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❗Giovedì 20 aprile, Djamila Ribeiro arriva finalmente a Roma❗Appuntamento (ANTICIPATO!!) alle 17.30 alla Casa delle Lett...
19/04/2023

❗Giovedì 20 aprile, Djamila Ribeiro arriva finalmente a Roma❗
Appuntamento (ANTICIPATO!!) alle 17.30 alla Casa delle Letterature, Piazza dell’Orologio 3.
Djamila Ribeiro presenterà il "𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚" in dialogo con Igiaba Scego.

 〰️〰️〰️〰️〰️ La Strega di oggi è La 𝐓𝐢𝐧𝐚 Vagante 𝐓𝐢𝐧𝐚 , lo abbiamo già detto, non è un nome a caso.La 𝐓𝐢𝐧𝐚 di cui parliam...
17/04/2023


〰️〰️〰️〰️〰️ La Strega di oggi è La 𝐓𝐢𝐧𝐚 Vagante
𝐓𝐢𝐧𝐚 , lo abbiamo già detto, non è un nome a caso.
La 𝐓𝐢𝐧𝐚 di cui parliamo oggi è stata la prima ministra nella storia della nostra Repubblica.
E, a quanto pare, a 𝐓𝐢𝐧𝐚 pensava Giorgia Meloni, la prima presidente del consiglio della storia repubblicana, nel suo primo discorso alle Camere.
Eppure non ha voluto nominare il cognome, a differenza di quelli degli uomini che l’avrebbero ispirata.
Il cognome di 𝐓𝐢𝐧𝐚 ve lo diciamo noi: è 𝐀𝐧𝐬𝐞𝐥𝐦𝐢.

di Barbara Bonomi Romagnoli

[Con stralci da Quando "Voce" incontrò Tina Anselmi e Intervista di Enzo Biagi a Tina Anselmi sulla P2]

Ascolta
https://open.spotify.com/episode/11HcHi9XEZJIuNwYkzs4ue

Listen to this episode from Streghe on Spotify. Tina, lo abbiamo già detto, non è un nome a caso.La Tina di cui parliamo oggi è stata la prima ministra nella storia della nostra Repubblica.E, a quanto pare, a Tina pensava Giorgia Meloni, la prima presidente del consiglio della storia repubblicana...

  〰️〰️〰️〰️〰️ La Strega di oggi è 𝐓𝐢𝐧𝐚.𝐓𝐢𝐧𝐚 non è un nome a caso.𝐓𝐢𝐧𝐚 è stata l’avvocata sempre al fianco delle donne e r...
16/04/2023


〰️〰️〰️〰️〰️ La Strega di oggi è 𝐓𝐢𝐧𝐚.

𝐓𝐢𝐧𝐚 non è un nome a caso.
𝐓𝐢𝐧𝐚 è stata l’avvocata sempre al fianco delle donne e rappresentante italiana al Convegno Mondiale per la Pace di Praga nel 1983.
𝐓𝐢𝐧𝐚 è una delle tante donne che hanno osato, ma non pensava a lei Giorgia Meloni quando nel suo discorso per la fiducia alla Camera ha citato nomi e cognomi di qualche suo mentore ma solo il nome per le donne che l’avrebbero ispirata.
Se fosse stato Tino? Di sicuro avremmo saputo anche il cognome.
Il cognome di 𝐓𝐢𝐧𝐚 ve lo diciamo noi: è Lagostena Bassi

di Barbara Bonomi Romagnoli

Ascolta
https://open.spotify.com/episode/6VOnZYWB8SSbXhKS3t2pQC

Streghe · Episode

Lucha y Siesta NON È SALVA PER NIENTE. E SE LUCHA Y SIESTA NON CI FOSSE?Raccontaci cosa sarebbe il tuo mondo senza Lucha...
15/04/2023

Lucha y Siesta NON È SALVA PER NIENTE.
E SE LUCHA Y SIESTA NON CI FOSSE?
Raccontaci cosa sarebbe il tuo mondo senza Lucha con un video, un disegno, una foto o ciò che desideri, tagga lucha y siesta (su fb o ig) e aggiungi gli e .
Lucha siamo tutt3!

Dopo il rinvio dello scorso gennaio, il 26 aprile si terrà la prima udienza del PROCESSO PENALE a carico della Presidente dell’Aps Casa delle donne Lucha y Siesta, associazione che da 14 anni supporta le attività antiviolenza della comunità della Casa e che gestisce 4 centri antiviolenza a Roma.
Ma oltre a sostenere il peso del processo, la comunità di Lucha deve ancora fare i conti con la precarietà dello stabile. Nonostante tutto il lavoro e l’impegno di questi ultimi anni, nonostante i proclami che hanno riempito un po’ di bocche (ma mai la nostra), Lucha y Siesta NON È SALVA PER NIENTE. Lucha è invece ferocemente sotto attacco, priva di un riconoscimento formale nonostante un percorso partecipato come bene comune e una delibera di Giunta regionale, ma resiste agli sfiancanti tentativi di criminalizzazione, invisibilizzazione e neutralizzazione.

C’è processo e processo: se anche ci portano in tribunale, noi continuiamo a portare avanti il nostro processo di creazione di una comunità di cura, sorellanza* e bellezza di cui fai parte anche tu.

Spieghiamo insieme a tribunale e istituzioni perché l’antiviolenza non si processa e perché la comunità di Lucha y Siesta non è disposta a rinunciare alla sua Casa, rispondendo a una semplice domanda: E SE LUCHA Y SIESTA NON CI FOSSE?

Raccontaci cosa sarebbe il tuo mondo senza Lucha con un video, un disegno, una foto o ciò che desideri, tagga lucha y siesta (su fb o ig) e aggiungi gli e .
Lucha siamo tutt3!

La Vivaia TFQ è aperta! UN NUOVO SPAZIO A BOLOGNASiamo entrat* oggi in questo spazio abbandonato all'incuria da anni per...
15/04/2023

La Vivaia TFQ è aperta!
UN NUOVO SPAZIO A BOLOGNA

Siamo entrat* oggi in questo spazio abbandonato all'incuria da anni per restituire alla città un luogo di incontro, mutualismo, condivisione di saperi e socialità slegata dalle logiche del consumo e della produttività. Abbiamo aperto questo spazio perché nel presente complesso che viviamo essere transfemminist*, froc*, pover*, migranti, persone razzializzate, persone con disabilità, in generale soggettività dissidenti è sempre più difficile, soprattutto in questa città guidata da tempo da logiche di pink-, green- e rainbowashing che strumentalizzano le nostre vite e le nostre lotte. Per questo vogliamo costruirlo e autogestirlo insieme a persone come noi, che ne vivono le difficoltà e le contraddizioni.

La Vivaia TFQ è uno spazio autorganizzato e autogestito esclusivamente da donne, frocie, persone q***r transfemministe, attraversabile da tutt*, anche da maschi eterocis.
Questa scelta nasce dal nostro bisogno e desiderio di costruire lo spazio per noi a partire da noi, uno spazio a cui tutte, tutt* e tutti potranno proporre attività o prenderne parte, tenendone presente i presupposti di base.
Sentiamo il bisogno di un luogo per crescere tutt* insieme, nella cura e nell'ascolto reciproco, mettendoci in gioco nel quotidiano, scambiandoci saperi dal basso, uno spazio che sia un'autoformazione permanente dove immaginare altri futuri e strategie per sabotare l'esistente, dove riappropriarci delle tecniche e liberarle dalla strumentalizzazione capitalista e patriarcale.
Dare vita a uno spazio transfemminista q***r non vuol dire essere persone già completamente liberate, ma rigettare i dettami del sistema eterocispatriarcale partendo da noi e voler continuare a crescere in questa direzione.
Vogliamo condividere collettivamente uno spazio in maniera alternativa: ci posizioniamo al di fuori delle leggi del mercato e delle logiche delle politiche istituzionali dello Stato, nucleo fondamentale di riproduzione patriarcale di ogni forma di autoritarismo.
Siamo transfemministe q***r, antifasciste, anticapitaliste, antirazziste, antiabiliste e antiproibizioniste.
Vogliamo costruire una consultoria autogestita, laboratori popolari grautiti, spazi per crescere insieme tra bambin*, anzian* e persone di tutte le età, una cucina e un bar popolari, momenti d'incontro e tanto altro: ciò che ci preme è poter pensare insieme a come abitare il quartiere e come dare vita, tutt* insieme, alle attività che vogliamo.
Se come dice Audre Lorde "Non possiamo distruggere la casa del padrone con gli strumenti del padrone", vogliamo costruirci una casa nostra dove poter trovare assieme nuovi strumenti, un luogo di ascolto e sorellanza, dove i margini fisici, politici, sociali e immaginari diventino il centro.
Rituali magici, pozioni, sabbah notturni, cinema sotto le stelle e tanta altra frocialità in uno spazio che vuole essere in contatto con ciò che lo circonda, il quartiere e chi lo vive.
Vogliamo metterci in dialogo con chi ci sta attorno per animare questo luogo a partire dai bisogni di tutt*: incontriamoci, parliamoci e costruiamo insieme piccoli pezzi di mondi imprevisti all'altezza dei nostri desideri!
Secondo i piani del Comune, ad oggi ben lontani da un avvio concreto, questo spazio dovrebbe essere adibito come "abitazioni singole permanenti e temporanee, bed and breakfast, affittacamere". In una città in cui la speculazione sugli affitti, in particolare affitti brevi, compromette il quotidiano di molt* in un costante impoverimento collettivo, abbiamo deciso appena sarà possibile di rendere questa occupazione anche abitativa.
Vogliamo stare in relazione con questo luogo, sottraendoci alle dinamiche di sfruttamento della biodiversità e consapevoli dei danni che la gentrificazione e la retorica della riqualificazione hanno portato anche alle aree verdi. Quando pensiamo a un luogo di cura, libertà e rigenerazione per tutt*, lo pensiamo anche affianco agli animali non umani e alla vegetazione che ci circonda, che come noi stanno subendo nell'indifferenza la cementificazione brutale della città e in generale le pesanti conseguenze del cambiamento climatico.
Nell'ultimo decennio abbiamo visto un inasprimento repressivo che ha sottratto alla città socialità, possibilità di incontro, luoghi di elaborazione di sapere critico collettivo, spazi di mutualismo e resistenza. Un tentativo di riassetto urbano progettato meticolosamente negli anni. Dal 2016 in poi abbiamo assistito al crescente protagonismo della Fondazione Innovazione Urbana, incaricata formalmente di progettare e orientare i cosiddetti percorsi collaborativi, diventando il baluardo progressista del governo della città.
Le proposte offerte dal Comune prevedono un rigido controllo delle progettualità e una forte competizione per la cessione degli spazi, in una dinamica fortemente escludente. Come se non bastasse, questo processo dall'alto crea una forte ricattabilità tale per cui il Comune accede preventivamente al lavoro collettivo delle realtà che partecipano, le quali troppo spesso si devono poi sentir dire dallo stesso che i fondi stanziati non bastano.
In questa retorica di "finta partecipazione" è ben facile scovare l'intento di sottrarre sempre più spazio di agibilità politica a tutt* coloro che desiderano un modello alternativo ed autentico di partecipazione dal basso, non competitivo, accessibile in tutti i sensi e che rispecchi davvero i bisogni di chi questa città la vive.
Rifiutiamo questa "finta partecipazione" richiesta dall'alto, rilanciando un'autogestione dal basso, fatta di cura, ascolto, sperimentazione e orizzontalità. Non vogliamo erogare servizi in maniera assistenziale, ma costruire e condividere strumenti, eventi e attività che rispondano ai nostri bisogni e a quelli di chi ci circonda.
Ci siamo immaginat* di aprire presto uno spazio bimb*, per sollevare tutte quelle persone che quotidianamente sono impegnate nel lavoro di cura, ancora troppo spesso invisibilizzato; un'aula studio libera dalle logiche dell'accademia, un infopoint ricco di materiali sulla gentrificazione cittadina,sull'IVG, sui percorsi di fuoriuscita dalla violenza; di creare momenti di autocoscienza, laboratori di serigrafia, un orto popolare, letture collettive, ma anche musica, aperitivi, performance e serate kinkfriendly.
Sappiamo bene che nei contesti di attivismo e socialità frocia transfemminista che viviamo sono spesso presenti alcol e droghe. Ci autodefiniamo uno spazio antiproibizionista perchè riscontriamo ancora oggi un forte stigma su coloro che consumano queste sostanze, che si manifesta soprattutto nei pochi "luoghi del divertimento" rimasti in questa città.
Avere uno spazio autogestito non proibizionista, dove l’uso di sostanze non viene stigmatizzato, uno spazio dove poter usare sostanze in modo consapevole e non autodistruttivo, non deve confondersi con l'incentivo al consumo e all’estetica di droga e alcol. Lo spazio che desideriamo costruire è capace di essere accogliente e piacevole a prescindere dal tipo di rapporto che si ha con le sostanze, anche per chi ha con esse un rapporto problematico o in generale non consuma.
In questo senso cercare di lavorare assieme alle realtà che fanno riduzione del danno dal basso ci sembra importantissimo sia come autoformazione che a livello politico e di condivisione di pratiche di cura.
La Vivaia é uno spazio autogestito ed autorganizzato dove nessuna forma di violenza e discriminazione é tollerata. Come transfemministe sappiamo bene che la violenza patriarcale é sistemica, multidimensionale e attraversa le nostre vite in tanti modi diversi. Proprio per questo, siamo consapevoli del fatto che non esistono spazi completamente safe e liberati da ogni forma di violenza. Ci impegnamo quindi collettivamente a creare uno spazio il piú sicuro ed accogliente possibile, che possa essere attraversato da tutt*, dove discutere ed immaginare insieme, strategie di autodifesa per autodeterminare le nostre vite.
Alla Vivaia sarà possibile trovare materiale informativo e contatti dei CAV (centri antiviolenza) attivi sul territorio che supportano i percorsi di uscita dalla violenza.
Sappiamo che la lotta alla violenza eterocispatriarcale è quotidiana. Le basi da cui vogliamo partire nella gestione di questo spazio sono l'osservazione consapevole delle dinamiche relazionali di chi ci circonda, del linguaggio verbale, non verbale e del corpo che utilizziamo, l'ascolto e il supporto di chi ha vissuto qualsiasi tipo di violenza o molestia, dando spazio a emozioni e sensazioni senza sminuirle o giudicarle. Desideriamo costruire e condividere pratiche per individuare le dinamiche di potere più sottili e assodate del quotidiano, per metterle in costante discussione e ribaltarle!
Il consenso è il principio guida della nostra pratica politica e delle nostre relazioni e vogliamo che venga rispettato in ogni contesto.
Queste sono le prime basi per fare della Vivaia un luogo safer, inteso non solo come spazio di cura e vicinanza, ma anche come luogo per diventare più forti insieme, dove imparare a dire no, ad agire, ad abbattere tabù, stereotipi e pregiudizi.
E come la vegetazione libera e rigogliosa che ci circonda, cresciuta negli anni nonostante tutto, la Vivaia TFQ è arrivata oggi per prendersi spazio!
Organizziamoci insieme, immaginiamo altri modi di vivere in cui bisogni e desideri siano al centro, mostriamoci con tutta la nostra energia e bellezza e coi nostri corpi.

La Vivaia tfq è arrivata e non potrai più farne a meno!
NO MACHI
NO FASCI
NO SBIRRI
NO OMOLESBOBITRANSAFOBIA
NO SESSISMO
NO ABILISMO
NO RAZZISMO

Questa sera condividiamo da Sui Generis, trasmissione di Radio Popolare  che parla di donne e altre stranezze, una inter...
14/04/2023

Questa sera condividiamo da Sui Generis, trasmissione di Radio Popolare che parla di donne e altre stranezze, una intervista di Elena Mordiglia con Lea Melandri

Una trasmissione che parla di donne e altre stranezze. Attualità, cultura, approfondimenti.

13 aprile 2023Bye Bye Mary  Quant 💜::::The Mary Quant Beauty bus, 1971Image © INTERFOTO Alamy Stock Photo
14/04/2023

13 aprile 2023
Bye Bye Mary Quant 💜
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The Mary Quant Beauty bus, 1971
Image © INTERFOTO Alamy Stock Photo

EVENTO ANNULLATOLa presentazione di oggi martedì 4 aprile del libro FEMMINUCCE di Federippi  a Zalib  è stata rimandata,...
04/04/2023

EVENTO ANNULLATO

La presentazione di oggi martedì 4 aprile del libro FEMMINUCCE di Federippi a Zalib è stata rimandata, a presto dunque.

Cose di Casa ci porta fuori dal Raccordo Anulare. Abbiamo raccolto il racconto di Laura Bettini, 76 anni, femminista di ...
01/04/2023

Cose di Casa ci porta fuori dal Raccordo Anulare. Abbiamo raccolto il racconto di Laura Bettini, 76 anni, femminista di lungo corso e attuale presidente della Casa delle donne di Padova. Dirige una scuola di formazione in Psicomotricità Relazionale e si occupa di disagio infantile.

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