11/09/2026
PER USCIRE DALLA DIPENDENZA
Parlando di dipendenze varie ma soprattutto di dipendenze affettive.
Perché questa sembra essere l’era delle dipendenze affettive?
Qualsiasi dipendenza nasce da una profonda DISCONNESSIONE da se stessi, soprattutto dal proprio sentire.
La persona dipendente ha smesso da tempo di ascoltarsi, di esprimersi liberamente, di dire no, di dire sí, di dire “non mi sento bene” o “non mi sta bene”.
È totalmente focalizzata sul FUORI, sul mondo esterno, sugli altri.
È concentrata sul comprendere cosa accade intorno per potersi adattare e regolare in base a quello.
Questo accade quando nell’ambiente familiare non c’è stato il dovuto rispecchiamento e riconoscimento: il bambino è stato “lasciato solo” col suo mondo interiore senza che nessuno gli spiegasse cosa stesse accadendo e che lo aiutasse a rielaborarlo e comprenderlo.
Ci si disconnette per sopravvivere, per ripararsi da un sentire doloroso, e si cerca qualcosa o qualcuno con cui “regolare” il proprio stato interno, le proprie emozioni, le paure, le angosce.
Nelle dipendenza affettiva c’è una spasmodica ricerca di quello che è mancato, e sapete cosa si cerca?
Una vera CONNESSIONE.
E perché non la si trova?
Ma si trovano altre gabbie ancora più strette e asfissianti?
Perché per connetterti a qualcuno devi essere connesso a te altrimenti… diventa facilmente una dipendenza.
La persona dipendente affettiva ha una fame antica e bulimica di quella connessione profonda, ma non sa instaurarla, non la conosce, non sa stare con se stesso e quindi non sa connettersi agli altri.
Quando si innamora, l’altro diventa il centro del suo mondo, perché non ha un suo centro interno.
Capite perché queste relazioni sono così logoranti per chi le vive?
Perché la persona dipende ricerca questa connessione continuamente, la ricerca in uno sguardo, in un messaggio, in una carezza, osserva attentamente come un agente dell’fbi qualsiasi micro dettaglio che riguardi il comportamento dell’altro, perdendo completamente se stesso/a e consumando un’enorme quantità di energia nel tentativo di decifrare costantemente l’ambiente esterno (o il partner).
Sono esperienze dolorosissime, perché se una sostanza tossica viene percepita dal consumatore come OGGETTO di cui può disporre più o meno quando vuole, la dipendenza affettiva include nel circuito un altro essere umano che da un momento all’altro può non esserci più.
Alcun persone infatti dopo una rottura, crollano a picco, si sentono devastate, oppure cercano subito un sostituto/a.
Non hanno un loro centro energetico, non sanno regolare i loro stati interni, vedono tutto al di fuori di loro stessi.
Per uscire dalla dipendenza quindi serve CONNESSIONE.
E ragionate sull’epoca in cui viviamo e capirete bene perché avere una relazione sana è sempre più difficile.
Tutto il sistema in cui viviamo spinge verso la disconnessione da noi stessi, ci illude di ripagarci con gingilli virtuali che ci rendono sempre più schiavi sia mentalmente, che fisicamente creando un costante scompenso di nostri sistemi nervosi, facendoci credere che la soluzione sia sempre là fuori, da qualche parte.
La connessione con se stessi porterebbe subito a capire…
Se una situazione va bene per noi
Se un cibo ci fa bene o no
Se un partner va bene per noi
Se un lavoro o una casa o un ambiente ci nutrono o ci distruggono.. e così via.
NELLE RELAZIONI
Il problema sta nel fatto che l’intensità viene CONFUSA con la STRUTTURA relazionale.
E questo ve lo ripeto da un po’.
Le persone dipendenti affettive hanno un’aura molto diffusa e molti buchi energetici e la loro sessualità è molto, molto intensa proprio perché SOLO nel momento del rapporto sessuale riescono -ma nemmeno sempre- a SENTIRE quella connessione che cercano.
Quell’energia sessuale per un attimo va a colmare tutti i vuoti, ed ecco che la chimica viene scambiata per grande amore.
Ma non basterá mai, l’effetto finirà, non basterà la rassicurazione, la presenza, la parola giusta: la fame non si placherà mai, perché non può essere placata dall’esterno.
CONNESSIONE, significa SENTIRE:
Prima di tutto il tuo corpo
Poi le tue emozioni
Poi i tuoi bisogni
Poi la tua parte ferita
La tua rabbia
I confini
Finché negherai tutto questo, facilmente cadrai nella trappola della dipendenza, facilmente ti perderai, e incolperai sempre l’altro, che non sarà mai abbastanza, e allora ne cercherai un altro/a da adorare e abusare.
Perché sì anche usare l’altro per colmare queste voragini è comunque una forma di abuso.
Ci si abusa a vicenda perché nessuno è padrone in casa propria.
Perché siamo cresciuti così e perché il sistema malato in cui viviamo contribuisce a rinforzare queste idee.
Continua…
ClaudiaCrispolti
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