Thalento Media

Thalento Media 🎙 Il media dei giovani salentini
📍 Lecce

È scoppiata in questi giorni la polemica intorno al botta e risposta tra il presidente del PD, Stefano Bonaccini, e la p...
30/08/2026

È scoppiata in questi giorni la polemica intorno al botta e risposta tra il presidente del PD, Stefano Bonaccini, e la premier Giorgia Meloni.

L’eurodeputato ha dichiarato che «Il voto a destra è un consenso che arriva in maniera maggioritaria da chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città».

La premier ha poi reagito duramente sui social. «L'abbiamo già sentita. Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare».

Dopo il post della premier, Bonaccini ha poi precisato: «Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo, parlavo di un problema della sinistra”.

Uno scontro a colpi di retorica che nasconde delle problematiche insite nei due schieramenti oppure un'ennesima distrazione mediatica?

🖊: Gianmarco Loiacono

Forza Alessandro Di Battista !La redazione di Thalento Media augura ad Alessandro Di Battista una pronta guarigione.    ...
30/08/2026

Forza Alessandro Di Battista !

La redazione di Thalento Media augura ad Alessandro Di Battista una pronta guarigione.

28/08/2026

“Avere le chiavi di una casa e poter dire ‘questa è casa mia’ non deve essere un lusso, ma un diritto.”

Il 6 settembre Alessandro Valenti , regista e attivista per i diritti umani, dialogherà con la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein .

📢 Intervento di: Enrico Bove

📍 Officine Cantelmo, Lecce — ore 17.30

27/08/2026

“Avere le chiavi di una casa e poter dire ‘questa è casa mia’ non deve essere un lusso, ma un diritto.”

Il 6 settembre Alessandro Valenti , regista e attivista per i diritti umani, dialogherà con la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein .

📢 Intervento di: Enrico Bove

📍 Officine Cantelmo, Lecce — ore 17.30

26/08/2026

Oggi è Sant’Oronzo e abbiamo deciso di raccontarvi la sua storia!



Conoscevi la storia del nostro amato patrono?

La sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, chiede scuse per i fischi a Meloni a Taranto, definendoli irrispettosi verso ...
23/08/2026

La sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, chiede scuse per i fischi a Meloni a Taranto, definendoli irrispettosi verso un territorio beneficiato da risorse statali.

L’ex primo cittadino Carlo Salvemini, i Giovani Democratici e il Movimento Sveglia respingono la richiesta: i fondi pubblici sono un diritto, non un favore che impone gratitudine, e i fischi esprimono il malessere per la vertenza ex Ilva, tra crisi occupazionale e ambientale.

Per l'opposizione salentina non è Taranto a dover chiedere scusa, ma le istituzioni a dover dare risposte concrete.

TARANTO NON DEVE CHIEDERE SCUSA PER IL PROPRIO DISSENSO. E' IL GOVERNO CHE DEVE RISPOSTE ALLA CITTA'- Comunicato stampa ...
22/08/2026

TARANTO NON DEVE CHIEDERE SCUSA PER IL PROPRIO DISSENSO. E' IL GOVERNO CHE DEVE RISPOSTE ALLA CITTA'

- Comunicato stampa Giovani Democratici di Lecce

«Troviamo francamente surreali le parole della sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, che ha definito i fischi rivolti alla Presidente del Consiglio durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo un episodio di “ingratitudine”, arrivando a sostenere che Taranto dovrebbe chiedere scusa ed essere grata nei confronti di Giorgia Meloni. Taranto non deve chiedere scusa a nessuno», dichiara Enrico Bove, segretario dei Giovani Democratici di Lecce. Innanzitutto perché è piuttosto evidente che quella contestazione non fosse nel merito dei Giochi del Mediterraneo, né tantomeno agli investimenti realizzati per ospitarli. Quei fischi erano rivolti alla Presidente del Consiglio e arrivavano da una città attraversata da mesi da una delle vertenze industriali, occupazionali e ambientali più drammatiche del Paese.

Solo poche settimane fa i lavoratori dell’ex Ilva hanno scioperato per otto ore chiedendo certezze sul futuro dello stabilimento, sulla tutela dell’occupazione, dell’ambiente e della salute. Le imprese dell’indotto hanno denunciato il rischio di una crisi occupazionale senza precedenti e si sono preparate persino all’ipotesi di licenziamenti collettivi. «Appare ancora più singolare che Poli Bortone senta il bisogno di rimproverare i tarantini quando la stessa Giorgia Meloni ha dichiarato di comprendere le ragioni del dissenso della città, riconoscendo implicitamente che quei fischi non riguardavano certo una manifestazione sportiva, ma una ferita politica e sociale ancora aperta. Prima di domandare gratitudine a Taranto bisognerebbe chiedersi quante risposte Taranto stia ancora aspettando dalle istituzioni», prosegue Bove.

Ma c’è soprattutto un principio nelle parole della sindaca che non possiamo condividere, cioè l’idea che una comunità debba mostrarsi riconoscente nei confronti del Governo perché sul suo territorio sono state investite risorse pubbliche. «I soldi dello Stato non sono i soldi di Giorgia Meloni, sono risorse della collettività. Investire centinaia di milioni di euro in una città del Mezzogiorno non è una concessione della Presidente del Consiglio, né un favore per il quale i cittadini debbano ricambiare con applausi e silenzio. È compito delle istituzioni utilizzare le risorse pubbliche per ridurre i divari territoriali, costruire infrastrutture e garantire opportunità. Gli investimenti pubblici non si fanno per comprare consenso. E soprattutto non sospendono il diritto dei cittadini al dissenso», sottolinea il segretario dei GD Lecce.

Un principio che vale ancora di più nel Mezzogiorno, nel quale, al di là delle inaugurazioni e delle grandi manifestazioni, permangono netti divari rispetto alle regioni settentrionali. Nel 2025 il 38,4% della popolazione meridionale era a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 13,1% del Nord. E se nel 2026 il Sud sta crescendo leggermente più del Centro-Nord, SVIMEZ spiega che ciò avviene soprattutto grazie alla spinta straordinaria degli investimenti del PNRR e prevede già per il 2027 una nuova inversione, con il Mezzogiorno nuovamente più lento. Persino sull’attuazione del PNRR rimane un divario: secondo SVIMEZ, a febbraio 2026 la spesa rendicontata aveva raggiunto il 52,7% nel Centro-Nord e appena il 39,5% nel Mezzogiorno, con una distanza ancora maggiore per gli investimenti in opere pubbliche.

«È questo il punto politico che dovrebbe interrogarci: il Sud non può essere utile quando deve fare da cornice alle inaugurazioni e tornare a essere periferia quando si spengono i riflettori. Non abbiamo bisogno di ringraziare ed essere grati per le risorse che ci spettano, né di fare la corte a chi temporaneamente governa il Paese per aver fatto il proprio dovere. Abbiamo bisogno che quelle risorse diventino lavoro, servizi, infrastrutture, diritti e possibilità concreta per i giovani di costruire qui il proprio futuro». E abbiamo soprattutto bisogno di una politica capace di accettare il dissenso senza considerarlo un affronto personale. «Fischiare una Presidente del Consiglio, senza violenza e senza impedire lo svolgimento di una manifestazione, è una forma di contestazione politica. Si può condividerla o meno, considerarla opportuna o inopportuna. Ma pretendere le scuse di un’intera città significa confondere il rispetto dovuto alle istituzioni con l’ossequio dovuto a chi le rappresenta. Sono due cose profondamente diverse».

«Taranto non deve chiedere scusa per aver contestato il Governo. È il Governo che deve ancora dare risposte a Taranto. Quando una città fischia chi governa, la politica dovrebbe prima chiedersi perché, invece di pretendere gratitudine», conclude Bove.

16/08/2026

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