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11/01/2026

Donald Trump ha attaccato il Venezuela e deposto l'ormai ex presidente Nicolás Maduro in tempi e modi che quasi nessuno aveva previsto. Ma attenzione: potrebbe non essere finita qui, perché presto altri Paesi potrebbero subire una sorte simile a quella del Venezuela. Groenlandia, Cuba, Colombia, Iran e altri Stati sono finiti nel mirino di Trump, che ha minacciato azioni militari o, addirittura, annessioni totali. Segno del fatto che, ormai, Trump ha stravolto la politica estera degli Stati Uniti e, di conseguenza, la sorte degli equilibri geopolitici globali. Ma perché? E perché proprio ora?

10/01/2026

In questa versione invertita della “classica” piramide, passa un messaggio piuttosto chiaro: una dieta sana consiste principalmente di frutta, verdura, grassi sani e molte proteine. Questo ultimo aspetto è particolarmente caro ad una buona fetta dell’elettorato dell’attuale amministrazione. L’altra novità presentata nelle linee guida è che per la prima volta, viene sconsigliato esplicitamente il consumo di cibi con zuccheri aggiunti e alimenti ultra-processati. Questa novità cerca di rispondere al grosso problema statunitense di elevati tassi di diabete e di obesità infantile, causati a loro volta da molti fattori tra cui l’educazione alimentare e la povertà economica della popolazione con scarso accesso a cibo nutriente.

Ma quindi tutti cambieranno il loro modo di mangiare negli Stati Uniti? Molto probabilmente l’americano medio non cambierà radicalmente la propria alimentazione. Certo è che una piramide al contrario può essere abbastanza fuorviante.
In più chi potrebbe risentirne sono le mense scolastiche, i programmi nutrizionali per donne o neonati che si basano su queste linee guida
Si ringraziano e per il confronto nella realizzazione di questo contenuto

In una lunga intervista rilasciata nello Studio Ovale ad alcuni giornalisti del New York Times, Donald Trump ha chiarito...
10/01/2026

In una lunga intervista rilasciata nello Studio Ovale ad alcuni giornalisti del New York Times, Donald Trump ha chiarito qual è l'unica cosa che può davvero limitare le sue azioni sullo scenario globale: la sua morale. Trump ha specificato che non ha bisogno del diritto internazionale, e che sarà solo lui a chiarire quali principi giuridici potranno essere applicati agli Stati Uniti dato che, come lui stesso ha dichiarato, non ha "intenzione di fare male a nessuno". Si tratta della prima volta che Trump delinea così chiaramente la sua visione del mondo e della politica internazionale.

Trump ha anche dichiarato che la potenza militare ed economica degli Stati Uniti è un fattore determinante e che i presidenti precedenti sono stati troppo cauti nell'usarla per raggiungere supremazia politica e interessi nazionali. Ha poi respinto l'idea che la Cina e la Russia possano usare la stessa sua logica a scapito degli Stati Uniti.

Durante l'intervista Trump ha anche parlato della Groenlandia e della NATO. Un giornalista gli ha fatto notare che, grazie a un trattato siglato con la Danimarca nel 1951, gli Stati Uniti possono già muovere liberamente l'esercito all'interno della Groenlandia. Tuttavia, Trump ha spiegato che prenderne il controllo è "psicologicamente importante per avere successo, perché la proprietà ti dà possibilità uniche". Sulla NATO, Trump ha dichiarato che l'alleanza è inutile senza gli Stati Uniti, si è vantato di essere stato l'unico presidente a convincere gli alleati a impegnarsi a spendere di più nella difesa (il 5% del proprio PIL) e ha aggiunto che senza di lui "la Russia avrebbe già preso tutta l'Ucraina".

Durante l'intervista, Trump ha ricevuto una telefonata dal presidente della Colombia, Gustavo Petro, che poche ore prima aveva raccontato al New York Times di "essere in pericolo" dopo le ripetute minacce di Trump, che ha più volte accusato Petro di essere coinvolto nel traffico di droga verso gli Stati Uniti.

Sulla politica interna, Trump ha ammesso di avere dei limiti, ma ha difeso la scelta di punire le istituzioni non gradite e di colpire gli Stati guidati da rilavi politici.

09/01/2026

Secondo gli ultimi dati Istat relativi a novembre 2025, la disoccupazione è scesa al 5,7%, al di sotto della media europea. Continua anche a crescere il numero di occupati, non a caso la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di dati sull’occupazione “incoraggianti”.

Questi numeri sono però positivi solo in parte, infatti la maggior parte dei nuovi occupati è in settori a basso valore aggiunto che contribuiscono poco alla crescita economica, inoltre se la disoccupazione diminuisce, è perché ci sono meno persone che cercano attivamente lavoro.



09/01/2026

Durante la conferenza stampa di inizio anno organizzata dall’Ordine dei giornalisti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto domanda sul piano casa rivolta da Elisabetta Fiorito di Radio 24. Si tratta della terza volta che la presidente del Consiglio annuncia il piano casa e stavolta ha dato dei numeri: 100mila abitazioni in 10 anni. Si tratta tuttavia delle uniche informazioni divulgate finora, perché il piano casa ancora non è stato messo a punto definitivamente nonostante se ne parli da fine agosto.

In Italia circa il 24% della popolazione abita in una casa sovraffollata. Per prendere in affitto un bilocale in zona centrale, a Milano se ne va più o meno il 72% dello stipendio medio. A Roma il dato “scende” al 65%. 4 milioni di italiani sono alla ricerca di una casa e in Italia ci sono 9,6 milioni di case vuote. 650 mila famiglie sono in attesa di casa popolare.

Di questo e altri temi parleremo con i protagonisti dell’attualità politica tutti i martedì e giovedì dalle 20 alle 21 a partire dal 13 gennaio in un nuovo talk live sul nostro canale YouTube! Si chiama Nessuno Escluso, sarà condotto da e con lei in studio ci sarà .docx. Vi aspettiamo!

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che il referendum sulla giustizia si terrà, con ogni probabilit...
09/01/2026

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che il referendum sulla giustizia si terrà, con ogni probabilità, domenica 22 e lunedì 23 marzo. "La data del 22 e del 23 marzo è quella che mi sembra più probabile, diciamo, quindi mi sentirei di confermarla", ha dichiarato Meloni durante la conferenza stampa di questa mattina.

Si tratta di una riforma costituzionale che, tra le varie cose, introduce anche la separazione delle carriere dei magistrati, tra giudici e pubblici ministeri. Si arriverà a questo referendum dopo un lungo iter: la legge proposta dal governo è stata infatti approvata dal parlamento a fine ottobre 2025 e dopo quella data la Corte di Cassazione ha accolto le quattro richieste di referendum arrivate sia dalla maggioranza che dalle opposizioni.

Essendo una riforma che modifica la Costituzione, infatti, è previsto che possa essere sottoposta a referendum confermativo nel caso in cui, come questa volta, non sia stata approvata da almeno i due terzi dei componenti di Camera e Senato. Come riporta Pagella Politica, l’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ha controllato che le firme raccolte fossero valide e ha stabilito che il quesito del referendum costituzionale sarà il seguente: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?»

Gli elettori quindi potranno votare “Sì” se sono d’accordo con l’approvazione della riforma, oppure “No” se sono contrari. Non essendo previsto il quorum, il risultato del referendum sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. Per ulteriori approfondimenti sul merito della riforma, vi invitiamo a guarda il video completo sul nostro canale You Tube

Contro gli arrabbiati, gli agenti hanno sparato con le cartucce a pallini. Le immagini quasi irreali di corpi vivi, in p...
08/01/2026

Contro gli arrabbiati, gli agenti hanno sparato con le cartucce a pallini. Le immagini quasi irreali di corpi vivi, in piedi, ma completamente ricoperti di sangue sono la conseguenza di quelle minuscole biglie d’acciaio che ti feriscono in decine di punti contemporaneamente ma non così in profondità da ucciderti. E che spesso accecano. 

Il primo gennaio ci sono stati i primi morti in piazza di questa nuova protesta iraniana. E in Iran i funerali dei manifestanti uccisi sono spesso un catalizzatore di proteste più ampie. 

Al decimo giorno, la protesta aveva raggiunto 270 località in 27 province su 31. I morti in piazza ora sono 36 e gli arresti almeno 1.200.

La protesta è nata così: un gruppo di commercianti che vende apparecchi elettronici ha abbassato le serrande, perché tenere aperto il negozio era inutile. 

Nessuno compra un bene d’importazione come un televisore ora che la moneta iraniana è crollata: ci vogliono un milione e mezzo di rial per comprare un dollaro americano.

Di conseguenza i beni che vengono dall’estero sono inaccessibili. Un televisore coreano nuovo costa come quattro anni di affitto di un appartamento nella capitale.

In piazza c’è un ragazzo che piange e grida: “Non smetto mai di lavorare. Finito il turno attacco come tassista abusivo. Mangio un panino mentre guido. Vado a casa di mia madre per dormire qualche ora. Mi alzo e vado a lavorare. Se devo vivere così, il rischio di morire in piazza non è poi tutto questo rischio”.

Dopo la scintilla, come succede sempre, la protesta è diventata una protesta contro il regime. Gli studenti dell’università di Teheran hanno aderito con un comunicato che dice: “Questo sistema criminale ha preso in ostaggio il nostro futuro: non va riformato, va abbattuto”.

racconte le proteste in Iran nella nuova puntata di Stories. Si ascolta sulle principali piattaforme audio gratuite e al link in bio.⁠

L’Unione Europea ha lanciato il primo Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili. L’obiettivo è di costruire 650...
08/01/2026

L’Unione Europea ha lanciato il primo Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili. L’obiettivo è di costruire 650 mila case in più all’anno e mobilitare €800 miliardi in 10 anni per affrontare la crisi abitativa che sta colpendo le città di tutta Europa.
Dal 2010 a oggi il prezzo delle case in UE è aumentato del 60%, quello degli affitti del 30%. Nelle grandi città la situazione è ancora più grave: sempre più persone si concentrano nei centri urbani per studio o lavoro, mentre la popolazione europea complessiva sta calando. Il risultato? Trovare casa è diventato impossibile per giovani, studenti e lavoratori. In città come Firenze, Praga e Venezia, oltre il 20% degli appartamenti è ormai su Airbnb.
La casa non rientra tra le competenze delle istituzioni europee, ma il Piano Casa vuole sbloccare la situazione usando le leve a sua disposizione. Prima tra tutte: modificare le regole sugli aiuti di Stato per permettere ai governi di finanziare non solo l’edilizia sociale per famiglie a basso reddito, ma anche case per la classe media, sempre più esclusa dal mercato. Inoltre, vuole stanziare risorse aggiuntive per il settore: €53 miliardi nel nuovo budget europeo e €375 miliardi tramite finanziamenti con la Banca europea per gli investimenti entro il 2029.

07/01/2026

Abbiamo fatto un viaggio dietro le quinte di MasterChef per scoprire dove finisce davvero il cibo che vediamo in TV. Tra dispensa e backstage, a telecamere spente, ci siamo fatti raccontare come funziona la macchina anti-spreco del programma e abbiamo raccolto consigli concreti dagli chef Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli e Chiara Pavan per ridurre lo spreco alimentare, anche a casa.

Questo video è stato realizzato in collaborazione con Sky

Nota: raccogliere i dati sullo spreco di cibo è veramente molto complesso! Ci sono metodologie diverse e spesso i dati raccolti non sono uniformi. I dati ONU e Eurostat utilizzati in questo video ci sono sembrati tra i più affidabili.

Come nel 2019, Donald Trump è tornato a parlare apertamente della possibilità che gli Stati Uniti prendano il controllo ...
07/01/2026

Come nel 2019, Donald Trump è tornato a parlare apertamente della possibilità che gli Stati Uniti prendano il controllo della Groenlandia. Questa volta però ha fatto un passo in più, definendo l’isola una questione di sicurezza nazionale e non escludendo la possibilità che il passaggio sotto l’autorità statunitense avvenga con la forza.

Le parole di Trump hanno provocato una reazione immediata. Il primo ministro groenlandese Jens Frederik Nielsen ha risposto dicendo: “Ora basta”, mentre la premier danese Mette Frederiksen ha avvertito che un tentativo di controllo statunitense metterebbe seriamente in crisi i rapporti tra Europa e Stati Uniti. Anche perché gli Stati Uniti sono già presenti in Groenlandia con la base militare di Pituffik, uno dei centri più importanti per la difesa antimissile e la sorveglianza dell’Artico, ma questo sembra non bastare più a Trump.

Dietro alle parole di Trump, infatti, non c’è solo un’uscita sopra le righe, ma una strategia geopolitica precisa, legata anche alla competizione tra Russia e Cina. La Groenlandia è ricchissima di materie prime considerate cruciali per il futuro, come i minerali necessari per batterie, tecnologie digitali e transizione energetica: risorse che oggi sono al centro della competizione tra Stati Uniti, Russia e Cina. L’isola, inoltre, ha una posizione strategica per il controllo delle nuove rotte artiche rese navigabili dallo scioglimento dei ghiacci e per l’accesso a materie prime considerate cruciali per il futuro.

Il 5 gennaio 2025, esattamente un anno fa, a New York City è entrata in vigore una misura di rottura, soprattutto in un ...
07/01/2026

Il 5 gennaio 2025, esattamente un anno fa, a New York City è entrata in vigore una misura di rottura, soprattutto in un Paese strettamente dipendente dall’auto privata come gli Stati Uniti. Stiamo parlando di un pedaggio urbano da pagare per entrare nell’area a sud della Sessantesima strada, a Manhattan.

Introdotto dallo Stato di New York, il cosiddetto “congestion pricing” è simile ma non del tutto paragonabile alle Zone a traffico limitato (ZTL) delle città italiane ed europee, perché non prevede agevolazioni per le auto elettriche o a basse emissioni. L’obiettivo è ridurre il traffico (e di conseguenza l’inquinamento), migliorare la fluidità della circolazione dei bus e raccogliere fondi per la manutenzione stradale e il potenziamento del trasporto pubblico.

Nei primi 6 mesi della misura, stando a uno studio pubblicato su Nature, le concentrazioni di PM2,5 nell’area coinvolta dal pedaggio sono calate del 22%: siamo ancora in attesa dei dati annuali, ma i segnali sono incoraggianti.

Al netto dell’inquinamento, la Metropolitan transportation authority (MTA) - società responsabile del trasporto pubblico nello Stato di New York - ha pubblicato i risultati dei primi 11 mesi di “congestion pricing”. Stando ai dati, il pedaggio sta funzionando, nonostante i tentativi dell’amministrazione di Donald Trump di screditarlo e affossarlo.

Nella zona interessata dal pedaggio sono entrati in media 71.500 veicoli in meno ogni giorno (-11% rispetto allo stesso periodo del 2024). Un traguardo che, scrive Bloomberg, ha aiutato gli autobus ad accelerare il ritmo, rendendo il trasporto pubblico più efficiente.

Un altro risultato interessante riguarda le persone a piedi, che nel quartiere coperto dal pedaggio sono aumentate a un ritmo maggiore (+3,4% contro +1,4%) rispetto alla media di Manhattan. L’incremento del traffico pedonale ha reso la città più vivace: basti pensare che a sud della Sessantesima strada il tasso di riduzione dei negozi sfitti è stato molto più marcato rispetto al resto della metropoli. Ciò conferma che una città a misura di persona fa bene non solo all’ambiente, ma anche all’economia.

Uno dei giorni più bui per la storia italiana: l'uccisione del Governatore siciliano, e fratello dell'attuale Presidente...
06/01/2026

Uno dei giorni più bui per la storia italiana: l'uccisione del Governatore siciliano, e fratello dell'attuale Presidente della Repubblica, Piersanti Mattarella. L'uomo, figlio del politico DC Bernardo, aveva intrapreso il percorso del padre: prima consigliere comunale a Palermo, poi deputato regionale, quindi assessore, infine Presidente della Regione Sicilia nel 1978.

Da subito aveva intrapreso alcune azioni riformatrici che volevano imprimere una svolta nella lotta alla criminalità e al malaffare della Regione. Tra le altre, provvedimenti in materia urbanistica per rendere sempre più difficoltose speculazioni e abusivismi edilizi.

Subito dopo l'omicidio di Peppino Impastato, andò a Cinisi, paese del giornalista antimafia, a pronunciare un discorso durissimo contro Cosa Nostra. Si schierò pubblicamente per introdurre più legalità nella gestione dei contributi agricoli regionali. “Stava provando a realizzare un nuovo progetto politico-amministrativo, un'autentica rivoluzione”, ha scritto l'ex Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. “La sua politica di radicale moralizzazione della vita pubblica aveva turbato il sistema degli appalti pubblici con gesti clamorosi, mai attuati nell'isola”.

E infatti, fu ritenuto “troppo” per Cosa Nostra, che ne ordinò l'eliminazione avvenuta il 6 gennaio 1980. Uno dei giorni più bui della Repubblica. Il giorno in cui la vita di suo fratello Sergio cambiò per sempre.

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Milan

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