16/09/2026
Nel giro di pochi giorni, dall'inizio di settembre, l'Unione Europea ha messo l'Artico al centro della propria agenda.
🇪🇺 L’EU Arctic Forum ha riunito dall'1 al 3 settembre nella sede della Commissione Europea istituzioni europee, governi, popoli indigeni, giovani e rappresentanti del mondo economico. L’appuntamento è arrivato in un momento particolarmente significativo per l’Unione. A cinque anni dalla Comunicazione congiunta del 2021, che definisce l’attuale politica artica dell’UE, è infatti in preparazione un suo aggiornamento atteso in autunno, elaborato congiuntamente dalla Commissione europea e dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.
🛡️ L’elaborazione della nuova strategia artica avviene in un contesto regionale profondamente mutato. La guerra in Ucraina e la conseguente crisi del Consiglio Artico, l’ingresso nella NATO di Finlandia e Svezia, la crescente centralità strategica della Groenlandia, accentuata dalle rivendicazioni dell’amministrazione Trump, la competizione per le materie prime critiche e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico hanno contribuito a riportare l’Artico al centro dell’agenda politica europea. A fine agosto, inoltre, è arrivato il “No, grazie” alla riapertura dei negoziati con l’Islanda.
🚢 Il 13 e 14 settembre Rovaniemi ha poi ospitato il primo European Arctic Summit, convocato dal premier finlandese Petteri Orpo e con la partecipazione di António Costa, Kaja Kallas, Friedrich Merz e altri leader UE. Dodici Stati membri hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede a Bruxelles "un ruolo più strategico e proattivo" nell'Artico europeo, citando esplicitamente Russia e Cina come principali fonti di pressione sulla regione. Nell'occasione, la Finlandia ha portato al tavolo la propria candidatura come centro di eccellenza per la costruzione di navi polari in ambito europeo.
🇨🇦 Infine questa mattina, a Strasburgo, nel discorso sullo Stato dell'Unione, Ursula von der Leyen ha invitato il Canada a diventare il primo "associate member" della storia UE: uno status del tutto nuovo, che non equivale all'adesione piena (Ottawa non è uno Stato europeo) ma apre la strada a un'alleanza rafforzata. "Condividiamo un oceano, un insieme di valori, un modo di vedere il mondo", ha dichiarato la presidente della Commissione alla presenza del premier canadese Mark Carney, annunciando una vera e propria "Alleanza per il futuro" su tecnologia, energia, materie prime critiche, difesa e, non a caso, progetti congiunti in Artico.
🔍 Restano da chiarire i contorni concreti di entrambi i percorsi: quali capacità industriali (a partire dai rompighiaccio, discussi a Rovaniemi) l'UE riuscirà davvero a mettere in campo, e quali margini di voce avrà il Canada nelle istituzioni europee senza diritto di voto. Le risposte arriveranno prossimamente con la nuova strategia artica dell'Unione, attesa a metà ottobre, e l'EU-Canada summit di Montreal, sempre a ottobre, dedicato proprio al futuro della cooperazione UE-Canada.
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European Arctic Summit, “Priorità alla sicurezza della regione”
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Da Bruxelles al Grande Nord, l’UE prepara la nuova politica per l’Artico
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