02/07/2020
"Senza la borsa di studio mi ritroverei a dover abbandonare gli studi ad un anno dalla laurea e tornare a casa"
Inizia così l'intervista a 2 studenti dell'università di Firenze che stamattina hanno partecipato ad un presidio presso la Regione Toscana. Obiettivo della protesta era farsi sentire dal consiglio regionale che oggi si riuniva per ridefinire un numero di crediti formativi "di risarcimento" per i borsisti danneggiati dall'emergenza covid (cfu inspiegabilmente ridotti da 7 a 5 per gli studenti delle università toscane e a 10 per le accademie).
Mentre negli studentati venivano imposti strigenti regolamenti di confinamento, rendendo de facto impossibile svolgere alcuni esami che necessitavano di verifiche periodiche e lezioni pratiche in presenza, gli universitari hanno dovuto sacrificarsi per ottenere i cfu per mantenere la borsa di studio ed il posto letto in residenza.
Questi studenti non vogliono altre prese in giro e parole vuote ed hanno deciso di prendere parola contro un sistema accademico disfunzionale che non ha saputo coniugare la messa in sicurezza sanitaria degli spazi con i bisogni e le scadenze della vita studentesca.
A termine del consiglio regionale pare che le istituzioni abbiano deciso di creare un doppio bando per le borse di studio con un meccanismo ancora più escludente del sistema precente, che sta creando agitazione e scompiglio fra la popolazione studentesca. Si preannunciano quindi nuove mobilitazioni universitarie per il diritto allo studio che investiranno i campi del reddito e del welfare studentesco.