08/01/2026
"Simonetti ricompone un Melville meno mitizzato e più concreto: non solo narratore, ma osservatore acuto dei meccanismi che legano scrittura, mercato e pubblico. Un intellettuale che riflette sulle trasformazioni dell'editoria ottocentesca, evidenziando quei limiti che oggi sono ancor più esasperati. Emblematica, in questo senso, la recensione del romanzo di Cooper, dove Melville si sofferma meno sulla storia che sull oggetto libro, criticandone la rilegatura, inadatta allo spirito piratesco del racconto. Il libro, per Melville, non è un contenitore neutro: è un corpo simbolico che può tradire o rafforzare il senso dell opera. Nell' introduzione Simonetti ripercorre i rapporti difficili di Melville con l ambiente letterario del suo tempo: editori guardinghi, recensori distratti, lettori spesso incapaci di seguirlo. La sua zione a scrivere «a modo suo» lo colloca presto in una zona di attrito permanente".
Un grazie a Gian Paolo Serino per il suo prezioso intervento sull’Arte del libro di Herman Melville - tradotto e curato per i nostri tipi da Paolo Simonetti - apparso oggi su .it .