04/01/2026
È incredibile come, avvicinandoci alla fine di queste feste natalizie, emerga con sempre maggiore chiarezza una verità scomoda: la lievitazione è sparita.
Non è una sensazione, non è nostalgia, non è nemmeno una questione di periodo. È un dato di fatto.
Non esiste più il pane.
Non esiste la pizza.
Sono scomparse focacce, dolci, brioches, sfoglie, rosticceria.
Non esistono i lievitati tradizionali, né quelli fritti, né i dolci fritti.
E sapete qual è la cosa più grottesca? Non esiste più nemmeno il pandoro.
Esiste una sola cosa: il panettone. Fine del discorso.
E no, non è ciclicità stagionale. È monotonia culturale.
È la morte del pensiero , della varietà, della competenza vera.
Io ho sempre cercato di non diventare monografico, perché essere monografici è la peggior disgrazia per un lievitista.
Un lievitista non è uno che fa panettoni.
Così come uno che fa panettoni non è automaticamente un pasticcere.
Il lievitista è un’altra cosa:
fa tutto, e fa tutto bene.
Guarda un prodotto, lo assaggia, lo studia, lo comprende e lo riproduce.
Sa leggere un impasto come altri leggono un libro aperto.
Il resto sono poser della lievitazione — sì, poser, cercatevelo il significato, perché siete troppo anziani per saperlo.
La cosa più triste?
Ogni tanto vedo prodotti straordinari, idee intelligenti, lavori fatti da persone davvero capaci, in contesti diversi, lontani dal rumore…
Zero like. Zero commenti.
Invisibili.
Perché l’attenzione è completamente risucchiata da un solo prodotto.
Quando un prodotto non è più solo centrale, ma diventa totalizzante, l’ambito muore.
È una delle cose più tristi che possano accadere a una disciplina.
Che Dio mi salvi dal diventare monografico.
Il giorno in cui lo diventerò, non solo smetterò di guidare le pagine: smetterò di fare tutto.
Questo non è un problema di lievitazione.
È lo specchio perfetto della società attuale:
apparenza, esibizione, vanagloria.
Sempre quella. Solo quella.
Eppure esistono spunti, esistono idee mainstream, esistono persone che lavorano controcorrente, anche gratis, intelligenti, profonde, visionarie.
Ma non interessa a nessuno.
Perché l’unica cosa che si vuole è il panettone.
Non per amore della lievitazione.
Ma perché attraverso il panettone si tenta di compensare vuoti ben più grandi, non in laboratorio o sul banco, ma nella vita quotidiana.
Che peccato.
Davvero.
Beati Voi...
Teccà un arancinu... a lievitazione naturale