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Thalento Media 🎙 Il media dei giovani salentini
📍 Lecce

13/10/2026

Michele Boldrin, professore ed economista, sbarca a Lecce per il suo primo evento pubblico con il partito Ora! - partito di cui è fondatore e segretario, ma che vorrebbe usare solo come trampolino di lancio per una nuova classe dirigente.

Ospiti con lui nella Sala Leonardo dell'Hotel Tiziano l'ex sindaco di Lecce Carlo Salvemini, civico di area progressista, e il sindaco di Caprarica Paolo Greco, segretario provinciale dei calendiani.

Prima dell'evento, incentrato sulla crescita economica e sulle opportunità per il Sud, abbiamo strappato un'intervista.

Ai nostri microfoni, insieme a duettare, Boldrin e Salvemini.

📱 Intervista a cura di: Giovanni Gemma

È iniziato il presidio in tenda dell'UDU Lecce davanti a Studium 2000: gli studenti si sono accampati davanti il plesso ...
12/10/2026

È iniziato il presidio in tenda dell'UDU Lecce davanti a Studium 2000: gli studenti si sono accampati davanti il plesso universitario per porre l'attenzione sul diritto effettivo allo studio e sui tagli all'università pubblica che mettono in affanno il Paese reale.

È una mobilitazione, presente anche sotto Montecitorio, che arriva in corrispondenza con il voto alla Camera sullo scostamento di bilancio del governo Meloni: miliardi per energia e armi, mentre - fanno notare gli studenti - sempre meno sono le risorse per le nuove generazioni.

Il presidio, iniziato stamane, continuerà a oltranza - si spera fino al fine settimana. L'UDU ha condiviso una lettera d'intenti sottoscritta da altre associazioni universitarie e giovanili di partito. Si sono accampati i GD, si sono presentati UGS, Diritti X e il Network giovani. Il deputato Donno (M5S) ha incontrato gli studenti nel pomeriggio con altri esponenti pentastellati locali.

Vi invitiamo a segnalarci nei commenti altri presenti nella giornata o nelle prossime.

Ai nostri microfoni la coordinatrice dell'UDU Lecce Chiara Ammassari.

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Seguici su Thalento Media !Un seminario sui temi del sesso e dell’identità di genere è diventata il centro di una polemi...
09/10/2026

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Un seminario sui temi del sesso e dell’identità di genere è diventata il centro di una polemica all’Università del Salento.

L’iniziativa, intitolata “Sesso, genere e il pacchetto gender”, e’ stata approvata nell’ambito del corso di laurea in Servizio sociale. Il seminario prevede cinque incontri a cadenza bisettimanale, proposti da una docente, con partecipazione facoltativa e un riconoscimento di 0,5 crediti per incontro.

L’associazione studentesca UdU Lecce ha contestato l’impostazione e la bibliografia, che a suo giudizio offrirebbe una lettura unilaterale dei temi trattati.

Tra i testi indicati figurano infatti “Il movimento trans è una menzogna” e “Perché TERF è un insulto misogino”; critiche anche all’incontro “I minori trans: liberazione o adattamento?”. L’associazione ha precisato di non mettere in discussione la possibilità di affrontare questi argomenti in ateneo e chiede pluralismo, contraddittorio e rigore scientifico. Ha scritto alla rettrice chiedendo all’Ateneo di prendere posizione anche sui crediti, e ha annunciato un contro-seminario sugli stessi temi, in programma per venerdì 9 ottobre.

Il presidente del corso di studi, Vincenzo Lorubbio, difende invece l’iniziativa: il programma, approvato dalla commissione competente, dichiara di presentare le posizioni contrastanti del dibattito pubblico e l’ultimo incontro vede la partecipazione di una collega con una prospettiva diversa. Lorubbio ha definito positiva la reazione degli studenti e l’interesse nel partecipare al dibattito accademico, dicendosi disponibile a ulteriori momenti di confronto.

✍️: Gabriele Colazzo
📱: mary



📸 Credits foto copertina: galatina24

La polemica contro la professoressa Daniela Danna all’Università del Salento dimostra che quando una voce fuori dal coro entra nelle aule universitarie, chi é abituato a dettare la linea arriva a sopprimerla. Quando vengono messi in discussione i dogmi della teoria gender, scattano accuse e tentativi di delegittimazione.
Per noi il sapere non può avere una direzione esclusiva : nessun pensiero unico, nessun monopolio culturale. Difendere la l

02/10/2026

Carmelo Bene (Campi Salentina, 1937 - Roma, 2002)

Attore, regista, drammaturgo, poeta: Carmelo Bene ha rivoluzionato il teatro del Novecento, portando in scena una voce e un corpo mai visti prima. Il suo modo di smontare i testi classici e di trasformare la parola in puro suono lo ha reso unico in Europa. Un genio scomodo e irripetibile, nato nel cuore del Salento. 🎭

La cultura woke è arrivata anche a Lecce. O almeno questa è l’accusa della giunta Poli, supportata a grancassa dall’edit...
26/09/2026

La cultura woke è arrivata anche a Lecce. O almeno questa è l’accusa della giunta Poli, supportata a grancassa dall’editore-consigliere regionale Paolo Pagliaro (l’indipendentista salentino diventato meloniano su via Gentile), accusa che sembrava un passatempo linguistico ed è diventata invece realtà.

A farne le spese è la Biblioteca Ognibene, uno dei gioielli della cultura comunale leccese. La Ognibene, inaugurata quattro anni fa come community library con un processo di consultazione pubblico, ha dimostrato buoni numeri di partecipazione e accesso da parte dei leccesi. Per sua sfortuna, è finita simbolo dell’amministrazione Salvemini. Che l’aveva inaugurata e, secondo la tesi delle destre leccesi, occupata con la propaganda di sinistra.

Così, da oggi per prenotare lo spazio di Ognibene si allungano in tempi e, soprattutto, la programmazione culturale annuale dovrà essere approvata dalla Giunta. Ciliegina sulla torta, sempre la Giunta può disporre della biblioteca per qualsiasi iniziativa coerente con le politiche culturali della Giunta stessa. La quale, naturalmente, si riserva di decidere cosa è coerente con se stessa.

Senza sorprese, non pochi leccesi si sono sentiti derubati di uno spazio pubblico. Dopo l’assemblea pubblica di giovedì 24 settembre, in cui è intervenuta in difesa di Ognibene anche l’assessora regionale alla Cultura Miglietta (già assessora di Salvemini a Lecce), si è dato il via a una petizione comunale per chiedere il ritiro delle modifiche; ricordiamo che servono almeno 500 firme perché la petizione possa essere protocollata.

Più interessante è lo strappo, inaspettato, della dirigente del Comune responsabile del Settore cultura. La funzionaria Claudia Branca, da decenni nella pubblica amministrazione, ha rotto il silenzio e difeso il proprio operato davanti gli attacchi delle destre cittadine. Che, in fin dei conti, l’avevano indirettamente accusata di faziosità e collusione politica. E se, in una città sonnacchiosa come Lecce, una funzionaria arriva a parlare pubblicamente, allora la situazione è veramente indecente.

🖊 Articolo di: Giovanni Gemma

Seguici su Thalento Media !15k prima che l’ia prenda il controllo di internet?
13/09/2026

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15k prima che l’ia prenda il controllo di internet?

Il femminicidio esiste.
09/09/2026

Il femminicidio esiste.

AUTONOMIA, I GIOVANI DEMOCRATICI REPLICANO A POLI BORTONE: «ALLE CANTELMO PIENONE. MA DIETRO QUELLE SEDIE C’ERANO PERSON...
07/09/2026

AUTONOMIA, I GIOVANI DEMOCRATICI REPLICANO A POLI BORTONE: «ALLE CANTELMO PIENONE. MA DIETRO QUELLE SEDIE C’ERANO PERSONE»

Maldarizzi: «Sull’Autonomia si confronti nel merito invece di cercare distrazioni». Bove: «Le sedie erano circa 300 ed erano tutte occupate, tanto che molte persone hanno seguito l’incontro in piedi. Ridurre tutto a una conta racconta perfettamente un certo modo di intendere la politica che non ci appartiene».

Una sala piena, circa trecento sedie occupate e diverse persone costrette a seguire l’incontro in piedi. È questa la realtà dell’iniziativa “Prendersi cura” che sabato ha portato Elly Schlein alle Officine Cantelmo di Lecce, ben diversa dalla rappresentazione offerta dalla sindaca Adriana Poli Bortone. Un appuntamento durato oltre tre ore, attraversato dalle testimonianze di associazioni, realtà del Terzo settore e soprattutto da tanti giovani.

Dalla dichiarazione della sindaca sulla presunta capienza di “200 posti” delle Cantelmo che arriva la replica dei Giovani Democratici. «Anziché affrontare i nodi concreti dell’Autonomia differenziata, Adriana Poli Bortone sceglie ancora una volta la strada dell’arma di distrazione di massa», dichiara Isanna Maldarizzi, segretaria regionale dei Giovani Democratici della Puglia. «I giovani pugliesi non si fanno incantare dai cavilli del passato: la riforma Calderoli incide sul nostro futuro adesso. Accusare l’opposizione di falsità serve solo a nascondere un disegno che rischia di spaccare ulteriormente la Repubblica e di trasformare diritti fondamentali in privilegi dipendenti dal codice postale. Dalla sanità alla scuola, dalle oopportunità lavorative alla possibilità di costruire il proprio futuro nella propria terra, il Mezzogiorno rischia di pagare ancora una volta il prezzo più alto. Per la nostra generazione significa parlare concretamente di diritto a restare. Perché non c’è libertà di scegliere dove vivere se partire diventa l’unica possibilità per avere un salario dignitoso, una casa e un futuro. Elly Schlein sta conducendo una battaglia cruciale per l’unità sostanziale del Paese e per le nuove generazioni. Chi in Puglia avalla questo disegno per disciplina di partito dovrebbe spiegare ai ragazzi e alle ragazze pugliesi perché i loro diritti dovrebbero valere meno di quelli di un coetaneo nato qualche centinaio di chilometri più a nord».

Netta anche la replica di Enrico Bove, segretario dei Giovani Democratici di Lecce e trai promotori dell’iniziativa: «Partiamo dai fatti, perché evidentemente ce n’è bisogno. Sabato alle Officine Cantelmo c’era il pienone. Le sedie predisposte erano circa 300, erano occupate e diverse persone hanno seguito l’incontro in piedi. Io a quell’evento ho partecipato in prima persona, quindi non ho bisogno di immaginare cosa sia successo: ero lì, e dal palco era evidente che ci fosse un pubblico gremito. Basterebbe guardare una qualsiasi fotografia della sala per rendersene conto. Ma il passaggio più interessante della dichiarazione della sindaca non è neppure l’errore sui numeri. È il modo in cui, quasi involontariamente, riesce a raccontare la propria idea di politica: contare le sedie prima ancora di vedere le persone che ci sono sedute sopra. Ed è paradossale che lo faccia proprio parlando di un incontro nel quale abbiamo provato per oltre tre ore a sostenere l’esatto contrario».

«Sabato non abbiamo riempito un palco di dirigenti per fare la solita passerella. Abbiamo messo al centro le persone e le loro storie. Una giovane studentessa e cameriera ha raccontato cosa significa entrare oggi in un mercato del lavoro fatto troppo spesso di paghe basse, precarietà e sfruttamento, ricordando che dietro statistiche e percentuali c’è “la carne viva delle nostre esistenze”. El Hadji ha raccontato cosa significhi crescere in un Paese, sentirsi parte della sua comunità e non vedersi ancora riconosciuta pienamente la cittadinanza. Io ho provato a raccontare perché tanti ragazzi che guardavano ai partiti con diffidenza abbiano deciso di entrarci: perché precarietà, diritto allo studio, costo della casa e possibilità di restare nella propria terra non sono fallimenti individuali, ma problemi collettivi che richiedono risposte collettive. Mentre lei oggi conta le sedie, noi sabato parlavamo proprio della necessità di smettere di ridurre le persone a numeri. Di cambiare la grammatica della politica, ripartire dal basso, dall’ascolto, dalle fragilità e dalle esperienze concrete delle persone. Tranquillizziamo la sindaca: il problema sabato non era riempire le Cantelmo. Il problema, semmai, è stato trovare una sedia per tutti. Ma noi continueremo comunque a preoccuparci meno di contare le persone e molto di più di ascoltarle. Perché dietro ogni numero c’è un volto, una storia, un bisogno. E per noi la politica dovrebbe cominciare esattamente da queste modalità».

Conclude Isanna Maldarizzi, segretaria regionale dei Giovani Democratici della Puglia: «Come Giovani Democratici non resteremo a guardare mentre il futuro dei giovani pugliesi viene sacrificato sull’altare della disciplina di partito. Continueremo a mobilitarci per difendere il diritto a restare, perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra partire dalla propria terra e rinunciare alle proprie aspirazioni. Restare deve tornare a essere una possibilità, non un privilegio; partire una scelta, non una condanna. L’Italia che vogliamo è un Paese unito non soltanto nei suoi confini, ma nei diritti e nelle opportunità. Un Paese nel quale nascere a Lecce, a Bari o a Taranto non significhi avere meno possibilità di curarsi, studiare, lavorare e costruire una vita rispetto a chi nasce altrove. Perché la Repubblica o tiene insieme i destini delle persone, oppure smette di essere davvero una comunità. I diritti fondamentali non possono cambiare valore attraversando un confine regionale. I diritti non hanno un codice postale».

- Le dichiarazioni di Poli Bortone: https://ledicola.it/politica/autonomia-differenziata-poli-bortone-attacca-schlein/

07/09/2026

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Un estratto del dialogo tra la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein e Alessandro Valenti, regista e attivista per i diritti umani.

6 settembre 2026 - Officine Cantelmo, Lecce

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