11/06/2026
🧲🔑𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟓: 𝐀 𝐔𝐍 𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐃𝐈𝐒𝐓𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐋’𝐎𝐌𝐄𝐑𝐓𝐀’ 𝐒𝐔 𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈
Mentre siamo in attesa di sapere come saranno spesi più di 200 mila euro in eventi per i Cartelloni Estivi, a quasi un anno dalla Festa Patronale di Maria Santissima di Siponto, Manfredonia non conosce ancora il rendiconto dell’evento. Non conosce le entrate, non conosce le uscite, non conosce i finanziatori, non conosce il costo reale dell’organizzazione. E questo, per una manifestazione che coinvolge l’intera comunità cittadina, non è normale. È grave.
La vicenda nasce già con una evidente anomalia. Il Comitato Festa Patronale Maria SS. di Siponto viene costituito e registrato il 25 luglio 2025, a ridosso dei festeggiamenti. Pochi giorni dopo, la Giunta comunale ne prende atto e lo riconosce, di fatto, come soggetto organizzatore della parte civile della festa. Diversamente dalla tradizione, che ha sempre visto il comune nominare il Comitato Feste.
Ma perché proprio quel Comitato? Il Comune ha verificato se vi fossero altre associazioni, altri comitati, altri soggetti disponibili? È stata pubblicata una manifestazione d’interesse? Sono stati stabiliti criteri trasparenti? Oppure la scelta è maturata nei circuiti noti della politica locale?
La delibera comunale parla di cittadini riuniti spontaneamente in comitato, ai sensi degli articoli 39-42 del Codice civile. Ma la tempistica strettissima, la nascita del Comitato a pochi giorni dalla festa e l’immediato riconoscimento istituzionale impongono una domanda scomoda: siamo davvero davanti a una libera iniziativa civica o a un’operazione sollecitata e accompagnata politicamente?
Anche il contenuto dell’atto comunale presenta una contraddizione evidente. Da una parte si afferma che la festa sarebbe stata organizzata senza alcun onere per il Comune e in totale autogestione. Dall’altra, la stessa delibera dispone il coinvolgimento degli uffici comunali e il supporto logistico, comprese le squadre di manutenzione e intervento.
Delle due l’una: o era davvero autogestione, e allora il Comune doveva limitarsi ai suoi compiti istituzionali; oppure vi è stato un supporto pubblico, diretto o indiretto, e allora quel supporto aveva un valore economico, amministrativo e organizzativo che doveva essere chiarito, quantificato e rendicontato.
Il punto centrale resta però il più pesante: ad oggi il rendiconto non c’è.
E senza rendiconto non si capisce chi abbia pagato cosa. Non si capisce chi abbia finanziato la festa. Non si capisce quali sponsor abbiano contribuito. Non si capisce se tutti gli impegni economici siano stati rispettati. Non si capisce se vi siano ancora posizioni aperte con fornitori, artisti, tecnici o operatori coinvolti. 𝐓𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐝𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐯𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟐𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨.
𝐈𝐧 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐯𝐨𝐜𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐬𝐮 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐦𝐚𝐠𝐚𝐫𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐢. Sono circostanze delicate, che nessuno può assumere come verità senza documenti. Ma proprio per questo vanno chiarite. Perché quando i documenti mancano, le voci non si spengono: si moltiplicano.
C’è poi un passaggio che nessuno dovrebbe avere paura di affrontare. I fuochi pirotecnici in onore di Maria Santissima di Siponto sono uno dei momenti più sentiti della festa. Ma chi li ha pagati? Con quali risorse? Attraverso quali canali? Con quali atti, fatture o sponsorizzazioni?
𝐈𝐧 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨, 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐛𝐮𝐢𝐨. 𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨. 𝐌𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐯𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨.
𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐳𝐨𝐧𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐧𝐜𝐚. 𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀, 𝐧𝐨𝐧 𝐚 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢. 𝐀𝐥𝐥’𝐀𝐯𝐯. 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐅𝐞𝐥𝐭𝐫𝐢, 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐯𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐮𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚; 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨, 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐡𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞.
Chi ha organizzato deve rendicontare. Chi ha riconosciuto istituzionalmente quel percorso deve pretendere il rendiconto. Chi ha amministrato deve spiegare se davvero non ci siano stati oneri per il Comune o se, invece, vi siano stati costi indiretti scaricati sulla macchina pubblica.
Non è una polemica contro la festa. È una battaglia per difenderne la dignità.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐢𝐩𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀, 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢. 𝐇𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨. 𝐄 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐡𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚.
𝐀 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚.
𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨, 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞.
Angelo Riccardi
Palombella Rossa
Immagine generata con IA