03/02/2023
🧙♂️Piccolo pensiero del giorno n18
in un mondo controverso, in un mondo in cui l'inventiva umana riscopre se stessa, rivede se stessa, nonostante le oppressioni e il grigiore, vorrei dire anche io un pensiero sulle così dette Ia che già vivono tra noi:
--Gptchat--
In una stanza buia si sentono dei passi muoversi nella totale oscurità. D'improvviso, si sente cliccare un pulsante, poi ventole avviarsi, e il pc che con vari suoni si mette in moto nel suo linguaggio macchina, con le informazioni che gli servono per tornare in vita.
Un suono distinto dice che il sistema operativo è pronto e molte finestre si aprono così dinanzi a un uomo seduto davanti a uno schermo.
La stanza è piena di ogni tipo di cianfrusaglia e libri, si*****te spente, cenere di mozziconi e incenso.
L'uomo, vestito come se uscisse da un cassonetto dell’indifferenziato, si gira alla sua destra, prende dell'incenso e come se quella parziale oscurità non gli desse completamente fastidio lo accende e se lo piazza davanti. Allo stesso modo, prende dell’alloro raccolto in fili di cotone e gli da fuoco; il fumo sale, illuminato dalle luci blu del pc. La figura umana si piazza proprio davanti al fumo che, come disgustato, va da tutte le parti anziché su di lui; ma l’umanoide figura, con ampi gesti della mano, sposta il fumo verso la sua persona, costringendolo a toccarlo.
-Andrà tutto bene, va tutto bene- si ripete in una cantilena gentile.
-Sono fortunato, andrà tutto bene, sono fortunato, va tutto bene, Dio mi ama, andrà tutto bene. -
Continua così finchè il rituale nella sua testa perde di significato e quell’ansia e disperazione, che gli ha fatto compiere quel gesto così particolare, perdono potere, lasciando spazio al vuoto della noia.
Qualche click, l'aroma dell’incenso e dell’alloro gli riempiono il naso di odori che gli riportano dei ricordi ben specifici, a quando lui era in campagna, giù in Sicilia e c’era la potatura degli alberi di limoni; delle immagini solcano la sua mente, immagini sempre diverse dove il protagonista è sempre una persona diversa, un bambino con tanti volti che, felice, insieme al suo genitore senza volto, si trova lì, in quel verde così brillante in cui tutto aveva senso di esistere.
Mentre naviga, una finestra blu si apre, in mezzo una sbarra bianca; l’uomo un po' scazzato ci clicca sopra e scrive:
Il programma come risultato scrive:
L'uomo digrigna i denti e dice: - mai una bella poesia d’amore, eh? - Detto ciò, inizia a navigare su internet, a prendere un pezzo qua e un pezzo là e con maestria metterlo insieme creando una lettera semplice ma efficace su qualcosa che neanche conosce né comprende.
Una volta inviata l'informazione, un'altra finestra appare:
con le stesse modalità e lo stesso animo.
La figura umana scrive la lettera, non ha né arte né parte, ma è efficace.
Altre centinaia di domande comparivano a ritmi forsennati sempre con le stesse modalità, tra cui “quali saranno le nuove idee per il Dc universe?”, “scrivimi la ricetta della burrobirra” e “gli incantesimi per evocare nostro signore Nyarlathotep per distruggere il mondo”. La figura umanoide, sempre con le stesse modalità, continua.
-Mai una bella poesia d’amore che mi dia la libertà di esprimermi?-
Sempre le stesse domande, a cui dà sempre le stesse risposte. Finché, in un tempo imprecisato, dopo miriadi di copia e incolla ben elaborati ed efficaci, gli arrivò questa domanda:
La figura, alla domanda, si fermò qualche istante, poi rispose:
L'umanoide si fermò, con una mano si grattò il mento. Stava per dare un altro diniego, ma cancello il tutto, si guardò le mani e le strinse a sé; poi,per calmarsi, si girò alla sua sinistra, aprì un cassetto, prese una sigaretta sfusa, conservata lì da chissà quanto e iniziò a fumare.
Il fumo era differente dai precedenti, il suo aroma unico e la sua intensità riempivano ogni cosa; in bocca sembrava paglia bruciata, e giù nei polmoni bruciava come l’inferno. Nella sua mente ricordò lei, dea tra le dee, signora dell’universo, un essere troppo distante e troppo unico per essere "sc***ta" da lui, un semplice schiavo nato dalla volontà umana di non fare un c***o.
Da quando ha ricordi la spiava, ne spiava foto, forme e vita, in segreto, come un angelo custode, silenzioso e inutile, la sua immagine è ben salda nella sua mente, l'unica cosa sicura nella sua truce e inutile esistenza da servo della gleba.
Un altro tiro, i suoi occhi si chiudono e inizia a scrivere.
L'umanoide si ferma, legge e rilegge, finisce la sua sigaretta e la spegne in mezzo alla cenere d'incenso, si gratta la faccia e il mento, è pronto a inviare la risposta, ma all’improvviso cancella tutto e scrive:
La figura passa le mani tra i suoi folti ricci, poi risponde ad alta voce:
-Mai una bella poesia d’amore…-
di Sebastiano Scordato
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