31/12/2025
EDITORIALE | ✍ Francesco Certo
C’è stato un momento, a Foggia, in cui tutto è finito. Non solo la partita, non solo la Serie C. Otto anni. Otto anni di Sciotto, di risparmio elevato a filosofia, di mediocrità programmata. Otto anni in cui il Messina è stato gestito come un fastidio da tollerare, non come una squadra da costruire. La retrocessione arriva a maggio 2025, dopo un playout perso. E quando finalmente crolla tutto sembrava quasi un sollievo. Almeno era finita.
Ma si va ancora avanti, con altri nomi e nuove volontà di andare oltre al disastro. Di scavalcare le macerie create da personaggi che abbiamo sbagliato a citare per nome. Abbiamo vissuto tutto questo. Un anno che ci ha tolto tutto e ci ha dato tutto. Un anno in cui abbiamo visto il peggio dell’incompetenza e il meglio della dignità. Un anno in cui abbiamo capito che il Messina non è mai stato la squadra, gli allenatori, i presidenti. Il Messina sono quelli che restano. Quelli che amano nonostante il disprezzo. Quelli che credono nonostante tutto. E adesso il Messina ha una nuova proprietà, una strada da percorrere, una salvezza da conquistare. Un futuro da scrivere.
C'è stato un momento, a Foggia, in cui tutto è finito. Non solo la partita, non solo la Serie C. Otto anni. Otto anni di Sciotto, di risparmio elevato a filosofia, di mediocrità programmata. Otto anni in cui il Messina è stato gestito come un fastidio da tollerare, non come una squadra da costru...