Fallone Editore

Fallone Editore La Fallone Editore è una casa editrice indipendente. Distribuzione Nazionale tramite Libro Co Italia.

La Fallone Editore è una casa editrice indipendente fondata nella primavera del 2017, pugliese per tassonomie geografiche, e radicata nella storia e nella cultura millenarie di questa terra, ma proiettata su una linea d’azione nazionale, sia per la distribuzione del prodotto editoriale che per l’eterogeneità degli autori che intende pubblicare. Tra i segmenti di suo interesse, non solo prosa e poesia, pilastri della Letteratura, ma anche saggistica, letteratura per l’infanzia, scienze ermetiche e pubblicazioni a carattere vario, che spaziano dalla cinotecnica alla musicologia, passando per le arti figurative, la culinaria, la fumettistica e la botanica (per maggiori dettagli si rimanda al progetto editoriale). Se è vero, come forse è vero, che ‘il talento fa quello che vuole e il genio quello che può’ [C.B.], una casa editrice non può che essere una fucina, luogo in cui si forgia e si è forgiati al fuoco sacro del talento – che è dono di nascita e perciò divino – aristocraticamente elitario e perciò antidemocratico – indimostrabile, se non nell’evidenza di sé, e perciò innegabile. Se è vero, come certamente è vero, che un libro non è soltanto un oggetto, per quanto bello possa essere, ma ‘è anche un luogo oscuro di sfoghi e di rimozioni, dove si combatte un duello senza pietà, con la sola scelta di guarire o morire’ [G. Bufalino], la scrittura è un attraversamento di sé, un disvelamento delle ombre che richiede coraggio: chiede passi fermi e sguardo alto. In questi passi, i primi, in questo sguardo alto come il cuore, nasce la Fallone Editore. Per richiedere informazioni: [email protected]
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24/09/2026

La distruzione come causa originaria della generazione di Sabina Spielrein, tradotto e curato da Eliana Forcignanò

In attesa dell'uscita, ecco qualche anticipazione 🌹

Nota a “Della vita anteriore” di Pasquale Lucio LosavioO anche “Della vita interiore“. Con un linguaggio oscillante tra ...
23/09/2026

Nota a “Della vita anteriore” di Pasquale Lucio Losavio

O anche “Della vita interiore“. Con un linguaggio oscillante tra il quotidiano, dialogante diretto e il criptico/ininterpretabile, infatti, Pasquale Lucio Losavio, autore della raccolta poetica “Della vita anteriore” (Fallone editore, 2025), ci conduce in un viaggio sostanzialmente autobiografico, intimo, fatto di eventi esistenziali determinanti, irreversibili, formativi, in grado di influenzare per sempre l’interiorità di un individuo, il suo approccio alla vita in generale, all’amore, ai temi fondamentali dell’esistere. Molteplici gli insegnamenti raccolti lungo il percorso: la giusta dose di realismo/pessimismo e di “prevenzione” raccomandata dai predecessori, la differenza tra sembrare ed essere, il ruolo fondamentale svolto dai libri e dalla stessa parola poetica, la scoperta dell’amore condizionato dai propri limiti, la formazione dell’adulto di domani. Uno sguardo al passato verso i propri genitori, testimoni determinanti nelle piccole cose di tutti i giorni, i giochi dell’infanzia e il loro ruolo del definire la personalità di chi scrive, i ricordi salvati dalla vita anteriore (“nelle lunghe controre / dell’infanzia”, pag. 66), i primi “maestri” e le prime passioni ideologico-politiche, le dissociazioni e i distanziamenti (“Non mi avrete tra voi”, pag. 102; “Lasciatemi in pace!”, pag. 103), le inevitabili, “fisiologiche” evoluzioni/involuzioni delle amicizie importanti: Losavio tocca ogni aspetto dell’umana esistenza e compie questa delicata operazione (autobiografica, sì, ma che si adatta alla vita di ogni lettore) con il pudore di chi non è sicuro di essere in grado di rivelare la propria poetica persino alle persone più care e vicine: “… avrei voluto dirti di quei versi / che cominciavo a scrivere / ma non te lo dissi mai / pensavo fosse inutile / pensavo fosse impossibile…” (pag. 46). L’incredulità nel dirsi in poesia, e quando accade il miracolo in versi ecco lo stupore, la sorpresa nel mostrarsi; l’indicibile che prende il sopravvento come a voler ripristinare una doverosa barriera. Dinanzi allo specchio poetico l’Autore sembra ripetere la stessa domanda che il cantautore siciliano Battiato rivolse a se stesso in un tema scolastico. “io chi sono?”. “Chissà cosa sono in realtà / cosa sarei stato senza questa vita…” (pag. 47) si pone il filosofo Losavio una delle domande più antiche (insieme a molte altre) che l’umanità pone a se stessa fin da quando esistono la ragione, il pensiero, la ricerca che va al di là delle esigenze elementari del vivere per vivere.
Oppure “Perché sto qui, proprio qui” (pag. 67): a salvarci dalla follia di vortici interrogativi – ognuno di noi ce l’ha o se lo costruisce per necessità – “l’angolo catartico / il rifugio delle sane radici” (pag. 67); o ci si affida all’ordine testuale dei libri letti o al “rigo sul quaderno / che istruisce la mente” (pag. 72), a quel mondo ordinato, controllabile, che non delude quasi mai, quale è il mondo dei libri, del sapere confermato. Conoscersi nei limiti e nelle autolimitazioni, nelle mancanze, nel non vissuto e negli omissis; in un “corpo a corpo / con la mia parte più profonda” (pag. 58); adattarsi al cambiamento dei tempi, delle abitudini, delle risposte da parte del corpo e della mente, dei modi di approcciarsi alla vita; rassegnarsi al non vissuto, al bacio non dato, al ricordo degli amori fugacissimi e delle proprie “passanti” come quelle di Brassens mentre il corpo cambia e non può più tornare indietro per ritentare. Solo nella poesia possiamo perdonarci, solo nel verso rendiamo mitica persino la non vita perché “dalla parola / si insinua la consapevolezza di me / della mia esperienza, / della mancanza.” (pag. 79). La poesia è espiazione, è riscatto, è “vendetta”; in essa si riversa tutto il vissuto, il non detto e anche di più: “le parole che non dissi allora / sono ancora nei miei versi” […] “quel che avrei voluto dire / è diventato la mia vita” (pag. 85).

Michele Nigro

dalla prossima settimana in distribuzione 💜
22/09/2026

dalla prossima settimana in distribuzione 💜

La coscienza del corpo di Fabio De Luca è un’opera divisa in sei sezioni più i titoli di coda, caratterizzata dal tentat...
21/09/2026

La coscienza del corpo di Fabio De Luca è un’opera divisa in sei sezioni più i titoli di coda, caratterizzata dal tentativo di messa in crisi del rapporto tra capacità di sentire e filtraggio culturale e quindi morale all’interno del processo di gestazione testuale. Un’operazione certamente straniante rispetto al più frequente andamento lirico assunto dalla poesia italiana contemporanea, eppure efficace proprio nella rivendicazione di una lingua antilirica e contemporaneamente affettiva.
Non senza originalità e con una ricognizione etologica dell’umano, De Luca esprime qui una certa verve invettiva nei confronti di un’umanità socialmente, antropologicamente e sentimentalmente schizofrenica, collocando l’idea del bene dentro la sua realtà biologica e dimostrando intelligenza testuale e una visione del mondo ancorata all’essere radicalmente nel tempo, un tempo umano ma anche sacro, un tempo da attraversare restando illesi.

Su Atelier un'anteprima editoriale di Taverna di Giammarco di Biase (con prefazione di Roberto Masi, collana Il Leone Al...
18/09/2026

Su Atelier un'anteprima editoriale di Taverna di Giammarco di Biase (con prefazione di Roberto Masi, collana Il Leone Alato), in uscita tra qualche giorno.

«Un’opera impregnata di surrealismo rivisitato e riattivato originalmente, fortemente impressiva, che fa del verso uno strumento di disvelamento dell’artificio di mimesi della stessa umanità» .

Grazie a Massimo D'Arcangelo per l'attenzione.

Nel primo commento trovate il link all'articolo.

Riproponiamo qui un saggio di Sabina Spielrein che, da tempo, non era reperibile in traduzione italiana: La distruzione ...
15/09/2026

Riproponiamo qui un saggio di Sabina Spielrein che, da tempo, non era reperibile in traduzione italiana: La distruzione come causa originaria della generazione. L’esigenza di una nuova traduzione di quest’opera nasce dall’interrogativo sull’apporto di Spielrein alla psicoanalisi, ma anche dall’importanza di restituire a un pubblico più vasto una visione più ampia di questa figura. Oggetto di ricerca non è in questo caso la love story, reale o presunta, fra l’autrice e Jung, che ha già ispirato registi del calibro di Faenza e Cronenberg, bensì la donna di scienza che ha esplorato la distruttività presente nella pulsione sessuale, riconoscendo per prima l’ambivalenza intrinseca al sentimento amoroso. La tesi che il saggio espone è che la sessualità sia accompagnata anche da affetti negativi quali angoscia e disgusto, che derivano dall’annichilimento di una parte di sé in favore di una fusione con l’oggetto d’amore. Articolata in due parti, l’opera ricerca conferma della complementarietà di morte e vita anche nella letteratura e nell’arte, attraverso un nutrito elenco di esempi tratti dalle fonti dell’epoca. Qual è l’originalità di Spielrein rispetto alla psicoanalisi del proprio tempo? E quanto il suo lavoro può esserci utile oggi? A queste domande lasciamo che ciascuno risponda leggendo l’opera di una donna che ha fatto della propria storia un imprescindibile snodo di evoluzione scientifica.

Sabina Spielrein (Rostov sul Don, 1885-1942). Psicoanalista, già paziente di CG. Jung al Burghölzli, è nota al pubblico soprattutto per la rottura dei confini della relazione terapeutica con il proprio analista. Tuttavia, proprio a partire dalla sua ferita esistenziale, l’autrice ha sviluppato un potenziale creativo e scientifico che l’opera qui tradotta esprime nella forma più compiuta. Mai del tutto dimentica dell’innamoramento per colui che l’aveva aiutata a uscire dalle strettoie di una sindrome isteriforme e tormentata per tutta la sua breve esistenza, morirà con le sue figlie in Unione Sovietica, fucilata dai nazisti nella sinagoga di Rostov.

Eliana Forcignanò (Lecce, 1983). Psicologa ed esperta in ipnosi a orientamento ericksoniano, già laureata in Filosofia con il massimo dei voti e PhD in Scienze della mente e delle relazioni umane, ha dedicato più di un decennio allo studio del pensiero di CG. Jung e ha al suo attivo diverse pubblicazioni sulla psicologia complessa. Nella sua pratica clinica e nella scrittura tenta di coniugare la psicoanalisi relazionale con la psicologia analitica. Esercita la libera professione occupandosi di adulti, adolescenti e famiglie. Fra i saggi precedenti, pubblicati nella collana di psicologia Clueb fondata da R. Canestrari e diretta attualmente da A. Godino, Come sognava Jung (2019) e Le ali di Filemone (2022).

Su Limina Mundi - Per l'alto mare aperto trovate una selezione di poesie da Piani di migrazioni instabili di Vincenzo Di...
14/09/2026

Su Limina Mundi - Per l'alto mare aperto trovate una selezione di poesie da Piani di migrazioni instabili di Vincenzo Di Giulio.

Amava strenuamente l’imperfetto, era il tempo perfetto del sospeso, si dipanava adagiato nel passato, conservando intatta la speranza del futuro, di un moto sì intrapreso, di un approdo, però, che mai si era concluso.

Il riecheggiante retaggio del sommerso, la proiezione interminabile del corso, il divenire transito, il conato ininterrotto.

La nuova variante fu isolata su un esemplare ermafrodita, era un ceppo di nuova formazione, subumano, tuttavia era una replica stampata, con qualche lieve variazione, dell’impronta madre del già nato, conteneva ogni attimo vissuto, e attraversando le galassie di petrolio, aveva rabberciato un cromosoma nuovo, una mutazione quasi estinta, riportata in vita dal paguro.

Le mille facce dello stesso volto, la veste sempre nuova di un sol verso, la dolcissima impronta di dolore, nel calcare terra, passo dopo passo.



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«Circolazioni è stato un modo di provare a mettere ordine»Nel primo commento trovate il link all'intervista completa
10/09/2026

«Circolazioni è stato un modo di provare a mettere ordine»

Nel primo commento trovate il link all'intervista completa

La sera si erge nera sulla soglia, immigrata qui da chissà dove; implacabile, butta fuori.Dietro le spalle, la casa si p...
09/09/2026

La sera si erge nera sulla soglia, immigrata qui da chissà dove; implacabile, butta fuori.
Dietro le spalle, la casa si prepara alla veglia: in alto, resta acceso un abat-jour; nel frigorifero, un piatto che attende domani, protetto da un film plastico che libera ftalati.
Nessuno in giro; Vergini in serie dormono impregate nell’ombra di tane votive; custodi, dei gatti evirati; solo, a intercedere, un fascio di luce radente: i fari gettano avanti a un esodo; niente pietre battute che buttano acqua, il gerbido deserto è irrigato a temporizzazione; un dopobarba acido intride il colletto stirato di fresco. L’ora è una libbra di carne sotto i denti, non si può dire se attrae o trascina; si cerca la propria estasi nel ghiaccio di un bicchiere, ma accede alla tregenda chi è nominato in lista: l’unica cosa certa è l’iscrizione partenze-arrivi, esiste a intermittenza la stazione.

Luna di sangue: la belladinotte,
avvinta a quel segnale di pericolo
piegato sulla strada suburbana
che si smarrisce in mezzo alla foschia,
digrigna le sue ardenti bocche contro
una falena sfinge; di lontano
picchia l’eco del Centro; nel suo piccolo
questa che scocca adesso è un’ora grama,
satura di profumo, una malia
che ci divide dentro, che ci chiama:
tutto si brama, tutto si respinge.

«La letteratura è la valorizzazione di un significato profondo che ci riguarda. Possiamo dire che è un io di noi più gra...
01/09/2026

«La letteratura è la valorizzazione di un significato profondo che ci riguarda. Possiamo dire che è un io di noi più grande, ma in forma espressiva e significativa, e perciò ha la forza di un evento, di un accadere che si rinnova ogni volta che nasce un lettore»

Nel primo commento trovate il link all'intervista completa.

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Via Colonnello Scarano, 27
Massafra
74016

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