07/10/2026
A Ragusa, se si ha il bisogno di bere acqua (potabile), un bisogno raro nel caso degli esseri umani stando al comune di Ragusa, la scelta ricade inevitabilmente fra: scendere fino a Ibla ogni volta che se ne avverte il bisogno per rifornirsi alla minuscola fontanella che si trova alla villa, oppure comprarla. E se non si ha la possibilità di comprarla, sia perché ci si trova in situazioni di estrema indigenza o sia perché si entra al lavoro prima che aprano i locali commerciali e si esca dopo la loro chiusura (esistono moltissimi posti di lavoro dove l’acqua ed il cibo vengono negati) e non si abbia la forza o il tempo di scendere fino a Ragusa Ibla e risalire portandosi dietro litri di acqua, la soluzione è una: ci si attacca al c***o! Le fontanelle rimanenti sono state rese inutilizzabili, dato che non erogano acqua e sono state addirittura smantellate e date le condizioni igieniche imbarazzanti dell’ultima fontanella funzionante che abbiamo (che tra l’altro perde anche, generando un grande spreco d’acqua). Ora capisco che in questo paese di massari sedicenti grandi imprenditori si pensi che si possa vivere di birra e aperitivi, ma gli esseri umani, alcuni studi suggeriscono, hanno bisogno dell’acqua potabile per sopravvivere; questa necessità non può essere un bene che si è costretti ad acquistare (a pochi centesimi, per carità, ma il problema è che l’acqua che il comune potrebbe mettere a disposizione viene invece sprecata o commercializzata). Determinate zone sono piene di immigrati che vivono per strada a causa di difficoltà economiche, data la discriminazione sistematica che subiscono, o perché in attesa del rilascio di documenti (da mesi; parliamo di permesso di soggiorno o carta d’identità), senza i quali vengono considerati alla stregua di fantasmi e trattati come tali. Queste persone, se non fosse per qualche sparuto atto caritatevole che lì mantiene a stento in vita, morirebbero di fame e sete o malattie e i loro corpi rimarrebbero lì dove cadono senza vita, per ve**re poi consumati dai cani randagi che abitano quelle stesse zone. Il comune dovrebbe offrire l'accesso ai beni di prima necessità a qualunque essere umano ne abbia bisogno, tenendo anche in conto che gli immigrati rappresentano la stragrande maggioranza della forza lavoro di questo comune (gente che fa lavori necessari, mentre il ragusano medio figlio di papà diventa l’ennesimo inutile avvocato o impiegato comunale che non rilascerà i documenti a quelli stessi immigrati), piuttosto che preoccuparsi di disboscare una valle o di costruire ancora un altro supermercato (con annesse 3 o 4 rotonde, ovviamente). Ridicolo poi il servizio che propone di avere un litro di acqua per ogni euro di spesa: già alimentiamo lo stesso principio di “acquista o muori”, ma per giunta suddetta spesa dev’essere effettuata in una farmacia; si propone quindi un nuovo principio: ammalati, acquista, bevi, ammalati, acquista, bevi, ammalati…. e così via. Non credo ci sia bisogno di spiegare che mediamente un essere umano dovrebbe bere due litri di acqua al giorno e che mediamente un essere umano non fa tutti i giorni la spesa in una farmacia. Senza contare che una bottiglia d’acqua al supermercato, di più di un litro, costa meno di un euro; in sunto: è un servizio inutile e ridicolo. Quella stessa acqua dovrebbe essere accessibile a chiunque ne abbia bisogno e GRATUITAMENTE piuttosto che essere comunque venduta a chi si trova in una situazione economica più agiata.
Io non voglio dire che sia impossibile vivere a Ragusa, ma solamente far notare la mentalità capitalistica e discriminatoria attraverso la quale il comune si approccia ad ogni singolo aspetto della vita di tutti i giorni: dai beni considerati di lusso fino a i bisogni più basilari della sopravvivenza umana: tutto viene affrontato con le stesse idee che inevitabilmente sono inapplicabili a concetti come il semplice restare in vita. Magari se il sindaco lo scegliessimo in base alle sue competenze coerenti con il ruolo e non in base ai suoi meriti sportivi (tra l’altro incredibilmente esigui) forse qualcosa potrebbe cambiare, ma non m’illudo. Continuiamo a mettere le luminarie per strada e a organizzare eventi sportivi e religiosi, che tanto a nessuno frega un c***o.