Greenbook

Greenbook Greenbook........come in una grande scatola, dove vi è riposto tutto il sapere per migliorare i con

Community Green Box non è altro che l’insieme di tante piccole individualità che messe a sistema generano movimento di denaro, crescita, sviluppo. Per questo è fondamentale, e non ci stancheremo mai di dirlo, ripartire dall’aspetto motivazionale delle persone, dal lato emozionale, in quanto solo attraverso la parte profonda della persona è possibile sprigionare grandi energie e realizzare grandi c

ose. Uno dei problemi principali del sistema economico e sociale di oggi è la totale assenza di dinamicità del sistema. Ognuno di noi ha in sé delle enormi energie con un potenziale straordinario ma trovano ostacoli altrettanto grandi: la burocrazia, la tassazione eccessiva, una regolamentazione del lavoro non coerente con la natura umana, rendite di posizione, corporazioni, lobby, gruppi di interesse particolare, una giustizia lenta e macchinosa ecc… Tutti questi snodi negativi si sono formati per la perdita temporanea di una visione grande, di lungo periodo, positiva e coinvolgente. E’ quando viene meno questa visione che emerge tutta la piccolezza dell’essere umano e il suo lato oscuro; emerge l’egoismo, prende il sopravvento il proprio materiale interesse o della propria casta di appartenenza. Fino all’arrivo di eventi traumatici, come guerre, povertà, conflitti interni, che talvolta azzerano la situazione ma che hanno un prezzo da pagare davvero pesante. In questo momento in occidente ed in Italia in particolare sta accadendo questo: la macchina socio-economica è del tutto contro l’espressone delle energie, e si percepisce una tensione crescente, simbolo inequivocabile dell’implosione dell’energia vitale in senso negativo, anziché esplodere in progettualità, creatività, visione. Le strade a questo punto sono due: o si prosegue senza fare nulla e allora le conseguenze sono l’implosione dell’energia con conseguenze negative difficilmente controllabili, o si segue una strada chiara e precisa, una strada che sia motore pulsante del cambiamento. Ma una strada per essere percorsa deve essere ben definita, avere con sé una connotazione di positività e di visione di futuro, essere già reale e non solo un’illusione. Da qualche anno sta accadendo qualcosa di incredibile, certamente con mille contraddizioni, ma che rappresenta una novità eccezionale a livello economico e sociale. Sta accadendo che tra i fattori di competitività del sistema economico non ci sono più solo la produttività, le risorse e gli altri fattori tradizionali, ma si stanno imponendo concetti nuovi quali la sostenibilità ambientale, la qualità della vita, la responsabilità sociale, la bellezza. Questo fenomeno, che possiamo chiamare economia verde o con i nomi più diversi, è una opportunità enorme per svoltare e veicolare le energie in una direzione chiara, precisa e positiva. In questo modo le energie delle persone si possono liberare maggiormente, abbattendo gli ostacoli, e portando la società verso una dimensione migliore.

È qui che entra in gioco la nostra realtà........


Una rete di collaborazione nel settore “GREEN": questo l’obiettivo del progetto “Segnalatori Essedi Group nei campi dell’edilizia sostenibile e delle energie rinnovabili” che coinvolge persone disoccupate, studenti, dipendenti, autonomi, professionisti, casalinghe, pensionati....... Il progetto si propone di fornire un contributo al miglioramento della quotidianità casalinga e lavorativa, specificatamente in due settori: edilizia sostenibile ed energie rinnovabili. Il contributo al miglioramento delle relazioni economiche è la parte più evidente. Infatti uno degli obiettivi del progetto è quello di facilitare le relazioni fra Agenti e Segnalatori, spingendoli verso una più fattiva collaborazione, attraverso momenti di incontro sui Social in primis, e durante una semplice conversazione quotidiana . Altrettanto validi sono i compensi in termini di provvigioni. I settori economici coinvolti sono fra quelli tutt’ora dotati di maggiori prospettive di crescita ed un loro rafforzamento può contribuire all'esatta informazione per portare i nostri amici e conoscenti verso un pensiero Green. Un importante contributo alla competitività è da individuarsi nel reperimento e nella veloce messa a disposizione delle informazioni sulle attività e sulle competenze presenti nella nostra Azienda. L’uso di tali informazioni da parte degli Agenti/Segnalatori potrà produrre una più rapida ed efficace risposta alle sollecitazioni del mercato, potrà stimolare l’individuazione di sinergie ed alleanze, attivare catene di trasferimento della conoscenza. Tutte queste azioni costituiscono contributi al miglioramento della vita. Tale effetto non sarà limitato solo a fare di voi dei portavoce, ma i direttamente coinvolti nelle attività del progetto avranno una crescita personale e professionale.

ENERGIA LE PROMESSE DEI POLITICIMappa sintetica e analitica delle proposte in materia energetica dei programmi dei princ...
02/03/2016

ENERGIA LE PROMESSE DEI POLITICI

Mappa sintetica e analitica delle proposte in materia energetica dei programmi dei principali partiti e movimenti politici
La campagna elettorale 2013 non passerà di certo alla storia per brillantezza e incisività. Forse ciò vale ancor di più per le questioni ambientali ed energetiche, tenute ai margini da gran parte delle forze in campo, nonostante la loro indubbia strategicità.

Ma proviamo a fare una fotografia sintetica dei programmi elettorali in campo energetico dei principali partiti.

Pd

Il Pd auspica una politica industriale “integralmente ecologica” e afferma la necessità di orientare il sistema delle imprese verso alcune grandi aree di investimento, tra cui la mobilità sostenibile, il risparmio e l’efficienza energetica. L’ambiente viene considerato un “bene indisponibile alla logica del mercato e dei profitti”, così come l’energia e l’acqua, beni comuni per eccellenza. L’efficienza energetica è per il Pd la vera fonte di energia del futuro, mentre per le rinnovabili si sottolinea l’opportunità di favorire un’industria nazionale e di filiera. Il programma ci sembra non molto analitico rispetto ai temi fondamentali dell’infrastrutturazione energetica e delle reti, o del mercato elettrico che verrà. Da sottolineare il favore con cui si guarda ad un’eventuale “carbon tax”.

Lega Nord

La Lega Nord pone al centro il costo dell’energia per le imprese. Secondo il Carroccio nel settore “serve un federalismo energetico da attuarsi sia a livello nazionale che a livello regionale, puntando sulla produzione di energia dove la richiesta risulta più elevata e nelle zone di maggior utilizzo: ogni Regione deve essere autosufficiente dal punto di vista energetico”. Non ci sembra però che l’autosufficienza energetica regionale possa rappresentare un fattore di successo (l’energia ragiona in termini quantomeno continentali) mentre la spinta sulle fonti rinnovabili viene sostenuta fortemente, ma affrontata senza spiegare come si finanzierebbero gli incentivi.

Pdl

Restando nel perimetro del centrodestra, il Pdl pubblica uno schema di proposte che si basa sulla “diminuzione della tasse che incidono sul costo dell’energia”, sulla necessità di “azioni che favoriscano la concorrenza”, sullo sviluppo “del sistema degli incentivi per le energie rinnovabili evitando rendite di posizione”, sugli “investimenti in nuove tecnologie per la riduzione del consumo”. In una recente intervista Stefano Saglia, ex sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia, sintetizza: il caro-energia si combatte con un mix diversificato e più infrastrutture (Saglia pensa soprattutto si rigassificatori), i ritardi sulle infrastrutture con l’abolizione del Titolo V della Costituzione, che di fatto crea una concorrenza insanabile tra Stato e Regioni sulle decisioni più rilevanti. In materia di incentivazione, sembrerebbe invece essere arrivato – secondo Saglia – il turno delle biomasse.

Sel

Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola è molto critica sulla Strategia Energetica Nazionale
confezionata dal governo uscente, in particolare ove essa punta sul gas o sulla ricerca di idrocarburi. In tema di rinnovabili, la strategia futura dovrebbe basarsi secondo Sel sul proseguimento degli incentivi al fotovoltaico per i piccoli impianti. Il partito di Vendola intende puntare sulla generazione elettrica distribuita, sull’energia eolica con la partecipazione al capitale delle comunità locali (un’esperienza realizzata in Inghilterra con buon successo, ndr). Si tratta di un programma ambizioso, che però forse non tiene conto dei tempi di dispiegamento (le fonti non rinnovabili saranno per lungo tempo ancora molto competitive, e al mercato non si può imporre di non usarle) e dell’incoerenza politica a livello locale, ove i territori contrastano l’insediamento di nuove opere, anche energetiche. Tanto più se per Sel non sembra essere (come è per altri) una priorità la riforma del Titolo V della Costituzione.

Monti – Scelta Civica

L’Agenda Monti si pone in continuità con la Strategia Energetica Nazionale, in particolare per quanto riguarda la visione di un Paese che diventi “hub energetico” del Mediterraneo. Intende perseguire la riduzione del costo dell’energia liberalizzando il mercato (va dato atto a Monti di aver rotto lo storico rapporto corporate tra Eni e Snam rete Gas: rottura da perfezionare, certo, ma avvenuta). Monti pone il tema della governance, auspicando lo snellimento delle procedure (in questi giorni si sta approvando l’Autorizzazione Unica Ambientale) e la modifica del Titolo V della Costituzione, che riporterebbe al centro il potere decisionale su infrastrutture e impianti strategici.

Movimento 5 Stelle

La maggior parte del programma del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo si concentra sullo sviluppo dell’efficienza energetica degli edifici e delle centrali, e sui concetti di cogenerazione e di sviluppo delle biomasse. Nette le prese di posizione sui cavalli di battaglia storici, come l’eliminazione degli incentivi CIP6 (un aiuto mascherato ai produttori da fonti fossili) o il favore con cui guarda alla generazione distribuita. Un po’ velleitari, ci permettiamo, i punti in cui si parla di incentivazione dei biocombustibili: non viene spiegato con quali fondi si baserebbe il sistema di incentivi (che sia la bolletta?).

Rivoluzione Civile

Rivoluzione Civile critica fortemente la Strategia Energetica Nazionale montiana e l’iperliberismo dei governi precedenti che avrebbero frenato le rinnovabili (per la verità i dati dicono altro) considera irrealizzabile l’hub del gas vagheggiato da Passera. Il movimento di Ingroia si dichiara favorevole agli incentivi alle rinnovabili, punta il dito nei confronti dell’overcapacity di produzione elettrica da fonti tradizionali. Fondamentale per Rivoluzione Civile sono l’ammodernamento della rete di distribuzione e la nuova pianificazione della capacità produttiva di energia elettrica.

Fare per Fermare il Declino

Molto tecniche e dettagliate (oltre che diametralmente opposte a quelle di Ingroia) le proposte di Fare per fermare il declino. Il movimento di Oscar Giannino vorrebbe, tra gli altri punti, accelerare il decalage degli incentivi alle rinnovabili previsto dall’ultima normativa e addirittura rinegoziare i sussidi concessi nel passato agli operatori laddove diano luogo a extraprofitti. Secondo Fare la Strategia Energetica Nazionale tratteggiata dal Governo Monti non coglie nel segno, poiché lo sviluppo del sistema energetico “non può essere pianificato ma deve essere un prodotto delle libere scelte di operatori e consumatori”. Ma soprattutto Giannino vorrebbe arrivare alla privatizzazione totale di tutte le società del settore oggi in mani pubbliche (incluse le reti). Un sogno per qualcuno, un incubo per molti altri.

Una vero Personal Trainer parte da dalle basi.....
09/02/2016

Una vero Personal Trainer parte da dalle basi.....

Friuli Venezia Giulia, Agricoltura, in arrivo il "Pacchetto Giovani", premi di avviamento e aiuti per investimentiFriuli...
08/02/2016

Friuli Venezia Giulia, Agricoltura, in arrivo il "Pacchetto Giovani", premi di avviamento e aiuti per investimenti

Friuli Venezia GiuliaFriuli Venezia Giulia, Agricoltura, in arrivo il "Pacchetto Giovani", premi di avviamento e aiuti per investimenti.
E' stato approvato il primo Bando della Programmazione PSR 2014-2020 con 30 milioni di euro con la Programmazione 2014-2020, di cui circa 6,5 nel 2016.
Si tratta del cosiddetto "Pacchetto Giovani" del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020.
Il bando è finalizzato a sostenere i giovani agricoltori nella fase di avvio di una nuova attività, nella formazione e nelle scelte gestionali.
Gli obiettivi principali della misura sono di favorire il ricambio generazionale, sostenere la produttività, la competitività e l'innovazione delle imprese a conduzione giovanile, promuovere nuova imprenditorialità nelle aree rurali con ricadute positive sul piano economico e dell'occupazione.
I settori di maggior ineresse sono tutti quelli innovativi, il biologico, la qualità, le denominazioni di origine, l'identificazione territoriale dei prodotti con attenzione alle esigenze del cittadino consumatore.
Sono previsti premi per l'avviamento di imprese e aiuti finalizzati agli investimenti per migliorare le prestazioni aziendali e l'efficientemente dell'uso dell'acqua. per maggiori informazioni infoEssedi Energia oppure chiama al 393 9342132

Non cambiare la tua caldaia senza interpellarci.......PUOI AVERE LA METÀ DEL COSTO IN MENO DI 180 giorni........
07/02/2016

Non cambiare la tua caldaia senza interpellarci.......PUOI AVERE LA METÀ DEL COSTO IN MENO DI 180 giorni........

Fate girare ........informate !!!!!
07/02/2016

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Conto termico 2.0: innalzato il livello degli incentivi. Ecco tutte le novitàPer le ristrutturazioni che portino gli edi...
06/02/2016

Conto termico 2.0: innalzato il livello degli incentivi. Ecco tutte le novità
Per le ristrutturazioni che portino gli edifici della P.A. ad energia quasi zero l’incentivo può raggiungere il 65%. Previsto un catalogo di prodotti prequalificati e la possibilità di erogare l'incentivo in un’unica soluzione

rogabilità dell'incentivo in una sola soluzione; per gli impianti fino a 2 MW niente registrazione; catalogo di prodotti prequalificati per l’efficienza energetica.
Sono queste alcune delle novità del nuovo testo dello schema di decreto del ministero dello Sviluppo economico recante “Aggiornamento del sistema di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni”, sul quale ieri è stata raggiunta l'intesa in Conferenza Unificata.

RISORSE PER 900 MILIONI. Il decreto 28 dicembre 2012 sul Conto Termico aveva fatto registrare uno scarso utilizzo da parte degli operatori del settore, comprese le pubbliche amministrazioni, imputabile in gran parte alla complessità dei meccanismi di ottenimento degli incentivi previsti. L’articolo 22 dello Sblocca Italia aveva pertanto previsto una revisione dello strumento finalizzata proprio alla semplificazione procedurale, per consentire un più agevole accesso alle risorse previste, pari a 900 milioni di euro di cui 200 riservati alle Pubbliche amministrazioni.
CONTO TERMICO 2.0. “Con l’intesa raggiunta oggi (ieri, ndr) in Conferenza Unificata abbiamo finalmente approvato il ‘conto termico 2.0’ che tiene conto delle proposte avanzate dall’Anci e dalle Regioni. Tale provvedimento, che ha visto oggi (ieri, ndr) il suo via libera con un ampio consenso, ci permette così di dare certezza agli enti locali su l’avvio dei progetti di riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione”, commenta il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari. “Il nuovo ‘conto termico 2.0’ introduce numerose semplificazioni rispetto alla precedente versione ed è finalizzato a facilitare l’accesso agli incentivi previsti per i cittadini, per le imprese e per la stessa P.A”.
CATALOGO DI PRODOTTI PREQUALIFICATI E POSSIBILITÀ DI EROGARE L'INCENTIVO IN UN’UNICA SOLUZIONE. Tra le novità è previsto “un catalogo di prodotti prequalificati per l’efficienza energetica che ridurrà quindi i tempi di valutazione da parte del GSE” nonché “la possibilità che l’incentivo previsto possa essere erogato anche in un’unica soluzione”: gli importi non superiori a 5.000 euro potranno essere erogati in un'unica rata.
AMPLIAMENTO DELLE MODALITÀ DI PAGAMENTO E ANTICIPO DEI TEMPI DI PAGAMENTO A 90 GIORNI. Sono state ampliate le modalità di pagamento e introdotto l’anticipo dei tempi di pagamento a 90 giorni dalla data di attivazione del contratto.
INNALZATO IL LIVELLO DEGLI INCENTIVI. È stato inoltre innalzato il livello degli incentivi: per le ristrutturazioni che portino gli edifici della P.A. ad ‘energia quasi zero’ l’incentivo può raggiungere il 65%.
Grazie all’adozione di questo decreto attuativo – sottolinea Vicari - abbiamo sbloccato una quantità ingente di risorse per l’innovazione e superato numerose criticità: meno burocrazia, meno passaggi intermedi, più incentivi per investimenti che migliorano la nostra qualità della vita.

ISCRIZIONE AI REGISTRI. È prevista l’eliminazione dell’iscrizione ai registri per gli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, elettriche o a gas, e caldaie a biomassa aventi potenza termica superiore ai 500 kW.

ANCI: VENGONO SUPERATE LE DIFFICOLTÀ SULLA GESTIONE DEL CONTRIBUTO. “La versione attuale del decreto, che contiene le richieste emendative dell’Anci, è risolutiva rispetto alle precedenti difficoltà di gestione del contributo”, spiega il presidente del Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco.
“Fino ad ora – ricorda il presidente del Consiglio Nazionale Anci – c’era troppa discrezionalità sulle domande ma con l’intesa di oggi la procedura di accesso agli incentivi è tale per cui la prenotazione degli stessi da parte del Gse nell’individuare un creditore certo equivale ad un atto di impegno”.
A fronte della decisione della Conferenza Unificata, l’ente locale è nelle condizioni di allocare a bilancio la somma relativa all’intervento e può utilizzare il finanziamento già nella fase di selezione pubblica del partner terzo.

Una delle prerogative di chi ha un impianto fotovoltaico sul proprio tetto è quello di rendere massimo l’autoconsumo.In ...
23/01/2016

Una delle prerogative di chi ha un impianto fotovoltaico sul proprio tetto è quello di rendere massimo l’autoconsumo.
In questa articolo vediamo quali sono i benefici dell’autoconsumo. Autoconsumare “in sito” l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico comporta una serie di vantaggi economici per il titolare dell’impianto. Vantaggi che si traducono in un immediato risparmio in bolletta. La parte di energia non autoconsumata viene immessa in rete per essere valorizzata con lo scambio sul posto (in questo link la guida completa).

Quali i benefici dell’autoconsumo istantaneo?
Prima di rispondere a questa domanda vediamo di capire cosa si intende esattamente con autoconsumo “in sito” dell’energia prodotta. Un utente autoconsuma l’energia prodotta dal proprio impianto quando l’energia prodotta viene utilizzata direttamente, passando “dal tetto” alla “rete domestica”, senza passare dalla rete Enel. L’energia prodotta viene, in questo caso, utilizzata nel momento stesso sua produzione o, nel caso di un sistema con accumulo fotovoltaico, viene stoccata nelle batterie per essere utilizzata in seguito. L’utilizzo di batterie è comunque “autoconsumo”, ma, anzichè essere un “autoconsumo istantaneo” è “autoconsumo differito”. L’autoconsumo differito comporta, com’è ovvio, il costo delle batterie.

Un impianto fotovoltaico in funzione, infatti, produce kWh: in genere si producono, in condizioni ottimali, circa 1.100 kWh/kWp/anno nel nord Italia, 1.300 kWh/kWp/anno nel centro Italia e fino a 1.500 kWh/kWp/anno nel sud Italia.

Questi kWh di corrente elettrica hanno tre possibili “modalità di utilizzo”: possono essere utilizzati direttamente e istantaneamente dall’utenza, possono andare a ricaricare degli accumulatori elettrici, oppure possono ve**re immessi nella rete elettrica nazionale. Con la “terza via” i kWh prodotti vengono messi a disposizione di altri utenti che si trovano sulla rete Enel. La rete Enel, in presenza di molte fonti di immissione in rete, fa in modo che tutti i piccoli auto-produttori possano immettere in rete la propria energia senza causare sbalzi di tensione e garantendo in ogni momento del giorno il corretto dispacciamento dell’energia.

Dunque, l’energia elettrica prodotta da un impianto senza batterie non viene immagazzinata, viene autoconsumata o, in alternativa, immessa nella rete Enel.
autoconsumo fotovoltaico
Dicevamo quindi: quali sono i benefici dell’autoconsumo istantaneo?

Tra i benefici dell’autoconsumo fotovoltaico, il primo e più importante per chi fa l’investimento è quello economico. Beneficio che deriva dalla possibilità di ridurre immediatamente le bollette elettriche. In alcuni periodi dell’anno, sfruttando un autoconsumo intelligente, è possibile ridurre le bollette anche del 80-90 per cento.
Non solo: con un accumulatore è possibile arrivare, in alcune situazioni, ad azzerarle completamente. Ovviamente non si tratta di un obbiettivo facile da raggiungere, vista le forte intermittenza produttiva della fonte solare, ma in determinati periodi dell’anno con un minimo accumulo è possibile ottenere delle bollette “a saldo zero”
Autoconsumando il più possibile, infatti, si avrà la possibilità di ridurre drasticamente i prelievi dalla rete e quindi l’acquisto di energia dal proprio operatore. A tal proposto, una nota è d’obbligo.
Autoconsumo vs Bolletta elettrica
Quando si acquista energia elettrica dalla rete, quando si pagano le bollette, in fattura vengono addebitate non solo le quantità effettive di energia prelevata, ma anche (e soprattutto) una moltitudine di altre voci di costo: dagli oneri di rete, ai costi legati ai servizi di fornitura, distribuzione, trasmissione, dispacciamento. Non solo: a questi costi “accessori” vengono aggiunte Iva, Accise, Addizionali ed altri costi aggiuntivi.

In definitiva, se il prezzo dell’energia “alla fonte”, sul mercato elettrico, va dai 4 ai 10 centesimi per kWh, l’energia pagata in bolletta viene a costare almeno il doppio (a volte anche il triplo) del suo costo effettivo. Basti pensare, per esempio, che solo l’Iva aumenta il costo all’utente finale del 10 o del 22% (gli utenti domestici pagano l’iva al 10 per cento).
Non solo: gli oneri generali di sistema costituiscono ben il 25 per cento della bolletta, i servizi di rete incidono per più del 17 per cento e le imposte nazionali pesano sulla bolletta per più del 13 per cento (fonte Aeegsi).
Generalmente in bolletta paghiamo l’energia ad un costo lordo che va da un minimo di 0,20 €/kWh, fino ad oltre 0,27 €/kWh. Come detto, il prezzo della sola energia è di pochissimi centesimi di euro/kWh. Questo è sommariamente il valore che viene dato all’energia venduta alla rete.

Questo è il primo motivo, dunque, per il quale ad ogni “utente finale” conviene sfruttare il più possibile i benefici dell’autoconsumo fotovoltaico: perchè l’energia autoprodotta ed autoconsumata evita il prelievo dell’energia dalla rete, con tutti i costi aggiuntivi che comporta. L’energia acquistata dalla rete e pagata in bolletta, infatti, risulta molto più onerosa dell’auto-produzione: ha un costo molto maggiore del valore assegnato dal Gse all’energia immessa in rete.

L’energia che non viene autoconsumata, infatti, viene immessa in rete e viene comunque “pagata” dal Gse. Il valore assegnatole, però, è inferiore al prezzo dello stesso quantitativo acquistato dalla rete.

In altre parole:

tra autoconsumo e prelievo da rete la priorità va data all’autoconsumo;
tra autoconsumo e immissione in rete, la priorità va data, anche in questo caso, all’autoconsumo.
Per questo motivo, nel momento i cui si ha un impianto fotovoltaico, conviene molto di più utilizzare l’energia auto-prodotta, piuttosto che prelevarla dalla rete.
I benefici dell’autoconsumo “differito” con batterie
Quali sono, invece, i benefici dell’autoconsumo “differito”? L’autoconsumo differito, quello che avviene accumulando nelle batterie l’energia prodotta per utilizzarla in momenti successivi, ha il vantaggio di rendere disponibile la “propria” energia in qualsiasi momento, anche quando l’impianto non produce. In questo modo si ha la possibilità di sfruttare al massimo il proprio impianto per ridurre le bollette.

Utilizzando gli accumulatori si ha la possibilità, in alcune situazioni ed in alcuni periodi dell’anno, di azzerare completamente la bolletta elettrica.

Un’attenzione particolare, però, va data ad almeno questi tre aspetti:

il costo delle batterie,
la capacità di accumulo e la “profondità di scarica” delle batterie,
la loro durata nel tempo (o i “cicli di ricarica” garantiti dal costruttore).
Un accumulatore può garantire l’80 per cento di autoconsumo, ma deve “fare i conti” con i costi e con l’efficienza: il prezzo aggiuntivo delle batterie è in grado di garantire all’investimento l’adeguato ritorno economico? Il ritorno economico, come detto, dipende dal risparmio accumulabile nel tempo sulla bolletta elettrica.

Il prezzo degli accumulatori si è già molto ridotto nell’ultimo anno ed in molti casi è già un investimento sostenibile economicamente. Le batterie al Piombo Acido hanno prezzi molto più accessibili rispetto alle batterie al Litio. Nonostante ciò le prime hanno nel complesso molta meno efficienza e durata rispetto agli accumulatori agli Ioni di Litio. Le batterie al Piombo, inoltre, hanno una “profondità di scarica” intorno al 50 per cento. Ciò significa che, per durare nel tempo, possono essere scaricate solo al 50 per cento della loro capacità nominale prima di essere ricaricate. Questo limite è meno impattante nelle batterie al Litio che hanno invece profondità di scarica tra il 70 e l’80 per cento.
I benefici dell’autoconsumo sulla rete Enel
Finora abbiamo visto i benefici dell’autoconsumo “lato utente”. Quali sono invece i benefici sulla rete elettrica? I benefici dell’autoconsumo sulla rete elettrica di Enel rappresentano uno dei motivi per i quali i sistemi di accumulo dovrebbero essere incentivati dallo Stato, come già da parecchio avviene in Germania.

Tanti piccoli produttori domestici, nelle ore “di picco” della produzione fotovoltaica, producono molta più energia di quella necessaria al proprio fabbisogno. Così, nella fascia centrale della giornata, immettono in rete molta energia. Il gestore di rete, per garantire la gestione ottimale di tutta questa energia “in più” immessa in rete, ha bisogno di onerosi adeguamenti strutturali per evitare sbalzi di tensione e “stacchi” dovuti ai carichi eccessivi di alcuni momenti.

L’immissione diffusa ed irregolare di elettricità nella rete elettrica nazionale crea scompensi e costi di adeguamento infrastrutturale necessari alla sicurezza della rete stessa.

La diffusione dei sistemi di accumulo, invece, riducono di molto i carichi di rete ed hanno l’enorme beneficio di diminuire, regolarizzare e stabilizzare i flussi di energia “in entrata” nella rete Enel.

L’incentivazione dell’autoconsumo, di fatto, agevolerebbe il gestore di rete nel dispacciamento dell’energia, eliminerebbe i costi di adeguamento infrastrutturale e, soprattutto, eliminerebbe gli “stacchi da sovratensione”, frequenti in alcuni periodi dell’anno nelle aree in cui sono presenti numerosi impianti fotovoltaici.

Ottimizzatori per Fotovoltaico, come aumentare il rendimento impianto20 gennaio 2016  Cosa sono gli ottimizzatori per fo...
20/01/2016

Ottimizzatori per Fotovoltaico, come aumentare il rendimento impianto
20 gennaio 2016


Cosa sono gli ottimizzatori per fotovoltaico? Come possono aiutarci ad aumentare il rendimento del nostro impianto?

Per chi ha già un impianto fotovoltaico, per chi ha già scelto di investire in un impianto solare, è fondamentale tenere sotto controllo il rendimento dell’impianto per un motivo molto semplice: la buona riuscita dell’investimento dipende da quanto l’impianto sarà in grado di produrre per i propri consumi, prima di tutto, e per l’immissione di energia in rete.

L’autoconsumo e la cessione di energia alla rete saranno infatti i fattori che determineranno il rientro dall’investimento in un arco di tempo accettabile.



Perchè è importante ottimizzare in ogni momento il rendimento impianto
Una volta fatto l’investimento, ogni chilowattora non prodotto è un chilowattora perso in termini di “risparmio in bolletta”. Ogni chilowattora perso è un “costo in bolletta”. L’energia prodotta, autoconsumata o immessa in rete, è infatti il fattore che permetterà di rientrare in tempi rapidi dall’investimento fotovoltaico. Più energia si produrrà, più si avrà la possibilità di autoconsumare l’energia auto-prodotta, più si ridurranno i tempi di ritorno economico dell’investimento. Più energia si produce, inoltre, più si otterranno benefici dal meccanismo di rimborso dello scambio sul posto.

Per questo motivo, ad impianto in funzione, è importante avere “un occhio di riguardo” verso queste due attività:

monitorare costantemente la produzione fotovoltaica,
aumentare il più possibile il rendimento dell’impianto.
Attraverso l’utilizzo di ottimizzatori per fotovoltaico è possibile svolgere entrambe queste funzioni.



Cosa sono gli ottimizzatori per fotovoltaico?
ottimizzatori per fotovoltaico

Gli ottimizzatori per gli impianti fotovoltaici sono dei piccoli apparecchi, delle piccole scatole in plastica, che si applicano sul retro di ogni pannello fotovoltaico. Ognuna di queste “scatoline” contiene una scheda elettronica in grado di svolgere alcune interessanti funzioni:

trasmettere, via wireless e in tempo reale, ad una centralina i dati di produzione di ogni singolo modulo,
tenere sempre ottimale il rendimento del singolo pannello, agendo “in maniera dinamica” su corrente e tensione in relazione alle condizioni di produzione del pannello stesso.
Con un ottimizzatore di potenza, anche in caso di ombreggiamenti, sporcizia o altri fattori che ostacolano la produzione, ogni modulo sarà in grado di “dare sempre il massimo”. Sarà in grado di lavorare sempre al suo “punto di lavoro ottimale” per non ostacolare la produzione dell’intera stringa e dell’intero impianto fotovoltaico.

Vediamo meglio come funziona un ottimizzatore, senza entrare troppo nel tecnico.



Un solo pannello fotovoltaico può compromettere il funzionamento ottimale dell’intero impianto
Il malfunzionamento di un singolo pannello è come un “collo di bottiglia”: il flusso di energia elettrica che passa ed aumenta di modulo in modulo (i moduli sono infatti collegati in serie), può ve**re sensibilmente ridotto se un pannello non compie bene la sua funzione. Il basso rendimento di un singolo pannello può dipendere da un ombreggiamento passeggero, da sporcizia o da un effettivo malfunzionamento o guasto.

Ogni pannello è infatti, oltre che produttore di energia in corrente continua, un conduttore di corrente elettrica. Questo infatti riceve corrente dal pannello precedente e la invia “maggiorata” al pannello successivo. Se il modulo non funziona bene, si riduce il flusso di corrente prodotta. In questo modo viene quindi compromessa la produttività dell’intera stringa (una “stringa” è una fila di moduli fotovoltaici collegati in serie).

Dunque: il malfunzionamento di un singolo pannello compromette l’efficienza della stringa in cui si trova. E questa, a sua volta, compromette il rendimento dell’intero impianto.

Per questo motivo più l’impianto fotovoltaico è grande più diventa necessario ottimizzarne la produzione attraverso l’utilizzo di ottimizzatori di potenza. Questo utile strumento sarà in grado infatti di agire in tempo reale sui singoli moduli con rendimenti inferiori alla propria potenza nominale e permetterà un intervento tempestivo ed automatizzato per farli funzionare sempre al loro “punto di lavoro ottimale”.



A cosa servono gli ottimizzatori per fotovoltaico
Servono a produrre più energia, in ogni condizione. Gli ottimizzatori per fotovoltaico aumentano il rendimento dell’intero impianto anche fino al 25%.

Come detto: gli ottimizzatori per il fotovoltaico servono a garantire in ogni istante la massima produttività possibile dei singoli moduli fotovoltaici e dell’impianto stesso. Ogni modulo, infatti, non sarà più un semplice “attuatore” passivo, ma inseguirà in tempo reale sempre il punto di lavoro ottimale in base alle condizioni produttive. Per i più tecnici, si tratta dello stesso principio del MPPT (Maximum Power Point Tracking) degli inverter fotovoltaici.

Non solo: gli ottimizzatori servono anche a monitorare in tempo reale la produzione dei singoli pannelli attraverso un collegamento wireless ad una centralina di raccolta dati. Grazie a questo sistema di monitoraggio a livello di modulo si potrà individuare tempestivamente il singolo pannello responsabile del calo produttivo.

Come detto, inoltre, l’ombreggiamento passeggero o il malfunzionamento di un singolo pannello, può causare la perdita di produzione sull’intero impianto. Se le cause sono facilmente individuabili sui piccoli impianti, sulle grandi installazioni le cause dei cali di rendimento non sono sempre facilmente individuabili senza un adeguato sistema di monitoraggio a livello di singolo pannello.

Le figure professionali ricercate dalle aziende sono numerose: di conto l'Azienda Oce Project, offre l'opportunità di di...
12/01/2016

Le figure professionali ricercate dalle aziende sono numerose: di conto l'Azienda Oce Project, offre l'opportunità di diventare mediatore nei servizi di tutela ambientale.(opportunità rivolta pure a pensionati, studenti, persone con già un'impiego)

L'opportunità offerta interessa il territorio nord est.
Per candidarsi è sufficiente scrivere a [email protected]

La Conferenza Internazionale di Parigi sul Clima, la COP21-2015, è terminata ormai da qualche giorno ed i risultati sono...
04/01/2016

La Conferenza Internazionale di Parigi sul Clima, la COP21-2015, è terminata ormai da qualche giorno ed i risultati sono stati, tutto sommato, positivi: è stato firmato un accordo per la salvaguardia del clima e delle temperature, accordo condiviso e controfirmato da quasi 200 Capi di Stato dei maggiori paesi al mondo responsabili di circa il 92% dell’inquinamento globale.

La prima grande sfida della Conferenza è stata il suo stesso svolgimento, visti gli attentati terroristici che hanno colpito la Città pochi giorni prima della Conferenza. In una città “sotto assedio”, comunque, il Vertice ha potuto svolgersi in condizioni di sicurezza, nonostante fossero presenti numerosi capi di stato internazionali.

A parte ciò, trascorsi i 13 giorni di questo lungo vertice, importanti risultati sono stati sottoscritti da tutti i paesi partecipanti: 195 paesi responsabili del 92 per cento dell’inquinamento globale.

Il primo grande accordo è quello di limitare l’innalzamento delle temperature globali di origine antropica entro un grado e mezzo. Il “global warming”, per ora, non si riesce ad invertire. Ciò che può essere fatto, però, è rallentare fin da subito il suo avanzamento con decise misure di riduzione delle emissioni di gas serra. Misure comuni e condivise a livello planetario.

conferenza parigi clima stop riscaldamento globale 1



La situazione odierna, infatti, con diversi paesi in rapida ascesa economica, prevede a breve il raggiungimento del picco delle emissioni. La sfida sarà, dopo il raggiungimento di questo “picco”, mantenere un equilibrio tra le emissioni antropiche di gas serra e la loro rimozione.

Tutti i Paesi presenti alla conferenza, firmando un accordo, hanno preso un impegno che, nelle politiche nazionali, si deve tradurre in chiari e definiti obbiettivi progressivi per la riduzione delle emissioni inquinanti: entro il 2020 ogni paese dovrà fare un’analisi interna e definire i propri obiettivi di lungo termine e, all’interno di questi, dovrà prevedere veri e propri “piani quinquennali” di verifica e revisione di ogni risultato.

Un altro importante risultato della Conferenza riguarda lo stanziamento di fondi per i Paesi in Via di sviluppo. Questi paesi, infatti, sono quelli che meno hanno contribuito ad inquinare e più subiscono le conseguenze del cambiamento climatico: tutti i tifoni, gli uragani, gli tsunami che distruggono tante vite e che sempre più spesso si manifestano in tante zone del mondo, sono il frutto dello squilibrio a cui è stato portato il Pianeta. Ora si riconosce l’importanza di sostenere questi paesi anche da un punto di vista economico.

Nel concreto si chiede ai Paesi più sviluppati, e (ricordiamolo) maggiormente responsabili degli attuali livello di inquinamento, di fornire 100 miliardi di dollari all’anno, per 5 anni, per alimentare il fondo per l’adattamento climatico.

L’ultima importante tematica affrontata alla Conferenza è quella della trasparenza che, quando si parla di eventi di tale portata, risulta un aspetto particolarmente delicato. Com’è ovvio la “dichiarazione d’intenti” è stata quella della totale chiarezza nella gestione dei fondi e delle risorse rese disponibili da ogni paese.

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