19/05/2026
Ti racconto una storia.
Da un po' di tempo mi capita di perdermi in ricordi nostalgici.
Basta un attimo, un segnale, un profumo e mi ritrovo a pensare al tempi perduti, alle.perosne che non vedo più, alle situazioni che non vivo più, alle abitudini che non ho più.
Sui social mi imbatto spesso in video che rispolverando vecchi oggetti degli anni Ottanta e Novanta. Alcuni di questi oggetti mi sembra di averli ospitati materialmente nell mia vita pochi secondi fa.
Poi mi fermo. Ci penso meglio e realizzo che sono trascorsi piú di vent'anni. E realizzo che sono talmente immerso nel tempo che la percezione dello stesso è totalmente distorta.
Nella foto vedi uno scannetto, l'ho sempre chiamato cosi, un piccolo sgabello in legno realizzato da mio zio Giulio che era capace, tra le altre cose, di lavorare con maestria il legno.
Questo scannetto arriva dalla mia infanzia in Sardegna, è un pezzo di cuore perché il suo profumo mi ricorda momenti perduti da tanto. Mi ricorda il laboratorio di mio zio, pieno di profumata segatura, luogo di incontro per la splendida festa del borgo che animava Sanluri, il paese dove sono cresciuto.
Mio zio non è più su questa terra da un po' di anni (alcune distanze è ancora più doloroso misurarle precisamente).
Ho rispolverato lo scannetto, trattato per conservarlo dalla fame distruttiva dei tarli, l'ho pulito con cura e ora è pronto per tenermi compagnia in questa, per me, nuova casa.
Con le lacrime agli oggi saluto mio zio e auguro a te buonanotte.