09/09/2026
LA FACCIA COME IL C**O
Il vecchio Giovanni Mari, glorioso tempio del pallone lilla e ormai monumento alla pazienza dei legnanesi, finalmente vede qualcuno metterci mano. Non aspettatevi però miracoli, né tantomeno la resurrezione edilizia dello stadio: a Palazzo Malinverni hanno scelto la via della prudenza, che in materia di lavori pubblici è spesso parente stretta della rassegnazione.
Quando eravamo andati a dare un’occhiata al Mari, avevamo segnalato come fosse ormai improcrastinabile una bella rimessa in sesto dell’impianto. Detto, fatto. O quasi. Perché oggi il Mari è effettivamente un cantiere, ma guai a chiamarla ristrutturazione. L’Amministrazione, con la precisione di un arbitro che non vuole compromettersi, aveva già chiarito: «Non è in cantiere un progetto di ristrutturazione, sull’impianto verrà eseguita solo la manutenzione ordinaria».
E manutenzione ordinaria sia. A Legnano anche il cemento, evidentemente, preferisce non fare il passo più lungo della gamba.
Così si procede con il rifacimento della facciata esterna, cemento e nuova verniciatura, si mette mano al tetto per sistemare la copertura centrale e si completano gli interventi nella cabina di regia e nella sala stampa che sono in condizioni indegne. Tutto quanto basta per dare al vecchio Mari una dignità almeno presentabile, senza però correre il rischio di scivolare nell'azzardo di una vera ristrutturazione. Sia mai...
Del resto, i tempi sono quelli che sono. Pare che diversi interventi siano stati rinviati proprio per paura di non riuscire a completarli prima delle corse del Palio. E qui il pensiero corre inevitabilmente alla grande tradizione del «facciamo con calma, che tanto prima o poi si farà». A Legnano, però, c’è una variabile in più: prima del pallone viene il cavallo.
Il risultato è che il Mari si rimette a nuovo, ma non abbastanza in fretta da poter ospitare il debutto casalingo del Legnano nel campionato di Eccellenza 2026-2027. Il manto erboso è in condizioni indecenti, ancora una volta, dopo 3 mesi e passa.
La prima partita interna contro il Sedriano, domenica 13 settembre alle 15.30, traslocherà infatti al campo sportivo “Gianni Brera” di Pero, in via Papa Giovanni XXIII 6. La ragione è assai concreta: lo stadio di via della Pace, che il Legnano aveva indicato e per il quale aveva fatto richiesta, dispone di tribune omologate per appena 199 spettatori. Meglio non rischiare che il popolo lilla, preso dall’entusiasmo, superi il tetto massimo e costringa qualcuno a contare le teste all’ingresso.
E così il destino ci mette pure lo zampino, mandando il Legnano proprio al campo intitolato a Gianni Brera.
Una beffa quasi perfetta. Il Legnano avrebbe bisogno del suo stadio, il suo stadio ha bisogno di lavori, i lavori ci sono ma sono soltanto “ordinaria manutenzione”, e la prima partita finisce a giocarsi nel campo dedicato al più grande narratore del calcio italiano.
Brera, probabilmente, avrebbe sorriso. E forse avrebbe trovato anche il titolo: il Mari resta a casa, il Legnano va in trasferta e il Comune, nel dubbio, continua a fare manutenzione.
Il popolo lilla, intanto, è chiamato a seguire la squadra fino a Pero. Perché il calcio, si sa, può sopportare quasi tutto: persino giocare lontano da casa. Quello che sopporta meno è aspettare eternamente che casa propria torni finalmente a essere casa.