Rivista Orizzonti

«Orizzonti - Una rivista per tutti gli artisti» è edita da Aletti - www.alettieditore.it Pagina ufficiale www.facebook.com/alettieditore
Questa pagina si propone di pubblicare informazioni sulle nostre iniziative editoriali, e dare la possibilità di un fondamentale approfondimento intellettuale sul mondo dei libri e della cultura. Conterrà tutti i concorsi di poesia e narrativa inedita indetti dalla casa editrice, e gli oltre mille articoli apparsi sulla rivista «Orizzonti», dove sono passati tutti i più importanti poeti, scrittori, musicisti, registi, pittori e artisti in genere, italiani e stranieri.

"Un libro è un sogno che tieni tra le mani": come non essere d'accordo con questa famosa citazione di Neil Gaiman.I libr...
01/10/2026

"Un libro è un sogno che tieni tra le mani": come non essere d'accordo con questa famosa citazione di Neil Gaiman.

I libri sono come locomotive straordinarie che raggiungono infinite destinazioni, permettendoci di viaggiare con la mente e vivere molteplici vite.
E vale sia perché scrive sia per chi legge.

In vista del prossimo Salone del Libro, la nostra realtà editoriale è alla ricerca di nuove rotte da esplorare e di voci autentiche da portare a bordo. Se hai scritto un romanzo, un saggio o una raccolta di racconti che aspetta solo di trovare i suoi lettori, questo è il momento di farcelo leggere.

E di vivere emozioni uniche presso il nostro stand, dove ogni pagina palpita di emozione e di sente elettricità buona nell'aria, in ogni scambio di battuta, abbraccio, stretta di mano.

È il momento di proporsi:
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"La parte più bella di tutta la letteratura:scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali,che non sei solo o iso...
30/09/2026

"La parte più bella di tutta la letteratura:
scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali,
che non sei solo o isolato da nessuno."

• Francis Scott Fitzgerald 🖋️

✨ È questa profonda convinzione alla base dell'ideazione dei festival letterari targati Aletti Editore e soprattutto della nostra partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino.

📚 Presso il nostro stand si compatta un primo luogo d'incontro, di scambi e di vedute per presentare la propria scrittura: un cammino condiviso che può proseguire da casa, attraverso le pagine dei libri.

💬 Dialogare: ascoltare per poter essere poi ascoltati.
Per poter essere poi letti.

Vuoi lasciarci accompagnare i tuoi passi nell'edizione 2027 del Salone del Libro di Torino? 🤝

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📸 Nella foto: la poetessa Eva Tiziana Tusa al centro insieme al giornalista Vincenzo La Camera. Nella foto, anche la giornalista Federica Grisolia, ultima a destra.
📘 Eva Tiziana ha presentato il libro "La melodia dei sentimenti": una raccolta poetica che vibra come una partitura dell'anima: ogni componimento è una nota, ogni verso una confessione, ogni immagine un frammento di vita che cerca luce.

Dopo l'affetto dei tanti lettori e autori che hanno riempito il nostro Stand nell'ultima edizione (basta guardare la fot...
30/09/2026

Dopo l'affetto dei tanti lettori e autori che hanno riempito il nostro Stand nell'ultima edizione (basta guardare la foto 👇) torniamo con più energia e più motivati che mai per realizzare una nuova entusiasmante edizione per il prossimo Salone del Libro di Torino 2027!

Ma per iniziare alla grande, abbiamo bisogno di voi!
Abbiamo bisogno di iniziare questo nuovo viaggio partendo naturalmente dai vostri manoscritti! 📚

▶️ Vuoi candidare la tua opera per questo strepitoso viaggio, trasformando la tua scrittura in un progetto concreto ed emozionante?

📧 Invia SUBITO il tuo MANOSCRITTO INEDITO.

🔹 OPERE VALUTATE:
Narrativa, Poesia, Saggistica, Raccolte di Racconti, Teatro, Letteratura per l’infanzia, Biografie, Tesi di laurea.

🔹 CRITERI DI AMMISSIONE:
📖 Per la Poesia: sillogi composte da un minimo di 35 a un massimo di 50 componimenti.

✍️ Per la Narrativa: testi con un'estensione minima di 40 pagine.

🏆 IL NOSTRO PROGETTO PER TE:
Agli autori selezionati dedicheremo una proposta editoriale personalizzata, forte di un'esperienza trentennale nel panorama letterario, che include:

• La partecipazione al prossimo Salone del Libro di Torino, in qualità di protagonista delle nostre novità editoriali
• L'affiancamento di un team di professionisti
• Distribuzione commerciale con Terminal

⌛️ TERMINE ULTIMO: 26 ottobre 2026

👇 Scopri il regolamento completo e tutti i dettagli nel primo commento!

Bollettino Poetico: 🧷Quel grido arrivò dalla follaBuonasera, questa mattina ho riaperto una fotografia scattata durante ...
27/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷Quel grido arrivò dalla folla

Buonasera,

questa mattina ho riaperto una fotografia scattata durante uno degli svelamenti del Federiciano. Si vede una strada piena di persone, qualcuno prova ad avvicinarsi e molti tengono il telefono alzato per non perdere il momento.

La guardavo e mi è tornato nelle orecchie un grido.

Non era stato preparato e non apparteneva alla musica della manifestazione. Era arrivato dalla folla, improvviso, nell’istante esatto in cui il telo cadde dalla stele.

Tra le persone presenti c’era anche l’autrice del testo vincitore. Come accade al Federiciano, non era stata avvisata prima. Aveva seguito la processione insieme agli altri poeti senza sapere quale opera sarebbe apparsa. Poi riconobbe le prime parole.

Per qualche secondo rimase immobile, quasi avesse bisogno di rileggerle per convincersi che fossero davvero le sue. Subito dopo gridò e scoppiò a piangere. Le persone intorno cominciarono ad abbracciarla, mentre lei continuava a guardare la stele.

Provo a immaginare che cosa abbia sentito. Quei versi erano nati in un momento che conosceva soltanto lei. Li aveva forse corretti, lasciati riposare, riletti in silenzio e infine inviati come un normale allegato. Adesso erano davanti a tutti, impressi sulla ceramica e destinati a restare in quel luogo.

È questa la forza del Federiciano: una poesia privata può diventare parte della memoria pubblica di un paese.

Domani sarà chiuderemo insieme Il Federiciano nel quale potrai proporre i tuoi testi per la diciottesima edizione. Non te lo dico per metterti fretta, ma perché mi dispiacerebbe pensare che una poesia alla quale tieni sia rimasta fuori soltanto per un altro rinvio.

Non devi sapere oggi se la tua opera verrà scelta. Devi soltanto permetterle di arrivare davanti alla giuria presieduta dal Maestro Giuseppe Aletti, dal Prof. Hafez Haidar, da Valentina Meola, Vincenzo La Camera, Silvio Sangiorgi e Caterina Aletti.

Saranno quattro i testi destinati alle nuove stele. Uno di quei posti, prima della valutazione, non appartiene ancora a nessuno.

📧 Puoi inviarmi entro il 28 settembre, da una a tre poesie inedite o testi di canzoni, a tema libero, lunghi al massimo 30 versi o righe ciascuno, scrivendomi su:

[email protected]


Nell’oggetto indica:
“Partecipazione al XVIII Concorso Internazionale Il Federiciano”

Nel messaggio inserisci il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.


Puoi leggere il bando qui:
☑️ XVIII Il Federiciano
https://rivistaorizzonti.net/concorso-federiciano

Quando tornerai ai tuoi testi, non cercare necessariamente quello che ti sembra più solenne. Cerca la poesia nella quale, rileggendo il primo verso, riconosci ancora la persona che eri quando l’hai scritta.

Potrebbe essere proprio quella a farti riconoscere, un giorno, la tua voce sopra una stele.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico


Lawrence Ferlinghetti interviene durante Il Federiciano. Scopri Qui:
https://youtu.be/Cll_OFSOwg4?is=g2ID-zf49yFAM1NX

Bollettino Poetico: 🗓️ 26/08/2023, ore 19«Un paese vuol dire non essere soli.»Cesare Pavese ✍️✍️✍️ Buongiorno 🙂dopo aver...
26/09/2026

Bollettino Poetico:
🗓️ 26/08/2023, ore 19

«Un paese vuol dire non essere soli.»
Cesare Pavese

✍️✍️✍️

Buongiorno 🙂

dopo averti raccontato ieri del metronotte che fermò il Maestro Giuseppe Aletti, questa mattina mi è tornata in mente un’altra scena.

È accaduta nello stesso luogo, ma un anno prima.

Era il 26 agosto 2023 e mancavano pochi minuti alle sette di sera. La giornata del Federiciano era cominciata molte ore prima e, nella piazza di Augusta, gli autori federiciani continuavano a leggere le proprie poesie.

In quel momento il Maestro Giuseppe Aletti entrò nella chiesa per fare un’offerta.

Non trovando il punto nel quale lasciarla, si rivolse a un gruppo di signori. Gli indicarono due donne vicino all’altare principale, entrambe con un pezzo di stoffa rossa tra le mani.

Il Maestro Giuseppe Aletti si diresse verso di loro e compì il proprio omaggio.

Non ebbe il tempo di presentarsi e non disse chi fosse. Furono quelle due donne a riconoscerlo e a rivolgersi a lui per prime:

«La ringraziamo per per aver portato la poesia nella nostra città.»

Credo che già questa frase sarebbe bastata a rendere memorabile quel momento. Ma subito dopo aggiunsero una domanda che mi è rimasta ancora più impressa:

«Per quanto durano ancora le letture? Perché noi qui abbiamo quasi terminato e vorremmo ve**re a sentire.»

Fu una scena semplice. Fuori dalla chiesa i poeti continuavano a leggere. Dentro, due persone che stavano terminando ciò che avevano da fare pensavano già a raggiungerli per ascoltare.

Non cercavano un premio e non avevano un libro da presentare. Desideravano soltanto sedersi in piazza e lasciarsi accompagnare dalle parole di persone che, fino a quel giorno, non avevano mai incontrato.

Mi piace questa storia perché racconta ciò che il Federiciano riesce a fare senza bisogno di proclami.

Per alcuni giorni la poesia non rimane riservata a chi scrive: entra nella quotidianità del paese, si mescola alle sue voci e diventa un appuntamento atteso anche da chi pensava di non avere nulla a che fare con un festival letterario.

Forse è questa la differenza tra una poesia soltanto pubblicata e una poesia che trova davvero un luogo nel quale vivere.

Le stele del Federiciano fanno proprio questo. Conservano i versi sulle mura dei Paesi della Poesia e permettono loro di essere incontrati da persone che l’autore non conoscerà mai.

Quest’anno quattro opere vincitrici saranno riprodotte su ceramica maiolicata. I loro autori entreranno in un percorso nel quale le parole dei poeti emergenti convivono con quelle di Dacia Maraini, Alda Merini, Franco Battiato, Salvatore Quasimodo, Mario Luzi e di molte altre grandi voci.

Ma prima della stele, della piazza e delle persone che si fermeranno a leggere, c’è un gesto molto più intimo: tornare alle proprie poesie e scegliere quella alla quale concedere una possibilità.

Puoi inviarmi da una a tre poesie inedite o testi di canzoni, a tema libero, lunghi al massimo 30 versi o righe ciascuno e non iscritti contemporaneamente ad altri concorsi.

Scrivendomi su:
[email protected]

Nell’oggetto indica:
“Partecipazione al XVIII Concorso Internazionale Il Federiciano”
https://rivistaorizzonti.net/concorso-federiciano

Nel messaggio inserisci il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Puoi leggere il bando qui:
Il Federiciano


Le porte del Federiciano chiuderanno lunedì 28 settembre 2026.

Quelle due donne non conoscevano tutti i poeti presenti in piazza. Eppure sentivano che quelle voci avevano portato qualcosa di nuovo nella loro città.

Forse, da qualche parte tra i tuoi testi, c’è una poesia capace di fare lo stesso per una persona che ancora non conosci.


🗣️Il tuo Bollettino Poetico


Il Saluto Federiciano. Scopri Qui
https://youtube.com/shorts/4BoRqd24QMw?is=cs0SB7_dTsVWV4dD

🌿 Stele con la poesia "I poeti lavorano di notte" di Alda Merini

Bollettino Poetico: ☑️[Novità] 26/08/2924 Buongiorno,questa mattina, mentre rimettevo in ordine alcune cartelle del Fede...
25/09/2026

Bollettino Poetico:
☑️[Novità] 26/08/2924


Buongiorno,

questa mattina, mentre rimettevo in ordine alcune cartelle del Federiciano, mi sono fermato davanti a una data annotata su un foglio: 26 agosto 2024.

Accanto c’erano poche parole, scritte in fretta:

“Ma siete voi quelli della poesia?”

Ho sorriso, perché ho ricordato subito chi pronunciò quella domanda e la faccia sorpresa del Maestro Giuseppe Aletti. Era sera e il Paese della Poesia si stava svuotando. Il Maestro Giuseppe Aletti e il Prof. Hafez Haidar camminavano lungo la strada delle stele, fermandosi davanti ai versi che non avevano potuto vedere l’anno precedente.

A un certo punto si avvicinò un uomo su un piccolo mezzo elettrico. Era il metronotte della zona. Li guardò per qualche secondo, come per essere sicuro di averli riconosciuti, poi domandò:

«Ma siete voi quelli della poesia?»

Quando il Maestro Aletti gli rispose di sì, quell’uomo non chiese un autografo e non fece un discorso solenne. Disse soltanto che abitava lì vicino e li ringraziò:

«Mi avete abbellito la via.»

È una frase semplice, e forse proprio per questo mi è rimasta impressa. Non parlava di premi o di classifiche.

Parlava della strada che percorreva ogni notte e del modo in cui alcune poesie, entrando nel paesaggio, avevano cambiato qualcosa anche nella sua quotidianità.

Questo è ciò che accade al Federiciano. I versi escono dai libri e dai quaderni, vengono riprodotti su stele in ceramica maiolicata e restano tra le case, nelle piazze e lungo le vie dei Paesi della Poesia.

Una persona può incontrarli tornando dal lavoro, durante una passeggiata o in una sera qualunque. Magari non conoscerà l’autore, ma si fermerà davanti a una frase e sentirà che quelle parole riguardano anche la propria vita.

Da oggi si apre per pochi giorni la partecipazione al XVIII Concorso Internazionale di Poesia Inedita e Testi di Canzoni “Il Federiciano”.

Le quattro opere vincitrici troveranno posto su altrettante stele all’interno del circuito dei Paesi della Poesia, accanto ai versi di autori emergenti e a quelli di grandi nomi della cultura italiana e internazionale.

Non posso sapere quale poesia verrà scelta. Posso però immaginare il momento in cui una persona, tra qualche anno, passerà davanti a una di quelle stele e si fermerà a leggere. Potrebbero essere i tuoi versi a rendere più bella la sua strada. La partecipazione è gratuita.

Puoi inviarmi da una a tre poesie inedite o testi di canzoni, a tema libero, lunghi al massimo 30 versi o righe ciascuno.

Puoi allegarli scrivendo a:

[email protected]

Nell’oggetto indica:
“Partecipazione al XVIII Concorso Internazionale Il Federiciano”

Nel messaggio inserisci il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Potrò accogliere le tue poesie fino a lunedì 28 settembre 2026. Puoi leggere il bando e conoscere tutte le sezioni e i riconoscimenti qui:

XVIII Il Federiciano
https://rivistaorizzonti.net/concorso-federiciano

Se hai già pubblicato una poesia sui social, puoi comunque inviarla: ai fini del concorso è considerata inedita.

Questa mattina non ti chiedo di scrivere qualcosa apposta. Ti chiedo soltanto di tornare ai testi che hai già composto e di cercare quello che vorresti affidare non soltanto a una giuria, ma a una strada, a un paese e alle persone che un giorno potrebbero attraversarlo.

Forse la poesia che stai pensando merita di uscire dal foglio e di abitare un luogo vero.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Itinerari in cerca di senso. Scopri Qui
https://youtube.com/shorts/qXjj111TvAc?is=2_YNuW6Ot51QSnHY
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Bollettino Poetico:🧷Non era soltanto "la moglie di"  Buongiorno,questa mattina, mentre cercavo una poesia da condividere...
19/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷Non era soltanto "la moglie di"


Buongiorno,

questa mattina, mentre cercavo una poesia da condividere con te, mi sono fermato davanti al nome di Maria Cumani.

Subito dopo ho trovato una definizione che probabilmente hai letto anche tu qualche volta:
“La moglie di Salvatore Quasimodo.”

È vero, naturalmente. Ma più la guardavo, più mi sembrava una frase troppo piccola per contenere tutta la sua vita.

Forse perché accade ancora spesso, soprattutto alle donne, di essere raccontate attraverso il rapporto con qualcun altro. La moglie di, la madre di, la figlia di. Definizioni nate dall’amore, ma che qualche volta finiscono per lasciare in ombra la persona che esiste dietro quei legami.

Maria Cumani non fu soltanto la donna accanto a un Premio Nobel.

Quando incontrò Salvatore Quasimodo, nel 1936, era già una danzatrice e una coreografa. Aveva studiato il movimento con disciplina e aveva scelto di non limitarsi a interpretare le creazioni degli altri: desiderava costruire le proprie coreografie, trasformando la musica in gesti capaci di raccontare.

Quasimodo la vide danzare e rimase affascinato non soltanto dalla sua bellezza, ma dalla sensibilità con la quale riusciva a dare una forma visibile a ciò che normalmente possiamo soltanto ascoltare. Da quell’incontro nacquero un amore intenso e tormentato, molte lettere e, nel 1939, Alessandro Quasimodo.

Maria fu compagna, madre e musa. Ma continuò anche a essere artista. Recitò per il cinema, lavorò con registi come Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, insegnò e scrisse poesie nelle quali la voce non apparteneva più al movimento del corpo, ma alle parole. C’è soprattutto un particolare della sua storia che questa mattina ho sentito molto vicino.

Dopo una lunga lontananza dalle scene, nel 1986 tornò a danzare al Teatro Filarmonico di Verona. Aveva quasi settantotto anni. Avrebbe potuto pensare che quella parte della propria vita fosse ormai conclusa. Che il tempo della danza appartenesse alla ragazza che era stata e che certi desideri, dopo una determinata età, dovessero essere ricordati senza più essere vissuti.

Invece tornò sul palcoscenico.

Non per dimostrare di essere ancora la donna di tanti anni prima, ma perché l’arte non aveva mai smesso di appartenerle. Questa storia mi ha fatto pensare a quante persone abbiano lasciato la scrittura in disparte per occuparsi della famiglia, del lavoro o di qualcuno che aveva bisogno di loro.

Magari hanno continuato a scrivere nei momenti rubati alla giornata, su fogli nascosti tra altri documenti o dentro quaderni che nessuno ha mai aperto. Poi, con il passare del tempo, hanno cominciato a domandarsi se fosse ormai troppo tardi per affidare quelle parole a qualcuno.

La storia di Maria Cumani ci ricorda che una voce non perde valore soltanto perché ha dovuto aspettare.

Forse anche tu hai un’opera che non hai ancora inviato perché la vita, per molto tempo, ti ha chiesto di mettere davanti altre persone e altre responsabilità. Potrebbe essere una poesia, un racconto, un romanzo, un saggio, un testo teatrale o le parole di una canzone. Potrebbe essere inedita oppure aver già incontrato i suoi primi lettori.

Il XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo accoglie tutte queste forme di scrittura attraverso le diverse sezioni previste dal bando.

Puoi proporre la tua opera fino a lunedì 21 settembre e conoscere le sezioni individuando quella più adatta al tuo testo qui:

☑️ XII Premio Salvatore Quasimodo
https://rivistaorizzonti.net/concorso-quasimodo

Quando avrai scelto l’opera, puoi allegarla rispondendo direttamente a questa email oppure scrivendomi a:

[email protected]

Nell’oggetto indica:
“Partecipazione XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo”

Nel messaggio inserisci il numero o il nome della sezione scelta, il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Non importa quanto tempo sia trascorso da quando hai scritto quell’opera. Importa che, rileggendola oggi, tu riesca ancora a riconoscere qualcosa che ti appartiene.

Maria Cumani tornò sul palcoscenico quando molti avrebbero considerato concluso il suo percorso.

Forse anche le tue parole stanno soltanto aspettando che tu torni a prenderle per mano.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico



La testimonianza dì Patrizia Tedeschi. Scopri Qui
https://youtube.com/shorts/v522gkcdBNo?is=h4YHoqx2Jp4awwfA
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Bollettino Poetico: ☑️Tutto cominciò con un messaggio.Buongiorno 🙂questa mattina sono tornato a una promessa che ti avev...
18/09/2026

Bollettino Poetico:
☑️Tutto cominciò con un messaggio.

Buongiorno 🙂

questa mattina sono tornato a una promessa che ti avevo fatto nell’email di ieri.

Ti avevo scritto che ti avrei raccontato come nacque il Premio Salvatore Quasimodo. Ripensandoci, mi sono accorto che la parte più sorprendente di questa storia è racchiusa in un gesto che compiamo quasi tutti ogni giorno.

Tutto cominciò con un messaggio inviato su Facebook.

Era l’estate del 2014 e il Maestro Giuseppe Aletti stava preparando il primo Federiciano Estivo: nove giorni di poesia, trentasei appuntamenti e un intero paese pronto ad accogliere autori provenienti da luoghi diversi.

Il lavoro da organizzare era già moltissimo, ma c’era un pensiero che continuava a tornargli in mente.

Voleva invitare Alessandro Quasimodo.

Non aveva davanti un contatto istituzionale o una lunga catena di persone alle quali rivolgersi. Scelse la strada più semplice: aprì Facebook, cercò il suo nome e gli scrisse.

Gli raccontò il Festival e quell’idea che, da anni, guidava il Federiciano: portare la poesia fuori dai libri, farla entrare nelle strade e affidare i versi alla ceramica affinché potessero rimanere sui muri del Paese della Poesia.

Credo che tutti conosciamo i pochi secondi che precedono l’invio di un messaggio importante. Lo rileggi, cambi una parola, ti domandi come verrà accolto e, per un momento, il dito rimane fermo sul tasto. Poi decidi di inviarlo.

La risposta di Alessandro Quasimodo arrivò piena di curiosità e di entusiasmo. Accettò l’invito e raggiunse Rocca Imperiale portando con sé i ricordi del padre Salvatore e della madre Maria Cumani. Avrebbe dovuto trattenersi soltanto un giorno. Poi cominciarono le letture, gli incontri con gli autori, le conversazioni nelle piazze e quelle giornate durante le quali la poesia sembrava accompagnare ogni ora.

Alessandro rimase fino alla conclusione del Festival.

Viveva gli appuntamenti dalla mattina fino a notte inoltrata, ascoltava i poeti, raccontava episodi della propria famiglia e osservava con meraviglia un paese nel quale i versi non erano trattati come qualcosa di distante. Finì per chiamare il Federiciano il suo “parco giochi poetico” e arrivò a paragonarne l’intensità culturale al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Quella che avrebbe potuto essere una semplice presenza all’interno del programma diventò un’amicizia con il Maestro Giuseppe Aletti e un legame profondo con tutta la nostra comunità.

Fu proprio durante quei giorni che nacque il pensiero di creare un Premio dedicato a Salvatore Quasimodo. Non un’iniziativa costruita soltanto intorno al nome di un Premio Nobel, ma uno spazio nel quale nuove persone potessero affidare alla lettura le proprie opere e continuare, con una voce personale, il cammino della letteratura.

Sono trascorsi dodici anni da quel primo messaggio.

Oggi il Premio è arrivato alla dodicesima edizione e accoglie poesie, racconti, romanzi, saggi, testi teatrali e testi di canzoni, editi oppure inediti secondo le diverse sezioni previste dal bando.

Mi piace pensare che tutto questo esista perché, in un pomeriggio del 2014, un poeta decise di non lasciare un pensiero soltanto nella propria mente.

Lo trasformò in un messaggio e lo affidò a qualcuno.

In fondo, anche la partecipazione di ogni autore comincia nello stesso modo. Si sceglie un’opera, si prepara un’email e, dopo qualche esitazione, si decide di premere “Invia”.

Puoi partecipare fino a lunedì 21 settembre 2026.

Trovi qui tutte le sezioni previste e puoi individuare quella più adatta al tuo testo:

🧷 XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo
https://rivistaorizzonti.net/concorso-quasimodo

Quando avrai scelto l’opera, puoi inviarla in risposta a questa email o sull'email di:

[email protected]

Nell’oggetto indica: “Partecipazione XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo”

Nel messaggio specifica il numero o il nome della sezione e inserisci il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Quel messaggio del 2014 avrebbe potuto rimanere fermo in una bozza. Se fosse accaduto, forse oggi non avrei questa storia da raccontarti.

Alcuni percorsi cominciano proprio nel momento in cui decidiamo di premere “Invia”.

Forse può cominciare così anche il percorso della tua opera.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Affidare i sogni. Scopri Qui:
https://youtube.com/shorts/DoqF_mFrAP0?is=j0y09IvYwk2PFIbk
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Bollettino Poetico: [Novità] Quale opera sceglieresti oggi?Buongiorno 🙂questa mattina, mentre rileggevo il nuovo bando s...
17/09/2026

Bollettino Poetico:
[Novità] Quale opera sceglieresti oggi?

Buongiorno 🙂

questa mattina, mentre rileggevo il nuovo bando sulla scrivania, mi sono accorto che il mio sguardo continuava a tornare sul nome scritto nella parte alta della prima pagina:

☑️Salvatore Quasimodo.

È uno di quei nomi che conosciamo da così tanto tempo da rischiare quasi di non ascoltarlo più. Lo abbiamo incontrato sui libri di scuola, accanto alla parola Nobel, e almeno una volta abbiamo pronunciato i suoi tre versi più celebri.

Poi ho pensato a chi, davanti a un Premio che porta un nome simile, potrebbe sentirsi intimorito. Forse è capitato anche a te di leggere il bando di un concorso e domandarti se ciò che hai scritto sia abbastanza importante per essere inviato. Il nome della manifestazione sembra grande, il tuo testo è ancora dentro un quaderno o in una cartella del computer e, per qualche istante, la distanza tra le due cose appare enorme.

Eppure la letteratura non continua soltanto grazie alle opere che già conosciamo. Continua ogni volta che qualcuno trova il coraggio di aggiungere la propria voce.

È con questo spirito che il Maestro Giuseppe Aletti e Alessandro Quasimodo diedero origine al Premio dedicato a Salvatore Quasimodo: non per costruire una teca intorno alla memoria di un Premio Nobel, ma per creare un luogo nel quale quella memoria potesse incontrare le parole di chi scrive oggi.

Nei prossimi giorni ti racconterò come nacque tutto, durante un’estate che avrebbe dovuto portare Alessandro Quasimodo al Festival Il Federiciano per un solo giorno e che, invece, lo vide restare fino alla conclusione della manifestazione.

Questa mattina, però, desideravo prima dirti che quel luogo si è riaperto. Da oggi puoi partecipare alla dodicesima edizione del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo.

Questa edizione conserva anche la memoria di Alessandro Quasimodo, scomparso il 2 maggio 2025. Per la nostra comunità non è stato soltanto il figlio di un Premio Nobel: è stato un attore, un regista, un interprete capace di restituire un corpo e una voce alla poesia, ma soprattutto una presenza vicina agli autori e alla Casa Editrice.

Il Premio accoglie forme diverse di scrittura perché non tutte le persone affidano alla stessa forma ciò che hanno dentro. Potresti avere alcune poesie inedite che non hai mai lasciato leggere, una poesia o un libro già pubblicati, un racconto breve, un romanzo, un saggio, un testo teatrale oppure le parole di una canzone.

Non devi cambiare il modo in cui scrivi per poter entrare in questa storia. Devi soltanto riconoscere la sezione capace di accogliere meglio la tua opera.

Per la poesia puoi proporre da uno a trenta componimenti inediti oppure una poesia, una breve raccolta o un libro già pubblicato. Per la narrativa puoi inviare un racconto inedito di massimo cinque pagine, un’opera inedita senza limiti di lunghezza oppure un libro edito. È prevista inoltre una sezione dedicata a saggi, testi teatrali e testi di canzoni, editi o inediti.

Saranno riconosciuti i primi cinque classificati di ogni sezione, con la possibilità di assegnare premi e menzioni speciali. Ai primi classificati sarà consegnato il Trofeo Salvatore Quasimodo, mentre targhe, coppe e diplomi accompagneranno gli altri riconoscimenti.

Prima di tutto questo, però, c’è un gesto molto più semplice: scegliere l’opera con la quale desideri essere letto.

Puoi partecipare fino a lunedì 21 settembre 2026 inviandomi all'email:

[email protected]


Nell’oggetto indica:

“Partecipazione XII Premio Internazionale
Salvatore Quasimodo”

Nel messaggio specifica il numero o il nome della sezione scelta e inserisci il tuo nome, il tuo cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Puoi leggere il bando e individuare la sezione più adatta alla tua opera qui:
📍XII Premio Internazionale Salvatore Quasimodo
https://rivistaorizzonti.net/concorso-quasimodo

Non ti chiedo di scrivere qualcosa apposta. Torna ai testi che hai già composto e non domandarti subito se siano abbastanza importanti per un Premio che porta il nome di Quasimodo.

Domandati piuttosto se, dentro uno di essi, esista qualcosa che soltanto tu avresti potuto raccontare in quel modo.

Se la risposta è sì, puoi cominciare proprio da quell’opera.


🗣️ Il tuo Bollettino Poetico


Testimonianza di una Masterclass del Maestro Giuseppe Aletti. Scopri Qui
https://youtube.com/shorts/sQTY8quvNaY?is=Ny2km2Q75KDQX_Xb
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Bollettino Poetico: ☑️Prima Crociera dei poeti... Prova a immaginare Buongiorno, Poeta,prova a immaginare.È sera.La nave...
16/09/2026

Bollettino Poetico:
☑️Prima Crociera dei poeti... Prova a immaginare

Buongiorno, Poeta,
prova a immaginare.

È sera.
La nave ha lasciato il porto da qualche ora.
Intorno non c'è più la terra.
C'è soltanto il Mediterraneo.

Sopra di noi un cielo pieno di stelle, davanti l'orizzonte e, da qualche parte sul ponte della nave, una voce comincia a leggere una poesia.

Potrebbe essere la tua.

La musica accompagna le parole. Le luci della costa sono ormai lontane.
Qualcuno ascolta in silenzio.

E in quel momento ti rendi conto che stai vivendo qualcosa che, fino a poco tempo prima, non esisteva.

🛳️ La Prima Crociera dei Poeti.

Sì.

Per la prima volta stiamo lavorando a un progetto che ci emoziona anche soltanto mentre lo immaginiamo.

Dal 14 al 21 giugno 2027, a bordo della MSC Fantasia, vorremmo riunire poeti, accompagnatori, famiglie e il nostro staff per otto giorni nel Mediterraneo.

Otto giorni per viaggiare.

Otto giorni per stare insieme.

Otto giorni per parlare di poesia senza la fretta di doverci salutare dopo un incontro, un premio o un Festival.

Otto giorni per creare qualcosa che, se riusciremo a realizzarlo come lo stiamo immaginando, resterà nella storia della nostra comunità letteraria.

La prima volta non si dimentica mai

Ci sono viaggi che finiscono quando torniamo a casa.
E ce ne sono altri che continuano dentro di noi.

Quasi tutti ricordiamo la prima volta in cui abbiamo visto una città che desideravamo conoscere.
Il primo viaggio importante.
Il primo orizzonte visto dal ponte di una nave.
Il primo tramonto sul mare aperto.
Perché le prime volte hanno un privilegio che nessuna replica potrà avere:
non hanno memoria. La creano.

Ed è esattamente ciò che vorremmo fare.

Creare insieme il primo ricordo della Crociera dei Poeti.

Chi parteciperà a questa edizione non sarà semplicemente uno degli autori presenti.

Sarà uno di quelli che potranno dire:
"Io c'ero la prima volta."

Prova a immaginare il 14 giugno

Ci incontriamo a Civitavecchia.
Le valigie. Gli abbracci.I primi saluti.
Qualcuno si conosce già dai nostri Festival.
Qualcuno fino a quel momento è stato soltanto un nome letto su una copertina o incontrato nelle nostre comunicazioni.
Poi saliamo a bordo.

Alle 19 la MSC Fantasia lascia Civitavecchia.
E comincia il viaggio.

Il giorno successivo saremo a Livorno, porta d'accesso a Firenze e Pisa.

Poi Cannes. La Costa Azzurra. Il Mediterraneo francese.

Poi ancora Barcellona, con le sue strade, l'arte, Gaudí, la Rambla e quella luce che sembra appartenere soltanto alla Catalogna.

E poi Ibiza.
Non soltanto l'isola conosciuta in tutto il mondo per la sua vita notturna, ma un luogo mediterraneo fatto di calette, mura antiche, tramonti e mare.

Il 19 giugno accadrà qualcosa che, per noi, potrebbe diventare uno dei momenti più belli dell'intero viaggio:

un'intera giornata in navigazione.

Nessun porto. Nessuna città da raggiungere.
Soltanto noi.

La nave.
Il Mediterraneo.
E la poesia.

Poi arriveremo a Cagliari, prima di fare ritorno a Civitavecchia la mattina del 21 giugno.

Otto giorni.

Sei approdi.

Un mare.

E una comunità di poeti in viaggio.

Prova a immaginare una poesia sotto le stelle.
Uno degli appuntamenti che vorremmo realizzare è un grande reading sul ponte della nave.

Non in una sala qualsiasi.
Non davanti alle pareti di un teatro.
Ma sotto il cielo del Mediterraneo.

Prova a immaginare il momento.

Il rumore dell'acqua.
Il vento leggero.
Il buio del mare.
Le stelle sopra di noi.
E le poesie che vengono lette mentre la nave continua il suo viaggio.

Quante volte abbiamo scritto del mare?
Quante volte un poeta ha cercato nell'orizzonte una metafora per raccontare una partenza, un ritorno, un amore, una mancanza?

Questa volta il mare non sarà una metafora.
Sarà lì.
E i nostri versi gli passeranno sopra.

Ma non sarà soltanto un viaggio
Questa è la parte a cui teniamo particolarmente.
Non vogliamo organizzare una normale vacanza di gruppo. Vogliamo creare una vera esperienza letteraria in navigazione.

📍Dedicheremo indicativamente due o tre ore al giorno alle attività della Crociera dei Poeti.
Il resto della giornata sarà vostro.
Per stare con la famiglia.
Per godervi la nave.
Per scendere nelle città.
Per partecipare alle escursioni.
Per sedervi davanti al mare senza fare assolutamente nulla.
Per aspettare un'alba.
Per fotografare un tramonto.
Per vivere una vacanza.

Ma durante quelle ore dedicate alla poesia succederanno molte cose.

📍Prova a immaginare la tua poesia nelle mani di un attore.

Durante la crociera organizzeremo reading con attori professionisti. Alcuni testi degli autori partecipanti saranno affidati alle loro voci.
E questo, per chi scrive, è sempre un momento particolare. Perché noi conosciamo la nostra poesia attraverso la voce con cui l'abbiamo scritta.

Poi arriva qualcun altro.
Un interprete.
Respira in punti diversi. Trova un'intenzione che forse non avevamo visto. Si ferma sopra una parola. Dà un peso differente a un verso.
E improvvisamente scopriamo qualcosa del nostro stesso testo.

Le letture saranno registrate dalla troupe che viaggerà con noi, insieme ad alcuni dei momenti più significativi della crociera.

Vogliamo che di questa esperienza non rimangano soltanto fotografie sul telefono.
Vogliamo creare video-ricordi capaci, negli anni, di riportarci lì.

Sul mare.
In quella settimana.
Con quelle persone.

📍Portiamo a bordo anche il laboratorio di poesia del Maestro Giuseppe Aletti

Ci sarà poi uno spazio dedicato alla scrittura. Un vero laboratorio sui testi degli autori.
Partiremo dalle poesie. Le leggeremo. Le analizzeremo. Cercheremo di comprenderne i punti di forza e gli aspetti che possono essere approfonditi.

Perché stare insieme otto giorni ci concede un privilegio che normalmente non abbiamo.
Il tempo.

Il tempo per parlare.
Il tempo per confrontarsi.
Il tempo per fare domande.
Il tempo per tornare sopra un verso.
Il tempo per ascoltare il Maestro Giuseppe Aletti e confrontarsi con lui e con il suo staff non per pochi minuti al termine di una manifestazione, ma durante un'esperienza condivisa.

Ed è forse questa una delle caratteristiche più rare di questo viaggio.

Normalmente ci incontriamo ai Festival, alle premiazioni, alle presentazioni.
Ci salutiamo. Parliamo. Ci abbracciamo.

Poi ognuno torna alla propria città. Questa volta no.
Questa volta avremo otto giorni.

📍E ci sarà anche una Estemporanea di Poesia

Perché un poeta in viaggio dovrebbe anche scrivere.

Forse davanti a Cannes.
Forse dopo aver visto Barcellona.
Forse mentre il sole tramonta su Ibiza.
Forse durante quella lunga giornata in cui intorno alla nave ci sarà soltanto mare.

Organizzeremo quindi una Estemporanea di Poesia della Prima Crociera dei Poeti.
Un momento di scrittura nato durante il viaggio.
E al termine dell'esperienza saranno premiati i primi 10 autori classificati.

Pensaci.
Una poesia nata nel Mediterraneo.
Scritta durante la Prima Crociera dei Poeti.
Forse conserverà per sempre qualcosa di quei giorni.

Prova a immaginare di partire con chi ami

C'è poi un aspetto che rende questo progetto ancora più bello.
Non dovrai scegliere tra la poesia e la tua famiglia.
Potrai portarla con te.
Il tuo compagno.
La tua compagna.
I tuoi figli.
La persona con cui desideri condividere questa esperienza.

Mentre noi svolgeremo le nostre attività letterarie, chi ti accompagna potrà vivere liberamente la nave.
E poi potrete ritrovarvi.

Visitare insieme Barcellona. Passeggiare a Cannes. Scoprire Cagliari. Vivere Ibiza.
Cenare guardando il mare. E il giorno dopo tornare alla poesia.

📍Una vacanza e un'esperienza culturale dentro lo stesso viaggio.

Vorremmo lasciarti qualcosa da portare a casa.
Per questa prima edizione stiamo pensando anche a piccoli oggetti che abbiano un significato.
Non semplici gadget. Testimoni di una prima volta.

Ogni autore partecipante riceverà a bordo una penna personalizzata della Prima Crociera dei Poeti. Una maglietta ricordo dell'evento culturale e artistico.
E soprattutto una pergamena personalizzata, che attesterà la partecipazione alla prima edizione della Crociera dei Poeti.

Perché fra dieci o vent'anni quella pergamena possa ancora raccontare:

14-21 giugno 2027. Io ero a bordo.

Ci sono soltanto 50 cabine che possiamo opzionare
Ed eccoci al motivo per cui ti scriviamo oggi.
Siamo ancora nella fase di pianificazione.

La compagnia ci ha dato la possibilità di lavorare su un contingente di 50 cabine, ma ci chiede naturalmente di capire se esiste un interesse concreto per poter procedere al blocco.

Le quote che stiamo valutando, a seconda della tipologia di cabina, si collocano indicativamente tra 2.100 e 2.500 euro a coppia (importo da dividere per due ovviamente).

Tutti i dettagli, le tipologie disponibili, ciò che è incluso e le modalità organizzative saranno comunicati agli autori realmente interessati prima di qualsiasi decisione definitiva.

In questa fase, quindi, non ti stiamo chiedendo di prenotare.

Ti stiamo chiedendo qualcosa di molto più semplice:

👤 vorresti esserci?


Se senti che questo viaggio potrebbe essere anche il tuo:

Rispondi all'email scrivendo semplicemente:

"Sì, voglio ricevere tutte le informazioni per partecipare alla Prima Crociera dei Poeti".

Ti chiediamo però una cortesia importante.

Se sai già che nel periodo 14-21 giugno 2027 non potrai partecipare, oppure se desideri ricevere informazioni soltanto per curiosità, non inviare la richiesta in questa fase.

Dietro l'organizzazione di un progetto del genere c'è una mole di lavoro enorme.

Dobbiamo dialogare con la compagnia, organizzare le cabine, gli spazi, gli incontri, gli interpreti, la troupe, i laboratori, i reading e tutte le attività letterarie.

Per questo vorremmo raccogliere le manifestazioni d'interesse di chi sta pensando concretamente:

"Sì, questa esperienza potrei davvero volerla vivere."

Perché certe occasioni arrivano una volta sola

Prova a immaginare ancora una volta.

È l'ultima sera.
Sono passati otto giorni.
Persone che a Civitavecchia quasi non si conoscevano adesso si chiamano per nome.

Ci sono poesie nate durante il viaggio.
Ci sono letture registrate.
Ci sono fotografie.
Ci sono nuove amicizie.
Qualcuno ha scoperto Cannes.
Qualcuno si è innamorato di Barcellona.

Qualcuno ricorderà per sempre un tramonto a Ibiza.
Qualcun altro ricorderà soprattutto una sera.
Il ponte della nave.
Il cielo.
Il Mediterraneo completamente nero intorno.
Una voce che leggeva una poesia.

E la consapevolezza di essere stati presenti quando tutto questo accadeva per la prima volta.

Perché possiamo tornare cento volte nello stesso luogo. Possiamo rifare cento volte lo stesso viaggio.
Ma c'è una cosa che nessuno può ripetere.
La prima volta.

E se riusciremo a realizzare questo sogno, il 14 giugno 2027 cinquanta cabine lasceranno Civitavecchia portando con sé qualcosa che su quella nave non era mai salito prima:

una comunità di poeti in viaggio nel Mediterraneo.

Otto giorni dopo torneremo nello stesso porto.

Ma, come accade dopo i viaggi più belli, forse non saremo esattamente le stesse persone che erano partite.

Perché i luoghi si visitano.
I ricordi, invece, ci accompagnano per sempre.

Un caro saluto,
🗣️ Il tuo Bollettino Poetico


📸 "...io sono una nave che cerca
per tutte le rive
un approdo."


Indirizzo

Via Mordini, 22
Guidonia Montecilio
00012

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