23/05/2026
Una chitarra francescana per costruire pace: l’opera educativa di Alberto Romani
Nel nostro tempo, segnato spesso dalla solitudine giovanile, dalla frammentazione sociale e da una crescente povertà educativa, esistono ancora esperienze capaci di riportare al centro la persona, la fraternità e la bellezza del lavoro vissuto come vocazione. Tra queste merita certamente attenzione il “Laboratorio di Liuteria Franciscana” fondato a Grottammare dal prof. ing. arch. Alberto Romani: una realtà originale e profondamente ispirata allo spirito di San Francesco.
Il progetto nasce nel 2015 nei locali della chiesa di Sant’Agostino, in un contesto volutamente semplice ed essenziale, quasi appartato rispetto al rumore e alla frenesia del mondo moderno. Un luogo di silenzio, preghiera e ascolto, dove da anni è viva anche l’Adorazione Eucaristica Perpetua. Ed è proprio da questo humus spirituale che prende forma un’opera che unisce fede, artigianato, educazione e cultura.
Romani, docente e professionista nel campo dell’ingegneria e dell’architettura, ha scelto di mettere gratuitamente il proprio tempo, le proprie competenze e le proprie risorse al servizio dei giovani, recuperando un modello antico e prezioso: quello della bottega artigiana come luogo umano prima ancora che tecnico. Nel laboratorio, infatti, non si insegna soltanto a costruire strumenti musicali; si cerca soprattutto di “costruire persone”, accompagnando ragazzi e adolescenti in un percorso fatto di pazienza, collaborazione, ascolto reciproco e responsabilità.
L’intuizione che anima questa esperienza è autenticamente francescana. Come il Poverello di Assisi ricostruì con le proprie mani la chiesetta di San Damiano, così anche qui il lavoro manuale diventa strumento di ricostruzione interiore. La liuteria si trasforma in metafora della vita spirituale: levigare il legno, attendere i tempi giusti, correggere gli errori, cercare armonia e bellezza. Ogni gesto richiama la necessità di custodire e “accordare” anche il cuore dell’uomo.
In un’epoca dominata dalla velocità e dall’immediatezza, il laboratorio educa invece alla lentezza, alla perseveranza e alla concretezza. È un’esperienza che restituisce dignità al lavoro delle mani e alla creatività, mostrando ai giovani come scienza, tecnica e arte possano convivere armoniosamente quando sono orientate al bene comune. Lo stesso Alberto Romani definisce questo approccio “Ingegneria Umanistica”: un sapere tecnico che non rimane freddo esercizio intellettuale, ma si fa servizio educativo, fraternità e promozione umana.
Particolarmente significativa è poi l’opera simbolo del laboratorio: la “Chitarra Francescana per la Pace nel Mondo”. Non un semplice strumento musicale, ma un vero segno itinerante di dialogo e fraternità. Su quella chitarra hanno lasciato la loro firma grandi nomi della musica internazionale e italiana – da Steve Hackett a Pat Metheny, da Joe Satriani a Phil Palmer, fino a Nek, Francesco Renga, Simone Cristicchi e alla Premiata Forneria Marconi – aderendo idealmente a un messaggio universale di pace.
Ma ciò che più colpisce non è tanto il prestigio delle adesioni artistiche, quanto il significato profondo dell’iniziativa: utilizzare la musica come linguaggio universale capace di unire persone, culture e sensibilità diverse. In questo si coglie chiaramente l’eco dello spirito francescano, sempre orientato all’incontro, al dialogo e alla costruzione di ponti.
Non sorprende, dunque, che il progetto abbia ricevuto il patrocinio della Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco in Assisi, della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, del Comune di Grottammare e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ascoli Piceno. Riconoscimenti che testimoniano il valore culturale, educativo e sociale di un’opera nata dal basso, lontana da logiche di profitto e sostenuta esclusivamente dalla gratuità e dalla passione del suo ideatore.
In fondo, il Laboratorio di Liuteria Franciscana ricorda a tutti noi qualcosa di essenziale: che evangelizzare significa anche creare luoghi dove i giovani possano sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati; dove il talento diventi occasione di crescita umana e spirituale; dove la bellezza possa ancora parlare di Dio.
E forse proprio qui sta l’aspetto più francescano di tutta questa esperienza: la capacità di trasformare un semplice laboratorio in una piccola fraternità, dove il lavoro si fa preghiera, l’arte si fa testimonianza e la musica diventa strumento di pace.
Contatti
Instagram: .alberto.romani
Email: [email protected]