Christian Calabrò - Le Scuole del Pontefice

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Non hai lievito madre?Puoi richiederlo gratuitamente al 349 195 3885  whatsappMa se non vuoi utilizzarlo e non sei inter...
13/10/2026

Non hai lievito madre?
Puoi richiederlo gratuitamente al 349 195 3885 whatsapp

Ma se non vuoi utilizzarlo e non sei interessato a lavorare con il lievito madre, vieni a scoprire la mia spugna pasticciera!
Velocità, semplicità e prodotti buonissimi!

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13/10/2026

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Abbiamo reso accessibile una materia che per troppo tempo è sembrata riservata a pochi.Tutto, ma proprio tutto quello ch...
13/10/2026

Abbiamo reso accessibile una materia che per troppo tempo è sembrata riservata a pochi.

Tutto, ma proprio tutto quello che serve per comprendere e realizzare un panettone tradizionale: gestione del lievito madre, ingredienti, impasti, fermentazione, cottura e conservazione. Anche gli errori, le loro cause e il modo di affrontarli.

La Scuola dei Grandi Lievitati, a 1 EURO AL GIORNO.
Una moltitudine di ricette e laboratori pratici.

Perché voglio che possiate studiare, fare domande, mettere le mani in pasta e capire davvero quello che state facendo.

Con lezioni, video da rivedere, dispense e assistenza, vi accompagno dalla teoria al vostro forno.

La ricetta è il punto di partenza. Il traguardo è saper lavorare con la propria testa.

📲 Informazioni e iscrizioni: 349 195 3885– WhatsApp
Christian Calabrò – Le Scuole del Pontefice
Vi aspettiamo al 349 195 3885

🍅 POMODORINO SÌ O POMODORINO NO?Vi ho consigliato un posto dove mangiare pidoni messinesi belli pieni: casa vostra.Ma tr...
12/10/2026

🍅 POMODORINO SÌ O POMODORINO NO?

Vi ho consigliato un posto dove mangiare pidoni messinesi belli pieni: casa vostra.
Ma tra il formaggio, l’acciuga e la scarola imponente, a scatenare la discussione è stato lui: il pomodorino.

Un pomodorino e abbiamo aperto un concilio. 😂

Io lo preferisco CON.
Un buon pomodorino, per il mio gusto, rende il ripieno più completo: dolcezza, acidità e un bell’incontro con la sapidità dell’acciuga e del formaggio.

«Ma rilascia acqua!»

Certo. Anche la scarola. Se sappiamo gestire la scarola, possiamo imparare a gestire anche il pomodorino: scegliendolo bene, preparandolo prima, facendolo scolare quando serve e mettendone la quantità giusta.

Il pomodorino va saputo lavorare. Come tutto il resto.

Poi c’è la questione della tradizione. Ho cercato le fonti e ho trovato versioni diverse persino nelle descrizioni pubblicate: il portale del Comune di Messina comprende i pomodorini nel ripieno tradizionale; un articolo dell’Accademia Italiana della Cucina descrive invece il pidone senza pomodoro e considera quest’ultimo un’aggiunta.

Questo non ci dice quale fosse il primo pidone della storia. Ci dice che, quando parliamo di tradizione, dobbiamo fare i conti anche con testimonianze differenti.

Che un tempo la presenza del pomodoro dipendesse dalle possibilità economiche delle famiglie? Può essere un’ipotesi da indagare, ma non ho trovato documenti che la dimostrino. Non ve la venderò come una certezza.

Adesso raccontatemi come si facevano a casa vostra.

🍅 CON o SENZA pomodoro?
Vostra madre, vostra nonna, vostro padre come li preparavano? E in quale quartiere o paese?

Scrivetelo nei commenti e condividete il post con chi li preparava: voglio leggere ricordi, ingredienti e usanze di Messina e della provincia.

E se volete imparare a farli a casa, seguitemi: il posto ve l’ho già consigliato. Ora vi insegno anche come si fa. 😉

Il numero WhatsApp 349 195 3885 è sempre aperto per darvi info riguardo i 700 corsi attivi di lievitazione, cucina, pasticceria e gelateria.

Siate liberi nei commenti, ma anche garbati: io non sono un influencer.

Ribadisco che sono pronto a confrontarmi con voi in una diretta sui social, su qualunque argomento trattato nei nostri corsi e su tecniche e procedure italiane e internazionali.

Se volete affrontarci pubblicamente, metterci la faccia e dimostrare di avere gli attributi, Roberta e io siamo qui. Portate domande, argomenti e competenze: discutiamone davanti a tutti.

Potete anche organizzarvi in gruppi: magari in cento riuscite a diventare uno mezzo discreto. 😉

12/10/2026

Ci sono poche colazioni così beate!
Vi aspetto da oggi, nel corso panuzzelli della festa dolci e salati.

349 195 3885 whatsapp

IL LIEVITO IN TERAPIA. IL FORNO IN FERIE.Volete un lievito madre sempre perfetto, pronto per panettoni, pandori e qualsi...
12/10/2026

IL LIEVITO IN TERAPIA. IL FORNO IN FERIE.

Volete un lievito madre sempre perfetto, pronto per panettoni, pandori e qualsiasi altra impresa?

Pronto. Sicuro. Certo. Infallibile.

Quest’ultimo fa i miracoli: probabilmente lo vendono con l’aureola attorno al barattolo.

Intanto, però, passate le settimane a sistemare il vostro.

È troppo acido. È poco attivo. È squilibrato. Va corretto, recuperato, rieducato. Un altro rinfresco, un altro bagnetto, un altro consiglio. Ormai quel lievito ha più appuntamenti di voi.

E il banco resta vuoto.

Allora vi propongo una soluzione poco romantica e molto concreta: quando il recupero è diventato un accanimento senza risultati, buttatelo nell’umido e procuratevi un lievito in buone condizioni, già adatto al lavoro che volete fare.

Poi impastate.

Perché nel tempo che trascorrete a inseguire la resurrezione di quel barattolo potreste fare dieci, cento, mille prodotti. Provare impasti diversi. Capire una consistenza. Correggere una lavorazione. Sbagliare una cottura e imparare a farla meglio.

Invece collezionate consigli, seguite protocolli ad minchiam e aspettate il giorno in cui il lievito sarà finalmente “pronto”.

Passa settembre. Passa ottobre. Arriva Natale.

Tre panettoni, tutti con il fiato sospeso, e poi altri undici mesi a sorvegliare il barattolo.

Lo chiamate cavallo di battaglia. Ma quel cavallo esce dalla stalla tre volte l’anno.
E voi tornate nell'ovile.

Recuperare un lievito può avere senso, se sapete cosa state facendo e avete un obiettivo preciso. Ma passare settimane a tentativi, seguendo ogni stupidaggine che vi raccontano, ha un costo: tutto quello che nel frattempo non state imparando a produrre.

Una diretta può spiegare. Una misurazione può aiutare. Un consiglio può orientarvi.

Le mani, però, dovete mettercele voi.

Andate al banco. Impastate, osservate, confrontate, riprovate. È lì che la teoria incontra la realtà. È lì che diventate più bravi.

Il lievito madre deve aiutarvi a lavorare. Se vi tiene fermi per mesi, siete diventati i custodi di un barattolo.
Stupidi e perdigiorno.

Pensare in grande significa anche capire quando è il momento di cambiare lievito e cominciare, finalmente, a fare prodotti.

Meno accanimento. Più impasti.
Fatevelo donare dagli amici.

Se volete il nostro lievito a casa vostra
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Il Pontefice dei Lievitati

Friabilità in luogo di fragranza.Estensibilità come sinonimo di elasticità.Acidificazione al posto di acidità.Idratazion...
11/10/2026

Friabilità in luogo di fragranza.
Estensibilità come sinonimo di elasticità.
Acidificazione al posto di acidità.
Idratazione invece di percentuale d’acqua sul totale dell’impasto.
Ricettazione in sostituzione di ricetta.

Ma che cosa dovete insegnare?

Come si può anche solo pensare di starvi ad ascoltare, tra verbi coniugati ad minchiam, strafalcioni, concetti confusi e assurdità spacciate per spiegazioni?

Poi arriva la chimica: termini presi in prestito, buttati dentro a caso e pronunciati con la sicurezza di chi pensa che basti una parola complicata per trasformare una bestialità in una lezione.

Prima di insegnare agli altri, bisognerebbe almeno capire il significato delle parole che si usano.

1 euro al giorno!E trovate anche lui, il numero uno dei goduriosi!Potere alla segale, potere all'Autunno!349 195 3885
11/10/2026

1 euro al giorno!
E trovate anche lui, il numero uno dei goduriosi!

Potere alla segale, potere all'Autunno!

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