02/08/2026
"Signor presidente, da quella lapide dobbiamo togliere le parole 'strage fascista', perché ciò è riduttivo e fa parte del depistaggio operato sulla strage di Bologna, diversa dalle altre stragi e che ha molto più a che fare con Ustica e con i rapporti tra Italia, Francia, Stati Uniti, i servizi segreti occidentali e le strutture segrete. Dire che sono stati Fioravanti e compagni è stato un depistaggio: su quella lapide bisogna scrivere 'strage di Stato'".
A dire queste parole in Parlamento il 2 agosto 1990 fu il deputato di Democrazia Proletaria Luigi Cipriani.
Anche il presidente della Repubblica Cossiga parlò di Lodo Moro, di una Italia come crocevia di passaggio e magazzinaggio di armi ed esplosivo che andava e veniva dal nostro paese. Per non parlare del fatto che i morti sono 86 e non 85 perché è ormai certa la presenza di una vittima mai identificata (che però nessuno cerca). E ancora: nel 2015 la commissione parlamentare Mitrokhin accertò la presenza di Thomas Kram, legato al famoso terrorista internazionale Carlos, a Bologna il 2 agosto 1980.
Tutte piste mai battute dagli inquirenti. Perché?
Perché nessuno vuole conoscere la verità sulla Strage di Bologna?
Perché si segue con processi debolissimi - ben 19 in 46 anni - e tutti con sentenze risibili, discutibili, contraddittorie e basate spesso su prove deboli o inesistenti, di sostenere una tesi ormai chiaramente insostenibile?
Bologna 2 agosto 1980 fu Strage di Stato?
Tutto questo e sui complottismi, sulle falsità, sui depistaggi di tanti casi in Italia vi consiglio la lettura del saggio "Verità distorte" curato da Gianremo Armeni e uscito per Tralerighe a maggio 2026.
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