Liceale Reporter

Liceale Reporter Pagina ufficiale del progetto ''Reporter'' del Liceo Statale Ischia. Pagina ufficiale della redazione REPORTER del Liceo Statale Ischia

Il primo numero del Liceale è finalmente disponibile! Da domani passeremo a distribuirli in tutte le classi (anche alla ...
16/04/2019

Il primo numero del Liceale è finalmente disponibile!
Da domani passeremo a distribuirli in tutte le classi (anche alla sede di Lacco).
Come sempre per avere una copia basta un'offerta a piacere, che ci permetterà di stampare i prossimi giornalini.☀️☀️☀️

L'amore é nell'aria, insieme a tanti nuovi articoli e tante novità. A breve!💘
14/02/2019

L'amore é nell'aria, insieme a tanti nuovi articoli e tante novità.
A breve!💘

Anno nuovo, nuovi articoli in arrivo.🎉
08/01/2019

Anno nuovo, nuovi articoli in arrivo.🎉

Ciao ragazzi!Come avrete capito, anche quest'anno il Progetto Reporter riapre i battenti.🗞Oggi, martedì 4 dicembre, è st...
04/12/2018

Ciao ragazzi!
Come avrete capito, anche quest'anno il Progetto Reporter riapre i battenti.🗞
Oggi, martedì 4 dicembre, è stato fatto un primo incontro, e abbiamo avuto modo di parlare con le nuove "reclute" e riorganizzare alcune cose...
Ma non preoccupatevi, avete ancora tempo fino al 22 dicembre per farvi avanti ed entrare anche voi a far parte della nostra Redazione!
Per farlo, potete mandare un messaggio alla nostra pagina instagram:
📍,
alla nostra pagina Facebook:
📍Liceale Reporter,
o potete contattarci mandandoci un'email al nostro indirizzo:
📍[email protected]
così sarete avvisati per quanto riguarda i prossimi incontri e riceverete tutte le informazioni.
Vi ricordiamo inoltre che il nostro corso vale come Alternanza Scuola Lavoro, ma che soprattutto cerchiamo ragazzi che abbiano voglia di impegnarsi, e perché no, imparare anche a fare qualcosa di nuovo che magari non hanno avuto occasione di sperimentare: da noi potrete scegliere ciò che più vi appassiona, dalla scrittura alla fotografia, dal montaggio dei video alla realizzazione di interviste, e vi assicuriamo che i momenti di divertimento e spensieratezza non mancheranno.
Vi aspettiamo!🔜

12/11/2018

Salve a tutti!
Anche quest'anno il Liceale e il Tg Reporter riapriranno i battenti.
Chiunque avesse voglia di scrivere di ciò che gli piace, volesse far parte del Tg come fotografo o inviato, o volesse imparare a fare il grafico è ben accetto.
Anche quest'anno il progetto fa parte dell'Asl e offre inoltre credito scolastico.
Se siete interessati potete contattarci sulla nostra email:

📌[email protected]

oppure potete mandarci un messaggio qui sulla pagina Facebook, dove vi daremo maggiori informazioni.

Grazie per l'attenzione.📚

Nel corso degli anni 60 , La società europea fu attraversata da diverse ondate di crisi : * Ad est il problema fondament...
27/10/2018

Nel corso degli anni 60 , La società europea fu attraversata da diverse ondate di crisi :
* Ad est il problema fondamentale era il dominio militare oltre che economico dell’Urss sui paesi dell’Europa orientale
* Ad ovest invece si riteneva necessario attenuare la dipendenza economica rispetto gli Stati Uniti anche se questo aveva consentito nel recente passato uno spettacolare sviluppo.
Il ‘68 in FRANCIA
In Francia le immense manifestazioni del 1968 fanno incontrare due mondi molto diversi.
Da un lato gli studenti, che scendono in strada e si scontrano con la polizia a colpi di slogan e di sassi.
Dall’altro gli operai che, a milioni, incrociano le braccia. Lo sciopero diventa rapidamente generale e il paese e paralizzato.
Le lotte portarono a un ampliamento della libertà di espressione, e nelle strade, nei bar e nelle industrie la gente dibatte. Gli scioperi e le occupazioni bloccano il paese.
Un tentativo di accordo tra governo e sindacati, gli “accordi di Grenelle” va in fumo all’ultimo momento.
Così il generale De Gaulle scioglie l’assemblea nazione e dichiara le elezioni anticipate.
L’anno successivo, avendo messo in gioco tutta la sua credibilità, rassegna le dimissioni.
Il ‘68 in INGHILTERRA
Un ciclo di lotte particolarmente intenso si sviluppa nei college e nelle scuole d’arte. A partire da Hornsey, la protesta si diffonde Croydon, Birmingham, Liverpool , e al Royal college of Arts London.
Lo slogan della rivolta universitaria è “ potere studentesco“: gli studenti vogliono partecipare agli organi decisionali nelle strutture universitarie, ma presto, come accade negli altri paesi europei, si pongono un obiettivo rivoluzionario e anticapitalistico più vasto e generale. E con questi intenti che, il 14 e15 maggio del 1968, viene costituita, alla London school of economics, la revolutionary socialist student federation(RSSF), un’organizzazione della nuova sinistra.
La lotta contro l’imperialismo e il razzismo è uno dei temi centrali per il movimento studentesco guida britannico. A giugno la camera dei Lord s’boccia a maggioranza la proposta di sanzioni contro lo Stato razzista della Rhodesia. In autunno è la questione del Vietnam a innescare la ripresa delle mobilitazioni studentesche. Intanto , Alla fine di ottobre, per riaprire il dialogo con i giovani, governo laburista annuncia l’imminente estensione del voto ai diciottenni. A dicembre, molto università inglesi sono di nuovo in lotta, e quella di Bristol è occupata. Alla London School, le agitazioni proseguono anche del 1969. La situazione resta puramente conflittuale per tutto l’anno accademico con scioperi, boicottaggi e invasioni degli uffici amministrativi
Il ‘68 in GERMANIA
L’altro paese in cui la contestazione sociale ebbe particolare vigore fu la Germania occidentale dove la critica all’intero impianto della società del dopoguerra fu particolarmente radicale tanto da sfondare l’anarchismo. Sul piano culturale, le esigenze di libertà e democrazie espresse del ‘68 cercarono spesso un nuovo modello sociale orientandosi verso un modello di socialismo differente da quello sperimentato dall’unione sovietica. Un esempio di modello alternativo fu il maoismo e la rivoluzione culturale cinese dei quali la società europea aveva solo notizie.
Il ‘68 in IUGOSLAVIA
In Jugoslavia, la rivolta degli studenti di Belgrado nel giugno 1968, si concluse con l’accoglimento di alcune richieste e come presa di posizione del maresciallo Tito in favore della critica e della mobilitazione di massa anche nel regime socialista.
Il ‘68 in SPAGNA
L’eco delle rivolte studentesche di Parigi e Praga giunge alle porte delle università spagnole. Gli studenti manifestano contro i “grigi”, la polizia franchista: le facoltà vengono chiuse e gli operai manifestano lungo le strade per ottenere diritti sociali e libertà politiche. Nel nord del paese 5000 minatori dichiarano lo sciopero, prendendosi un diritto fino allora negatogli dalla dittatura. Un primo passo è il diritto per le donne di essere elette in consiglio comunale, ma solo per quelle sposate. Il 1968 è anche l’anno di nascita di Felipe, principe ereditario della Spagna. Con grande orgoglio patriottico il paese canta la canzone di Masiello, che dichiara la Spagna prima vincitrice.
Il ‘68 in europa dell est- la primavera di Praga
La contestazione giovanile fece sentire i suoi effetti anche nei paesi dell’Europa orientale. Qui, sebbene le società fossero più statiche e meno libere, esigenze di democratizzazione della politica siano manifestate già dai primi anni 60. Il paese più coinvolto da questo nuovo clima politico fu la Cecoslovacchia che cercava il modo di allontanarsi dal comunismo sovietico. Si presentò l’occasione con l’elezione di Dubcek, segretario del partito che si dedicò subito ad un’opera di rinnovamento politico e di liberalizzazione culturale. Era la stagione passata alla storia come primavera di Praga caratterizzato da un risveglio della vita democratica. Temendo così una crisi generalizzata di tutte le democrazie popolari i dirigenti sovietici decisero di intervenire militarmente di fronte ai fermenti della primavera di Praga.

📌 https://youtu.be/HFZnsTXGeJM

📌 https://youtu.be/NQByj9h_Ie0

Una breve sintesi sul 1968 (Sessantotto) pensata come contenuto aggiuntivo per una lezione sulla storia d'Italia per una classe terza media

Il Sessantotto e... Gli slogan.Text: Martina Barbieri e Lorenza Senese, VA Classico• La parola slogan deriva dallo scozz...
27/10/2018

Il Sessantotto e... Gli slogan.

Text: Martina Barbieri e Lorenza Senese, VA Classico

• La parola slogan deriva dallo scozzese “slaugghhairm”, ovvero “grido di guerra”, passato poi a significare il motto dei partiti inglesi; da inizio Novecento viene impiegato più nell'ambito pubblicitario e propagandistico in generale.
• Innanzitutto bisogna tener conto dell'evoluzione del linguaggio, che in ogni campo utilizza lo stile sintetico e allusivo proprio della pubblicità.
Appare dunque evidente che i movimenti giovanili degli anni '60 sono stati anticipatori di una tendenza, ancora viva nella nostra società, poiché oggi tutti parliamo slogan.
• Particolarmente studiati sono gli slogan usati nel “maggio francese”, sicuramente un microcosmo rappresentativo anche perché tradotti e imitati ovunque.
• L'estrema diversità dei messaggi, spesso addirittura contrapposti (dall'invito alle barricate al pacifismo assoluto), è senz'altro la prova della confluenza di idee e opzioni politiche molto diverse nei movimenti di protesta, ma va anche, d'altra parte, considerata in relazione al contesto in cui gli slogan venivano pronunciati.
Le diversità di messaggio venivano in qualche modo riassorbite dalla condivisione del mezzo espressivo e dal contesto in cui ci si esprimeva, sempre fortemente collettivo e “pubblico”.
• Importante dunque è lo slogan “Immaginazione al potere”.
Nel maggio del ’68 è stata la prima volta che un movimento di massa ha usato la creatività – in questo caso sinonimo di “immaginazione” – come parola d’ordine. Gli slogan di protesta, scritti sui manifesti o sulle mura delle università, venivano riprodotti con grafica semplice ma innovativa, andando a costituire uno degli elementi più evidenti delle “controculture” del tempo.
• In questi anni videro la luce altre forme di protesta giovanile, che esprimevano la loro contrarietà alle convenzioni sociali e ai valori borghesi dell’epoca.
Tra queste ebbe particolare diffusione quella dei “figli dei fiori” o “hippies”, giovani che sceglievano di vivere in maniera semplice e libera.
Il loro ideale di pace e libertà è sintetizzabile in slogan quali “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” e “Fate l’amore e non la guerra” (scritta in inglese sui muri dell’Università di Nanterre, in Francia, durante i moti studenteschi del 1968)

• Altri esempi di slogan significativi sono
-“Lavorare meno, lavorare tutti”
-“La fantasia distruggerà il potere ed una serata vi seppellirà”
-“Contro i sensi vietati, le strade del possibile”
-“Vogliamo tutto e subito”
-“Articolo 1: è proibito proibire.
Articolo 2: l’articolo 1 è abolito.”
-“Consumate di più, vivrete di meno”
-“Corri compagno, il vecchio mondo ti sta dietro”
-“Siamo realisti, pretendiamo l’impossibile”

Ecco alcuni link utili:

📌https://amantidellastoria.wordpress.com/2018/05/14/gli-slogan-piu-belli-del-maggio-francese/

📌http://www.ovovideo.com/sessantotto/

Il sessantotto è una contestazione studentesca di portata storica che scoppia nelle università di molti Paesi nel 1968. È uno scontro tra le vecchie e le giovani generazioni, tra due modi di vedere il mondo. Le proteste degli studenti escono presto dai confini delle università, e si fondono con ...

Il Sessantotto e… La letteraturaText: Rita Sogliuzzo e Ilenia Patalano Durante il Sessantotto anche i letterati si schie...
27/10/2018

Il Sessantotto e… La letteratura

Text: Rita Sogliuzzo e Ilenia Patalano

Durante il Sessantotto anche i letterati si schierarono, ma soprattutto s'interrogarono sulle funzioni e il ruolo della scrittura e i canoni estetici a cui ispirare la poetica. Loro furono attenti al pensiero filosofica della Scuola di Francoforte e alle proteste degli studenti.
IN ITALIA
In Italia uno degli autori più esplicitamente influenzati dal Sessantotto fu Nanni Balestrini che scrisse Vogliamo Tutto, riprendendo sin dal titolo uno slogan dell’epoca. Nell’opera egli narrò le vicende di un giovane operaio meridionale durante le lotte del 1969 alla Fiat di Torino.
Al contrario, in una posizione critica nei riguardi del Sessantotto e dei suoi protagonisti, troviamo Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, regista e saggista. Una sua polemica riguardo il Movimento venne pubblicata il 16 giugno su L’Espresso, in cui egli, in riferimento agli scontri accaduti in Valle Giulia a Roma, difendeva i poliziotti piuttosto che gli studenti.
NEGLI STATI UNITI
Gli scrittori statunitensi della cosiddetta beat generation riscossero nel ’68 grande successo di pubblico, perché incarnavano i valori di libertà individuale, anticonformismo e critica della società, statunitense propri dei movimenti studenteschi.
Tra gli autori più noti Jack Kerouac, padre del movimento beat e autore del romanzo autobiografico On the road (Sulla strada 1957), che si basava su una serie di viaggi in automobile attraverso gli Stati Uniti.

📌Vita e pensiero di Pier Paolo Pasolini:
http://www.culturaeculture.it/libri/pier-paolo-pasolini-la-vita-e-il-pensiero-di-un-ribelle-del-novecento/

📌Recensione del libro Vogliamo Tutto di Nanni Balestrini: https://www.sololibri.net/Vogliamo-tutto-Nanni-Balestrini.html

📌Intervista a Jack Kerouac:
https://www.youtube.com/watch?v=CD4ofEoUpxE

Jack Kerouac, interviewed by William F. Buckley, Jr. From a documentary on the soul of the Beat Generation. Beat, (a)politics, (non)hippies, drunkennes and t...

Il Sessantotto e... La musicaText:Martina Di Iorio e Luca Cervera, V A Classico La contestazione non si limitò a forme d...
27/10/2018

Il Sessantotto e... La musica

Text:Martina Di Iorio e Luca Cervera, V A Classico

La contestazione non si limitò a forme d'arte letterarie e morali, ma trovò un incisivo canale di diffusione nella musica. In contemporanea alla “beat generation”,si sviluppò il Rock and Roll, un tipo di musica che interpretava il senso di inquietudine, di protesta e di ribellismo dell'epoca e si proponeva pertanto come veicolo anti-tradizionalista ed anticonformista:tra i maggiori esponenti troviamo i Rolling Stones, i Beatles, Bill Haley, Jim Morrison ed Elvis Presley.
Al movimento della beat generation seguiva quello degli “Hippy”(=figli dei fiori) :maggiori interpreti del pacifismo e della solidarietà tra i popoli furono John Baez, John Lennon e Bob Dylan.
In Italia le prime tracce della ribellione appaiono con la stesura, nel 1966,da parte di Franco Migliacci e Mauro Lusini del testo “C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”https://youtu.be/rOJQuTD73Wk cantata da Gianni Morandi, ma poi censurata dalla Rai per i troppo espliciti riferimenti alla guerra in Vietnam.
Sugli avvenimenti di quegli anni si ricordano l'album “Storia di un impiegato” di De André, la canzone “Primavera di Praga” di Guccini e la canzone “Come potete giudicar” del gruppo Nomadi.

Ecco alcuni link utili:

📌Satisfaction-The Rolling Stones
https://youtu.be/nrIPxlFzDi0
Canzone emblema del gruppo, tutt’ora di fama mondiale, trasmette perfettamente il senso di trasgressione caratteristico del tempo.

📌The times they are a changing-Bob Dylan
https://youtu.be/e7qQ6_RV4VQ
Questo brano in particolare si riferiva chiaramente al movimento degli studenti, mentre i Beatles con “All you need is love” iniziavano la loro protesta e appoggiavano la cultura Hippy.

📌https://youtu.be/4EGczv7iiEk

Il Sessantotto e... La situazione politica negli USA Text: Marianna Castaldi & Lamonaca Nicola, V A ClassicoA Berkeley, ...
23/10/2018

Il Sessantotto e... La situazione politica negli USA

Text: Marianna Castaldi & Lamonaca Nicola, V A Classico

A Berkeley, nel 1964, l'università californiana, i cui aspetti elitari più avanzati sono uno dei simboli della società statunitense, scoppiò una rivolta senza precedenti. Il contagio fu immediato. Nei campus americani la protesta giovanile mise insieme classi, ceti, gruppi, investì la morale e i rapporti umani. Gli studenti si schierarono contro la Guerra del Vietnam, a favore delle battaglie per i diritti civili e alle filosofie che esprimevano il rifiuto radicale verso un certo stile di vita. Negli Stati Uniti le lotte si polarizzarono contro la Guerra del Vietnam; ad essa si combinarono le battaglie dei neri per il riconoscimento dei loro diritti civili e per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. In questo contesto negli Stati Uniti nacque il movimento dei cosiddetti hippy, parola di gergo che voleva dire «uno che ha mangiato la foglia», in seguito ribattezzati «figli dei fiori», poiché la loro unica arma erano appunto i fiori. In America questo movimento si unì alle battaglie dei neri per la conquista dei più elementari diritti civili. Le battaglie per il riconoscimento dei diritti civili ai neri si dividevano sostanzialmente in due filoni. Il primo era quello pacifista che auspicava la progressiva integrazione delle masse di colore nella società bianca; era guidato da Martin Luther King, un pastore battista apostolo della nonviolenza, che fin da giovane si era dedicato alla lotta contro la discriminazione razziale. Il suo celebre discorso, in cui auspicava l'uguaglianza tra i popoli (I have a dream) scatenò un'ondata di proteste e di violenze, culminate nel suo assassinio nel 1968. Il secondo filone, più intransigente, fu quello delle Pantere Nere, che chiedeva la formazione di un potere nero (Black Power), contrapposto a quello dei bianchi. Il movimento era di orientamento marxista e chiedeva inoltre libertà e occupazione, case e istruzione per tutti, la fine delle oppressioni anche verso le minoranze etniche. Era guidato da personalità del calibro di Angela Davis, e Malcolm X. Quest'ultimo era un avvocato allevato da una coppia di bianchi che gli avevano dato il cognome «Little»: divenuto adulto preferì cancellarlo con una X. Egli era propenso ad un'alleanza tra tutti i popoli neri e lottava per la superiorità razziale del suo popolo.

📌http://win.storiain.net/arret/num187/artic7.asp

📌 https://www.letturefantastiche.com/anni_60_negli_stati_uniti_1.html

📌 https://youtu.be/r5lz9sG8Ivo

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