Clan dei Grifoni Genoa

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GENOA, È L’ORA DELLE NOVITÀ: DE ROSSI PREPARA LE MOSSE PER CAMBIARE MARCIAIl momento richiede una risposta. E contro il ...
10/09/2026

GENOA, È L’ORA DELLE NOVITÀ: DE ROSSI PREPARA LE MOSSE PER CAMBIARE MARCIA

Il momento richiede una risposta. E contro il Frosinone il Genoa potrebbe presentarsi con un volto sensibilmente diverso rispetto a quello visto nelle prime giornate.

Tre sconfitte consecutive hanno complicato l’avvio di stagione rossoblù e ora Daniele De Rossi deve trovare rapidamente nuove soluzioni, soprattutto nella metà campo offensiva. Il mercato gli ha consegnato alternative importanti e la sensazione è che sia arrivato il momento di utilizzarle.

Uno dei nomi più attesi è naturalmente Stephan El Shaarawy. Il Faraone potrebbe trovare spazio già contro il Frosinone e, nelle prove tattiche, sarebbe stato utilizzato anche come esterno nel 3-5-2. Una soluzione interessante, che garantirebbe al Genoa esperienza, qualità nell’uno contro uno e maggiore pericolosità negli ultimi metri.

Ma El Shaarawy non è l’unica novità che potrebbe entrare nelle rotazioni.

Ehizibue e Meichtry sono altri due giocatori candidati a trovare spazio, mentre lo staff continua a lavorare per portare nelle migliori condizioni possibili Traorè e Drameh.

In attacco De Rossi può inoltre contare su Milutin Osmajic, che contro il Como ha già trovato la via del gol e rappresenta una soluzione ulteriore per dare profondità e presenza alla manovra offensiva.

Il Genoa, insomma, ha più armi rispetto a qualche settimana fa. Adesso bisogna trasformare le nuove alternative in punti.

Le prossime due partite contro Frosinone e Parma, prima della sosta, assumono così un peso decisamente importante. Non solo per la classifica, ma per dare una direzione chiara alla stagione e consentire a De Rossi di invertire immediatamente la tendenza.

Sabato al Ferraris potrebbe quindi cominciare una nuova fase.

Nuovi uomini, nuove soluzioni e soprattutto la necessità di ritrovare quel Genoa aggressivo e coraggioso che il suo pubblico vuole vedere.

🔴🔵 Adesso tocca al campo.

E voi, contro il Frosinone, fareste partire subito El Shaarawy dal primo minuto?

👇 Diteci la vostra formazione nei commenti.

Fonte: Fantacalcio

~ Clan dei Grifoni ~

BUONGIORNO ROSSOBLÙ: MANCANO DUE GIORNI ❤️💙Due giorni.Solo due giorni e torneremo lì.Dove il cuore accelera già mentre s...
10/09/2026

BUONGIORNO ROSSOBLÙ: MANCANO DUE GIORNI ❤️💙

Due giorni.

Solo due giorni e torneremo lì.

Dove il cuore accelera già mentre sali le scale.
Dove una sciarpa al collo vale più di mille parole.
Dove basta sentire il primo coro per ricordarti perché, da una vita, continui a esserci.

Sabato torna il Genoa.
Sabato torna il Ferraris.
Sabato torna quella parte di noi che durante la settimana rimane lì, nascosta, ad aspettare.

Non importa da dove arriveremo.
Non importa quanto sarà stata lunga la giornata, la settimana, la strada.

Quando vedremo quei colori entrare in campo, saremo di nuovo tutti insieme.

Una città.
Una gradinata.
Una passione che non ha bisogno di spiegazioni.

Mancano due giorni.
E già si sente nell’aria.

❤️💙 Se anche tu stai contando le ore, lascia un cuore rossoblù nei commenti.

Facciamo capire quanto è grande questo popolo.

~ Clan dei Grifoni ~

La Repubblica Genoa, focus sull’attacco. Ecco tutte le mosse pensate per diventare più prolificidi Maurizio Moscatelli D...
10/09/2026

La Repubblica
Genoa, focus sull’attacco. Ecco tutte le mosse pensate per diventare più prolifici

di Maurizio Moscatelli

De Rossi ha in testa diverse opzioni per sfruttare al meglio Osmajic e Colombo. Contro il Frosinone serve più forza d’urto

Per vincere bisogna segnare un gol più degli avversari. Banale ma tremendamente reale per un Genoa che in tre gare al momento è fermo a quota 1 nella casella dei gol segnati, quello di Osmajic contro il Como. Troppo poco per una formazione che, secondo lo stesso De Rossi a inizio stagione, avrebbe bisogno di almeno 40 se non 50 reti totali per disputare un campionato tranquillo. Il tecnico è così al lavoro per armonizzare al meglio il reparto offensivo che ha visto solo all'ultimo alcuni innesti importanti e in questo momento però il Genoa ha fretta e dunque già con il Frosinone sono attesi cambiamenti.

La coppia Colombo e Osmajic ha dimostrato di poter rappresentare un'opzione importante e va rivista assolutamente contro avversari più alla portata, Frosinone appunto ma anche il Parma prima della sosta. Vitinha è apparso più indietro e al momento sta vivendo una involuzione che non fa bene a lui né alla squadra ma ci sono alcuni elementi che scalpitano per poter essere protagonisti.

GENOA, ORA SERVONO PUNTI!❤️💙
10/09/2026

GENOA, ORA SERVONO PUNTI!❤️💙

GENOA, ADESSO SERVONO PUNTI: FROSINONE E PARMA POSSONO CAMBIARE IL VOLTO DELL’INIZIO DI STAGIONE ❤️💙Tre partite, tre sco...
10/09/2026

GENOA, ADESSO SERVONO PUNTI: FROSINONE E PARMA POSSONO CAMBIARE IL VOLTO DELL’INIZIO DI STAGIONE ❤️💙

Tre partite, tre sconfitte. Un dato che non può far piacere e che soprattutto impone al Genoa di cambiare rapidamente passo.

Non è ancora il momento dei processi, ma quello delle risposte sì.

Sabato pomeriggio, davanti al proprio pubblico, il Grifone avrà contro il Frosinone una partita che comincia ad assumere un peso superiore a quello normalmente attribuibile a una gara di settembre. Non perché sia già decisiva per il campionato, naturalmente, ma perché dopo un avvio senza punti la squadra di Daniele De Rossi ha bisogno di interrompere la serie negativa e ritrovare soprattutto convinzione.

Le prime tre giornate hanno raccontato storie differenti.

Contro il Napoli il Genoa aveva lasciato il campo accompagnato anche dalle discussioni sulle decisioni arbitrali. Con la Lazio la prestazione era stata decisamente meno convincente. Contro il Como, invece, sono emerse difficoltà ancora diverse, con gli avversari capaci di imporre qualità e ritmo.

Adesso, però, tutto questo deve diventare passato.

IL FERRARIS DEVE TORNARE A SPINGERE IL GENOA

Il Frosinone non arriverà a Genova con l'atteggiamento di chi deve semplicemente difendersi.

I ciociari hanno già dimostrato in questo avvio di campionato di poter creare problemi, battendo la Fiorentina e presentandosi a Marassi dopo un'altra vittoria, ottenuta contro il Venezia.

Sottovalutare l'avversario sarebbe quindi il primo errore da evitare.

Al Genoa serviranno intensità, maggiore precisione nelle giocate e soprattutto la capacità di trasformare in occasioni vere il lavoro prodotto durante la partita. Ma servirà anche quella personalità che spesso nasce proprio nelle giornate più complicate.

E qui il Ferraris può diventare determinante.

Il pubblico genoano sa perfettamente distinguere una squadra in difficoltà da una squadra che non lotta. Se vedrà undici uomini disposti a giocarsi ogni pallone, la risposta degli spalti non mancherà.

DUE PARTITE CHE PESANO

Dopo il Frosinone arriverà il Parma al Tardini.

Ed è probabilmente questo il punto più importante.

Le prossime due giornate metteranno il Genoa davanti a squadre contro le quali sarà fondamentale raccogliere punti. Non esistono partite facili in Serie A e parlare già adesso di gare “da ultima spiaggia” sarebbe fuori luogo. Ma esistono momenti nei quali bisogna comprendere il valore della classifica.

Questo è uno di quei momenti.

Fare bene contro Frosinone e Parma significherebbe cancellare rapidamente una buona parte delle scorie lasciate dalle prime tre sconfitte e affrontare la successiva sosta con un clima completamente differente.

Fallire entrambe, al contrario, aumenterebbe inevitabilmente pressione e interrogativi.

HAVEL, ULTIME VALUTAZIONI

De Rossi dovrà nel frattempo verificare anche le condizioni di Elias Havel.

L'attaccante è al momento l'unico giocatore indicato come indisponibile e le prossime ore serviranno per capire se potrà almeno tornare fra i convocati e accomodarsi in panchina contro il Frosinone.

Ma al di là dei singoli uomini, sabato servirà soprattutto una risposta collettiva.

Perché questo Genoa ha bisogno della prima scintilla della sua stagione.

Non servono proclami.

Non serve parlare già di crisi.

Servono punti.

E davanti alla propria gente, dopo tre sconfitte consecutive, sarebbe difficile immaginare occasione migliore per cominciare.

Sabato il Ferraris dovrà fare il Ferraris. E il Genoa dovrà finalmente fare il Genoa.

Fonte: Andrea Piras, 10 settembre 2026.

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EHIZIBUE ABBRACCIA IL GENOA: IL FERRARIS LO HA GIÀ CONQUISTATOCi sono giocatori che arrivano in una nuova squadra parlan...
09/09/2026

EHIZIBUE ABBRACCIA IL GENOA: IL FERRARIS LO HA GIÀ CONQUISTATO

Ci sono giocatori che arrivano in una nuova squadra parlando soprattutto di obiettivi, minuti da conquistare e risultati. Kingsley Ehizibue, invece, nella sua presentazione da nuovo giocatore del Genoa ha voluto partire anche dalle sensazioni.

E una delle prime, fortissime, porta direttamente al Luigi Ferraris.

L'esterno rossoblù ha spiegato di aver scelto il Genoa valutando diversi aspetti: la qualità della squadra, lo staff tecnico e quel particolare ambiente che circonda il club. Dentro questa scelta ha avuto un peso anche lo stadio, assaggiato finora soltanto per pochi minuti ma già sufficiente per comprenderne il carattere.

Il Ferraris, del resto, raramente lascia indifferenti.

Ehizibue conosceva già bene il Genoa per averlo affrontato in passato da avversario. Proprio quelle esperienze gli avevano lasciato l'immagine di una formazione complicata da affrontare, intensa e capace di trasformarsi ulteriormente quando gioca davanti alla propria gente.

Adesso quella spinta sarà dalla sua parte.

Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti delle sue prime parole da rossoblù: Ehizibue sembra aver compreso immediatamente quanto, a Genova, squadra e pubblico siano due parti dello stesso racconto.

UN IMPATTO POSITIVO ANCHE CON LA CITTÀ

Non soltanto calcio.

Il nuovo giocatore del Grifone ha parlato positivamente anche dei suoi primi giorni genovesi. Una città di mare che sta imparando a conoscere, una realtà che considera completa e soprattutto un ambiente umano nel quale racconta di essersi inserito rapidamente.

Le prime impressioni sul gruppo sono altrettanto positive: una squadra accogliente e un'atmosfera interna che Ehizibue ha definito di alto livello.

Parole inevitabilmente ancora legate all'entusiasmo di un nuovo inizio, ma che raccontano qualcosa di importante: il giocatore sembra essere arrivato a Genova con convinzione, non semplicemente perché il mercato lo ha portato qui.

ORA SERVE IL CAMPO

Naturalmente le presentazioni finiscono nel momento in cui inizia a parlare il terreno di gioco.

Ehizibue dovrà conquistarsi spazio, trovare rapidamente la condizione migliore e dimostrare di poter aggiungere corsa, esperienza e personalità alla squadra.

Il Genoa ha bisogno di giocatori capaci di entrare subito dentro la mentalità rossoblù. Il primo impatto, almeno nelle parole, sembra essere stato quello giusto.

E c'è una frase che, più delle altre, farà piacere al popolo genoano: il nuovo arrivato ha già percepito quanto sia speciale giocare al Ferraris.

Adesso manca soltanto una cosa.

Trasformare quelle sensazioni in prestazioni, punti e vittorie.

Perché innamorarsi dell'atmosfera è facile.

Diventare parte del Genoa, invece, significa dimostrarlo ogni volta che si entra in campo.

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UNO STADIO DI PROPRIETÀ: TUTTI I VANTAGGI CHE CAMBIEREBBERO IL FUTURO DEL GENOAUno stadio di proprietà non rappresentere...
09/09/2026

UNO STADIO DI PROPRIETÀ: TUTTI I VANTAGGI CHE CAMBIEREBBERO IL FUTURO DEL GENOA

Uno stadio di proprietà non rappresenterebbe soltanto una casa nuova per il Genoa. Sarebbe un investimento strategico capace di modificare profondamente le prospettive economiche, commerciali e sportive della società.

Il calcio moderno non vive più esclusivamente dei risultati ottenuti sul campo, dei diritti televisivi e delle operazioni di mercato. I club più organizzati hanno trasformato lo stadio in una fonte continuativa di ricavi, attiva non soltanto nei giorni delle partite ma durante tutto l’anno.

Per il Genoa, possedere e gestire direttamente il proprio impianto significherebbe compiere un salto di livello.

Una casa interamente rossoblù

Il primo vantaggio sarebbe identitario. Uno stadio esclusivamente genoano potrebbe essere progettato intorno alla storia, ai colori e ai simboli del club più antico d’Italia.

Tribune, spazi interni, corridoi, aree hospitality, museo e negozi potrebbero raccontare il Genoa senza dover dividere l’ambiente con un’altra società. Ogni dettaglio contribuirebbe a rendere l’impianto immediatamente riconoscibile e a rafforzare il legame tra squadra e tifoseria.

Non sarebbe semplicemente uno stadio nel quale giocare, ma la casa del Genoa in ogni giorno dell’anno.

Ricavi completamente controllati dalla società

La proprietà o il pieno controllo esclusivo dell’impianto permetterebbero al Genoa di gestire direttamente numerose fonti di guadagno:

- biglietteria e abbonamenti;
- aree hospitality e posti premium;
- ristoranti, bar e punti di ristoro;
- museo e visite guidate;
- negozi ufficiali e merchandising;
- sponsorizzazioni interne ed esterne;
- concessione del nome commerciale dello stadio;
- concerti, congressi ed eventi aziendali;
- parcheggi e ulteriori servizi.

In un impianto condiviso, parte delle decisioni e dei benefici economici deve inevitabilmente essere concordata o ripartita. In uno stadio esclusivo, invece, il Genoa potrebbe sviluppare liberamente il proprio progetto commerciale e trattenere i ricavi generati.

Entrate anche quando il Genoa non gioca

Un impianto moderno non può aprire soltanto per una ventina di partite all’anno. Deve diventare un luogo vivo sette giorni su sette.

Museo, store, ristorazione, eventi, visite, iniziative per le famiglie e attività commerciali consentirebbero alla società di produrre entrate anche lontano dalle giornate di campionato.

Questo ridurrebbe la dipendenza dai diritti televisivi e dalle cessioni dei calciatori, offrendo al club una maggiore stabilità economica.

Una migliore esperienza per i tifosi

Uno stadio moderno potrebbe garantire maggiore comfort, sicurezza e qualità dei servizi: accessi più rapidi, migliore visibilità, copertura efficiente, spazi per famiglie, persone con disabilità e bambini, servizi igienici adeguati e una connessione digitale all’altezza.

Anche il prepartita potrebbe diventare parte dello spettacolo, con aree di intrattenimento, punti di ritrovo e iniziative dedicate ai sostenitori.

Migliorare l’esperienza del pubblico significa aumentare la partecipazione, favorire la fidelizzazione e rendere ogni partita un appuntamento ancora più coinvolgente.

Maggiore valore per sponsor e partner commerciali

Una struttura di proprietà offrirebbe al Genoa più spazi e maggiore libertà nella costruzione degli accordi commerciali.

Le aziende potrebbero disporre di sale, aree riservate, palchi, spazi pubblicitari e iniziative personalizzate. Il club potrebbe così proporre sponsorizzazioni più articolate e redditizie rispetto alla semplice esposizione del marchio sulla maglia o sui cartelloni a bordo campo.

Anche la denominazione commerciale dello stadio, se gestita nel rispetto della tradizione, potrebbe generare un’importante entrata pluriennale.

Una società più forte e più autonoma

Ricavi superiori e maggiormente prevedibili consentirebbero al Genoa di programmare con più sicurezza. Le risorse generate dall’impianto potrebbero contribuire agli investimenti nella prima squadra, nel settore giovanile, nelle strutture di allenamento e nell’organizzazione societaria.

Non significherebbe vincere automaticamente sul campo, ma costruire condizioni economiche più solide per competere nel tempo.

Lo stadio, inoltre, potrebbe diventare un patrimonio strategico capace di accrescere il valore complessivo del club, a condizione che l’investimento venga sostenuto con equilibrio e senza produrre un indebitamento pericoloso.

Maggiore libertà nelle decisioni

Uno dei vantaggi più importanti sarebbe l’autonomia. Il Genoa potrebbe decidere come utilizzare l’impianto, quali attività ospitare, quanto investire e come distribuire gli spazi senza dipendere continuamente dalle esigenze di un’altra società.

La condivisione del Ferraris comporta inevitabilmente compromessi su calendari, allestimenti, manutenzione, iniziative commerciali e caratterizzazione dello stadio.

Una casa esclusiva permetterebbe invece di pianificare ogni intervento secondo le necessità del Genoa e della sua tifoseria.

Un richiamo per calciatori, investitori e nuovi tifosi

Una struttura moderna e sempre piena migliorerebbe l’immagine del Genoa in Italia e all’estero. Potrebbe diventare un elemento importante per attrarre calciatori, sponsor e investitori, oltre a consolidare il rapporto con le nuove generazioni.

Un grande club non viene giudicato soltanto dalla squadra del momento, ma anche dalla qualità delle sue infrastrutture e dalla capacità di progettare il futuro.

Il grande ostacolo: costi e sostenibilità

I vantaggi sono numerosi, ma uno stadio di proprietà avrebbe senso soltanto davanti a un progetto finanziariamente sostenibile.

Terreni, costruzione, infrastrutture, viabilità e manutenzione richiederebbero investimenti enormi. A Genova, inoltre, trovare un’area adeguata sarebbe particolarmente complicato.

Indebitare eccessivamente la società o sottrarre per molti anni risorse alla squadra trasformerebbe un’opportunità in un rischio. Per questo la proprietà dello stadio sarebbe la soluzione ideale soltanto in presenza di capitali solidi, un piano industriale credibile e garanzie precise.

La nostra conclusione

Per il Genoa, uno stadio esclusivamente di proprietà rappresenterebbe la scelta migliore sul piano dell’identità, dell’autonomia e della crescita economica.

Permetterebbe alla società di controllare direttamente la propria casa, sviluppare nuovi ricavi, offrire servizi migliori e costruire un patrimonio destinato a durare nel tempo.

La riqualificazione del Ferraris rimane probabilmente la soluzione più concreta e immediatamente realizzabile. Ma, guardando al modello ideale, una casa tutta rossoblù offrirebbe al Genoa possibilità nettamente superiori.

Il punto decisivo non è soltanto possedere quattro tribune. È poter decidere, investire, crescere e raccogliere integralmente i risultati del proprio lavoro.

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Stadio Ferraris, svolta per la riqualificazione: investimento privato da 108 milioni e concessione fino a 90 anniIl futu...
09/09/2026

Stadio Ferraris, svolta per la riqualificazione: investimento privato da 108 milioni e concessione fino a 90 anni

Il futuro dello stadio Luigi Ferraris entra in una fase decisiva. La Giunta comunale di Genova ha approvato la delibera che definisce le condizioni per l’avvio della procedura pubblica destinata alla riqualificazione dell’impianto di Marassi, di Villa Musso Piantelli e delle aree collegate.
L’operazione sarà sviluppata attraverso un partenariato pubblico-privato e prevede un investimento di circa 108 milioni di euro, interamente a carico del soggetto privato che si aggiudicherà la gara. Il Comune, dunque, non finanzierà direttamente l’intervento e conserverà la piena proprietà del complesso.

Il Ferraris non sarà venduto
Il punto centrale della delibera riguarda la concessione di un diritto di superficie per un periodo massimo di 90 anni. Non si tratta, quindi, della cessione dello stadio: il Ferraris continuerà ad appartenere al Comune di Genova.
Per i primi cinquant’anni il diritto di superficie sarà concesso gratuitamente. Dal cinquantunesimo anno fino alla scadenza, l’aggiudicatario dovrà corrispondere all’amministrazione comunale un importo rateizzato. Il valore complessivo del diritto è stato stimato in 17,17 milioni di euro, ma la procedura di gara potrà determinare condizioni economicamente più favorevoli per l’ente pubblico.
Al termine della concessione, oppure nell’eventualità di una conclusione anticipata del rapporto, lo stadio, Villa Musso Piantelli e tutte le opere realizzate torneranno nella completa disponibilità del Comune, secondo quanto verrà stabilito nella convenzione definitiva.

Investimento e gestione a carico del privato
Il soggetto che vincerà la gara dovrà sostenere non soltanto il costo della riqualificazione, valutato in circa 108 milioni di euro, ma anche le spese relative alla gestione, alla conservazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intero complesso.
La proposta di partenza è stata presentata da Genova Stadium, società partecipata in misura paritaria dal Genoa Cricket and Football Club e dall’Unione Calcio Sampdoria. La qualifica di promotore, tuttavia, non equivale a un affidamento diretto: l’individuazione del concessionario dovrà avvenire attraverso una procedura competitiva pubblica.

Venti giornate ogni anno a disposizione del Comune
Tra le condizioni previste figura anche la possibilità, per l’amministrazione comunale, di utilizzare gratuitamente l’intero complesso per almeno venti giorni all’anno.
Le date saranno concordate nel rispetto del calendario delle partite e degli altri appuntamenti sportivi. Il Ferraris potrà così continuare a ospitare manifestazioni pubbliche, concerti, iniziative culturali e ulteriori eventi organizzati o sostenuti dal Comune.
Particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata al futuro di Villa Musso Piantelli e alle associazioni che attualmente svolgono le proprie attività all’interno dell’edificio. La riqualificazione, pertanto, non riguarderà soltanto lo stadio, ma dovrà essere inserita in un progetto più ampio, capace di produrre effetti concreti anche sul quartiere di Marassi.
Obiettivo aggiudicazione entro marzo 2027
La decisione rappresenta il seguito del provvedimento adottato il 30 luglio 2026, quando la Giunta aveva riconosciuto l’interesse pubblico della proposta.

Secondo il programma indicato dall’amministrazione, la gara dovrebbe essere aggiudicata entro la fine di marzo 2027. La conclusione dei lavori è invece prevista entro marzo 2031.
Si tratta di scadenze particolarmente rilevanti anche in relazione alla candidatura del Luigi Ferraris tra gli stadi italiani destinati a ospitare gli Europei di calcio del 2032. Prima dell’apertura del cantiere sarà comunque necessario completare la documentazione, selezionare l’aggiudicatario e definire con precisione obblighi, garanzie economiche e responsabilità gestionali.

Una trasformazione che interessa tutta Genova
Il progetto punta a consegnare alla città uno stadio più moderno, funzionale e sicuro, senza privare Genova della proprietà di uno dei suoi luoghi più rappresentativi.
La vera sfida sarà conciliare la sostenibilità economica dell’operazione con la tutela dell’identità del Ferraris, la continuità dell’attività sportiva e le esigenze del quartiere. La delibera non rappresenta ancora l’apertura dei lavori, ma costituisce uno dei passaggi amministrativi più importanti compiuti finora.
Adesso l’attenzione si sposta sulla gara pubblica e sulle condizioni definitive dell’accordo. Saranno questi elementi a stabilire tempi, modalità e garanzie della futura trasformazione della casa calcistica di Genova.

Fonte: RaiNews Liguria⁠

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Le belle parole di Mister Kristian Wilson ❤️💙🔝"Sono estremamente grato per l’opportunità di tornare al Genoa CFC nel mio...
09/09/2026

Le belle parole di Mister Kristian Wilson ❤️💙🔝
"Sono estremamente grato per l’opportunità di tornare al Genoa CFC nel mio nuovo ruolo di allenatore per lo sviluppo dei giovani talenti.
Sono entusiasta di iniziare questo nuovo capitolo, di scoprire ciò che il futuro mi riserverà e di poter continuare a contribuire alla crescita del club e dei suoi calciatori.
Un grande grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa opportunità. Sono orgoglioso di essere tornato e pronto a mettermi al lavoro. 🔴🔵
Forza Genoa! 🔴🔵"

GENOA, IL COMO FA UN ALTRO CAMPIONATO. ORA SERVE UNA RISPOSTA IMMEDIATAIl risultato è pesante e non può essere ignorato,...
09/09/2026

GENOA, IL COMO FA UN ALTRO CAMPIONATO. ORA SERVE UNA RISPOSTA IMMEDIATA

Il risultato è pesante e non può essere ignorato, ma Genoa-Como ha raccontato anche qualcosa di più complesso rispetto al semplice 1-4 apparso sul tabellone del Ferraris.

La squadra di Cesc Fàbregas ha confermato di possedere una qualità tecnica difficilmente sostenibile per molte formazioni della Serie A. Palleggio rapido, movimenti continui, capacità di trovare l’uomo libero e accelerazioni improvvise: il Como ha giocato con sicurezza, dimostrando di avere idee, interpreti e ambizioni da grande squadra.

Il Genoa, almeno inizialmente, ha provato a rispondere con aggressività e spirito di sacrificio. Il vantaggio firmato da Osmajić al 19’, dopo la bella iniziativa di Colombo, aveva acceso il Ferraris e premiato la prima vera sortita offensiva rossoblù. Un gol importante anche sul piano individuale: il nuovo centravanti ha mostrato presenza in area, fisicità e quella determinazione che nelle prime giornate era mancata al reparto avanzato.

L’illusione, però, è durata pochissimo. Il Como ha continuato a giocare senza perdere lucidità e, nel giro di pochi minuti, ha ribaltato completamente la partita. Baturina ha trovato il pareggio, Diao ha firmato il sorpasso e Nico Paz ha chiuso il primo tempo sull’1-3. Nella ripresa è arrivata anche la seconda rete personale di Diao, che ha reso ancora più severo il punteggio.

Il divario tecnico tra le due squadre è apparso evidente, ma sarebbe pericoloso utilizzare la forza dell’avversario per nascondere tutti i problemi rossoblù. Il Genoa continua a concedere troppo quando perde compattezza, fatica a costruire occasioni con continuità e, una volta colpito, non riesce ancora a reagire con ordine.

Anche la prestazione di Bijlow merita una riflessione. Il portiere olandese non è stato l’unico responsabile della sconfitta, ma su alcune conclusioni avrebbe potuto offrire una risposta più efficace. In un momento delicato della stagione, la solidità tra i pali deve tornare a essere una certezza.

Non sono mancati, comunque, alcuni segnali incoraggianti. Osmajić ha dimostrato di poter dare peso all’attacco, Sow è apparso in crescita e Baldanzi, pur alternando buone intuizioni a momenti meno brillanti, ha provato a mettere qualità nella manovra. Interessante anche l’ingresso di Meichtry, vivace nel finale e desideroso di guadagnarsi maggiore spazio.

Dopo tre giornate il Genoa è ancora fermo a zero punti. Il calendario iniziale è stato certamente impegnativo, ma adesso gli alibi sono finiti. La sfida contro il Frosinone non sarà una partita qualsiasi: servirà una squadra più compatta, concreta e coraggiosa.

Il Como ha mostrato di appartenere, oggi, a una dimensione differente. Il vero campionato del Genoa comincia adesso. E la prima risposta deve arrivare immediatamente.

Che cosa vi ha preoccupato maggiormente: la fase difensiva, la prestazione del portiere oppure la difficoltà nel reagire dopo il pareggio?

Fonte: Pierluigi Gambino pubblicato da LiguriaSport.

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Indirizzo

Largo 7 Settembre
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16100

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