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07/05/2021

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Il termine si riferisce al fenomeno della su piccola scala che si sviluppa e si diffonde in un ambiente urbano. I protagonisti di questi crimini, sono , a partire dai 12 anni. Si riuniscono in gruppi e attuano comportamenti scorretti e dannosi per persone o cose, da piccoli furti, ad aggressioni, atti vandalici e spaccio di droga.

È facile pensare che la microcriminalità abbia trovato terreno fertile in ambienti con condizioni severe a livello , e ; in realtà fenomeni del genere sono presenti anche in situazioni in cui il background sociale è moderatamente elevato.

Se da una parte abbiamo ragazzini con una situazione familiare distrutta da un lutto, o da una separazione difficile, abbandono, genitori in carcere, (altro); dall’altra abbiamo adolescenti, con alle spalle famiglie benestanti, ma poco presenti, o troppo protettivi; ragazzi arroganti e ribelli che si legano a questi gruppi per noia e trasgressione.

È abbastanza chiaro che non esiste un’unica causa che spinga a commettere determinate azioni, ma è parte di un complesso.
Di certo, un contributo fondamentale è dato dalla loro visione del , che si divide in due tipi di intenzione.
di intenzionalità: il soggetto non si ritiene responsabile di azioni e conseguenze, perciò ritiene che non spetta a lui cambiare le cose, rimanendo intrappolato in una visione di sé stesso come nullità. Reagisce in due modi; facendosi trasportare dagli eventi come una pedina, seguendo gli altri passivamente, oppure cercando di annullarsi del tutto fino a suicidarsi.
dell’intenzionalità: al contrario del primo, il soggetto si ritiene onnipotente. Se la realtà lo contraddice? Pensa che il Mondo intero ce l’abbia con lui e vive con la convinzione di volersi appropriare del rispetto della gente attraverso minacce e percosse. Cerca lo scontro con l’altro (di solito i più vulnerabili) per far capire che è in grado di dominare, ma al contempo ha bisogno che ci sia qualcun altro come spettatore del suo .
Author: Sabrina Marra

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05/05/2021

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ASIAN HATE

Simile per alcuni versi a , Stop Asian hate è un movimento di protesta nato negli con lo scopo di comba***re la crescente ondata di nei confronti della comunità asiatica. Ciò che ha dato il via alle è un avvenimento in particolare: le sparatorie che hanno preso luogo ad il 16 marzo 2021, dove otto persone (tra cui sei donne di origine asiatica) sono state uccise.

Un episodio quantomeno terrificante, ma che rappresenta solo la punta dell'iceberg.

Gli episodi di (e in generale di razzismo nei confronti di tutte le minoranze) sono non solo in forte crescita (solo lo scorso anno il gruppo di difesa statunitense STOP AAPI HATE ha ricevuto più di 2800 denunce di crimini d'odio nei confronti della comunità asiatica), ma sono anche anche fortemente normalizzati e giustificati. Pensate a tutte quelle rappresentazioni grottesche e colme di stereotipi che i media ci rifilano quotidianamente facendole passare per , per battute innocenti che non fanno male a nessuno (il programma "Striscia la notizia" vi dice niente?). Pensate al modo in cui ci si riferisce al (virus "cinese", come ha voluto ribadire più e più volte ad esempio, portato dai cinesi, spesso visti solo e unicamente come untori).

Riconoscere il serio problema di sinofobia che affligge gran parte del mondo e agire per contrastarlo è necessario, soprattutto se si afferma di essere contro qualsiasi forma di e . Un'altra cosa, quando ci si accorge di aver sbagliato, di aver mancato di rispetto ad un'intera cultura, delle deboli scuse alla Michelle Hunziker non bastano, anzi, fanno solo pena.
Graphic designer: Riccardo Antonazzo
Author: Ludovica D’autilia

⏱ Tempo di lettura: 55. sec⏱Ma esattamente quand’è che siamo entrati in  ? Quand’è che l’organo legislativo è stato   da...
03/05/2021

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Ma esattamente quand’è che siamo entrati in ? Quand’è che l’organo legislativo è stato dall’autorità amministrativa? Quand’è che il piano di aiuti (prestiti) più importante dal secondo dopoguerra è diventato un bagno dorato per chi di oro ne è già pieno?

Perché è importante ammetterlo a questo punto, è inconfutabilmente questo il modo in cui il governo Draghi ha gestito le risorse del .
Ma poi, risorse? Quali risorse? Soldi che abbiamo dato all’UE per anni e che adesso ci vengono restituiti.

La grave effettivamente richiede investimenti nei servizi pubblici. Toh, Draghi taglia i fondi per i inizialmente previsti dal Governo Conte II.
Però tutto sommato può ancora essere un’opportunità per ridurre le , si è portati a pensare in buona fede.
Toh, Draghi taglia i fondi previsti per il salario minimo e inserisce il federalismo fiscale contrariamente a quanto inizialmente previsto dal Governo Conte II.

Si è portati a pensare, ancora una volta in buona fede, che chi ha scritto le prime bozze di Recovery Plan si opponga a questa carneficina sociale.
Ci si deve rendere conto ancora una volta che tutto ciò avviene con l’assoluto benestare delle forze politiche a cui sopra si faceva riferimento. Ci si deve rendere conto infine che il è stato del tutto privato del suo ruolo a suon di DPCM e Decreti Legge, che ha ricevuto il testo sul Recovery Plan due ore prima di doverlo approvare senza poterlo discutere realmente e che non potrebbe essere diversamente visto che, per dirne una, sono mesi che fa rimbalzare il , proposta di legge in difesa dei diritti fondamentali.

Siete ancora disposti a far fronte alla vostra buona fede?
Bisogna esserne provvisti, bisogna continuare a ignorare che l’intera classe dirigente vuole polarizzare la società in ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri?
Ah, chiudendo, i soldi del Recovery Plan... sì, essendo un prestito saranno restituiti. Tasse, per tutti. A causa di un piano che beneficia a pochi.
Forse non sono le il problema, forse chi le riscuote è il problema.
Author: Federico Arcadio

⏱Tempo di lettura: 45 sec. ⏱30 aprile 2021, in   sono state somministrate poco più di 19 milioni di dosi di  , l’85% di ...
30/04/2021

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30 aprile 2021, in sono state somministrate poco più di 19 milioni di dosi di , l’85% di quelle consegnate. Sebbene il dato sembrare incoraggiante, anche rispetto alla situazione di e , l’Italia rispetto a inizio 2021 ha invertito la tendenza e adesso si trova agli ultimi posti nell’UE per .

In questo momento, il graduale ritorno alla normalità, sta facendo passare in secondo piano le problematiche legate alla campagna vaccinale che doveva e poteva essere più efficace, quanto meno per una forma di rispetto verso tutte le vittime di questo virus.

Invece, per coloro che dovevano arginare la pandemia, la campagna vaccinale è diventata una vera e propria campagna elettorale. Parliamo degli stessi individui che da un anno a questa parte creano scompiglio in Parlamento, osteggiano le varie misure tentate dal governo per ridurre la diffusione del e aprono crisi politiche, senza mai porsi realmente al servizio del loro paese.

Gli episodi di pessima comunicazione e gestione si sprecano.
Ad esempio, il discorso di Draghi, spiace citarlo perché dal personaggio ci si aspetta altro, è un po’ privo di fondamento. I giovani che si sono vaccinati lo hanno fatto perché studenti di medicina, tirocinanti o frequentatori di reparti ospedalieri spesso stracolmi di casi covid, e hanno potuto farlo perché il governo da lui stesso presieduto li ha dato, giustamente, questa possibilità.
Ci si sarebbe dovuti scandalizzare a tempo debito, sui ritardi con cui la Lombardia, sotto gli occhi negazionisti dei suoi amministratori leghisti, ha somministrato le dosi dei vaccini.
Per non parlare di ciò che è successo in , dove l’assessore alla sanità faceva abbassare per telefono i dati di morti e contagi per ottenere misure restrittive più leggere. Speriamo per lui che i morti che ha sulla coscienza non pesino quanto le suddette misure che voleva evitare.

In un periodo come questo servirebbero più che mai fatti e non parole, ma ci affidiamo ancora alle promesse di Figliuolo che a metà luglio promette il 60% della popolazione vaccinata, una promessa che adesso non vale abbastanza.
Author: Ciro L’Assainato

⏱Tempo di lettura: 50 sec. ⏱COLOUR-BLIND CASTINGIl "colour-blind casting" consiste nell'assegnare un   ad un attore a pr...
29/04/2021

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COLOUR-BLIND CASTING

Il "colour-blind casting" consiste nell'assegnare un ad un attore a prescindere dal colore della , dall'etnia e dal .

Una pratica non nuova (basti pensare all'attore afroamericano Carl Anderson nei panni di Giuda Iscariota in "Jesus Christ Superstar" o addirittura al teatro elisabettiano, dove gli attori interpretavano personaggi sia maschili che femminili) ma che ultimamente è al centro di un dibattito alquanto acceso, almeno oltreoceano.

Tantissimi sono gli schierati a favore dell'iniziativa, come Armando Iannucci, regista de "La straordinaria vita di David Copperfield", e Shonda Rhimes, produttrice della serie " ", che affermano quanto nella maggior parte dei casi il colore della pelle degli attori non abbia rilevanza all'interno della storia e quanto quindi sia fare prendendo in considerazione anche l'etnia.

Come in tutto, c'è anche chi non la pensa così e che crede che il colour-blind casting possa compromettere l'accuratezza storica di una produzione o non rispettare l'immaginario collettivo (ricordiamo l'indignazione mediatica quando si è scoperto che la Sirenetta sarebbe stata interpretata da un'attrice nera).

Nonostante il colour-blind casting possa sembrare per molti la soluzione migliore, si rischia di mandare un messaggio sbagliato. Le e le dovute all'etnia, la e il genere d'appartenenza esistono e non farci caso non le farà magicamente scomparire.

Più che un casting che non vede colore, si dovrebbe puntare su un casting e soprattutto , che riconosce la diversità, la e non la .
Graphic designer: Riccardo Antonazzo
Author: Ludovica D’autilia

⏱Tempo di lettura: 45 sec. ⏱Il progetto   è sconfitto. Almeno per ora.Era nata nel buio nel buio della notte tra domenic...
26/04/2021

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Il progetto è sconfitto. Almeno per ora.

Era nata nel buio nel buio della notte tra domenica e lunedì scorso con l’intento di risollevare i bilanci delle 12(+3) squadre fondatrici. La competizione sarebbe stata giocata dai 15 Club fondatori e, un meccanismo di , avrebbe garantito l’accesso ad altre 5 squadre. La SOLA qualificazione o iscrizione alla Superlega avrebbe portato nelle casse dei club circa 350 milioni di euro all’anno. Numeri da capogiro.

Gli “ammutinati” non saranno puniti, almeno per ora. Questo non vuole dire che eventuali provvedimenti non vengano presi in futuro: in ogni caso, si tratterà di provvedimenti a carattere e non nei confronti dei club che hanno firmato l’accordo per la scissione.

Ma, nonostante il fallimento, questo flop organizzativo e comunicativo ha aperto il vaso di Pandora.

Ha posto l'attenzione su mille problemi che il calcio (le Federazioni, ma soprattutto la e la ) in questi anni non sono riusciti nemmeno ad affrontare. Già oggi nei campionati c'è una differenza enorme che porta a vincere sempre le stesse squadre. In questi anni s'è sempre chiuso un occhio su club che continuavano ad accumulare su ed è questo il risultato.

Se il gap tecnico tra big e “piccole” è enorme, quello salariale non è da meno. Un allenatore non può costare 20 milioni di sterline. Cristiano Ronaldo, da solo, non può incidere per un quarto del monte-ingaggi della Juventus. E ancora peggio, al Barcellona, fa Leo Messi. Bisogna imporre dall'alto un salary cap, annesso ad una ridistribuzione dei diritti televisivi (come già accade in ) per aiutare tutte le squadre di un campionato a crescere.

Il calcio del è già morto, circa vent’anni fa. Il progetto della Superlega ha solo fatto aprire (o riaprire) gli occhi su dei problemi macroscopici che il calcio mondiale ha bisogno di risolvere.

FIFA e UEFA a lavoro, lo sport più bello del mondo va salvato.
Author: Ciro Santoro

⏱ Tempo di lettura: 50 sec. ⏱LE LIBERTA’ NEGATENel corso della sua esistenza tutta la     postmoderna si è costruita dal...
23/04/2021

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LE LIBERTA’ NEGATE

Nel corso della sua esistenza tutta la postmoderna si è costruita dalle ceneri del dibattito politico fra diritti sociali e diritti civili.
Il di destra ha inevitabilmente monopolizzato la dialettica ponendo le basi per una giustificazione assoluta, che sembra aver persuaso anche gli ambienti progressisti, della che ha colpito il state.
Sopprimere la protezione che lo Stato Sociale dovrebbe fornire agli più sembra essere diventata l’unica via per tutelare le libertà personali, come se chiudere un o una pubblica sia la chiave di volta per ottimizzare la sanità o l’istruzione.

La fallacia di questo sistema sponsorizzato per 3 decenni come l’unico possibile è venuta a galla con l’esplosione della pandemia da prendendosi anche gli interessi maturati.
Dopo aver attuato tagli a ogni tipo di servizio pubblico gli Stati occidentali non sono stati in grado di fronteggiare il nemico e le privatizzazioni non hanno fatto altro che lasciare indietro i meno abbienti.
e sono l’emblema del fallimento, ospedali incapaci di sostenere i ritmi pandemici con terapie intensive al collasso e posti letto esauriti che non lasciano spazio alla dedizione del personale sanitario che in più casi si è trovato costretto a scegliere se salvare questa o quella vita. I trasporti pubblici che specie nei grandi centri urbani dovrebbero essere garantiti in sicurezza e moltiplicati per prevenire la diffusione del contagio e invece vedono diminuiti corse e personale con f***e di gente sopra e controlli che sono più una rarità che una normalità.

Tutto questo non ha avuto altra conseguenza che privarci anche di quelle libertà personali proprio in virtù delle quali questi tagli erano stati operati.
Rinchiusi dentro le proprie case, sudditi di un governo che nessuno ha votato, liberi soltanto di morire di fame mentre un milione di persone hanno perso il proprio posto di solo nell’ultimo anno e chi detiene la ricchezza pianifica il perfetto ricatto per continuare a tenere i diritti in ostaggio.
Author: Federico Arcadio

Tempo di lettura: 50 sec. ⏱FUGA DI CERVELLI Con l'espressione " " si indica l'emigrazione di  , e in generale di  , vers...
21/04/2021

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FUGA DI CERVELLI

Con l'espressione " " si indica l'emigrazione di , e in generale di , verso un paese che offra loro possibilità di e di nonché stipendi più alti.

Un fenomeno che l' conosce fin troppo bene (secondo i dati ISTAT solo nel 2018 30.000 laureati hanno lasciato il bel paese in cerca di un futuro lavorativo migliore) e che non sembra volersi arrestare (in particolare nel Meridione, che dal 2002 al 2017 ha visto la partenza di oltre due milioni di cittadini).

L' delle giovani menti ha effetti terribilmente deleteri sull' italiana (Confindustria stima una perdita di capitale umano pari a 14 miliardi di euro l'anno) ed è causata soprattutto da nella ricerca, nell’ e nell' , basti pensare che la spesa per l’educazione universitaria in Italia non è nemmeno la metà di quella europea.

Una situazione che incute rabbia e tristezza, soprattutto quando ci si rende conto che ad andare via sono i , quelli che si dovrebbero gelosamente custodire e incentivare. Il 35% dei 500 migliori ricercatori italiani nei principali settori di ricerca abbandona il Paese, fra i primi 100 è addirittura uno su due a scegliere di andarsene perché in Italia non riesce a lavorare.

In un Paese che lascia ai giovani solo le briciole, andare via non è più un'avventura, un'esperienza da fare per ampliare i propri orizzonti. Andare via diventa quasi un imperativo categorico.

E allora una domanda sorge spontanea: quando smetterà l'Italia di essere Paese per vecchi?

Graphic designer: Riccardo Antonazzo
Author: Ludovica D'autilia

⏱ Tempo di lettura: 50 sec. ⏱“Il   e la   nell’alunno sono ormai svaniti”, “Io mi sarei rifiutata di farmi interrogare”,...
19/04/2021

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“Il e la nell’alunno sono ormai svaniti”,
“Io mi sarei rifiutata di farmi interrogare”,
“Se fosse successo a me, mi sarei sentita umiliata”,
“Ormai non si può avere neanche più un attimo di esitazione”.

Queste sono le reazioni di alcuni studenti venuti a conoscenza del caso della ragazza bendata durante un’interrogazione in un liceo veronese. Sono molteplici, in , casi come questo in cui durante le verifiche orali in i professori chiedono agli alunni di chiudere gli occhi, tenere in vista le mani o come in questo caso indossare una benda.

Nonostante il di genitori e studenti nei confronti dell’adozione di certi metodi, molti genitori non si sono mostrati contrari a questi modi di fare. Se da una parte ci sono i professori che vogliono confermare voti veritieri, dall'altra ci sono gli studenti che avvertono ogni giorno di più la mancanza di fiducia nei loro confronti ed in molti casi la allo comincia a calare.

Se l’anno scorso la DAD era un mezzo per alzarsi più tardi la mattina o per usufruire delle di casa durante l’orario scolastico, adesso gli studenti cominciano a sentirne il . Le tra i compagni di classe sono ormai ridotte ad una chat del gruppo ed il guardarsi negli occhi, il conversare con i compagni di classe, il dialogo con un professore sono tutte cose di cui gli studenti cominciano a sentire la e l’assunzione di determinati atteggiamenti nei loro confronti non migliora di certo la situazione.

La soluzione? Nella speranza che si possa al più presto tornare alla bisogna far tesoro di tutto ciò che ci viene insegnato oggi, in modo tale da essere domani; ed in questo caso anche i professori diventano allievi.

“L’apprendimento è un tesoro che seguirà il suo proprietario ovunque”. (Proverbio cinese).
Author: Fiorella Marasciulli

⏱ Tempo di lettura: 50 sec. ⏱Nel marzo 2020, a causa della diffusione del virus SARS-Cov-2, l’OMS dichiarava la pandemia...
16/04/2021

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Nel marzo 2020, a causa della diffusione del virus SARS-Cov-2, l’OMS dichiarava la pandemia mondiale. Il fa parte delle nostre vite ormai da più di un anno e sono diversi i e le utilizzati per alleviare i sintomi e favorire la guarigione.

Fra le ricerche più interessanti troviamo quelle sugli anticorpi monoclonali e sul plasma iperimmune ma entrambe, come tante altre, ad oggi si sono rivelate semi-fallimentari.
Gli anticorpi monoclonali (MAb) sono molecole progettate per riconoscere specificamente un unico, determinato antigene, legarsi ad esso e neutralizzarlo.
La speranza iniziale era proprio quella di riuscire a legare l’antigene presente sul e favorire un’efficace risposta immunitaria contro di esso.
Purtroppo, risultati efficaci si evidenziano solo nella prima fase della malattia, a pochi giorni dall’infezione; inoltre possono portare a una reazione allergica negli esseri umani. Si utilizzano perciò solo in pazienti con gravi patologie pregresse e in situazioni già compromesse.
Discorso quasi analogo è quello sul plasma iperimmune; viene ottenuto da persone guarite dal ma non è efficace su pazienti con lieve o moderata. È stata una delle prime terapie utilizzate per ridurre gli effetti della malattia; l’ISS e l’AIFA hanno condotto uno studio, denominato “Tsunami”, che “non ha evidenziato un beneficio del plasma in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi trenta giorni”.

Le ad oggi utilizzate sono quelle con farmaci come remdesivir, desametasone ed enoxaparina, e da poco anche il budesonide, un anti-asma, studiato dal prof. Richeldi del Gemelli di Roma in collaborazione con Oxford che sembrerebbe dare ottimi risultati; inoltre, è meglio il cortisone a meno di una polmonite con crisi respiratorie.

Oltre a questa cura farmacologia, l’unica contromisura veramente efficace sono i .

Che dobbiate aspettare il vostro turno o consigliarlo ad un parente più anziano, vaccinatevi, affinché questo inferno chiamato COVID possa diventare poco più che un triste ed orribile ricordo.
Author: Ciro L’Assainato

⏱ TEMPO DI LETTURA: 70sec  ⏱I SINTOMI DELLA DIPENDENZA DA INTERNETNegli ultimi tempi   si è rivelato una vera e propria ...
15/04/2021

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I SINTOMI DELLA DIPENDENZA DA INTERNET
Negli ultimi tempi si è rivelato una vera e propria , grazie ai vantaggi che ci offre con la e lo , ma al contempo nasconde delle insidie.
Il è il sopravvento che potrebbe prendere, portandoci ad una diminuzione delle relazioni sociali nella realtà.
Attraverso gli studi di alcuni esperti vediamo quali sono i sintomi di una dipendenza tecnologica(se la maggior parte di essi persistono per sei mesi circa):
● dominanza, l’attività online domina i pensieri e il comportamento del soggetto, trascorrendo del tempo online in modo non giustificato;
● alterazione dell’umore, l’attività online implica degli sbalzi del tono dell’umore, dunque il soggetto si collega a Internet per sfuggire dai problemi della realtà;
● conflitto, si manifestano conflitti interpersonali e intrapersonali;
● tolleranza, necessità di aumentare l’attività online, nonostante le conseguenze
negative;
● astinenza, si avverte un malessere psichico se si interrompe o riduce l’attività online,
come irritabilità e nervosismo;
● preoccupazione, il soggetto ripensa alle attività fatte in precedenza o anticipa quelle
da fare, provando tensione, prima, e piacere durante l’atto;
● menzogne riguardo al tempo trascorso, il soggetto nasconde ai familiari o altre
persone, il suo eccessivo uso di Internet, perché rimane collegato per un tempo maggiore rispetto a quello preventivato, nonostante i suoi tentativi per controllare o ridurre l’uso di Internet;
● rischio di stress, mette a rischio lavoro, studio e relazioni, inducendo ad uno scarso rendimento scolastico o lavorativo e all’isolamento sociale.
Si è giunti così al riconoscimento dell’esistenza di due tipi di Utilizzo Patologico di Internet:
, quando i soggetti dipendono da una funzione specifica di Internet, come l’esclusivo uso di giochi, shopping, video ecc;
, quando i soggetti perdono del tempo online, senza un obiettivo specifico, come ad esempio aprendo passivamente le chat o i ogni volta che si prende lo .
Author: Sabrina Marra
Graphic Designer: Riccardo Antonazzo

⏱ Tempo di lettura: 70 sec. ⏱SCONTRO DRAGHI-ERDOGANIl   italiano ha definito indirettamente il presidente turco “un ditt...
12/04/2021

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SCONTRO DRAGHI-ERDOGAN

Il italiano ha definito indirettamente il presidente turco “un dittatore” attaccandolo per l’atteggiamento riservato a Ursula von der Leyen nella visita ad .

La della Commissione europea è stata la di un trattamento tanto bizzarro quanto su più piani.
A finire nel mirino non c'è solo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha fatto accomodare su un la presidente della Commissione europea mentre lui e il presidente del Consiglio Ue Charles Michel prendevano posto su due con le rispettive alle spalle. È stato criticato anche lo stesso Michel, per essersi subito adeguato senza ba***re ciglio.

La bufera sul , quindi, non si placa. Il caso è diventato uno scontro diplomatico tra e con tanto di convocazione dell’ambasciatore italiano.

La reazione causata dalle parole dure di , pronunciate nella serate di giovedì 8 aprile.

Ad alzare ancora la tensione sono arrivate le parole del vice-leader dell'Akp del presidente turco, Numan Kurtulmus, che ha detto: "Da noi non ci sono dittatori. Se volete vedere un dittatore, guardate alla vostra storia. Guardate Mussolini”.
A prescindere da quel che la nostra storia racconti, le parole di Draghi sono più che giustificate. Il trattamento riservato alla presidente della Commissione europea è scioccante come lo è la componente sessista, che, aleggia nell’aria insieme ai sospetti che questa mossa sia stata studiata a tavolino.
Ricordiamo anche che lo scorso 20 marzo 2021 la Turchia è uscita dalla Convenzione di Istanbul sul contrasto alla violenza sulle donne con “motivi” più che discutibili. A questo si aggiunge che il governo turco si sta facendo sempre più , allontanandosi dalla e dalla .
Author: Ciro Santoro

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Grottaglie

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“La Graffa” è un network di pubblicazione autonoma che nasce come evoluzione del già blog “EdizioniOggi” e si occupa interamente di informazione e produzione contenuti.

“La Graffa” si pone come progetto di pubblicazione autonoma giovanile, con uno staff composto da ragazzi di età compresa tra i 14 e i 20 anni, un progetto dell’ “A.P.S. AWA” e diretto da Vincenzo Luca De Florio. Si propone a un target vasto di età, contando sulla creatività e sulla forza che contraddistingue la squadra del gruppo editoriale.

Il gruppo editoriale “La Graffa” nasce da una pregressa storia di progetti creati, sviluppati e avviati che hanno riscosso un buon successo.

· Ottobre 2006 – Gli inizi: dalla mente di un bambino di soli sei anni, Vincenzo Luca De Florio, nell’ “Istituto Madre Teresa Quaranta” in Grottaglie nasce “Il Giornale di Oggi”, un’idea primordiale di giornalino scolastico, nato puramente per gioco e svago.