04/09/2026
🕵𝑼𝒏 𝒂𝒇𝒇𝒓𝒆𝒔𝒄𝒐 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒍𝒊...
𝑺𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂 𝒖𝒏'𝒂𝒓𝒄𝒉𝒊𝒕𝒆𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂, 𝒎𝒂 𝒆̀ 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊𝒑𝒊𝒏𝒕𝒂.
📍All'ingresso dell'antisagrestia della Basilica di San Pietro a Modena si trova l'affresco del 1626 di 𝐁𝐞𝐫𝐧𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐨 𝐂𝐞𝐫𝐯𝐢, allievo di Guido Reni, raffigurante un episodio tratto dai Dialoghi di Gregorio Magno e legato alla vita di San Benedetto da Norcia: 𝒍'𝑰𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒕𝒓𝒂 𝑺𝒂𝒏 𝑩𝒆𝒏𝒆𝒅𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒆 𝒊𝒍 𝒓𝒆 𝑻𝒐𝒕𝒊𝒍𝒂.
🔍💡Totila, re dei Goti, aveva sentito parlare delle capacità profetiche del Santo e decise di metterlo alla prova. Prima di incontrarlo, fece vestire da re il suo scudiero Riggo e lo mandò al monastero accompagnato da alcuni uomini del seguito reale. Ma Benedetto riconobbe subito l'inganno e smascherò il falso re.
A quel punto Totila si presentò personalmente davanti al Santo. Questa volta fu lui a inginocchiarsi: il potente sovrano riconosceva così l'autorità spirituale di Benedetto.
🤝È proprio questo momento che Bernardino Cervi sceglie di rappresentare: Totila inginocchiato davanti a San Benedetto, all'interno di una straordinaria architettura dipinta che sembra proseguire oltre la parete.
🕵⛪Ma c'è di più: per secoli l'opera è rimasta nascosta sotto strati di intonaco, a partire dall'epoca napoleonica, tanto da essere considerata perduta. Ne restava visibile soltanto un piccolo dettaglio, il volto di San Benedetto.
Gli interventi di consolidamento successivi al terremoto hanno permesso di riscoprirla. Il successivo restauro, eseguito da Luca Rubini, ha finalmente restituito alla luce uno dei tesori nascosti della Basilica.
🕵Accanto all'affresco, un lungo 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐚 𝐫𝐞𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐗𝐈𝐗 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨 con le relative sedie contribuisce a restituire l'atmosfera degli antichi spazi monastici, evocando la quotidianità dei monaci che per secoli hanno abitato questi ambienti.
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