Rivista Orizzonti

«Orizzonti - Una rivista per tutti gli artisti» è edita da Aletti - www.alettieditore.it Pagina ufficiale www.facebook.com/alettieditore
Questa pagina si propone di pubblicare informazioni sulle nostre iniziative editoriali, e dare la possibilità di un fondamentale approfondimento intellettuale sul mondo dei libri e della cultura. Conterrà tutti i concorsi di poesia e narrativa inedita indetti dalla casa editrice, e gli oltre mille articoli apparsi sulla rivista «Orizzonti», dove sono passati tutti i più importanti poeti, scrittori, musicisti, registi, pittori e artisti in genere, italiani e stranieri.

Bollettino Poetico:🧷Non era soltanto "la moglie di"  Buongiorno,questa mattina, mentre cercavo una poesia da condividere...
19/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷Non era soltanto "la moglie di"


Buongiorno,

questa mattina, mentre cercavo una poesia da condividere con te, mi sono fermato davanti al nome di Maria Cumani.

Subito dopo ho trovato una definizione che probabilmente hai letto anche tu qualche volta:
“La moglie di Salvatore Quasimodo.”

È vero, naturalmente. Ma più la guardavo, più mi sembrava una frase troppo piccola per contenere tutta la sua vita.

Forse perché accade ancora spesso, soprattutto alle donne, di essere raccontate attraverso il rapporto con qualcun altro. La moglie di, la madre di, la figlia di. Definizioni nate dall’amore, ma che qualche volta finiscono per lasciare in ombra la persona che esiste dietro quei legami.

Maria Cumani non fu soltanto la donna accanto a un Premio Nobel.

Quando incontrò Salvatore Quasimodo, nel 1936, era già una danzatrice e una coreografa. Aveva studiato il movimento con disciplina e aveva scelto di non limitarsi a interpretare le creazioni degli altri: desiderava costruire le proprie coreografie, trasformando la musica in gesti capaci di raccontare.

Quasimodo la vide danzare e rimase affascinato non soltanto dalla sua bellezza, ma dalla sensibilità con la quale riusciva a dare una forma visibile a ciò che normalmente possiamo soltanto ascoltare. Da quell’incontro nacquero un amore intenso e tormentato, molte lettere e, nel 1939, Alessandro Quasimodo.

Maria fu compagna, madre e musa. Ma continuò anche a essere artista. Recitò per il cinema, lavorò con registi come Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, insegnò e scrisse poesie nelle quali la voce non apparteneva più al movimento del corpo, ma alle parole. C’è soprattutto un particolare della sua storia che questa mattina ho sentito molto vicino.

Dopo una lunga lontananza dalle scene, nel 1986 tornò a danzare al Teatro Filarmonico di Verona. Aveva quasi settantotto anni. Avrebbe potuto pensare che quella parte della propria vita fosse ormai conclusa. Che il tempo della danza appartenesse alla ragazza che era stata e che certi desideri, dopo una determinata età, dovessero essere ricordati senza più essere vissuti.

Invece tornò sul palcoscenico.

Non per dimostrare di essere ancora la donna di tanti anni prima, ma perché l’arte non aveva mai smesso di appartenerle. Questa storia mi ha fatto pensare a quante persone abbiano lasciato la scrittura in disparte per occuparsi della famiglia, del lavoro o di qualcuno che aveva bisogno di loro.

Magari hanno continuato a scrivere nei momenti rubati alla giornata, su fogli nascosti tra altri documenti o dentro quaderni che nessuno ha mai aperto. Poi, con il passare del tempo, hanno cominciato a domandarsi se fosse ormai troppo tardi per affidare quelle parole a qualcuno.

La storia di Maria Cumani ci ricorda che una voce non perde valore soltanto perché ha dovuto aspettare.

Forse anche tu hai un’opera che non hai ancora inviato perché la vita, per molto tempo, ti ha chiesto di mettere davanti altre persone e altre responsabilità. Potrebbe essere una poesia, un racconto, un romanzo, un saggio, un testo teatrale o le parole di una canzone. Potrebbe essere inedita oppure aver già incontrato i suoi primi lettori.

Il XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo accoglie tutte queste forme di scrittura attraverso le diverse sezioni previste dal bando.

Puoi proporre la tua opera fino a lunedì 21 settembre e conoscere le sezioni individuando quella più adatta al tuo testo qui:

☑️ XII Premio Salvatore Quasimodo
https://rivistaorizzonti.net/concorso-quasimodo

Quando avrai scelto l’opera, puoi allegarla rispondendo direttamente a questa email oppure scrivendomi a:

[email protected]

Nell’oggetto indica:
“Partecipazione XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo”

Nel messaggio inserisci il numero o il nome della sezione scelta, il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Non importa quanto tempo sia trascorso da quando hai scritto quell’opera. Importa che, rileggendola oggi, tu riesca ancora a riconoscere qualcosa che ti appartiene.

Maria Cumani tornò sul palcoscenico quando molti avrebbero considerato concluso il suo percorso.

Forse anche le tue parole stanno soltanto aspettando che tu torni a prenderle per mano.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico



La testimonianza dì Patrizia Tedeschi. Scopri Qui
https://youtube.com/shorts/v522gkcdBNo?is=h4YHoqx2Jp4awwfA
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Bollettino Poetico: ☑️Tutto cominciò con un messaggio.Buongiorno 🙂questa mattina sono tornato a una promessa che ti avev...
18/09/2026

Bollettino Poetico:
☑️Tutto cominciò con un messaggio.

Buongiorno 🙂

questa mattina sono tornato a una promessa che ti avevo fatto nell’email di ieri.

Ti avevo scritto che ti avrei raccontato come nacque il Premio Salvatore Quasimodo. Ripensandoci, mi sono accorto che la parte più sorprendente di questa storia è racchiusa in un gesto che compiamo quasi tutti ogni giorno.

Tutto cominciò con un messaggio inviato su Facebook.

Era l’estate del 2014 e il Maestro Giuseppe Aletti stava preparando il primo Federiciano Estivo: nove giorni di poesia, trentasei appuntamenti e un intero paese pronto ad accogliere autori provenienti da luoghi diversi.

Il lavoro da organizzare era già moltissimo, ma c’era un pensiero che continuava a tornargli in mente.

Voleva invitare Alessandro Quasimodo.

Non aveva davanti un contatto istituzionale o una lunga catena di persone alle quali rivolgersi. Scelse la strada più semplice: aprì Facebook, cercò il suo nome e gli scrisse.

Gli raccontò il Festival e quell’idea che, da anni, guidava il Federiciano: portare la poesia fuori dai libri, farla entrare nelle strade e affidare i versi alla ceramica affinché potessero rimanere sui muri del Paese della Poesia.

Credo che tutti conosciamo i pochi secondi che precedono l’invio di un messaggio importante. Lo rileggi, cambi una parola, ti domandi come verrà accolto e, per un momento, il dito rimane fermo sul tasto. Poi decidi di inviarlo.

La risposta di Alessandro Quasimodo arrivò piena di curiosità e di entusiasmo. Accettò l’invito e raggiunse Rocca Imperiale portando con sé i ricordi del padre Salvatore e della madre Maria Cumani. Avrebbe dovuto trattenersi soltanto un giorno. Poi cominciarono le letture, gli incontri con gli autori, le conversazioni nelle piazze e quelle giornate durante le quali la poesia sembrava accompagnare ogni ora.

Alessandro rimase fino alla conclusione del Festival.

Viveva gli appuntamenti dalla mattina fino a notte inoltrata, ascoltava i poeti, raccontava episodi della propria famiglia e osservava con meraviglia un paese nel quale i versi non erano trattati come qualcosa di distante. Finì per chiamare il Federiciano il suo “parco giochi poetico” e arrivò a paragonarne l’intensità culturale al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Quella che avrebbe potuto essere una semplice presenza all’interno del programma diventò un’amicizia con il Maestro Giuseppe Aletti e un legame profondo con tutta la nostra comunità.

Fu proprio durante quei giorni che nacque il pensiero di creare un Premio dedicato a Salvatore Quasimodo. Non un’iniziativa costruita soltanto intorno al nome di un Premio Nobel, ma uno spazio nel quale nuove persone potessero affidare alla lettura le proprie opere e continuare, con una voce personale, il cammino della letteratura.

Sono trascorsi dodici anni da quel primo messaggio.

Oggi il Premio è arrivato alla dodicesima edizione e accoglie poesie, racconti, romanzi, saggi, testi teatrali e testi di canzoni, editi oppure inediti secondo le diverse sezioni previste dal bando.

Mi piace pensare che tutto questo esista perché, in un pomeriggio del 2014, un poeta decise di non lasciare un pensiero soltanto nella propria mente.

Lo trasformò in un messaggio e lo affidò a qualcuno.

In fondo, anche la partecipazione di ogni autore comincia nello stesso modo. Si sceglie un’opera, si prepara un’email e, dopo qualche esitazione, si decide di premere “Invia”.

Puoi partecipare fino a lunedì 21 settembre 2026.

Trovi qui tutte le sezioni previste e puoi individuare quella più adatta al tuo testo:

🧷 XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo
https://rivistaorizzonti.net/concorso-quasimodo

Quando avrai scelto l’opera, puoi inviarla in risposta a questa email o sull'email di:

[email protected]

Nell’oggetto indica: “Partecipazione XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo”

Nel messaggio specifica il numero o il nome della sezione e inserisci il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Quel messaggio del 2014 avrebbe potuto rimanere fermo in una bozza. Se fosse accaduto, forse oggi non avrei questa storia da raccontarti.

Alcuni percorsi cominciano proprio nel momento in cui decidiamo di premere “Invia”.

Forse può cominciare così anche il percorso della tua opera.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Affidare i sogni. Scopri Qui:
https://youtube.com/shorts/DoqF_mFrAP0?is=j0y09IvYwk2PFIbk
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Bollettino Poetico: [Novità] Quale opera sceglieresti oggi?Buongiorno 🙂questa mattina, mentre rileggevo il nuovo bando s...
17/09/2026

Bollettino Poetico:
[Novità] Quale opera sceglieresti oggi?

Buongiorno 🙂

questa mattina, mentre rileggevo il nuovo bando sulla scrivania, mi sono accorto che il mio sguardo continuava a tornare sul nome scritto nella parte alta della prima pagina:

☑️Salvatore Quasimodo.

È uno di quei nomi che conosciamo da così tanto tempo da rischiare quasi di non ascoltarlo più. Lo abbiamo incontrato sui libri di scuola, accanto alla parola Nobel, e almeno una volta abbiamo pronunciato i suoi tre versi più celebri.

Poi ho pensato a chi, davanti a un Premio che porta un nome simile, potrebbe sentirsi intimorito. Forse è capitato anche a te di leggere il bando di un concorso e domandarti se ciò che hai scritto sia abbastanza importante per essere inviato. Il nome della manifestazione sembra grande, il tuo testo è ancora dentro un quaderno o in una cartella del computer e, per qualche istante, la distanza tra le due cose appare enorme.

Eppure la letteratura non continua soltanto grazie alle opere che già conosciamo. Continua ogni volta che qualcuno trova il coraggio di aggiungere la propria voce.

È con questo spirito che il Maestro Giuseppe Aletti e Alessandro Quasimodo diedero origine al Premio dedicato a Salvatore Quasimodo: non per costruire una teca intorno alla memoria di un Premio Nobel, ma per creare un luogo nel quale quella memoria potesse incontrare le parole di chi scrive oggi.

Nei prossimi giorni ti racconterò come nacque tutto, durante un’estate che avrebbe dovuto portare Alessandro Quasimodo al Festival Il Federiciano per un solo giorno e che, invece, lo vide restare fino alla conclusione della manifestazione.

Questa mattina, però, desideravo prima dirti che quel luogo si è riaperto. Da oggi puoi partecipare alla dodicesima edizione del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo.

Questa edizione conserva anche la memoria di Alessandro Quasimodo, scomparso il 2 maggio 2025. Per la nostra comunità non è stato soltanto il figlio di un Premio Nobel: è stato un attore, un regista, un interprete capace di restituire un corpo e una voce alla poesia, ma soprattutto una presenza vicina agli autori e alla Casa Editrice.

Il Premio accoglie forme diverse di scrittura perché non tutte le persone affidano alla stessa forma ciò che hanno dentro. Potresti avere alcune poesie inedite che non hai mai lasciato leggere, una poesia o un libro già pubblicati, un racconto breve, un romanzo, un saggio, un testo teatrale oppure le parole di una canzone.

Non devi cambiare il modo in cui scrivi per poter entrare in questa storia. Devi soltanto riconoscere la sezione capace di accogliere meglio la tua opera.

Per la poesia puoi proporre da uno a trenta componimenti inediti oppure una poesia, una breve raccolta o un libro già pubblicato. Per la narrativa puoi inviare un racconto inedito di massimo cinque pagine, un’opera inedita senza limiti di lunghezza oppure un libro edito. È prevista inoltre una sezione dedicata a saggi, testi teatrali e testi di canzoni, editi o inediti.

Saranno riconosciuti i primi cinque classificati di ogni sezione, con la possibilità di assegnare premi e menzioni speciali. Ai primi classificati sarà consegnato il Trofeo Salvatore Quasimodo, mentre targhe, coppe e diplomi accompagneranno gli altri riconoscimenti.

Prima di tutto questo, però, c’è un gesto molto più semplice: scegliere l’opera con la quale desideri essere letto.

Puoi partecipare fino a lunedì 21 settembre 2026 inviandomi all'email:

[email protected]


Nell’oggetto indica:

“Partecipazione XII Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo”

Nel messaggio specifica il numero o il nome della sezione scelta e inserisci il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Puoi leggere il bando e individuare la sezione più adatta alla tua opera qui:
📍XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo
https://rivistaorizzonti.net/concorso-quasimodo

Non ti chiedo di scrivere qualcosa apposta. Torna ai testi che hai già composto e non domandarti subito se siano abbastanza importanti per un Premio che porta il nome di Quasimodo.

Domandati piuttosto se, dentro uno di essi, esista qualcosa che soltanto tu avresti potuto raccontare in quel modo.

Se la risposta è sì, puoi cominciare proprio da quell’opera.


🗣️ Il tuo Bollettino Poetico


Testimonianza di una Masterclass del Maestro Giuseppe Aletti. Scopri Qui
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Bollettino Poetico: ☑️Prima Crociera dei poeti... Prova a immaginare Buongiorno, Poeta,prova a immaginare.È sera.La nave...
16/09/2026

Bollettino Poetico:
☑️Prima Crociera dei poeti... Prova a immaginare

Buongiorno, Poeta,
prova a immaginare.

È sera.
La nave ha lasciato il porto da qualche ora.
Intorno non c'è più la terra.
C'è soltanto il Mediterraneo.

Sopra di noi un cielo pieno di stelle, davanti l'orizzonte e, da qualche parte sul ponte della nave, una voce comincia a leggere una poesia.

Potrebbe essere la tua.

La musica accompagna le parole. Le luci della costa sono ormai lontane.
Qualcuno ascolta in silenzio.

E in quel momento ti rendi conto che stai vivendo qualcosa che, fino a poco tempo prima, non esisteva.

🛳️ La Prima Crociera dei Poeti.

Sì.

Per la prima volta stiamo lavorando a un progetto che ci emoziona anche soltanto mentre lo immaginiamo.

Dal 14 al 21 giugno 2027, a bordo della MSC Fantasia, vorremmo riunire poeti, accompagnatori, famiglie e il nostro staff per otto giorni nel Mediterraneo.

Otto giorni per viaggiare.

Otto giorni per stare insieme.

Otto giorni per parlare di poesia senza la fretta di doverci salutare dopo un incontro, un premio o un Festival.

Otto giorni per creare qualcosa che, se riusciremo a realizzarlo come lo stiamo immaginando, resterà nella storia della nostra comunità letteraria.

La prima volta non si dimentica mai

Ci sono viaggi che finiscono quando torniamo a casa.
E ce ne sono altri che continuano dentro di noi.

Quasi tutti ricordiamo la prima volta in cui abbiamo visto una città che desideravamo conoscere.
Il primo viaggio importante.
Il primo orizzonte visto dal ponte di una nave.
Il primo tramonto sul mare aperto.
Perché le prime volte hanno un privilegio che nessuna replica potrà avere:
non hanno memoria. La creano.

Ed è esattamente ciò che vorremmo fare.

Creare insieme il primo ricordo della Crociera dei Poeti.

Chi parteciperà a questa edizione non sarà semplicemente uno degli autori presenti.

Sarà uno di quelli che potranno dire:
"Io c'ero la prima volta."

Prova a immaginare il 14 giugno

Ci incontriamo a Civitavecchia.
Le valigie. Gli abbracci.I primi saluti.
Qualcuno si conosce già dai nostri Festival.
Qualcuno fino a quel momento è stato soltanto un nome letto su una copertina o incontrato nelle nostre comunicazioni.
Poi saliamo a bordo.

Alle 19 la MSC Fantasia lascia Civitavecchia.
E comincia il viaggio.

Il giorno successivo saremo a Livorno, porta d'accesso a Firenze e Pisa.

Poi Cannes. La Costa Azzurra. Il Mediterraneo francese.

Poi ancora Barcellona, con le sue strade, l'arte, Gaudí, la Rambla e quella luce che sembra appartenere soltanto alla Catalogna.

E poi Ibiza.
Non soltanto l'isola conosciuta in tutto il mondo per la sua vita notturna, ma un luogo mediterraneo fatto di calette, mura antiche, tramonti e mare.

Il 19 giugno accadrà qualcosa che, per noi, potrebbe diventare uno dei momenti più belli dell'intero viaggio:

un'intera giornata in navigazione.

Nessun porto. Nessuna città da raggiungere.
Soltanto noi.

La nave.
Il Mediterraneo.
E la poesia.

Poi arriveremo a Cagliari, prima di fare ritorno a Civitavecchia la mattina del 21 giugno.

Otto giorni.

Sei approdi.

Un mare.

E una comunità di poeti in viaggio.

Prova a immaginare una poesia sotto le stelle.
Uno degli appuntamenti che vorremmo realizzare è un grande reading sul ponte della nave.

Non in una sala qualsiasi.
Non davanti alle pareti di un teatro.
Ma sotto il cielo del Mediterraneo.

Prova a immaginare il momento.

Il rumore dell'acqua.
Il vento leggero.
Il buio del mare.
Le stelle sopra di noi.
E le poesie che vengono lette mentre la nave continua il suo viaggio.

Quante volte abbiamo scritto del mare?
Quante volte un poeta ha cercato nell'orizzonte una metafora per raccontare una partenza, un ritorno, un amore, una mancanza?

Questa volta il mare non sarà una metafora.
Sarà lì.
E i nostri versi gli passeranno sopra.

Ma non sarà soltanto un viaggio
Questa è la parte a cui teniamo particolarmente.
Non vogliamo organizzare una normale vacanza di gruppo. Vogliamo creare una vera esperienza letteraria in navigazione.

📍Dedicheremo indicativamente due o tre ore al giorno alle attività della Crociera dei Poeti.
Il resto della giornata sarà vostro.
Per stare con la famiglia.
Per godervi la nave.
Per scendere nelle città.
Per partecipare alle escursioni.
Per sedervi davanti al mare senza fare assolutamente nulla.
Per aspettare un'alba.
Per fotografare un tramonto.
Per vivere una vacanza.

Ma durante quelle ore dedicate alla poesia succederanno molte cose.

📍Prova a immaginare la tua poesia nelle mani di un attore.

Durante la crociera organizzeremo reading con attori professionisti. Alcuni testi degli autori partecipanti saranno affidati alle loro voci.
E questo, per chi scrive, è sempre un momento particolare. Perché noi conosciamo la nostra poesia attraverso la voce con cui l'abbiamo scritta.

Poi arriva qualcun altro.
Un interprete.
Respira in punti diversi. Trova un'intenzione che forse non avevamo visto. Si ferma sopra una parola. Dà un peso differente a un verso.
E improvvisamente scopriamo qualcosa del nostro stesso testo.

Le letture saranno registrate dalla troupe che viaggerà con noi, insieme ad alcuni dei momenti più significativi della crociera.

Vogliamo che di questa esperienza non rimangano soltanto fotografie sul telefono.
Vogliamo creare video-ricordi capaci, negli anni, di riportarci lì.

Sul mare.
In quella settimana.
Con quelle persone.

📍Portiamo a bordo anche il laboratorio di poesia del Maestro Giuseppe Aletti

Ci sarà poi uno spazio dedicato alla scrittura. Un vero laboratorio sui testi degli autori.
Partiremo dalle poesie. Le leggeremo. Le analizzeremo. Cercheremo di comprenderne i punti di forza e gli aspetti che possono essere approfonditi.

Perché stare insieme otto giorni ci concede un privilegio che normalmente non abbiamo.
Il tempo.

Il tempo per parlare.
Il tempo per confrontarsi.
Il tempo per fare domande.
Il tempo per tornare sopra un verso.
Il tempo per ascoltare il Maestro Giuseppe Aletti e confrontarsi con lui e con il suo staff non per pochi minuti al termine di una manifestazione, ma durante un'esperienza condivisa.

Ed è forse questa una delle caratteristiche più rare di questo viaggio.

Normalmente ci incontriamo ai Festival, alle premiazioni, alle presentazioni.
Ci salutiamo. Parliamo. Ci abbracciamo.

Poi ognuno torna alla propria città. Questa volta no.
Questa volta avremo otto giorni.

📍E ci sarà anche una Estemporanea di Poesia

Perché un poeta in viaggio dovrebbe anche scrivere.

Forse davanti a Cannes.
Forse dopo aver visto Barcellona.
Forse mentre il sole tramonta su Ibiza.
Forse durante quella lunga giornata in cui intorno alla nave ci sarà soltanto mare.

Organizzeremo quindi una Estemporanea di Poesia della Prima Crociera dei Poeti.
Un momento di scrittura nato durante il viaggio.
E al termine dell'esperienza saranno premiati i primi 10 autori classificati.

Pensaci.
Una poesia nata nel Mediterraneo.
Scritta durante la Prima Crociera dei Poeti.
Forse conserverà per sempre qualcosa di quei giorni.

Prova a immaginare di partire con chi ami

C'è poi un aspetto che rende questo progetto ancora più bello.
Non dovrai scegliere tra la poesia e la tua famiglia.
Potrai portarla con te.
Il tuo compagno.
La tua compagna.
I tuoi figli.
La persona con cui desideri condividere questa esperienza.

Mentre noi svolgeremo le nostre attività letterarie, chi ti accompagna potrà vivere liberamente la nave.
E poi potrete ritrovarvi.

Visitare insieme Barcellona. Passeggiare a Cannes. Scoprire Cagliari. Vivere Ibiza.
Cenare guardando il mare. E il giorno dopo tornare alla poesia.

📍Una vacanza e un'esperienza culturale dentro lo stesso viaggio.

Vorremmo lasciarti qualcosa da portare a casa.
Per questa prima edizione stiamo pensando anche a piccoli oggetti che abbiano un significato.
Non semplici gadget. Testimoni di una prima volta.

Ogni autore partecipante riceverà a bordo una penna personalizzata della Prima Crociera dei Poeti. Una maglietta ricordo dell'evento culturale e artistico.
E soprattutto una pergamena personalizzata, che attesterà la partecipazione alla prima edizione della Crociera dei Poeti.

Perché fra dieci o vent'anni quella pergamena possa ancora raccontare:

14-21 giugno 2027. Io ero a bordo.

Ci sono soltanto 50 cabine che possiamo opzionare
Ed eccoci al motivo per cui ti scriviamo oggi.
Siamo ancora nella fase di pianificazione.

La compagnia ci ha dato la possibilità di lavorare su un contingente di 50 cabine, ma ci chiede naturalmente di capire se esiste un interesse concreto per poter procedere al blocco.

Le quote che stiamo valutando, a seconda della tipologia di cabina, si collocano indicativamente tra 2.100 e 2.500 euro a coppia (importo da dividere per due ovviamente).

Tutti i dettagli, le tipologie disponibili, ciò che è incluso e le modalità organizzative saranno comunicati agli autori realmente interessati prima di qualsiasi decisione definitiva.

In questa fase, quindi, non ti stiamo chiedendo di prenotare.

Ti stiamo chiedendo qualcosa di molto più semplice:

👤 vorresti esserci?


Se senti che questo viaggio potrebbe essere anche il tuo:

Rispondi all'email scrivendo semplicemente:

"Sì, voglio ricevere tutte le informazioni per partecipare alla Prima Crociera dei Poeti".

Ti chiediamo però una cortesia importante.

Se sai già che nel periodo 14-21 giugno 2027 non potrai partecipare, oppure se desideri ricevere informazioni soltanto per curiosità, non inviare la richiesta in questa fase.

Dietro l'organizzazione di un progetto del genere c'è una mole di lavoro enorme.

Dobbiamo dialogare con la compagnia, organizzare le cabine, gli spazi, gli incontri, gli interpreti, la troupe, i laboratori, i reading e tutte le attività letterarie.

Per questo vorremmo raccogliere le manifestazioni d'interesse di chi sta pensando concretamente:

"Sì, questa esperienza potrei davvero volerla vivere."

Perché certe occasioni arrivano una volta sola

Prova a immaginare ancora una volta.

È l'ultima sera.
Sono passati otto giorni.
Persone che a Civitavecchia quasi non si conoscevano adesso si chiamano per nome.

Ci sono poesie nate durante il viaggio.
Ci sono letture registrate.
Ci sono fotografie.
Ci sono nuove amicizie.
Qualcuno ha scoperto Cannes.
Qualcuno si è innamorato di Barcellona.

Qualcuno ricorderà per sempre un tramonto a Ibiza.
Qualcun altro ricorderà soprattutto una sera.
Il ponte della nave.
Il cielo.
Il Mediterraneo completamente nero intorno.
Una voce che leggeva una poesia.

E la consapevolezza di essere stati presenti quando tutto questo accadeva per la prima volta.

Perché possiamo tornare cento volte nello stesso luogo. Possiamo rifare cento volte lo stesso viaggio.
Ma c'è una cosa che nessuno può ripetere.
La prima volta.

E se riusciremo a realizzare questo sogno, il 14 giugno 2027 cinquanta cabine lasceranno Civitavecchia portando con sé qualcosa che su quella nave non era mai salito prima:

una comunità di poeti in viaggio nel Mediterraneo.

Otto giorni dopo torneremo nello stesso porto.

Ma, come accade dopo i viaggi più belli, forse non saremo esattamente le stesse persone che erano partite.

Perché i luoghi si visitano.
I ricordi, invece, ci accompagnano per sempre.

Un caro saluto,
🗣️ Il tuo Bollettino Poetico


📸 "...io sono una nave che cerca
per tutte le rive
un approdo."


Bollettino Poetico: [Scade oggi] Quale Poesia hai scelto Buongiorno,questa mattina, mentre sistemavo le ultime righe del...
15/09/2026

Bollettino Poetico: [Scade oggi] Quale Poesia hai scelto

Buongiorno,

questa mattina, mentre sistemavo le ultime righe dell’email che volevo mandarti, ho cancellato un intero paragrafo.

Non era scritto male. Semplicemente, spiegava troppo.

Dopo averlo tolto ho riletto il testo e mi sono accorto che il pensiero respirava meglio. Mi è tornata così in mente una frase che il Maestro Giuseppe Aletti ripete spesso durante i suoi laboratori di scrittura poetica:

«In poesia meno è meglio.»

Togliere non significa impoverire una poesia. Significa liberarla da ciò che nasconde la parte più vera.

Nei versi che hai appena letto, per esempio, non usa una lunga dichiarazione d’amore. Gli bastano due parole: “mia volpe”.

Volpe era il nome con cui chiamava la poetessa . Un nome privato, nato dentro il loro legame, capace di farci intuire un’intera storia senza raccontarcela tutta.

Forse anche tu hai avuto un nome che apparteneva soltanto a due persone. Un modo particolare di chiamarsi, una frase ripetuta per anni o una parola che, pronunciata da qualcun altro, non avrebbe avuto lo stesso significato.

È spesso lì che nasce una poesia d’amore capace di raggiungere davvero chi legge. Non nella frase più solenne, ma in quel particolare che nessun’altra persona avrebbe potuto raccontare al posto tuo.

Potrebbe essere una tazza lasciata sempre dalla stessa parte del tavolo, il rumore di una chiave nella porta o il gesto con cui qualcuno ti sistemava il colletto prima di uscire. Quando il particolare è vero, non serve aggiungere molto altro.

Per questo, prima di rileggerlo domandati: dove si trova la parte che appartiene soltanto alla mia storia?

Potresti accorgerti che è già lì, nascosta sotto qualche parola di troppo.

Oggi si chiudono le partecipazioni alla ventitreesima edizione del Concorso Internazionale di Poesia Inedita Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore.

Le poesie finaliste saranno affidate alla lettura attenta del Maestro Giuseppe Aletti e del Prof. Hafez Haidar. Ma, prima di arrivare davanti a loro, ogni testo ha bisogno che il proprio autore compia un gesto molto più semplice: sceglierlo e inviarlo.

Puoi mandarmi da una a tre poesie d’amore inedite, lunghe al massimo 30 versi o righe ciascuna e non iscritte contemporaneamente ad altri concorsi. Puoi allegarle scrivendo a:

[email protected]


Nell’oggetto indica:

“Opera che si propone per il XXIII Concorso di Poesia Inedita Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore”

Nel messaggio inserisci il tuo nome, il tuo cognome, l’indirizzo completo, l’email e il numero di telefono.


Puoi leggere il bando qui:

Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore
https://rivistaorizzonti.net/concorso-poesie

Anche una poesia condivisa sui social può essere considerata inedita. Non ti chiedo di aggiungere qualcosa ai testi che hai scritto. Forse, questa mattina, puoi fare il contrario: togliere ciò che non serve e lasciare che rimanga soltanto quello che senti davvero.

Se in quelle parole continui a riconoscerti, mandamela.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

📸 Amore con la A maiuscola: Anniversario di Eugenio Montale

☑️Bollettino Poetico: [-1] L'amore ti ha lasciato?Here lies one whose name was writ in waterQui giace uno il cui nome fu...
14/09/2026

☑️Bollettino Poetico: [-1] L'amore ti ha lasciato?

Here lies one whose name was writ in water
Qui giace uno il cui nome fu scritto nell’acqua
-.John Keats


Buongiorno 💞

la storia di John Keats sembra divisa in due vene che scorrono insieme: quella del medico che studia il corpo e quella del poeta che lo trascende con la parola.

Keats non nasce con la penna in mano, ma con gli strumenti di anatomia.

Prima di essere uno dei grandi del Romanticismo, si forma come chirurgo e assistente medico al Guy’s Hospital di Londra. Passava le giornate tra sale operatorie, corsie e dolori reali, quelli che non si possono ignorare o rimandare.

Era un giovane attento, preciso, uno che osservava le ferite e le malattie con rispetto, e che imparava presto quanto fragile sia la carne quando manca il respiro della cura.

Eppure, mentre la scienza gli insegnava a intervenire sul corpo, la poesia gli apriva un varco nell’anima.

Nei suoi versi comparivano colline, desideri, urne antiche, malinconie silenziose e amori che oscillano tra presenza e assenza.

Come se ogni bisturi avesse un’ombra fatta di inchiostro.

C’è una domanda che vien naturale: davvero medicina e poesia sono mondi distanti? O forse sono due forme diverse dello stesso gesto — prendersi cura?

Una guarisce la carne, l’altra l’invisibile.

Keats questo l’aveva capito prima ancora che la malattia lo colpisse.

Quando la tubercolosi lo costrinse a lasciare la professione e poi la vita, continuò a scrivere come chi fascia una ferita che non si vede ma brucia lo stesso.
Per lui curare e creare non erano contrari: erano due modi per restituire dignità al dolore.

Ed è da questa consapevolezza che nasce anche il senso del nostro concorso.

Se un medico-poeta ha saputo ricordarci che la poesia può lenire quanto una medicina, allora anche noi possiamo fare lo stesso: trasformare emozioni in versi capaci di parlare d’amore.
Non importa se si tratta di un amore recente, finito, taciuto o ferito: ogni poesia diventa un atto di presenza, un modo per lasciare qualcosa che resta anche quando tutto cambia.

🫴Il XXIII Concorso di Poesia Inedita

“Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore”

nasce proprio da questa idea: che scrivere versi d’amore sia un gesto semplice e necessario, capace di riallacciare ciò che la vita, a volte, divide.
Come un fiore che passa di mano in mano, la poesia conserva profumo e memoria anche quando la stagione è finita.

Per partecipare entro il 15 settembre, puoi inviarmi da una a tre poesie inedite sul tema dell’amore (massimo 30 versi ciascuna), scrivendo a:

[email protected]

e indicando nell’oggetto:

“Opera che si propone per il concorso Tra un fiore colto e l’altro donato”

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📸 Una cosa bella è una gioia per sempre.
La sua grazia aumenta,
non finirà mai nel nulla.

- John Keats

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