31/05/2026
Sapete cosa mi manca di Napoli?
Molte cose, probabilmente. Il mare, dirà qualcuno. E certamente è così.
Ma forse ciò che mi manca di più è la possibilità di uscire la domenica mattina, passeggiare senza una meta precisa tra le strade del centro e imbattermi in qualcuno che, con la più disarmante naturalezza, mi dica: “We’, sagli ’ncoppa, aggio fatto ’a genovese.
Quando ero ragazzina mangiavo raramente a casa: era una gara, le signore del vicinato sapevano che ero orfana e allora mi coccolavano.
Mio padre non voleva, tentava di educarmi in modo piuttosto rigido, ma io mi perdevo spesso e nulla poteva contro quel fiume umano di donne che mi hanno nutrito.
La telefonata non accettava repliche, “Presidente, state tranquillo, Dora sta da me, ve la riporto questa sera…”; rifiutare sarebbe stata una scortesia.
Non ho una cucina delle nonne o delle mamme da raccontare, non c’è la tradizione di casa mia, ma ho sicuramente una cucina d’amore e le tradizioni di tante case.
Per questo sono ricca e fortunata.
( e oggi vi ho dato una ricetta senza ingredienti se non il ricordo: il 5 giugno sarò al Festival della Memoria di Mirandola, con Marino Niola e Elisabetta Moro, per parlare della “Cucina dei perché” e, chissà, forse di genovese…)
Buona domenica.