22/08/2022
"Capo Nord in moto col Cinico ed il Frignone"
Schizofrenico diario di bordo di un viaggio straordinari.
di Mario Italo Paini, 254 pagine.
Partiamo dalla fine.
È tutto vero, in qualche circostanza forse leggermente romanzato, ma assolutamente vero. Tutto, tranne una cosa. Diversamente da come ho scritto, non ho staccato dalla civiltà proprio completamente, quanto avrei voluto.
Devo quindi confessare, prima ancora di iniziare, una serie di colpe riprovevoli di cui mi sono macchiato. Ad esempio non troverai menzione dei tanti messaggini che invece ci sono stati e mi hanno sostenuto nei momenti di maggior sconforto. Prima di partire ho creato un ristretto gruppo di amici sufficientemente ironici su Uozzapp, ai quali inviare qualche foto e dai quali ricevere qualche goliardica battuta. E anche mi sono iscritto ad un gruppo di Feisbuc per amanti di Capo Nord, al quale di quando in quando inviavo qualche foto e dal quale ricevevo con piacere le risposte. Devo dire che queste due cose hanno riempito la mia bellissima solitudine in quei rari momenti in cui cominciava a starmi un po’ troppo stretta. Il passaggio da un mondo all’altro, lo stress metropolitano da un lato e l’ascetismo motociclistico dall’altro, quando praticato in modalità estreme è troppo brusco ed ho dovuto mediare. Non sono stato sempre senza uaifai, ho usato l’Aifon per ciattare con Uozzap, per collegarmi a Feisbuc, ho usato Guggol ed altre amenità. Ma in modeste quantità ed utili comunque ad una progressiva disintossicazione. Nella stessa logica devo anche confessare, non senza un senso di profondo disagio, di aver dormito più di una volta in strutture civili e ben poco wild, diversi campeggi e, mi vergogno a scriverlo, una volta addirittura in un albergo. Forse la coerenza radicale è una dote che non mi appartiene, ma la flessibilità, quella penso di sì.