19/06/2026
𝐈𝐋 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐑𝐈𝐓𝐑𝐎𝐕𝐀
𝐋𝐀 𝐒𝐔𝐀 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃𝐄𝐙𝐙𝐀
𝐅𝐔𝐎𝐑𝐓𝐄𝐒: “𝐑𝐈𝐋𝐀𝐍𝐂𝐈𝐎
𝐃𝐄𝐅𝐈𝐍𝐈𝐓𝐈𝐕𝐎”
𝐂𝐎𝐍 𝐍𝐄𝐓𝐑𝐄𝐁𝐊𝐎, 𝐌𝐔𝐓𝐈 𝐄 𝐊𝐀𝐔𝐅𝐌𝐀𝐍𝐍
𝐈𝐋 𝐒𝐔𝐎 𝐌𝐎𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃’𝐎𝐑𝐎
di Titti Giuliani Foti 🖍️
Algoritmi, polemiche social, che evaporano nel giro di poche settimane: il presente corre veloce. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, invece, sceglie di rallentare e punta sui classici. Lo fa con un cartellone 2027 che rivendica una convinzione controcorrente: alcune opere attraversano il tempo senza perdere forza.
Dodici titoli d’opera, sette nuovi allestimenti, venti concerti sinfonici e una nuova produzioni di balletto compongono la stagione 2027 e l’89ª edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino, presentate oggi dal sovrintendente Carlo Fuortes insieme al direttore musicale Daniele Gatti, alla sindaca Sara Funaro e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Ad aprire la stagione, il 15 gennaio 2027, sarà “La traviata” di Verdi, mentre il Festival prenderà il via il 18 aprile con “A Midsummer Night’s Dream” di Benjamin Britten - come spiega benissimo Paolo Klun nell'intro -, coproduzione internazionale con il Teatro Real di Madrid e la Royal Opera House di Londra. Un segnale chiaro: Firenze continua a dialogare con l’Europa attraverso la musica e il teatro.
Fuortes ha parlato di una stagione costruita all’insegna dell’ambizione e della qualità internazionale , sottolineando la centralità della nuova direzione musicale di Daniele Gatti e ricordando che sette delle dodici opere saranno nuovi allestimenti. Un progetto che conferma la volontà del Maggio di giocare nel campionato dei grandi teatri europei, senza complessi d’inferiorità e senza bisogno di effetti speciali diversi da quelli già contenuti delle partiture. Ma il segnale più evidente del ritrovato prestigio internazionale arriva forse dai nomi. «La conferma di questo definitivo rilancio sarà la presenza di grandissimi cantanti», ha detto Fuortes annunciando per la prima volta al Maggio Jonas Kaufmann ed Elina Garanča, insieme al ritorno di Anna Netrebko. A loro si affiancheranno artisti come Kristina Mkhitaryan, Aleksandra Kurzak, Marina Rebeka, Ludovic Tézier, Luca Salsi, Francesco Meli, Vasilisa Beržanskaja, Jessica Pratt, Violeta Urmana, Pretty Yende e Anja Kampe.
Anche sul fronte sinfonico il livello è quello delle grandi occasioni: da Martha argerich a Beatrice Rana, da Grigorij Sokolov a Maxim Vengerov, fino a Ettore Pagano, Francesco Piemontesi e Andrea Lucchesini. Sul podio si alterneranno, oltre a Daniele Gatti, nomi come Zubin Mehta, Riccardo Muti, Kirill Petrenko, James Conlon e Ivor Bolton. Più che una stagione, una sorta di atlante musicale internazionale con Firenze al centro della mappa.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca il ritorno di Riccardo Muti che il 21 aprile dirigerà la “Troisième Messe Solennelle” di Luigi Cherubini in occasione dell’intitolazione del Teatro a Vittorio Gui, caldeggiata con una certa veemenza dallo stesso maestro tempo fa. Un evento che unisce memoria, riconoscenza e prestigio internazionale. E se qualcuno immagina il repertorio lirico come un museo immobile, Fuortes rivendica invece un teatro «vivo», capace di guardare alla . Dopo l'apertura del Festival 2026 con “The Death of Klinghoffer” di John Adams, il 2027 proporrà il Britten di “A Midsummer Night's Dream”, seguito da “Tristano e Isotta” di Wagner ed “Elektra” di Richard Strauss. Un percorso che attraversa il Novecento e la modernità europea senza rinunciare alla tradizione, perché al Maggio l'innovazione non passa dalla moda del ma dalla capacità di rileggere i classici e i grandi capolavori del secolo scorso. Se Fuortes guarda al futuro, Eugenio Gianii osserva il percorso compiuto. E non nasconde la soddisfazione. «Guardando al lungo periodo, vivo questo come il migliore momento del Maggio», ha dichiarato il presidente della Regione. Parole che pesano perché arrivano da chi ha seguito negli anni la lunga e complessa vicenda del nuovo Teatro dell’Opera. Quasi un promemoria per chi ricorda quando, attorno a quell’investimento, non mancavano dubbi, polemiche e scetticismi.
Sulla stessa linea la sindaca Sara Funaro, che ha evidenziato come il Maggio continui a coniugare qualità artistica e solidità economica. «Il lancio di questa stagione conferma l’altissima qualità della produzione e della programmazione», ha osservato, sottolineando anche un dettaglio tutt’altro che secondario: «un bilancio che sta reggendo solido, in cui l’amministrazione comunale non deve intervenire a integrare». In tempi nei quali la cultura è spesso costretta a difendersi più che a , la frase suona quasi rivoluzionaria.
Lo sguardo è già rivolto al 2028, anno del centenario dell’Orchestra del Maggio. «Metteremo tutte le nostre energie perché sia un centenario davvero memorabile», Funaro. Un anniversario che si annuncia non come una semplice celebrazione, ma come l’occasione per ribadire il ruolo di Firenze nel panorama musicale internazionale. Del resto, se il Maggio è nato nel 1933 per portare innovazione nella , oggi sembra riuscire in un’impresa forse ancora più difficile: dimostrare che la tradizione, quando è viva, continua a essere sorprendentemente moderna.
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