Il faro marinese

ATTENZIONE, CAMBIO SEDEA causa delle condizioni meteorologiche, la presentazione del libro del professor Vincenzo Calabr...
08/10/2026

ATTENZIONE, CAMBIO SEDE

A causa delle condizioni meteorologiche, la presentazione del libro del professor Vincenzo Calabrese, “Marina di Ginosa nel suo centenario: luoghi, persone, memorie”, si terrà domani, venerdì 9 ottobre, alle 17:30, NEL SALONE PARROCCHIALE DI MARINA DI GINOSA ANZICHÉ ALLA MASSERIA STRADA.

Nel 1966, a Marina di Ginosa, si raccoglievano le quote per fondare la Cassa Rurale e Artigiana. Per diventare soci serv...
04/10/2026

Nel 1966, a Marina di Ginosa, si raccoglievano le quote per fondare la Cassa Rurale e Artigiana. Per diventare soci servivano almeno mille lire.

Agricoltori, artigiani, gente del paese. Si andava anche casa per casa.

Quando arrivarono da un contadino, la risposta fu questa:

«Figgh mì, mill lir non n tegn. Mo te dòc nu panar d’ov.»

Mille lire non le aveva. Aveva le uova.

Il 23 maggio 1966 la Cassa Rurale e Artigiana nacque con 194 soci fondatori e un capitale iniziale di 1.900.000 lire.

Questa vicenda riaffiora tra le quasi seicento pagine di “Marina di Ginosa nel suo centenario: luoghi, persone, memorie”, il libro con cui il professor Vincenzo Calabrese ha ricostruito un secolo di vita marinese, raccogliendo fotografie, documenti, testimonianze e vicende rimaste a lungo affidate ai ricordi di chi le aveva vissute.

Come quelle dei casellanti della ferrovia, i primi abitanti di questi luoghi, prima del 1920, quando fu costruito il tracciato Taranto-Metaponto. Turni di dodici ore, rifornimenti che arrivavano con il treno, famiglie che dovevano provvedere da sole a quasi tutto. Piccoli microcosmi lungo i binari.

O degli assegnatari della riforma fondiaria, arrivati fino a Castel Gandolfo per incontrare Pio XII. Don Gennaro, cappellano della Riforma, si era raccomandato di acclamare il Papa. Ma tra le acclamazioni qualcuno gridò: «Signor Papa, le case!»

Il libro sarà presentato venerdì 9 ottobre alle 17:30 alla Masseria Strada. Insieme a Vincenzo Calabrese interverranno il sindaco Vito Parisi, il parlamentare Vito De Palma, il vescovo di Castellaneta Sabino Iannuzzi, don Gennaro, che ha gli stessi anni di Ginosa Marina, e Michele Coratella, presidente della Pro Loco.

A cent'anni dalla sua nascita, Ginosa Marina ha finalmente una storia scritta. E forse proprio per questo è un po' più paese. (mz)

LE NURSERY VUOTE, UN ANNO DOPO«Dalla memoria al futuro: un paesaggio che si rigenera».Così recita il cartello presente n...
01/10/2026

LE NURSERY VUOTE, UN ANNO DOPO

«Dalla memoria al futuro: un paesaggio che si rigenera».

Così recita il cartello presente nell’area dove, oltre un anno fa, avevamo segnalato il mancato attecchimento dei pini messi a dimora e le nursery rimaste pressoché vuote.

Oggi siamo tornati a vedere. La situazione è sostanzialmente invariata.

Dopo oltre un anno, la domanda è ancora la stessa: che cosa è previsto adesso per queste aree?

RADIO IONICASui 104 megahertz, da Marina di GinosaC'è stato un tempo in cui Ginosa Marina parlava a se stessa, sui 104 m...
26/09/2026

RADIO IONICA
Sui 104 megahertz, da Marina di Ginosa

C'è stato un tempo in cui Ginosa Marina parlava a se stessa, sui 104 megahertz oppure telefonando al 627482. Si poteva chiedere una canzone, fare una dedica o semplicemente sentire la propria voce alla radio.

Era il tempo delle musicassette e delle cabine telefoniche. A Ginosa Marina un gruppo di persone decise di fondare una radio, con pochi soldi e molti sacrifici.

L'idea partì da Carmine Petrera, Nicola Putignano, Giuseppe Rubino, Antonio Galante, Giuseppe Minonna, Emilio Tucci e Arcangelo Di Noia. A loro si unirono presto altri marinesi e, successivamente, Pietro Petrera, che sarebbe diventato il primo presidente ufficiale della radio.

Le prime prove di Radio Ionica 25, il nome delle origini, risalgono al 1980. Nel 1982 arrivò il primo programma ufficiale, con Antonio Mazzarella e Luciano Baldari ai microfoni e un disco dei Police sul giradischi.

Prima in via Galaso, poi tra via Pola e viale Pitagora. Negli studi si alternavano ragazzi e trasmissioni di ogni genere, come «Quan arriv e parte», un programma a cui non serviva nemmeno la sigla. Massimo Punzi, Giovanni Saracino e Giampaolo Riccheo si arrangiavano con imitazioni, scenette e concorsi improbabili. Uno su tutti, il gioco:

«Quanti fasul stonn dint' u capasiedd?»

Indimenticabile lo sponsor «Igienic Card a doppio velo».

Giampaolo aveva anche trovato il modo di portare Raffaella Carrà a Ginosa Marina: «Pronto Giampaolo?».

Damiano Putignano proponeva «La musica che piaceva a mamma» e leggeva l'oroscopo direttamente dalla Gazzetta. Nei pomeriggi estivi, Roberto Spirito e Davide D'Aprile conducevano «Summertime», tra musica e notizie. Emilio Tucci, Rino Punzi e Giuseppe Rubino si cimentavano con «Il Quizzone». La domenica, direttamente dagli studi, il mitico Don Gennaro teneva la sua predica in diretta. E poi via con «Musiche e dediche».

Negli anni arrivarono tanti altri giovanissimi, impossibile citarli tutti. Tra questi Luigi Egitto, in arte DJ Schizzo, che proponeva i brani più ballati in discoteca e il sabato ne curava la classifica. Lucia Egitto presentava i nuovi album, mentre Gianni Bongermino proponeva musica rock.

Nel 1988 Massimo Punzi e Davide D'Aprile intervistarono addirittura Anna Oxa nel retropalco dello storico Blue Moon. Per registrarla bastarono un radiolone, un'audiocassetta e due tasti: REC e PLAY.

Si facevano le radiocronache delle partite della Stella Maris, con Carmine Baldari e altri cronisti che si alternavano ai microfoni. Poi c'erano le dirette dalla Festa dell'Unità, dalla Passione di Cristo di Ginosa Marina e dalla delegazione comunale durante le elezioni. Una radio aperta a tutti in paese, anche se alcuni promotori ricordano tentativi di etichettarla politicamente e ostacoli, talvolta silenziosi, incontrati lungo il percorso.

Intanto, di notte, la musica continuava sulle bobine di un registratore Akai. Dodici ore di registrazione, salvo qualche nastro inceppato e qualcuno costretto a buttarsi giù dal letto per rimetterlo a posto.

Jonica Radio Stereo spense i microfoni nel 1995. Ginosa Marina smise di parlare a se stessa.

Fine delle trasmissioni.

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Michelangelo Zanelli

In foto: sopra Luigi Egitto (DJ Schizzo), sotto Rino Punzi.

Ciccio Pioggia vende frutta e verdura nel suo primo negozio, in viale Trieste. Siamo alla fine degli anni Cinquanta e Gi...
22/09/2026

Ciccio Pioggia vende frutta e verdura nel suo primo negozio, in viale Trieste. Siamo alla fine degli anni Cinquanta e Ginosa Marina è ancora un paese in fasce.

Nella vecchia fotografia le banane pendono dall'alto e la grande bilancia occupa un angolo del banco. Ciccio è sulla destra, intento a sistemare la merce.

Dopo qualche anno l'attività si trasferì in viale Jonio. Ogni mattina Ciccio è stato lì, sul marciapiede davanti al negozio, con le mani nella verdura, a pulirla e sistemarla. Fino alla fine.

Suo figlio Martino, invece, a Ginosa Marina ci è proprio nato, in casa, il 29 aprile 1960. È cresciuto nel negozio. «Mio padre ha sempre comprato cose buone», ci dice. Le estati le passava soprattutto a lavorare; d'inverno, invece, il negozio rallentava tanto che sua madre poteva stare dietro il banco a fare la maglia.

E poi c'era il pallone, la sua passione. In settimana si giocava con quello con “la patata” — la camera d'aria che, gonfiandosi, veniva fuori — mentre quello buono si conservava per la partita della domenica. Poi gli amici, il nascondino, la piazzetta e il monumento ai caduti, che adesso non c'è più. Insomma, una gioventù vissuta a palleggiare palloni e meloni.

Oggi sono passati più di 65 anni da quando Ciccio aprì la prima serranda. Martino è ancora lì, tra le cassette e la bilancia. Ginosa Marina, nel frattempo, è cambiata parecchio, quasi da non riconoscerla più. Le case, le strade, il modo di vivere, di stare insieme, di fermarsi a parlare.

Loro, invece, sono rimasti sempre qui. Estate e inverno.

La fabbrica del Carnevale quest'anno apre in anticipo. Perché per alzare ancora un po' l'asticella servono tempo, idee e...
18/09/2026

La fabbrica del Carnevale quest'anno apre in anticipo. Perché per alzare ancora un po' l'asticella servono tempo, idee e, soprattutto, nuove energie.

È da qui che nasce “Fabbrica del Carnevale: i carri della comunità”, il progetto con cui Pro Loco Luigi Strada e Gruppo Carnevale Marinese aprono la possibilità di progettare e realizzare un nuovo carro ad associazioni, artisti, artigiani, gruppi di amici e cittadini.

Si parte da un bozzetto. Saranno selezionati tre o quattro progetti, a tema libero e nel rispetto delle caratteristiche tecniche e di sicurezza previste. Per ogni carro è previsto un budget fino a 2.500 euro, oltre a spazi, attrezzature, volontari e supporto per costruzione, trasporto e traino.

Marco Sanapo, presidente del Gruppo Carnevale Marinese, e Michele Coratella, presidente della Pro Loco Luigi Strada, insistono soprattutto su un punto: il Carnevale deve provare ad aprirsi e coinvolgere nuove realtà. Anche una sola nuova partecipazione, quest'anno, sarebbe già un risultato. L'obiettivo è far nascere nel tempo nuovi gruppi, competenze e magari nuovi carristi, guardando all'esperienza dei Carnevali più grandi.

L'apertura riguarderà anche la sfilata: è allo studio un concorso per gruppi mascherati, gratuito e aperto anche a partecipanti di altri comuni. I dettagli saranno definiti successivamente.

I bozzetti potranno essere presentati entro il 7 ottobre. Se non ne arriverà nessuno, il Carnevale si farà comunque: chi lo porta avanti da anni continuerà a farlo, come sempre.

La scommessa, stavolta, è vedere chi vorrà aggiungersi.

Febbraio è ancora lontano.Ma il Carnevale, quello fatto bene, comincia molto prima.
16/09/2026

Febbraio è ancora lontano.
Ma il Carnevale, quello fatto bene, comincia molto prima.

Sembrerebbe solo un pino a terra nel parco comunale.Uno ci passa, pensa «che peccato» e tira dritto.Questa volta, però, ...
10/09/2026

Sembrerebbe solo un pino a terra nel parco comunale.

Uno ci passa, pensa «che peccato» e tira dritto.

Questa volta, però, vale la pena fermarsi un momento. Gli alberi cadono, succede. Fa parte della vita naturale di una pineta.

Ma questo grande pino a terra ci fa una domanda: come sta il parco comunale?

I marinesi amano il loro parco. Una pineta nel pieno centro del paese. Che mai sia scoppiasse un incendio.

Ma una pineta può cambiare anche senza traumi. In silenzio, nel tempo, senza che ce ne accorgiamo.

Da trenta e più anni, ad esempio, si fa sempre più rada. Le chiome si riducono. L’ombra diminuisce.

Negli spazi rimasti vuoti sono stati piantati nuovi alberi. Alcuni sono già alti un paio di metri. Ma gli alberi hanno i loro tempi.

Basterà?

Tornerà mai la piena ombra al parco comunale?

08/09/2026

C’è chi viene fin qui per vederlo.
Noi ci apriamo gli occhi ogni mattina.

Stiamo rispicando.Chi non conosce questa espressione? Chi non l'ha usata qualche volta?Rispicare viene dalla terra: sign...
06/09/2026

Stiamo rispicando.

Chi non conosce questa espressione? Chi non l'ha usata qualche volta?

Rispicare viene dalla terra: significa tornare nel campo dopo il raccolto e raccogliere le spighe rimaste. Spigolare, in italiano. Come le tre donne delle celebri Spigolatrici di Jean-François Millet.

La parola vive nei dialetti ionici e salentini. Forse è arrivata da Ginosa, forse dal Leccese. Fatto sta che è rimasta anche qui. E non stona in un paese che, dopo la bonifica, ha avuto anche profonde radici agricole.

Negli anni, rispicare è uscito dai campi. E si è cominciato a rispicare un po' di tutto.

Oggi, ad esempio, col tempo che lo permette, rispichiamo ancora l'estate.

Un altro bagno, una cena ancora all'aperto, una passeggiata sulla spiaggia quasi vuota.

Settembre.

Indirizzo

Marina Di Ginosa

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