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Eugenio Andri Possiamo ritenere che la vita sulla Terra e la sua evoluzione siano il risultato di eventi casuali e che l...
14/09/2022

Eugenio Andri
Possiamo ritenere che la vita sulla Terra e la sua evoluzione siano il risultato di eventi casuali e che l’opera della selezione naturale come dice François Jacob sia paragonabile al lavoro di un bricoleur che raccoglie e si arrangia con oggetti o con scarti che hanno in comune tra loro solo il fatto che potrebbero sempre servire. Nel corso delle epoche geologiche di milioni e milioni di anni si realizzerebbero pertanto risultati imprevedibili, visto che nessuna occasione viene tralasciata per modificare vecchie strutture in previsione di nuove funzioni o di una migliore funzionalità, e che l’opera di bricolage viene applicata alla soluzione dello stesso problema ci saranno molte probabilità di ottenere risultati e soluzioni differenti.

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Eugenio Andri è nato a Milano il 12 settembre 1937 e si è laureato in Scienze Geologiche nel 1963. Professore associato ...
13/09/2022

Eugenio Andri è nato a Milano il 12 settembre 1937 e si è laureato in Scienze Geologiche nel 1963. Professore associato dal 1982 di Paleontologia e Paleoecologia presso Università di Genova. Ha insegnato per alcuni anni Sedimentologia e Micropaleontologia con microscopia elettronica presso la stessa università. Ha seguito un D.E.A. in Micropaleontologia, Stratigrafia e Geologia del Petrolio presso l’Università “Pierre et Marie Curie” di Parigi, nonché stages di studio e di ricerca in diversi periodi che vanno dal 1968 ad oggi, presso i laboratori di Micropaleontologia, Geologia Strutturale e Sedimentologia di detta Università, dove ha tenuto, dietro invito, seminari in lingua francese sulla Geologia dell’Appennino Centro-Settentrionale (Borsa di studio annuale del Governo Francese 1968/69; Borsa di studio del C.N.R.S. 1972 e Borsa NATO senior 1988). Recentemente si è occupato di un importante caso di inquinamento da metalli pesanti all’isola d’Elba con relativo processo (vinto) seguendo e progettando la relativa ristrutturazione dell’arenile della spiaggia del porticciolo e di tutta la spiaggia di Cavo.
È autore di 36 pubblicazioni di argomento geologico, stratigrafico, micropaleontologico e sedimentologico. È stato membro esterno della campagna oceanografica della nave Joides resolution nel Mar dei Coralli (Australia orientale).

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Eugenio Andri: Darwin, Schrödinger il caso e la necessitàSedimentologia, fossilizzazione e quantistica: la rivoluzione d...
12/09/2022

Eugenio Andri: Darwin, Schrödinger il caso e la necessità
Sedimentologia, fossilizzazione e quantistica: la rivoluzione degli anni Trenta

Partendo da qualche milione di anni fa, con dovizia di particolari scientifici, in questo ultimo libro di Andri si ripercorrono le tappe evolutive della Terra e dell’Uomo passando per le rivoluzionarie scoperte degli anni Trenta, per approdare alle più moderne scoperte tecnologiche dei nostri giorni permettendo di individuare un nuovo cammino che tenga finalmente conto del disperato grido dei giovani capitanati da Greta Thunberg per la salvaguardia di questo pianeta e dei suoi abitanti.

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Dopo l'attraversamento del sud del Veneto, del Friuli e di un pezzetto di Slovenia, l'itinerario di viaggio di  si svilu...
06/09/2022

Dopo l'attraversamento del sud del Veneto, del Friuli e di un pezzetto di Slovenia, l'itinerario di viaggio di si sviluppa inizialmente nei balcani, con l'esplorazione dell'interno della Croazia fino in Bosnia, dove in un giorno percorre tutto il Nord fino all'ingresso in Serbia. Taglia questa nazione trasversalmente per raggiungere la Romania, di cui va alla scoperta della regione rurale settentrionale, ricca di monasteri e paesini interessanti. È poi la volta dell'Ucraina, che riesce a offrire interessanti spunti per un viaggiatore. Giunto in Russia, si dirige direttamente a Mosca, esplorando anche qualche città nei dintorni, per poi rientrare attraversando nuovamente l'Ucraina, sostando una notte a L'viv. La galoppata finale per essere a casa entro la fine delle ferie lo porta a percorrere un'enormità di chilometri in poco tempo, salutando Budapest giusto dall'autostrada e attraversando nuovamente la Slovenia da parte a parte, fino in Italia.

Un viaggio di settemila chilometri in moto, seppure in solitaria, per andare e tornare da Mosca in due settimane, non sa...
05/09/2022

Un viaggio di settemila chilometri in moto, seppure in solitaria, per andare e tornare da Mosca in due settimane, non sarebbe nulla di che. Non fosse che ha deciso di partire il 21 dicembre, passando il Natale da solo in un paesino sperduto nel nord della Romania, per raggiungere gli amici russi nella Piazza Rossa con cui passare insieme una notte di Capodanno decisamente originale! Una memoria di viaggio determinata dagli incontri quotidiani, con persone o animali, dalla curiosità di scoprire paesi pressochè ignorati dal turismo, e dalla volontà di tornare a casa ricco di un'esperienza unica e indelebile.

Alessandro Ciceri, per tutti  Alessandro Wizz, vive a Lugo di Romagna da ormai due decenni, ha uno spiccato accento roma...
04/09/2022

Alessandro Ciceri, per tutti Alessandro Wizz, vive a Lugo di Romagna da ormai due decenni, ha uno spiccato accento romagnolo nonostante sia nato a Siracusa nel 1987.
Ha iniziato ad andare in moto nel 2006 appassionandosi ai viaggi in sella nel 2010. Grazie ai legami di amicizia costruiti durante le brevi trasferte di lavoro nell'ex Unione Sovietica, nel 2012 decide di esplorare la Russia con la sua moto. Prima Mosca, poi Kaliningrad, entrambe città dove vale sempre la pena tornare.

Lucio Martino"Catturati in Africa - Internati in India"I prigionieri italiani: le fughe dal Tibet ad AnconaLa Free Force...
31/08/2022

Lucio Martino
"Catturati in Africa - Internati in India"
I prigionieri italiani: le fughe dal Tibet ad Ancona
La Free Force Italia Redenta e la Repubblica Fascista dell’Himalaya.
Il libro è una galleria di eventi e di personaggi, dai compagni di fuga come i due ufficiali di Marina anconetani, Elios Toschi e Camillo Milesi Ferretti, vera ossessione degli inglesi, che sulle loro teste misero una taglia di 20.000 rupie, alle guide indù, o alle avventurose scalate himalayane di chi divenuto collaborazionista ebbe il permesso, di uscire dal campo, giurando sul proprio onore di rientrare o infine agli “irriducibili” che furono tutti raggruppati nel recinto 25, uno dei quattro di Yol.

LUCIO MARTINO, 69 anni, è un giornalista professionista, vive ad Ancona con la moglie Daniela che lo incoraggia amorevol...
30/08/2022

LUCIO MARTINO, 69 anni, è un giornalista professionista, vive ad Ancona con la moglie Daniela che lo incoraggia amorevolmente nella sua attività. È padre di Liliana e Luca e nonno di due dolcissime nipotine, Arianna e Caterina. Si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, all’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, Nella stessa Università ha conseguito il Diploma della Scuola Superiore di Giornalismo della Facoltà di Sociologia-Fnsi. Ha lavorato per il quotidiano Il Resto del Carlino come caposervizio della redazione di Macerata e successivamente come capo della redazione di Ancona. È autore di vari libri tra cui: Il Resto del Carlino nelle Marche 1885-2010; La Grande Guerra in Adriatico, 2016; e ha pubblicato per la Eidon Edizioni L’11 Settembre della Chiesa , 2010; Gli Irlandesi contro i Savoia, 2011; Il 24 Maggio di Ancona, 2017; L’ultimo acuto del bersagliere, 2019.

Lucio Martino"Catturati in Africa - Internati in India"I prigionieri italiani: le fughe dal Tibet ad AnconaLa Free Force...
29/08/2022

Lucio Martino
"Catturati in Africa - Internati in India"
I prigionieri italiani: le fughe dal Tibet ad Ancona
La Free Force Italia Redenta e la Repubblica Fascista dell’Himalaya.

Nelle parole del giornalista l’appassionante storia dei prigionieri italiani catturati dagli inglesi in Africa, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Con la competenza acquisita in lunghe e difficili ricerche, l’autore ricorda i protagonisti dimenticati, sopravvissuti ai duri scontri ma che, fatti prigionieri, furono trasferiti in India. Diecimila di loro, tutti ufficiali, vennero internati nel campo di Yol, ai piedi dell’Himalaya. Come vivevano? Come passavano i lunghi giorni di prigionia? Chi ebbe successo, a guerra finita, nella vita civile? Chi non ce l’ha fatta e perché? Come venne affrontato l’Armistizio quando anche nel Tibet nacque la Repubblica Fascista? Riuscì la Intelligence Britannica a creare una forza di intervento da impiegare in Europa?

"Capo Nord in moto col Cinico ed il Frignone"Schizofrenico diario di bordo di un viaggio straordinari.di Mario Italo Pai...
23/08/2022

"Capo Nord in moto col Cinico ed il Frignone"
Schizofrenico diario di bordo di un viaggio straordinari.
di Mario Italo Paini, 254 pagine.

Un’altra cosa: rileggendo mi accorgo di non aver speso una parola per spiegare il perché di tanta fretta. Voglio dire, non è proprio da sani di mente fare così tanta strada in così poco tempo. Innanzitutto questo mio viaggio non era una vacanza, diciamo così, tipicamente turistica. Quindi non mi sono mosso per visitare la Scandinavia, ma con altre motivazioni, che leggerai poi. E comunque il principale motivo per tanta fretta è che non avevo il tempo. L’alternativa era non farlo, oppure accettare queste modalità. Nessuna ricerca di record, nessun tentativo di fare un’impresa. Se volevo andare, potevo solo in quel numero di giorni, niente di più.

"Capo Nord in moto col Cinico ed il Frignone"Schizofrenico diario di bordo di un viaggio straordinari.di Mario Italo Pai...
22/08/2022

"Capo Nord in moto col Cinico ed il Frignone"
Schizofrenico diario di bordo di un viaggio straordinari.
di Mario Italo Paini, 254 pagine.

Una importantissima indicazione a chi avesse intenzione di intraprendere e realizzare una esperienza simile alla mia. Non c’è nulla di speciale in quello che qui descrivo, né di fisico né di mentale. È tutto estremamente facile, basta solo avere un minimo di esperienza e una discreta quantità di buon senso nello zaino. Solo una cosa è fondamentale e questa, molto difficile da realizzare: devi avere la moglie giusta. Senza quella il viaggio è compromesso ancor prima di iniziare. La mia grande fortuna è di averla trovata, e perfetta. Basando il nostro rapporto sulla stima e sulla fiducia, sappiamo stare separati sapendo che non siamo soli. Lei si fida di me e mi lascia fare, è tranquilla e sa che per quanto non sembri, non sono uno scavezzacollo, sa che amo i nostri bambini quanto li ama lei e quindi che non farei mai scelte che non mi facessero tornare da loro sano e salvo. Scegli bene la moglie se vuoi andare a Capo Nord in solitaria, perché solo così potrai fare il viaggio giusto! Tienilo bene a mente, è l’unica scelta impegnativa per realizzare questo sogno! Va da sé che se sei single questo problema non si pone, forse, e dico forse, se ne pongono altri.

"Capo Nord in moto col Cinico ed il Frignone"Schizofrenico diario di bordo di un viaggio straordinari.di Mario Italo Pai...
22/08/2022

"Capo Nord in moto col Cinico ed il Frignone"
Schizofrenico diario di bordo di un viaggio straordinari.
di Mario Italo Paini, 254 pagine.

Partiamo dalla fine.
È tutto vero, in qualche circostanza forse leggermente romanzato, ma assolutamente vero. Tutto, tranne una cosa. Diversamente da come ho scritto, non ho staccato dalla civiltà proprio completamente, quanto avrei voluto.
Devo quindi confessare, prima ancora di iniziare, una serie di colpe riprovevoli di cui mi sono macchiato. Ad esempio non troverai menzione dei tanti messaggini che invece ci sono stati e mi hanno sostenuto nei momenti di maggior sconforto. Prima di partire ho creato un ristretto gruppo di amici sufficientemente ironici su Uozzapp, ai quali inviare qualche foto e dai quali ricevere qualche goliardica battuta. E anche mi sono iscritto ad un gruppo di Feisbuc per amanti di Capo Nord, al quale di quando in quando inviavo qualche foto e dal quale ricevevo con piacere le risposte. Devo dire che queste due cose hanno riempito la mia bellissima solitudine in quei rari momenti in cui cominciava a starmi un po’ troppo stretta. Il passaggio da un mondo all’altro, lo stress metropolitano da un lato e l’ascetismo motociclistico dall’altro, quando praticato in modalità estreme è troppo brusco ed ho dovuto mediare. Non sono stato sempre senza uaifai, ho usato l’Aifon per ciattare con Uozzap, per collegarmi a Feisbuc, ho usato Guggol ed altre amenità. Ma in modeste quantità ed utili comunque ad una progressiva disintossicazione. Nella stessa logica devo anche confessare, non senza un senso di profondo disagio, di aver dormito più di una volta in strutture civili e ben poco wild, diversi campeggi e, mi vergogno a scriverlo, una volta addirittura in un albergo. Forse la coerenza radicale è una dote che non mi appartiene, ma la flessibilità, quella penso di sì.

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