09/09/2026
𝐆𝐥𝐢 𝐀𝐜𝐢𝐠𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨𝐭𝐢 di
«Nel Luglio del 1859 sulla città di Acireale è ancora apparentemente salda la dominazione borbonica, che si serve anche della delazione per esercitare il potere. Tuttavia un manipolo di ‘cospiratori’ – che vede quale illustre riferimento il nobiluomo Lionardo Vigo Calanna – opera nell’anonimato, utilizzando come segno distintivo le mitologiche iniziali di Aci e Galatea ed una dolce nenia ispirata alla locale leggenda amorosa fra il mite pastorello e la passionaria ninfa, figlia di Giove. Si tratta appunto degli “Acigalatoti”. Mastro Angelo, vittima del tradimento del socio in affari Mariano Pappalardo, viene barbaramente ucciso da un gruppo di malavitosi, ai quali è stato comandato oltre all’omicidio del padre, il rapimento della figlia Agata, che lo accompagna nella discesa al borgo mari-naro di Santa Maria La Scala attraverso il tortuoso e affascinante percorso nascosto delle “Chiazzette”. Il ratto della fanciulla viene sventato dal provvidenziale intervento di Pietro Russo, che ha ricevuto da don Giuseppe Romeo, il Professore – figura immaginaria che in qualche modo costituisce il fulcro del gruppo di cospiratori – l’incarico di scortare padre e figlia con la massima discrezione. Questa scena costituisce il prologo di una vicenda (dove i luoghi e la voce del popolo sono protagonisti) che si sviluppa nell’arco temporale di dieci mesi fino al 26 maggio del 1860, data alla quale la maggior parte delle fonti storiche fa risalire un avvenimento di fondamentale importanza per la storia del Risorgimento: Acireale è il primo centro della Sicilia a far sventolare una bandiera tricolore. »