congiunzione astrale inaspettata, c’era una replica po...
22/05/2026

Il giorno dopo l’anteprima romana di Generazione Fumetto, per una congiunzione astrale inaspettata, c’era una replica pomeridiana del nuovo spettacolo di Paolo Calabresi “Tutti gli uomini che non sono”, ispirato dal libro omonimo, e prima di tornare a Firenze, sono stato con Margherita a vederlo.

Premetto che è uno spettacolo che attendevo con ansia, perché ebbi la fortuna di parlarne proprio con Paolo in seguito alla lettura del suo libro, perché mi sarebbe piaciuto farci qualcosa in VR o in forma documentario, ma ovviamente non ero stato il primo a pensarci e alla fine il discorso non venne portato avanti perché appunto c’erano altre situazioni in ballo.

Beh, devo dire che la forma teatrale, così come l’ho vista è probabilmente la trasposizione perfetta di un libro strepitoso, ma ancor più di una storia incredibile.

Ma riconciamo dall’inizio. Tutto si basa su una cosa semplice: fingere di essere qualcun altro nella vita vera. Non sul palco, nella vita vera.

Tutto parte da una foto di Giorgio Strehler e ci torna, quasi a chiudere un cerchio.
Una domenica qualunque, sfruttando una vaga somiglianza con Nicolas Cage, entra gratis a San Siro. I telegiornali quella sera danno la notizia: Nicolas Cage è stato visto alla partita. Funziona così bene che non riesce a smettere.

Quello che inizia come un escamotage per entrare gratis allo stadio diventa presto qualcosa di più intimo: recitare nella vita reale, all’insaputa di tutti, come modo per esorcizzare dei lutti (aveva perso entrambi i genitori oltre a il suo maestro Giorgio Strehler) e sublimare l’amore per il proprio mestiere.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268880/arts/tutti-gli-uomini-che-non-sono-di-paolo-calabresi/

A cura di Omar Rashid✍️


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C’era una volta Dre Love. E c’è ancora. Il 24 maggio di quest’anno, al Lumen di Firenze, dal mezzogiorno alla mezzanotte...
14/05/2026

C’era una volta Dre Love. E c’è ancora. Il 24 maggio di quest’anno, al Lumen di Firenze, dal mezzogiorno alla mezzanotte, Andre Thomas Halyard, aka Dre Love, sarà celebrato con un evento interamente dedicato a lui e al suo percorso culturale, un vero tributo alle culture che generano comunità.

Newyorkese di nascita e fiorentino d’adozione, per oltre trent’anni Dre è stato molto più di un musicista. «Un validatore culturale» lo definisce FFiume, rapper, producer e curatore della comunicazione dell’evento. «Dai tempi dei Radical Stuff, nei primi Novanta, le collaborazioni di Dre sono state tantissime, tutte volte a creare connessioni umane potenti» spiega FFiume, che sta prendendo parte all’organizzazione di Don’t Stop! insieme a un team di amici e collaboratori di Dre fra cui Tania, che è stata la compagna di Andre fino ai suoi ultimi giorni, B**a, Colossius, Johnny Boy, Justin Randolph Thompson, Millelemmi, Rastea e Simone Zaccagnini.

Dre Love era una mente creativa poliedrica: emcee, beatmaker, DJ, visual artist e curatore per marchi di moda. «Molti lo ricordano per i duetti con Neffa, ma dietro c’è molto di più– prosegue FFiume. – Seguendo le sue orme, con Don’t Stop! vogliamo sottolineare come e quanto la cultura che Dre ci ha lasciato accomuni e crei tessuto sociale».

L’evento si svolgerà al Lumen di Firenze dicevamo, «location che offre spazi adeguati e uno staff aperto a cause sociali», e continua a prendere forma attraverso il coinvolgimento di artisti, DJ, musicisti e realtà che hanno condiviso con Dre Love esperienze, visioni e passaggi fondamentali.

Gli organizzatori pongono l’accento sul fatto che, prima ancora di essere un evento, Don’t Stop! — One Love for Dre Love rappresenti un punto di ritorno su una figura che ha segnato in modo profondo la cultura musicale italiana.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268730/events/ffiume-ci-racconta-di-dont-stop-one-love-for-dre-love/

A cura di Filippo Bernardeschi✍️


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C’era una volta Dre Love. E c’è ancora. Il 24 maggio di quest’anno, al Lumen di Firenze, dal mezzogiorno alla mezzanotte...
14/05/2026

C’era una volta Dre Love. E c’è ancora. Il 24 maggio di quest’anno, al Lumen di Firenze, dal mezzogiorno alla mezzanotte, Andre Thomas Halyard, aka Dre Love, sarà celebrato con un evento interamente dedicato a lui e al suo percorso culturale, un vero tributo alle culture che generano comunità.

Newyorkese di nascita e fiorentino d’adozione, per oltre trent’anni Dre è stato molto più di un musicista. «Un validatore culturale» lo definisce FFiume, rapper, producer e curatore della comunicazione dell’evento. «Dai tempi dei Radical Stuff, nei primi Novanta, le collaborazioni di Dre sono state tantissime, tutte volte a creare connessioni umane potenti» spiega FFiume, che sta prendendo parte all’organizzazione di Don’t Stop! insieme a un team di amici e collaboratori di Dre fra cui Tania, che è stata la compagna di Andre fino ai suoi ultimi giorni, B**a, Colossius, Johnny Boy, Justin Randolph Thompson, Millelemmi, Rastea e Simone Zaccagnini.

Dre Love era una mente creativa poliedrica: emcee, beatmaker, DJ, visual artist e curatore per marchi di moda. «Molti lo ricordano per i duetti con Neffa, ma dietro c’è molto di più– prosegue FFiume. – Seguendo le sue orme, con Don’t Stop! vogliamo sottolineare come e quanto la cultura che Dre ci ha lasciato accomuni e crei tessuto sociale».

L’evento si svolgerà al Lumen di Firenze dicevamo, «location che offre spazi adeguati e uno staff aperto a cause sociali», e continua a prendere forma attraverso il coinvolgimento di artisti, DJ, musicisti e realtà che hanno condiviso con Dre Love esperienze, visioni e passaggi fondamentali.

Gli organizzatori pongono l’accento sul fatto che, prima ancora di essere un evento, Don’t Stop! — One Love for Dre Love rappresenti un punto di ritorno su una figura che ha segnato in modo profondo la cultura musicale italiana. 

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A cura di Filippo Bernardeschi✍️


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Cosa succede davvero dentro un carcere minorile? Chi sono i ragazzi che ci finiscono? E cosa resta loro una volta usciti...
11/05/2026

Cosa succede davvero dentro un carcere minorile? Chi sono i ragazzi che ci finiscono? E cosa resta loro una volta usciti?

La cella di fronte è uno spettacolo teatrale prodotto da Produzioni Timide in collaborazione con The Best Blend che nasce per affrontare queste domande -e molte altre- senza retorica né sconti, ma con la forza delle storie vere. A guidare il racconto è Kento, rapper, scrittore e formatore, che da anni porta scrittura e musica dentro scuole, carceri e comunità. Attraverso parole, suoni e immagini, la narrazione si sviluppa tra aneddoti ed esperienze vissute, restituendo un ritratto concreto della realtà del carcere minorile: non solo luogo di punizione, ma un microcosmo fatto di sogni, errori, speranze e ingiustizie.

In oltre un’ora di spettacolo, l’artista dà voce alle esperienze maturate in più di dieci strutture penitenziarie italiane dal 2011 a oggi, intrecciando questi racconti con piccoli estratti di storia e i valori della cultura Hip Hop. Sullo sfondo scorrono clip di repertorio tratte dai laboratori degli ultimi anni, che amplificano e rendono tangibile quello che viene narrato.

I momenti di racconto si alternano a performance musicali dal vivo, in cui Kento interpreta alcuni brani del suo repertorio, tra cui Nostra Signora delle lacrime, scritto dopo aver partecipato nel 2024 — primo artista musicale — a un’intera missione di ricerca e soccorso a bordo della nave Ocean Viking di SOS Mediterranee.

[...] Trovi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268691/arts/la-cella-di-fronte-kento-porta-in-teatro-lesperienza-nelle-carceri-minorili/

A cura di Redazione✍️

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Cosa significa davvero essere presenti, scegliere, e guardarsi dentro?“Stato di Coscienza”, il nuovo album di Jesto in u...
08/05/2026

Cosa significa davvero essere presenti, scegliere, e guardarsi dentro?

“Stato di Coscienza”, il nuovo album di Jesto in uscita oggi, venerdì 8 maggio, nasce da queste domande e si sviluppa come un percorso che mette al centro la musica come strumento di ricerca. Non è solo una raccolta di brani, ma una traccia lasciata nel tempo, un’eredità artistica e spirituale in cui suono e scrittura si intrecciano per esplorare livelli diversi dell’esperienza umana, tra materia e percezione, tra ciò che appare e ciò che resta invisibile.

“Jesto ha attraversato un percorso che pochi comprendono finche’ non lo fanno in prima persona. La filosofia, la spiritualità, l’esoterismo non erano per lui ornamenti estetici: erano strumenti di lavoro. La sua vocazione era quella dello sciamano, dell’architetto di riti emotivi e spirituali, del guaritore di anime. Dal piombo dell’ansia all’oro della consapevolezza: e’ questa la trasmutazione che ha operato, brano dopo brano, vita dopo vita” racconta suo fratello Hyst.

Per confezionare l’album, Jesto ha coinvolto diversi professori della storica orchestra di Ennio Morricone, molti elementi del coro di Fabrica Harmonica e musicisti illustri del mondo rock come il chitarrista Simone Gianlorenzi. Una ricerca e una sfida, essendo il primo album rap nella storia italiana suonato con oltre 30 elementi d’orchestra. La cura di Jesto si riflette anche nell’estetica, caratterizzata da sobrietà ed eleganza, restituendo una maturità artistica compiuta.

[...] Trovi l'articolo completo e il link per ascoltare l'album su Goldworld.it

A cura di Redazione✍️

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Oggi segnaliamo questo album prodotto da Ragoo Records, che ci piace particolarmente ascoltare in questi giorni nella no...
06/05/2026

Oggi segnaliamo questo album prodotto da Ragoo Records, che ci piace particolarmente ascoltare in questi giorni nella nostra routine quotidiana da quando è uscito, diventando un po’ come se fosse un caro amico con cui confidarsi nei momenti più bui, e allo stesso tempo gioire assieme in quelli in cui il cuore è particolarmente felice.

FUZO è un progetto che nasce dall’unione di Fulvio e Odeeno (Fulvio & Enzo), due beatmaker da atmosfere inquiete.

Un disco nato da un semplice featuring, e durante gli anni diventato un vero e proprio album.

La luna protagonista cardine di questo disco, ” Moonset “, tramonto della luna, quella luna che ha accompagnato l’intera lavorazione dell’album.

Un disco fatto interamente di notte e a distanza tra Bologna e Napoli, temi cupi ma allo stesso tempo anche dolci e delicati proprio come i diversi crateri lunari, ognuno con un proprio carattere con una luce diversa. Tra atmosfere eteree, suggestioni jazz e richiami cosmici, con radici profonde nell'abstract hip hop.

Unica collaborazione presente, la si trova nella traccia ” Feelin” cantata da Rykam (Federica Monaco) dal suono delicato e dolce. Tra R&B e Soul moderno , con un carattere singolare che dà una luce diversa a questo intero album di BEATS.

Ciliegina sulla torta, che amiamo, è quella che si può avere anche in versione audiocassetta, in edizione limitata sempre per Ragoo Records disponibile per la richiesta su bandcamp. E su tutti i digital store.

Distribuito digitalmente da Spalato Wyale.

Cover di 9Periodico Studio (Rosario di Vincenzo)

[...] Trovi l'articolo completo e l'album da ascoltare su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268421/music/ragoo-records-presenta-moonset-un-intero-album-di-beats-prodotti-da-fuzo/

A cura di Redazione✍️

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Ci sono album che sono difficili da digerire, oscuri, ma al tempo stesso i testi, i beat e le atmosfere ti attirano in u...
23/04/2026

Ci sono album che sono difficili da digerire, oscuri, ma al tempo stesso i testi, i beat e le atmosfere ti attirano in un viaggio all’interno dell’animo umano e delle sue debolezze.

BlackSmith pubblica NeroPece per Zona Brada Records, uno dei pochi lavori scritto, prodotto e rappato interamente in prima persona dal rapper lucano, con mix e master affidati a Gio Lama. Un disco che si muove in modo coerente dentro coordinate precise: rap essenziale, pochi elementi, centralità del testo.

Lo abbiamo intervistato parlando del suo ultimo lavoro, delle esperienze passate, delle atmosfere e dei temi sviscerati nell’album.

Da quello che descrivi nei testi sembri una persona matura, con un vissuto difficile, ma al tempo stesso sembra che ti stai rimettendo in piedi, con una certa fierezza. Ti va di raccontare qualcosa di più della tua storia e del tuo vissuto?

Sono nato a Potenza nell’83 e, nonostante un’adolescenza abbastanza movimentata, credo che la mia storia sia simile a quella di molti altri e che sicuramente ci sia di peggio. La mia è una storia fatta di emigrazione, di una famiglia divisa per cercare di sbarcare il lunario, di posti sempre diversi a cui doversi adattare e di mille viaggi in intercity.

Di esperienze che ti formano in fretta e che ti insegnano a cavartela anche con poco, a stringere la cinghia e dandoti la consapevolezza che nessuno ti regala niente. Forse è anche per questo che tengo sempre vivace una certa ‘fame’. Mi è capitato spesso di cadere, ma ho sempre cercato di reagire senza abbassare mai la testa e nei momenti di difficoltà, piuttosto che piangermi addosso, ho preferito sempre rimboccarmi le maniche per cercare di rialzarmi, consapevole spesso di poter contare solo sulle mie forze.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268129/music/neropece-il-rapdrama-di-blacksmith/

A cura di Marco Giani✍️


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Finalmente il mio documentario sul fumetto arriva nei cinema.L’11, 12 e 13 maggio, grazie a Trent Film e Valmyn, Generaz...
20/04/2026

Finalmente il mio documentario sul fumetto arriva nei cinema.

L’11, 12 e 13 maggio, grazie a Trent Film e Valmyn, Generazione Fumetto uscirà come evento speciale nelle sale italiane.

Per chi non lo sapesse, si tratta di un documentario che ho scritto e diretto con la consulenza artistica di Lucca Comics & Games, e che racconta il mondo del fumetto italiano contemporaneo attraverso le voci di sette artisti che negli anni ’80 sono nati e che negli ultimi anni sono diventati dei punti di riferimento assoluti: Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua (Keison), Michael Rocchetti (Maicol & Mirco), Simone Albrighi (Sio), Mirka Andolfo, Sara Pichelli e Rita Petruccioli.

L’idea di partenza era semplice: raccontare questo universo non solo agli appassionati, ma anche a chi di fumetto sa poco e ne è incuriosito. Per farlo ho incontrato questi artisti prima nelle loro abitazioni, per coglierli nella loro quotidianità, poi nelle fumetterie di fiducia, dove hanno condiviso opinioni, fonti di ispirazione e motivazioni. Il tutto costruisce un dialogo virtuale che coinvolge anche altri nomi del fumetto italiano e internazionale, gli editori, i curatori, i fan, i venditori, le persone che questo mondo lo abitano davvero.

Il film è già stato presentato in forma non definitiva al Comicon di Napoli, al Best Movie Comics and Games di Milano e a Lucca Comics & Games. Adesso arriva finalmente in sala.

[...] Trovi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268255/arts/cinema/generazione-fumetto-l11-12-e-13-maggio-nei-cinema/

A cura di Omar Rashid✍️

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C’è una frase che faccio fatica a tollerare, soprattutto quando viene detta da chi lavora nel cinema: “io non guardo fil...
16/04/2026

C’è una frase che faccio fatica a tollerare, soprattutto quando viene detta da chi lavora nel cinema: “io non guardo film italiani”. Capisco lo scetticismo, per ca**tà, e in parte lo condivido, perché spesso guardando certi film italiani si fa fatica a capire per chi siano stati fatti, se non per far girare una certa economia. Ma se lavori in questa industria, capire cosa viene prodotto, distinguere le opere meritevoli da quelle che non lo sono, non è un optional. È il minimo.

Il cinema è sempre stato in equilibrio tra arte e business, e non c’è niente di male in questo, anzi. Ma ultimamente sembra aver perso di vista l’aspetto artistico a favore di un approccio quasi esclusivamente produttivo, sostenuto quasi interamente dai fondi pubblici. Si parte dal finanziamento, si costruisce il progetto intorno al finanziamento, si rendiconta il finanziamento. Il film, in questo schema, rischia di diventare quasi un effetto collaterale. Non sto dicendo che non esistano eccezioni, ci mancherebbe, ma la logica dominante è quella, e si vede.

La cosa che trovo più interessante della storia del cinema è che le rivoluzioni non sono mai arrivate da chi aveva più soldi. La Nouvelle Vague era un gruppo di critici dei Cahiers du Cinéma che a un certo punto hanno deciso di smettere di scrivere di film e cominciare a farli. Con poco, con tanto, con l’idea che il punto di vista contasse più del budget. E avevano ragione. Come racconta benissimo il nuovo film di Linklater, che ho visto di recente e di cui ho già scritto, Godard, Truffaut e soci non stavano aspettando un finanziamento pubblico per cominciare: stavano aspettando il coraggio di farlo. La differenza non è di poco conto.

Poi c’è l’altra questione, quella che sento girare sempre di più nelle conversazioni di chi lavora nel settore: l’intelligenza artificiale.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268146/arts/cinema/le-citta-di-pianura-e-il-fare-cinema-contro-le-regole-dellindustria-cinematografica-italiana/

A cura di Omar Rashid✍️


Indirizzo

Via Masaccio 105
Florence
50132

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
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