03/01/2026
Nasco il 3 gennaio del 1969 in quel di Hurt, allora Germania dell'Ovest da una famiglia di lavoratori. La passione per le auto arriva fin da subito, papà muratore gestisce una pista di Kart. A 4 anni faccio già vedere chi sono. Dai Kart alle monoposto il passo è breve, fino all'esordio in Formula uno con la Jordan nel 91. E pensare che il mio manager per convincere il team imbrogliò dicendo che conoscevo il circuito a memoria (mai visto prima). Briatore crede in me e tra le critiche generali mi offre un contratto e una macchina, approdo in Benetton. Arrivano subito i primi risultati fino alla vittoria del primo mondiale in quel dannato 1994 dove c'era poco da gioire. Nel 96 il sogno diventa realtà: guido una Ferrari. Ormai so come guidare, sistemare la macchina, migliorare e migliorarla. La vittoria si fa attendere, ma nel 2000 le campane di Maranello suonano a festa. Siamo finalmente campioni del mondo! Da quel Momento dominiamo. 5 titoli uno dietro l'altro. Un tripudio pazzesco. Chiuderò la carriera alla Mercedes, le nuove sfide mi hanno sempre affascinato. Mia moglie Corinna è sempre accanto a me. Mamma ci ha lasciati nel 2003 proprio durante il GP di San Marino. Non dimenticherò mai quel maledetto weekend.
Record, giri veloci, pole position. Il destino beffardo ha voluto che appeso il volante al chiodo in una tranquilla mattinata del 2013 a Maribel, si spegnesse la luce. Ero andato lì solo per sciare in famiglia e invece... Ho corso per anni alla velocità della luce e una caduta quasi da fermo mi ha lasciato qui. Immobile. Come se il tempo non scorresse mai. La mia famiglia è straordinaria. Mi protegge, mi regala sorrisi. Splendidi sorrisi. Mio figlio Mick è un pilota come me, Gina Maria è stata campionessa europea d'equitazione! Buon sangue non mente. Mi ha fatto piacere parlare con voi ragazzi, non accadeva da tempo, ma ora devo lasciarvi perché è il mio compleanno. 57 anni, pazzesco! Ci sono tutti intorno a me. Cerco di far capire quanto io sia grato per tutto quello che fanno. E sono grato a voi che dopo anni non smettete mai di farmi sentire il vostro affetto. Sono Michael eh, il Kaiser o, semplicemente, il vostro Schumi.