21/09/2026
Ciao Claudia,
ho pensato di farti qualche domanda su Proserpina nel giorno del suo ritorno in Ade.
1. Il ritorno nell'Ombra: Oggi è l'equinozio d'autunno, il momento simbolico in cui Proserpina lascia la terra per scendere nell'Ade, dando inizio alla stagione fredda. Che effetto fa parlare della tua traduzione proprio nel giorno in cui il mito si compie?
Sono ciclotimica, estremamente sensibile ai mutamenti delle stagioni, perfino da un giorno all'altro, da una luce all'altra, da un'aria all'altra. Gli ultimi giorni d'estate per me hanno un fascino unico e ineffabile. Li preferisco alle esplosioni luminose di giugno. Vorrei che non finissero: lo sprofondamento nella tenebra (reale ed effettivo, grazie anche al ritorno dell'ora solare) mi abbatte ogni anno. Mi chiedi che effetto mi fa? Mi abbatte.
2. La visione di Mary Shelley: Nel mythological drama di Mary Shelley, la discesa di Proserpina è una resa al destino. In che modo la Shelley descrive questo passaggio tra la luce del mondo sommo e le tenebre del regno sotterraneo?
Il tema classico-mitologico di Proserpina era destinato a Mary Shelley, e le apparteneva, si può dire, dalla nascita. Inevitabile che a un certo punto del suo persorso creativo dovesse affrontarlo e interpretarlo. Ogni sua opera, senza essere autobiografica, riflette la peculiare, straordinaria e unica storia di lei, la riflette e la rivela. Proserpine è la testimonianza della natura stessa di Mary: solare e oscura al contempo, Primavera portatrice di doni e Strega portatrice di orrori, divisa quando il re degli Inferi l'ha rapita, intrisa di quella duplicità e di quella malinconia che sono il segreto dell'eternità delle sue opere.
3. Pioniera di un testo nascosto: Sei stata la prima e unica a portare Proserpina in lingua italiana. Qual è stata la sfida più grande nell'affrontare un testo teatrale in versi rimasto per tanto tempo ai margini della bibliografia shelleyana?
Ho scoperto Proserpine in rete, cercando la bibliografia completa di Mary. Cercavo racconti inediti, e ho trovato questo dramma, che è stato rappresentato al festival di Spoleto in lingua originale. Ho subito pensato che il testo doveva (non poteva non) esistere anche in italiano.
4. La voce poetica: Il testo originale alterna versi sciolti a inserti lirici e poetici (alcuni dei quali curati da Percy Bysshe Shelley). Come hai lavorato per restituire in italiano il ritmo e la sensibilità dell'inglese romantico?
Proserpine è un dramma lirico composto nel 1820, terminato in aprile (stando al diario della stessa Mary), in versi blank (vuoti, senza rime, la forma più diffusa nella poesia inglese), nello schema del pantametro giambico. Non mi sarei azzardata a cercare rime in italiano. Ho tradotto in versi liberi, inseguendo quella musicalità che sento quando scrivo ogni altra opera.
3. Temi chiave ed eredità letteraria
Madre e Figlia: «A differenza del mito classico incentrato sulla figura di Plutone, l'opera di Mary Shelley focalizza l'attenzione sul dolore di Cerere e sull'innocenza di Proserpina. Come emerge questo sguardo femminile ed empatico nella scrittura originale?»
E' soprattutto in Proserpine che Mary si confronta con sua madre. Una madre importante: Mary Woolstonecraft, scrittrice, filosofa, attivista politica per i diritti delle donne. Una madre che è sempre stata per lei la morte e il regno degli Inferi, l'Aldilà, eppure una parte di se stessa. Sulla tomba della madre Mary leggeva e studiava, e sempre presso quella tomba incontrava il suo futuro marito Percy. Alla luce del sole, ma saldata al mistero di una madre sepolta nel Grande Ignoto. Come nella sua vicenda personale la madre è stata strappata alla figlia, rinchiusa nel mondo dei morti, così nella fiction è la figlia, Proserpina, a essere trascinata all'Inferno. Nel lavoro di scrittura madre e figlia si riuniscono, diventando un'unica persona. Ma la loro separazione ha separato il mondo. Six months to light and Earth, six months to Hell: questo potrebbe essere l'epitaffio di Mary Shelley, un'unica persona divisa in due.
5. Dalla bambina di Frankenstein alla Dea degli Inferi: Mary Shelley è celebre per Frankenstein, un'opera legata alla creazione e alla morte. Ritrovi degli elementi di continuità tra i temi oscuri di Frankenstein e la malinconia sotterranea di Proserpina?
Il mostro di Frankenstein è la stessa Mary. Morta, essendo nata da una madre morta per metterla al mondo, eppure talmente iperattiva e mercuriale da essere definita “almost invincible”, quasi invincibile. Una creatura duplice, che come Morella di Poe replica e continua la madre, la prima Mary. Frutto di un esperimento, non condotto per mezzo dell'elettricità, ma della cultura e delle visioni dei genitori: una ragazza allevata per realizzarsi con i talenti e l'energia di un uomo, un secolo e mezzo prima che venisse ufficialmente consentito. Ma Mary è anche Frankenstein, il creatore del mostro (nella vita reale suo padre William Godwin, il più grande filosofo dell'epoca), e nel romanzo, attraverso la dinamica fra i due personaggi, si spiega a se stessa, raccontandosi il suo destino finale di unicità e solitudine.
6. Il messaggio per il lettore di oggi: «Cosa auguri a chi legge Proserpina oggi, in questo giorno di passaggio verso l'autunno e verso l'introspezione?»
Di indagare la duplicità della nostra natura e tutte le duplicità che dialogano e si scontrano nell'Universo, e di leggere The last man, lo straordinario romanzo di Mary che profetizza la fine della nostra civiltà.
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