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L’ULTIMO BALLO DI RE ROGER Sipario. Si chiude un’era. L’addio di Roger Federer al tennis è un pugno allo stomaco. Forte,...
23/09/2022

L’ULTIMO BALLO DI RE ROGER

Sipario. Si chiude un’era.
L’addio di Roger Federer al tennis è un pugno allo stomaco. Forte, ben assestato. Inutile negarlo.
Eppure, l’epilogo sarà indimenticabile. Un doppio insieme al rivale di una vita, contro cui ha sudato su erba, terra e cemento, raccogliendo le delusioni o festeggiando i trionfi, sempre con eleganza e rispetto.

Le virtù che ha incarnato da quando, ventiquattro anni fa, ha assaporato per la prima volta la classifica ATP. Ne è passato di tempo. Ma Roger ha mantenuto il suo fascino, frutto di un talento cristallino plasmato su costanza, determinazione e sacrificio. E sul magnifico rovescio a una mano, grattacapo per chiunque lo abbia affrontato.

Un esempio. Un modello per chi ha impugnato sognante una racchetta, per chi si è innamorato del tennis o chi ha solamente acceso la propria televisione, curioso di osservarlo dipingere traiettorie straordinarie, che solo lui era in grado di vedere.

Un po’ di numeri? Venti trionfi negli Slam: 6 Australian Open, 5 Us Open, un Roland Garros e 8 Wimbledon. Un impressionante dominio tecnico e psicologico mai ostentato, ma sempre condito da fair-play e massimo rispetto per avversari, arbitri e pubblico: la sottile differenza tra campioni e leggende.

Questa sera, in doppio con Rafael Nadal alla Laver Cup, Roger Federer saluterà il circuito.
La Pura Incarnazione del tennis e il Re della terra rossa.
Insieme per l’ultimo, romantico ballo.



MILANO ROSSO-NERA 🔴⚫️Un trionfo costruito, plasmato e rifinito dal gruppo. Un progetto nato per costruire una cultura vi...
23/05/2022

MILANO ROSSO-NERA 🔴⚫️

Un trionfo costruito, plasmato e rifinito dal gruppo.
Un progetto nato per costruire una cultura vincente che, oggi, abbraccia un trofeo dal valore inestimabile.
Un digiuno infinito che sembrava, secondo gli esperti, doversi protrarre ancora per qualche stagione.

In un’atmosfera irreale, tra i cori e le coreografie dei tifosi, le lacrime, cristallizzate sul tappetto verde di Reggio Emilia, brillano di rosso-nero.
A San Siro, invece, scendono lente, amare, nel miraggio della seconda stella cucita sul petto.

Poco più lontano, sotto la Madonnina, la festa esplode, testimonianza della gioia di chi, undici anni dopo, conquista il trono della Serie A.
 
Diciannovesimo scudetto, così come i cugini nero-azzurri.
Il capolavoro di Pioli è realtà.
Il Milan campione è realtà.
E l’epilogo da batticuore, all’ultima giornata, regala al calcio italiano una indelebile pagina di storia.

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NOVANTA MINUTI DALLA GLORIA ⚽️ Emozionante, suggestiva, magica.La rincorsa allo scudetto delle milanesi si concluderà, d...
17/05/2022

NOVANTA MINUTI DALLA GLORIA ⚽️

Emozionante, suggestiva, magica.
La rincorsa allo scudetto delle milanesi si concluderà, domenica, in un derby a distanza, ma di importanza indicibile.
Un epilogo di grande fascino da gustare, inscritto nella cornice di storia di una rivalità eterna.

Una metropoli frammentata, divisa da due fedi, quasi religiose, attende trepidante.
A Milano convivono due facce della stessa medaglia, scolpite, però, su ideologie diverse.
Uno stadio in comune, milioni di tifosi in Italia e nel mondo e un’altalena cromatica che alterna rosso-nero e nero-azzurro.
Il lento e paziente processo di ricostruzione del Milan di Pioli a confronto con l’imprevedibile, pazza Inter di Simone Inzaghi.
Un occhio fugace ai calcoli matematici e la concentrazione, doverosa, di chi scende in campo per una partita che vale una stagione.
Da una parte l’occasione di cucire sulla maglia la seconda stella e poggiare le fondamenta di una dinastia; dall’altra il sogno di festeggiare, in Piazza del Duomo, dopo undici lunghi anni e scalpellare il back-to-back dei cugini.
Sassuolo e Sampdoria le avversarie, autostrade per il paradiso o baratri, direzione inferno.

Pianto di gioia o di amarezza, apoteosi o delusione.
Novanta minuti per completare il puzzle o restare immobili, inermi, con l’ultimo pezzo in mano.
Novanta minuti dalla gloria.

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LA LUCE DI SANDRO 🕯Geometrie, istinto e tecnica. Un concentrato di grinta, strategia e senso della posizione. Giovanissi...
09/05/2022

LA LUCE DI SANDRO 🕯

Geometrie, istinto e tecnica.
Un concentrato di grinta, strategia e senso della posizione.
Giovanissimo, eppure trascinatore emotivo e presenza gigantesca e indispensabile sul rettangolo verde.

Una facilità disarmante nel leggere il gioco e la fame, negli occhi, di chi ha il sangue dei campioni.
Un’ascesa vertiginosa, coincisa con il bisogno del Milan di aggrapparsi a un leader per credere nello scudetto.

In silenzio, senza mai una dichiarazione fuori posto, stoico, cinico e incisivo come pochi, il gioiellino di Pioli brilla intensamente, affidando al campo il compito di riflettere la sua luce sulla squadra.

Doppietta all’Hellas Verona e rimonta, in una giornata memorabile sigillata dalle candeline del suo ventiduesimo compleanno.

Sandro Tonali è, ogni giorno di più, il faro del centrocampo rossonero.
E il diavolo vola sulle sue ali.

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𝐓𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐕𝐀𝐋𝐑𝐘 🏀Due università baciate da talenti generazionali, il prestigio della storia e il fascino della rivalità più ...
02/04/2022

𝐓𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐕𝐀𝐋𝐑𝐘 🏀

Due università baciate da talenti generazionali, il prestigio della storia e il fascino della rivalità più accesa del college basketball.
Duke vs North Carolina non è una partita come le altre, né lo sarà mai.
Usi e costumi stravaganti, avvolti in una fusione inedita tra tradizione e leggenda, si cementano in un’altalena di passione ed emozioni.
Nei giorni precedenti al match, l’atmosfera si carica di elettricità e attesa, sprigionando un’energia quasi religiosa, che contamina gli animi di tifosi e studenti appassionati.

A Duke la preparazione all’evento è pervasa dal profumo della consuetudine.
Krzyzewskiville, denominata così in onore di coach K, ovvia al problema di capienza del “piccolo” Cameron Indoor Stadium, dotato di 9134 posti. Dal 1980, dormire in tenda per almeno cinque settimane e con condizioni atmosferiche a volte proibitive, superare quiz sulla storia del college, conoscere statistiche avanzate e rispondere a domande divertenti sulla vita privata dei giocatori sono gli strumenti per accedere all’arena.
È una pazzia, ma è tremendamente affascinante.

Undici miglia più lontano, a Chapel Hill, la rivalità si consolida all’entrata del Dean Smith Center, intitolato al più vincente allenatore della storia di questo college. 22.000 posti, banda, cheerleaders e il solito immancabile, unico, credo: la pallacanestro. La palestra di vita di Michael Jordan, fondata nel 1789 sotto la presidenza di Washington, vanta il sapore dell’antico e la bellezza del moderno.

Stanotte le due università si affronteranno nell’appuntamento numero 258 della loro storia, con in palio la finale della March Madness.
Mai un torneo NCAA era stato la cornice di questa eterna e avvincente rivalità.

Blue Devils o Tar Heels: una accederà all’ultima fase, l’altra uscirà sconfitta.
E a separarle sarà solo una piccola sfumatura di blu.

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Un ringraziamento particolare ad per il suo stupendo documentario, online su YouTube 🏀



𝙻𝙰 𝚅𝙾𝙲𝙴 𝙳𝙴𝙻𝙻𝙰 𝙿𝙰𝙻𝙻𝙰𝙲𝙰𝙽𝙴𝚂𝚃𝚁𝙾 🏀Emozione, sudore, passione.Il rettangolo che dà vita alla pallacanestro, per strada, in un ...
29/03/2022

𝙻𝙰 𝚅𝙾𝙲𝙴 𝙳𝙴𝙻𝙻𝙰 𝙿𝙰𝙻𝙻𝙰𝙲𝙰𝙽𝙴𝚂𝚃𝚁𝙾 🏀

Emozione, sudore, passione.
Il rettangolo che dà vita alla pallacanestro, per strada, in un parco o nel più importante palazzetto, trasuda amore per lo sport, custodisce storie romantiche e i segreti di campioni, piccoli sognatori e appassionati. Ventotto metri per quindici racchiudono la commozione di un esordio nella massima serie o i primi passi di un bambino con una palla a spicchi in mano.

Se un parquet o delle linee di vernice dipinte sul cemento potessero parlare, racconterebbero aneddoti, ricorderebbero l’esito di accesi confronti tra amici o conoscenti e le chiacchiere prima di una birra al bar, offerta dagli sconfitti.

Il campo da basket è un luogo magico, nel quale le preoccupazioni e le ansie scompaiono per qualche ora, lasciando spazio a spensieratezza e pura competitività. Rappresenta un rifugio per tutti gli oppressi dalla quotidianità, in grado così, di assaporare la libertà che solo lo sport può donare.

Quando il sole si abbassa dolcemente, baciando la retina di un playground o accarezzando, con i suoi raggi, le finestre di un palasport, il rettangolo di gioco si svuota. Solo, davanti all’ultimo palleggio di un ragazzino sognante, profuma di amicizia e storie affascinanti e respinge il tanfo di inquietudini e tormenti.
È il luogo ideale nel quale farsi cullare da uno sport che insegna i valori chiave della vita: solidarietà, rispetto, complicità, unione, passione.

Un’armonia di sentimenti che suonano lo stesso spartito, dando vita a uno spettacolo unico e tutelando la crescita di milioni di ragazze e ragazzi nel mondo.

Il paradiso, agli occhi di molti, è l’incantevole fusione tra la semplicità di un rettangolo e la purezza della pallacanestro.

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𝐓𝐑𝐈𝐏𝐔𝐃𝐈𝐎 𝐑𝐎𝐒𝐒𝐎 ❤️🏎Una religiosa e sfiancante attesa, condita da critiche, contestazioni e accuse, ha fatto a pugni, negl...
20/03/2022

𝐓𝐑𝐈𝐏𝐔𝐃𝐈𝐎 𝐑𝐎𝐒𝐒𝐎 ❤️🏎

Una religiosa e sfiancante attesa, condita da critiche, contestazioni e accuse, ha fatto a pugni, negli ultimi due anni, con il minuzioso e straordinario lavoro svolto a Maranello.

Gli sforzi, concentrati sul cambiamento di regolamento e sullo stravolgimento totale della categoria regina del motor sport, hanno dato i loro frutti.

Il circuito del Bahrein incorona la Ferrari che, dopo novecento-tre giorni, si concede una parata di celebrazione al traguardo. La bandiera a scacchi consegna alla scuderia una doppietta che profuma di rivincita e manda al paddock un messaggio forte e chiaro: la Rossa è tornata.

Gli ingranaggi di coesione tra tecnici, ingegneri, staff e piloti ruotano, già dal primo GP, con grande sinergia e coordinazione. Pit-stop veloci e strategie impeccabili si fondono con la gestione delle gomme, le velocità, l’istinto e il talento di Sainz e Leclerc, emblemi, oggi, del cavallino rampante.

È il primo atto, l’inizio di un mondiale che si preannuncia una lotta senza esclusione di colpi alla pari con Red Bull, rapida ma alle prese con problemi di inaffidabilità, lanciando un occhio attento all’evoluzione arrembante della Mercedes che sembra, per ora, in affannoso ritardo.

Era importante spingere sull’acceleratore, guidare con prudenza ma senza paura e dimostrare che la musica è cambiata.

E il primo accordo, melodioso e aggressivo, dolce ma intenso, è un tripudio rosso.

Lo suona la Ferrari, con l’eleganza e la decisione di un primo violino.

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𝐖𝐄𝐋𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐁𝐀𝐂𝐊 𝐅𝟏 ❤️I riflettori accesi, le vetture in griglia, il Rolex che scandisce gli attimi, i centesimi, i millesim...
19/03/2022

𝐖𝐄𝐋𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐁𝐀𝐂𝐊 𝐅𝟏 ❤️

I riflettori accesi, le vetture in griglia, il Rolex che scandisce gli attimi, i centesimi, i millesimi; il paddock che si riempie di meccanici, ingegneri, tecnici, addetti ai lavori… il rombo dei motori, nel silenzio assordante che avvolge lo spegnimento dei semafori.

All’alba di una nuova era, i team sono stati costretti a ricominciare da zero, abbandonando le certezze, le gioie e le delusioni degli anni trascorsi e abbracciando progetti nuovi e diversi.
Il duello epico dello scorso finale di stagione, tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, sfocia oggi in una sceneggiatura tutta da scrivere, la cui penna sembra essere affidata anche alla Ferrari.

Dopo anni di purgatorio, conditi da indagini della FIA e cocenti fallimenti, il cavallino rampante è sembrato rifiutare un ruolo da spettatore passivo e impotente per essere, invece, attore protagonista.

La pole position di Leclerc e la terza posizione di Sainz, a soli sei millesimi dal campione del mondo, sono una ventata di aria fresca per la scuderia di Maranello, attorno alla quale l’aria cominciava a farsi pesante.

Termina, almeno per ora, la festa che in casa Red Bull continuava dal dodici dicembre scorso.
Riaffiora, dalla sabbia del Bahrein, un rosso sgargiante, meraviglioso, imponente.

Uno spettacolo di velocità, adrenalina, coraggio, istinto, talento.

È tornata la Formula Uno.
E con lei la Rossa che sogna.
E fa sognare.

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ITALBASKET INCANTO ✨𝒟𝑒𝓁𝓁𝒶 𝒱𝒶𝓁𝓁𝑒 𝓈𝒽𝑜𝓌 𝒶𝓁 𝒫𝒶𝓁𝒶𝒹𝑜𝓏𝓏𝒶Scacciare l’ombra ingombrante dei ghiacciai islandesi, tra i quali poch...
28/02/2022

ITALBASKET INCANTO ✨
𝒟𝑒𝓁𝓁𝒶 𝒱𝒶𝓁𝓁𝑒 𝓈𝒽𝑜𝓌 𝒶𝓁 𝒫𝒶𝓁𝒶𝒹𝑜𝓏𝓏𝒶

Scacciare l’ombra ingombrante dei ghiacciai islandesi, tra i quali pochi giorni fa era maturata una sconfitta inaspettata, era obbligo. E farlo nel tempio della pallacanestro italiana, dove si costruiscono i sogni di atleti e tifosi, la chiave giusta per ripartire.
Il PalaDozza, caldo, accogliente, rumoroso, intriso di storia e pervaso da un’atmosfera che trasuda amore per la pallacanestro, ha spinto l’Italbasket al successo.

Basket City ha accolto la squadra di coach Meo con l’affetto che si riserva agli amici e la carica emotiva giusta.

Nonostante le evanescenti difficoltà iniziali, soprattutto ad arginare le percentuali dall’arco degli islandesi e qualche passaggio a vuoto in fase difensiva, la nazionale ha incantato con un bel gioco, fatto di pick&roll, tagli backdoor, uno contro uno e cooperazione continua, conditi dalla serata magica di Della Valle e Vitali, chirurgici al tiro, dal talento di Nico Mannion, dall’energia dell’imperturbabile Pajola e dall’apporto di tutti coloro che, onorando la maglia azzurra, hanno calcato il parquet per pochi minuti o sono stati spettatori attivi in panchina.

Ribaltata la differenza canestri, la battuta d’arresto di Reykjavík sembra un boccone meno amaro da digerire, considerata la consapevolezza del gruppo e la chimica di squadra, che crescono a dismisura e regalano all’ambiente una valvola di sfogo.

L’imperativo adesso è continuare a vincere e convincere, in un clima alimentato dall’alone di misticità e fascino che può avvolgere solo la nazionale.
E non potrebbe essere altrimenti 🏀🇮🇹

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𝑪𝑹𝑬𝑫𝑬𝑹𝑬 𝑵𝑬𝑰 𝑺𝑶𝑮𝑵𝑰 💫Una favola che non conosce i limiti dell’immaginazione.Solo dieci anni fa Tortona era protagonista in...
19/02/2022

𝑪𝑹𝑬𝑫𝑬𝑹𝑬 𝑵𝑬𝑰 𝑺𝑶𝑮𝑵𝑰 💫

Una favola che non conosce i limiti dell’immaginazione.
Solo dieci anni fa Tortona era protagonista in C1.
Oggi ingabbia la Virtus in una trappola difensiva d’élite e, ancor di più, la rende spettatrice impotente di una prova balistica impressionante.
In un cocktail di tenacia, coesione e istinto, la squadra di Marco Ramondino gioca libera dalle pressioni dei pronostici, trovando in tutti i giocatori che calcano il parquet risorse inestimabili.

Una sinfonia di tagli, back-door, penetrazioni e scarichi, conditi dal talento dei singoli e ricercati fino a suonare lo spartito nel modo migliore possibile.
Novantaquattro punti rifilati ai campioni d’Italia, con un’organizzazione che maschera l’emozione di calcare un palcoscenico così importante.

Tortona giocherà la finale di coppa Italia contro l’Olimpia Milano, la squadra italiana più vincente di sempre. E chissà che l’orchestra piemontese non possa ritoccare ulteriormente la straordinaria melodia composta.

Non svegliateli da questo sogno.
Non adesso.

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GIMBO STELLA A SPICCHI 🏀Una visione onirica che si è trasformata in realtà. Un bambino di ventinove anni con gli occhi l...
19/02/2022

GIMBO STELLA A SPICCHI 🏀

Una visione onirica che si è trasformata in realtà.
Un bambino di ventinove anni con gli occhi luccicanti di felicità.
L’oasi della palla a spicchi ha accolto Gianmarco Tamberi e ha dovuto subito incorniciare due giocate meravigliose nel salone d’onore del Celebrity Game.
Tra i traguardi del campione l’oro olimpico a Tokyo.
E poi l’emozione incommensurabile di calcare un parquet NBA, davanti al pubblico delle grandi occasioni, condividendo il proprio sogno con una nazione intera.

A coronamento di un’esperienza straordinaria, quindici punti, dieci rimbalzi, due schiacciate e un abbraccio di gioia al piccolo Gimbo del passato, in una notte che profuma meravigliosamente di storia ✨

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𝐓𝐑𝐔𝐒𝐓 𝐓𝐇𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒Il processo è completo. O almeno così sembra. I fantasmi del decennio scorso sono incatenati nella prig...
12/02/2022

𝐓𝐑𝐔𝐒𝐓 𝐓𝐇𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒

Il processo è completo. O almeno così sembra.
I fantasmi del decennio scorso sono incatenati nella prigione del ricordo e il presente appare roseo, come forse pochi avrebbero immaginato quando la città dell’amore fraterno, anni fa, era costellata di free agent senza fissa dimora.
La fiducia che Philadelphia ha riposto nelle lancette del tempo ha dato i suoi frutti, sebbene alcuni addetti ai lavori abbiano spesso storto il naso di fronte allo scioglimento vistoso della squadra ai playoff.
Le fondamenta del progetto di gloria della dirigenza si sono sgretolate in un’intesa, tra Embiid e Simmons, che non è mai decollata. Un meccanismo a prima vista perfetto che, se da una parte ha usurato e demolito le più ottimistiche aspettative, dall’altra ha regalato al centro camerunense il contesto giusto per maturare senza pressioni.

La trade deadline ha offerto ora, a coach Rivers, le chiavi per ambire al titolo.
In Pennsylvania è atterrato James Harden, aggiunta d’élite a un roster molto competitivo che, nello scambio con i Nets, ha “perso” solo Simmons, assicurandosi i servigi dei due gioielli di casa, Maxey e Thybulle.
Il quintetto è potenzialmente uno dei migliori in NBA e l’assalto all’anello è dichiarato.

Che sia solo una rivincita sul fato, giudice indiscusso della trepidante e indelebile gara sette contro i Toronto Raptors o l’atto finale del processo, sarà il parquet a decretarlo.

✍🏼 Gabriele Scorsonelli



Indirizzo

Milano, Lombardia, Italia
Milan
20121

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