09/05/2023
“NÉ CON LA MAFIA, NÉ CON LO STATO!”: Peppino vive nelle nostre lotte
Il 9 maggio del 1978 veniva assassinato a Cinisi Peppino Impastato. Il suo omicidio fu oggetto di un intricato depistaggio di Stato, in cui giocarono un ruolo determinante i carabinieri nella copertura dei killer e nella demolizione della figura del rivoluzionario agli occhi dell'opinione pubblica.
Sulla figura del rivoluzionario siciliano tanto si è detto, e ancora oggi la sua figura si muove nella narrazione mitizzante di una sinistra giustizialista e di esponenti dei vari governi che a suon di comunicati, post e slogan ricordano ogni anno Peppino, ergendolo a icona di quello stesso apparato statale complice della sua morte e a paladino della più becera antimafia. Quella stessa antimafia che negli ultimi anni si è occupata di costruire un vero e proprio business sulle confische dei beni – case, società, negozi, auto – per esempio. O che ancora oggi accomuna figure come Peppino a quelle di chi continua a difendere gli interessi dello stesso potere che devasta e distrugge la nostra terra.
Noi oggi allora vogliamo ricordare Peppino Impastato, che si è schierato dalla parte più giusta di quello scontro tra due volti dello stesso sistema. Vogliamo ricordare un ragazzo che ha lottato per una società altra, fuori dal rapporto capitalistico. E lo vogliamo ricordare non come un mito da commemorare, ma vogliamo farlo rivivere nelle lotte di liberazione dalle innumerevoli dipendenze a cui oggi la Sicilia soggiace. Lo vogliamo ricordare come uno dei principali protagonisti della nostra storia contro gli interessi dei pochi a discapito degli ultimi. Contro gli interessi di stato e mafia sulla nostra terra, contro tutte le forme di sopraffazione del capitale compresi carcere e 41 bis.
Perché è in questo che Peppino Impastato vive. Non nello Stato e i suoi apparati. Né con lo stato, né con la mafia!